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Consiglio Grande e Generale: relazione conclusiva della Commissione d’Inchiesta su Banca CIS

da Redazione

Sono 66 gli iscritti ad intervenire in Aula nel dibattito. Il report di San Marino News Agency.

 

SAN MARINO – I lavori della mattina sono iniziati con l’apertura del comma 5B, come previsto dall’ordine del giorno, ovvero, con l’avvio della “discussione sulla relazione conclusiva della Commissione Consiliare d’Inchiesta su presunte responsabilità politiche o amministrative che hanno coinvolto la Società Credito Industriale Sammarinese –Banca Cis e sulle crisi bancarie ed eventuali deliberazioni”. Sono 66 gli iscritti ad intervenire nel dibattito.

Il primo a prendere parola è il consigliere Pdcs Pasquale Valentini: nel suo intervento dito puntato contro chi ha avuto una responsabilità personale nelle vicende legate al Cis. “Accanto a questo- prosegue- c’è una schiera troppo grande di coloro che stanno nel limbo”, manda a dire, in riferimento ai politici del precedente governo e maggioranza. “La logica del ‘non so perché, ma si fa così’ è terribile- spiega- perché fa fare gli interessi di certe persone. Ed è l’aspetto che mi preoccupa”. Gli risponde Guerrino Zanotti, Libera, ex Segretario di Stato: “Sono fortemente convinto che chi aveva le responsabilità del momento è uscito dal limbo”, replica, facendo notare che se “due anni sono stati troppi’, la storia di Banca Cis ne è durata 20 “. Non solo: “Siamo usciti dal limbo a costo di mettere fine a quell’avventura di governo e maggioranza- ricorda- Non abbiamo mai anteposto, con la nostra azione politica, l’interesse personale e particolare all’interesse del Paese”. Matteo Rossi, Npr, solleva la questione “dell’affiliazione” della magistratura alla “galassia criminale” descritta dalla relazione, rivolgendosi ai consiglieri dell’opposizione chiede: “Siete ancora convinti dopo aver letto questa relazione, che il sindacato al giudice Buriani sia un attentato ai poteri dello Stato?”. Per Gloria Arcangeloni, Rete, dalla relazione “emergono responsabilità trasversali in tutti i partiti, eccetto per Rete, negli ultimi 20 anni”. E ricorda come il suo movimento fosse stato screditato nella passata legislatura dall’allora maggioranza per aver per primo denunciato l’influenza di Confuorti su politica e Banca centrale. “Rete è sempre stato accusato di fare complottismo e demagogia, le sue denunce sono state archiviate- lamenta- Confuorti non esisteva per Adesso.sm”.

 

Di seguito un estratto di tutti gli interventi della seduta della mattina.

 

Comma 5b Discussione sulla relazione conclusiva della Commissione Consiliare d’Inchiesta su presunte responsabilità politiche o amministrative che hanno coinvolto la Società Credito Industriale Sammarinese –Banca CIS e sulle crisi bancarie ed eventuali deliberazioni.

 

