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San Marino, come migliorare la Legge sulla stampa

da Redazione

Il testo, passato in prima lettura, presenta problematiche non di poco conto. Nessun sostegno a un settore nevralgico. E troppo peso alla politica.

 

di Loris Pironi

 

La scorsa settimana abbiamo dedicato l’editoriale, ovvero l’articolo forse più importante del giornale, ad un argomento che ci sta particolarmente a cuore, ovvero la regolamentazione del settore giornalistico e lo sviluppo di un giornalismo sempre più saldo professionalmente nella Repubblica di San Marino. Questa volta scendiamo più nei dettagli, con le nostre osservazioni, in libertà, sulla prima vera legge relativa alla professione in Repubblica. Nella speranza che vengano recepite nel momento di predisporre le modifiche – che riteniamo essenziali – prima del passaggio in seconda lettura in Consiglio Grande e Generale.

 

Il mercato

 

Partiamo con un’analisi del mercato sammarinese dei media. È materia più da editori che da giornalisti, ma riveste una grande importanza, a nostro avviso, perché se il mercato non è sano e trasparente si rischiano distorsioni molto pericolose.

La nostra riflessione è molto semplice: a San Marino i numeri, dei lettori e della raccolta pubblicitaria sono così limitati che è praticamente impossibile mantenere un equilibrio tra costi e ricavi di un’attività giornalistica. A questo punto la soluzione qual è? Non il mero assistenzialismo da parte dello Stato, sul modello italiano, che produce più distorsioni che vantaggi. E non parliamo delle provvidenze dell’editoria che già sono in essere ma che oggi ammontano alle briciole per il sistema (dopo l’entrata in vigore della legge potranno arrivare fino a 10 mila euro, o al massimo coprire il 7% delle spese). Allora qui ci permettiamo di fare qualche proposta per valorizzare e stimolare il settore. Potrebbe essere ipotizzato un sostegno per l’acquisto della carta (ad esempio si può eliminare l’imposta monofase per questa voce, favorendo altresì le imprese tipografiche del territorio, peraltro da anni in grave affanno), oppure potrebbe essere prevista una detassazione del traffico telefonico, per le testate giornalistiche e per i singoli giornalisti. Sempre a favore dei giornalisti, perennemente in giro su un territorio difficile da coprire se non con l’automobile, potrebbe essere previsto un contributo, anche forfettario, anche sulla SMaC Card, per il consumo del carburante. Così come si potrebbero prendere in esame l’esenzione dei costi di spedizione in abbonamento postale per le testate non di stampo pubblicitario, un’aliquota agevolata per l’acquisto di beni strumentali e anche una detassazione totale o parziale, per le imprese che investono in pubblicità sui media sammarinesi, facendo naturalmente attenzione a non creare il terreno per abusi e meccanismi distorsivi. Ecco, questo sono alcuni meccanismi virtuosi, a nostro avviso, per aiutare il settore a sostenersi in maniera trasparente.

 

Le tre critiche


Le critiche principali che possono essere mosse alla legge passata in prima lettura sono la sua farraginosità, il fatto che non tiene in particolare conto lo stato attuale delle cose (non siamo all’anno zero) e un eccessivo peso della politica nelle nomine dell’autorità garante. Sul primo aspetto possiamo dire che il testo è molto articolato nel ricercare e ricalcare figure giornalistiche quali si trovano in Italia: sul Titano il quadro può essere molto più semplice, dato che si inizia oggi a normare la professione. La nuova legge poi prevede meccanismi che non ci pare tutelino a sufficienza le redazioni e i giornalisti, in riferimento all’ottenimento della Press Card e al mantenimento dello status quo redazionale. Riteniamo inoltre che la presenza della politica nelle nomine degli organismi di controllo sia eccessiva. Una proposta alternativa potrebbe essere quella di cedere le incombenze legate al codice deontologico alla Consulta, procedimento questo che riteniamo non possa implicare sospetti di “autogestione da casta” oppure la creazione di una sorta di ordine dei giornalisti che al Titano non serve di sicuro.

 

Altri suggerimenti


Qualche altro piccolo suggerimento. Non si possono sollevare barriere di fronte ai giornalisti che provengono dall’Italia come inviati, come previsto invece dalla legge in prima lettura, In ambito formativo infine va stabilita una sinergia con gli Ordini Regionali italiani in particolare quelli limitrofi di Marche ed Emilia-Romagna per quello che riguarda la formazione e l’aggiornamento obbligatori.

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