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“PRG, modernizzare il Paese e rilanciare il settore Edilizia”

da Redazione

ANIS: “Viabilità, opere strategiche, meno burocrazia e più incentivi alle riqualificazioni”. Nell’incontro con il Segretario al Territorio presentate aspettative e proposte delle imprese.

cantieri

 

di Daniele Bartolucci

 

Il nuovo Piano Regolatore Generale deve modernizzare il Paese e nello stesso tempo deve accompagnare il rilancio dell’economia sammarinese, a partire dall’edilizia e tutto l’indotto che essa può muovere. Questo l’obiettivo principale che ANIS, ha ribadito al Segretario al Territorio, Stefano Canti, durante l’incontro dei giorni scorsi. Conseguente a questa visione sistemica, la delegazione ANIS, guidata dal Segretario Generale William Vagnini e dal Vice Presidente Daniele Toccaceli, in qualità anche di rappresentante del Settore Edilizia, ha ricordato le principali esigenze: dalle carenze infrastrutturali sia come opere pubbliche (viabilità in primis) sia come opere strategiche per aumentare l’autonomia del sistema (discariche, bacino idrico, depuratore…), agli attesi interventi normativi utili a sbloccare gli investimenti, partendo dalla sburocratizzazione delle procedure e nuovi incentivi su ristrutturazioni e riqualificazioni, per arrivare all’apertura del mercato immobiliare ai non residenti; la riorganizzazione delle aree produttive con la previsione degli ampliamenti; la possibilità di costruire un’abitazione per i proprietari di piccoli terreni agricoli.

 

VAGNINI: “RIORDINO E SVILUPPO DEL TERRITORIO”

 

“Abbiamo richiesto questo incontro”, spiega Vagnini, “per condividere le linee del piano che dovrebbe guidare il riordino e lo sviluppo del territorio nei prossimi anni, da tutti i punti di vista. Purtroppo, ad oggi, sono state poche le occasioni di confronto sull’elaborazione del nuovo PRG e ciò ci aveva impedito di presentare e approfondire le nostre aspettative e proposte, frutto del confronto con le imprese che rappresentiamo. Le questioni che questo nuovo strumento dovrà affrontare, infatti, sono molteplici e ciò che chiediamo è partire da una visione più alta, che deve disegnare il futuro assetto del territorio nell’ottica di una sua razionalizzazione, riqualificazione e valorizzazione attraverso una ponderata pianificazione”. Cosa che è venuta meno negli anni, con conseguenze visibili sulla mobilità, a cui si aggiungono tutte le criticità della viabilità a partire dalla superstrada: “Le reti stradali sono ancora in gran parte quelle ideate per sopportare un traffico di mezzi meno intenso e di minori dimensioni. Serve un progetto complessivo, che deve inserirsi in un piano più ampio di opere per modernizzare tutto il Paese”, avverte Vagnini. “Alcune sono per loro natura pubbliche, altre, più strategiche e votate ad una maggiore autonomia, possono invece vedere coinvolti anche imprenditori e investitori privati. Ad esempio nel ciclo dei rifiuti, dalle discariche e i siti di stoccaggio – la cui carenza sta di fatto bloccando molte imprese –, a quello delle acque, sia come raccolta, con la realizzazione di un bacino idrico, sia come scarico, con l’installazione di impianti di depurazione che eviterebbero il pagamento di tariffe maggiorate in Italia”. Un piano di tale portata, però, prevede anche dei costi importanti: “Siamo consapevoli che si tratti di una sfida difficile, ancor più complicata dalle risorse limitate del Bilancio dello Stato. Occorre però trovare nuove risorse, anche attraverso una concreta politica di spending review”.

 

TOCCACELI: “INCENTIVI E MENO BUROCRAZIA”

 

Nel nuovo PRG uno dei protagonisti sarà il comparto edile, “ma l’edilizia è un volano eccezionale per tantissimi settori”, avverte Toccaceli, “come abbiamo avuto modo di condividere con il Segretario Canti, al quale riconosciamo una grande attenzione verso le tematiche presentate, motivo per cui ci aspettiamo dalla sua Segreteria e da tutto il Governo la traduzione in atti concreti. Occorre infatti una spinta forte e decisa perché possa riattivarsi quel volano, bloccato sicuramente dalle varie crisi economiche, ma anche da una burocrazia che ha procedure e tempistiche disincentivanti. Inoltre, riteniamo necessario un intervento sulle norme che regolano la pianificazione territoriale. Questo vale sia per i cittadini che per le imprese, perché non sono pochi i casi in cui siti produttivi necessitino ampliamenti e non possano realizzarli, rinunciando quindi alla propria crescia e, spesso, anche a nuove commesse. Per il residenziale, invece, nessuno si aspetta un ritorno al boom di qualche decennio fa e, anzi, crediamo che sia arrivato il momento di riqualificare gran parte del patrimonio immobiliare esistente: meno cemento e abitazioni più belle ed efficienti a livello energetico. E’ chiaro”, ammette Toccaceli, “che in questa fase storica le persone hanno qualche timore a fare acquisti e investimenti, aggiungiamoci poi la burocrazia e i tempi dei finanziamenti bancari e tutto si blocca prima ancora di partire. Per questo servono nuovi stimoli. Comprendiamo bene che lo Stato non si possa permettere grandi incentivi e forse l’ecobonus del 110% italiano è anche troppo, ma qualcosa occorre fare, favorendo le ristrutturazioni e le riqualificazioni, che renderebbero anche più appetibili gli immobili stessi”. Ma ci sono anche interventi a costo zero, da tempo richiesti da ANIS: “La possibilità di costruire una propria abitazioni su piccoli terreni agricoli confinanti con zone già destinate al residenziale, è uno di questi”, spiega Toccaceli. “Non stiamo parlando di palazzine, ma di abitazioni singole, per sé o per i propri figli, magari vincolandole e dando indici edificatori molto bassi”. L’altro tema è il mercato immobiliare, “che va aperto all’esterno, anche in questo caso si possono prevedere dei vincoli, ma limitare completamente i potenziali acquirenti e investitori solamente all’interno del territorio sammarinese, se un tempo aveva una motivazione condivisibile, oggi è diventato un ulteriore freno ad un settore già appesantito dalle difficoltà”.

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