Pasquale Valentini, Pdcs: “Si è giunti a una relazione unitaria, elemento non scontato. E’ un documento che deve farci riflettere a lungo. Leggendola devo dire che abbiamo avuto piena conferma delle situazioni che già da inizio 2017 noi denunciavamo, ovvero che ci fosse un’azione esterna che coinvolgeva gangli vitali delle istituzioni. Dalla relazione emerge anche ahimè che quel modo di procedere non nasce dal 2017, anche se ha un’evidenza particolare in passata legislatura. Ci sono aspetti che avranno bisogno di approfondimenti anche in ambito del tribunale, ma mi auguro questo dibattito non sia un rinfacciarsi chi ha più o meno colpa. Come è possibile che portatori di interessi particolari e personali possano essere riusciti ad inserire nei vertici delle nostre istituzioni personaggi, in modo tale che riuscissero a piegare le decisioni a questi interessi? Con conseguenze poi gravissime sia sul piano economico che istituzionali del Paese. Cosa fa in modo che questo non accada più? Va fatta giustizia non solo dei colpevoli di atti gravi per la comunità, ma anche per tutti coloro che hanno subito le conseguenze, dalla relazione viene infatti fuori che chi si opponeva alla vicenda ci ha rimesso lavoro, reputazione… etc. Cercando le ragioni e gli anticorpi, c’è prima di tutto da considerare una responsabilità personale. Accanto a questo, c’è una schiera troppo grande di coloro che stanno nel limbo. La logica del ‘non so perché, ma si fa così’ è terribile perché fa fare gli interessi di certe persone. Ed è l’aspetto che mi preoccupa. Banca centrale in ambito finanziario è un elemento fondamentale, si considerino i passaggi 2010-2014, nel 2010 erano chiuse tutte le porte e nel 2014 sono state riaperte. Un elemento centrale è stata una banca centrale sostenuta nell’integrità della sua politica. Questo ha cambiato gli atteggiamenti di Italia, Fmi, degli interlocutori esterni. La grande delusione esterna c’è stata quando con certi atteggiamenti abbiamo dato l’idea di voler andare indietro, con il caos che si è avuto in Bcsm – dimissioni di Vivoli, Giannini, Battistini- dovute a una recrudescenza degli interessi che volevano tornare a decidere il da farsi e che ha trascinato anche il tribunale… La politica invece di essere garante, si è fatta allora portatrice di certi interessi. Nel 2016 non si è capito più niente di chi prendeva le decisioni e questo ha offerto il fianco a tutto. Prima di pensare di cambiare il regolamento, dobbiamo chiarirci questo: dobbiamo essere una politica che sa stare nei suoi limiti, non che dice ‘abbiamo i numeri e lo facciamo’. Se la politica deborda dalle sue funzioni, il caos rende sovrano. Siamo fuori oggi da questa logica? Abbiamo gli anticorpi? Questo è quello cui dobbiamo dare ora risposta. Dobbiamo accompagnare gli atti che facciamo con relazioni adeguatamente e istituzionalmente sostenibili, perché le responsabilità di quel che si fa siano chiare, senza zone d’ombra e opacità”.

Daniela Giannoni, Rete: “La relazione ha messo nero su bianco come esista a San Marino un sistema marcio e delinquenziale. La politica ha avuto ruolo in questo scenario, ma bisogna parlare di politici non di politica, di persone che fanno politica e come la fanno. Faccio parte di quel movimento i cui componenti erano definiti ‘nemici del paese’, complottisti, ossessionati da ‘Confuorti che invece non esiste’, anche se il fantasma aveva pure denunciato l’allora consigliere Elena Tonnini. Alla luce dei fatti magari oggi il Segretario Tonnini sarebbe difeso da tutta l’Aula, allora no. E’ emerso un sistema profondamente corrotto, ne è uscito un Paese accasciato, ma non possiamo arrenderci a questo. La speranza sta che nonostante il sistema corrotto qualcuno in ogni ambito ha detto ‘no’, ha denunciato, ha fatto il suo lavoro e ne ha pure pagato le conseguenze con ripercussioni lavorative in Bcsm. Cosa farne della relazione? Non è una sentenza, la commissione è arrivata dove poteva, il vero lavoro spetterà al tribunale, vogliamo tutti ci sia un seguito con verifiche di responsabilità e che paghi chi ha compiuto reati”.

Guerrino Zanotti, Libera: “Ritengo importante sia arrivata una relazione condivisa, è segno di maturità politica. La commissione d’inchiesta nasce con l’approvazione di due Odg, nel maggio-giugno 2019, della passata legislatura, per i quali una parte dell’allora maggioranza, Ssd-C10, oggi Libera, ha votato con convinzione per fare luce sulle vicende di Banca Partner-Banca Cis e sui rapporti con la politica, rapporti che hanno condizionato in modo pesante il futuro della Repubblica. Poco importa se la funzione di quegli Odg era far cadere il governo, per Libera ha prevalso sempre l’interesse del bene del Paese di fronte all’occupazione del potere. Certo, abbiamo amministrato la cosa pubblica anche con gli errori compiuti, ma non abbiamo esitato di mettere in campo la commissione per far emergere la verità. Verità da cui emergono a loro volta responsabilità che coinvolgono il sistema politico e mettono in luce il coinvolgimento di singole persone che con le loro condotte hanno condizionato percorsi politici, con l’obiettivo indecente di favorire gruppi di potere a loro legati e a trarne profitto personale. All’inizio scorsa legislatura sapevate tutti in che situazione ci si è ritrovati, i vertici di Bcsm erano già in mano a Savorelli e Grais. Il clima di allora ‘ha compromesso la necessità di dialogo e confronto, in mancanza del quale i percorsi non hanno avuto accelerazione che dovevano avere’, cito la relazione. L’episodio che ha compromesso definitivamente i rapporti tra maggioranza e opposizione è poi stata l’amministrazione coatta di Asset.(…) In questo frangente la Dc e pezzi della maggioranza hanno sapientemente utilizzato il movimento Rete, estraneo a tutte le vicende trattate, che denunciava in maniera risoluta quanto era avvenuto e stava accadendo, ed è stato usato come scudo dal quale soffiare il fuoco della protesta e del rancore, per ricostruirsi una verginità e ritornare al governo. Sono fortemente convinto che chi aveva le responsabilità del momento è uscito dal limbo cui si richiama il consigliere Valentini. Due anni sono troppi? La storia di Banca Cis è durata 20 anni. Anche se siamo venuti fuori decisamente, lo abbiamo fatto in un anno e mezzo probabilmente, uscendo da quel limbo in cui si sono nascosti troppi personaggi politici anche del passato. La battaglia politica elettorale è stata vinta dall’allora opposizione, cerchiamo di andare oltre e vedere veramente i passaggi cruciali della vicenda. Siamo usciti dal limbo e abbiamo collaborato con i vertici di Bcsm, oggi ancora alla guida dell’istituto, perché si arrivasse a una legge di risoluzione bancaria per difendere i risparmiatori e a far pagare chi ha condotto l’istituto di credito. E siamo riusciti a farlo a costo di mettere fine a quell’avventura di governo e maggioranza. Non abbiamo mai anteposto, con la nostra azione politica, l’interesse personale e particolare all’interesse del Paese e lo abbiamo dimostrato nei fatti”.

Matteo Rossi, Noi per la Repubblica: “Oggi abbiamo sotto gli occhi e nelle orecchie il lavoro di mesi, una lavoro lodevole, approfondito, lucido che ci consegna elementi, dati, testimonianze, prove documentali che nel paese era in atto un vero e proprio colpo di stato, attuato da una galassia criminale che aveva e ha – come una piovra – allungato i tentacoli sui gangli del paese, sul sistema bancario, su di una parte molto forte del tribunale, sul sistema economico, sulla politica, sulle istituzioni e sui mezzi di informazione. In quest’aula, che è il cuore del nostro paese, le metastasi di questo cancro avevano trovato poltrone e spazi, si erano sedimentate e han fatto sì che il sistema paese, rappresentato dai settori che ho sopra citato, venissero –uno dopo l’altro- invasi e colonizzati. Il sistema finanziario, quindi la Champions League, era l’obiettivo principe. Il secondo obiettivo di questo gruppo è stata l’affiliazione in un potere dello Stato: sto parlando del ruolo del commissario della legge, magistrato inquirente, Alberto Buriani. E qui, cara opposizione, cari membri della commissione affari di giustizia, siete ancora convinti dopo aver letto questa relazione, che il sindacato a questo giudice sia un attentato ai poteri dello stato? una botta allo stato di diritto, un’ingerenza politica all’autonomia della magistratura? Dopo aver letto la relazione della commissione Cis, siete ancora convinti che è questa maggioranza il problema? Il giudice ad orologeria che fermava, indagava, perseguiva, condannava, massacrava le persone che si opponevano al sistema criminale che oggi in esame. E non parlo dei politici, ma dei tecnici di banca centrale, delle tante persone, professionisti, lavoratori, che –senza fare nomi- sono uscite dopo anni processi magari con delle assoluzioni o archiviazioni, ma distrutte professionalmente e umanamente. Un commissario della legge con mandato di uccidere. Ma guardiamo avanti. Canzio è la speranza di tutto il paese! al nuovo dirigente del tribunale abbiamo lasciato le macerie, ma su di una cosa siamo certi tutti: si deve chiudere per sempre con questi personaggi, perseguendo con forza e determinazione in tutte le sedi i protagonisti di questa pagina cupa della nostra democrazia. Altro settore contaminato è senz’altro l’informazione, che è ed è stata determinante parimente agli altri settori per la conquista e il mantenimento del potere. Giornalisti, giornali e siti che coprivano ad ogni pie sospinto ogni azione di questo gruppo, e ricordo qui ora l’articolo 36 della legge sull’informazione al quale non si è voluto mai dare atto, ovvero il passaggio in cui si impegnavano le testate a rendere note le proprietà e i finanziatori. Ed infine, veniamo a noi. La politica, anzi una parte di politica dalla quale io mi dissocio invitando tanti colleghi a farlo, ha fatto sì che proliferasse questo sistema criminale. Certo, ci sono stati politici inadeguati, poco strutturati seppur ricoprendo ruoli decisionali importanti. Persone sulla cui buona fede posso anche credere. Poi ci sono politici di esperienza, ci sono i Morganti, i Renzi, i Giorgetti che con le loro posizioni, il loro carisma politico e le loro scelte hanno inciso in maniera decisiva. Poi c’è Celli, il politico che più di tutti ha responsabilità, ministro per le Finanze ridotto a burattino di questi mangiafuoco. Ma il CCR dov’era mentre questi si prendevano il Paese? Infine ci sono politici in malafede, e quelli ci sono costati ancora più caro dei primi. Quelli che ci hanno guadagnato, o che hanno provato a farlo. Quelli che facevano cadere i governi o minacciavano la caduta se prima non venivano gli interessi di Grandoni. Quei politici lì ci sono costati la perdita di credibilità di tutta la classe politica agli occhi dei cittadini e del mondo. Il lavoro della relazione però ci dà l’opportunità di ripartire, va dato atto a chi ha interrotto nella scorsa legislatura tutto questo. E parlo dei consiglieri di Civico Dieci –soprattutto- e pochi altri che hanno staccato la spina. A voi il merito sportivo di aver fermato tutto prima che fosse troppo tardi. Per il resto io chiedo All’aula di censurare con forza tutti quei politici che negli anni hanno recitato un ruolo qualsiasi nel teatrino grandoniano. Una forte censura che al termine del dibattito dovrà echeggiare e rimanere agli atti di questo Parlamento per evitare che questo malcostume si riproponga, consapevoli che la situazione economica è veramente difficile, e che è proprio in momenti come questi che fantomatici personaggi bussano alla porta di una politica debole, a terra e senza idee, pronti a comprarla e a comprarci tutti per un piatto di lenticchie”.

Albertini Maria Cristina, Pdcs: “La relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta costituisce la rivelazione definitiva di quanto da tempo aleggiava nella nostra piccola Repubblica. Ci sono state gravi responsabilità politiche e istituzionali che hanno giocano un ruolo in questi istituti. Asset Banca, prima sottoposta al commissariamento, è stata poi preda di persone che hanno dato via alla colonizzazione del nostro sistema finanziario. Colonizzazione è il termine più appropriato per definire l’azione di questa lobby affaristica. Immediatamente compiacente è stata poi la politica di ultimi questi anni, un governo che ha assistito da spettatore, avvallando le scelte di Bcsm che davano l’avvio all’acquisizione del nostro sistema bancario: è ciò che emerge dalla relazione della Commissione d’inchiesta fortemente voluta dalle forze dell’allora opposizione con lo scopo di far luce a una delle pagine più opache della storia del Paese”.

Luca Beccari, Sds per gli Affari Esteri: “Non è la prima volta che l’Aula si ritrova ad affrontare il dibattito sulla commissione d’inchiesta. Pensavo tra me e me, leggendo il documento della commissione, se questa volta avremo la capacità di dare una lettura onesta e completa dei fatti, o se, come successo in precedenti edizioni, ognuno prenderà il pezzettino che preferisce. Ringrazio i commissari per il loro lavoro e soprattutto per aver trovato una sintesi, credo che il lavoro fatto dimostri inequivocabilmente quanto sia vulnerabile il nostro Paese su due aspetti chiave della vita istituzionale 1) indipendenza degli organismi di controllo e 2) indipendenza della magistratura. Noi possiamo scrivere leggi, allinearci a standard internazionali, ma è l’effettività che fa la differenza e che ci fa avere un sistema che non si fa contaminare da interessi particolari. Conosco bene questi fatti contenuti nella relazione, li ho visti nell’ambiente di lavoro in cui mi trovato, Banca centrale, e rileggendo i documenti non posso non pensare a tutte le persone che si sono trovate coinvolte nella vicenda e in condizioni di pressione, qualcuno addirittura dal punto di vista giudiziario. Altri hanno vissuto momenti di vero e proprio terrore nel lavoro e credetemi, gli anni descritti sono stati veramente difficili, quando anche la politica in quest’Aula rispetto Bcsm esprimeva giudizi scomposti. Oggi su questi aspetti ci dobbiamo interrogare pesantemente, non può passare il concetto che un progetto imprenditoriale, chiamiamolo così, arrivi a condizionare un Paese. Dal 2008 in avanti, quando il Paese era chiamato a riconvertirsi dalla comunità internazionale, parallelamente continuava un approccio contaminato e condizionato da interessi particolari. La prima cosa che dovrebbe fare oggi l’Aula, sarebbe dire da che parte si vuole stare in questa vicenda: dalla parte del Paese o se si vuole prendere le parti insostenibili di qualcuno. Se ci sono magistrati che hanno fatto il loro lavoro in modo improprio, non devono più fare i magistrati e devono essere valutati da organismi competenti e così tutta la filiera. E’ questo che si aspetta il paese, non un commento ai fatti ‘qui è stato fatto così però’… Mettetela come volete, questo Paese, per un certo periodo, chi consapevolmente o meno, si è fatto condizionare da chi non aveva legittimità per orientare le azioni di governo e maggioranza. Zanotti, sono convinto che la precedente azione di governo è finita anche perché c’è stata la presa di consapevolezza che non si poteva continuare su una strada che continuava a produrre criticità e che si basava su elementi di opacità fortissime. Ma sono anche consapevole che i tempi nella vita sono tutto. Quando si capisce che bisogna invertire la tendenza, bisogna farlo con le giuste tempistiche”.

William Casali, Pdcs: “Finalmente possiamo mettere un punto sulla vicenda e i dati sono chiari. Un gruppo affaristico che ha gli occhi puntati sul nostro sistema finanziario lavora da tanto tempo ed è riuscito a mettere in piano una strategia. Abbiamo notato come questa lobby ha tentato nel tempo di mettere le sue mani sulla politica e sulle istituzioni e nel tempo le cose sono cambiate: hanno prima fatto qualche colpo gobbo per rovinare i rapporti con Banca d’Italia, hanno fallito ma non hanno mollato mettendo le persone giuste nei posti giusti per capire gli affari che si portare avanti. La lobby aveva un solo obiettivo: prendere delle risorse economiche e farsele proprie. Non voleva restare al governo per chissà quanto tempo. Ci sono stati allungamenti di mani nella politica, cosa tristissima, ma anche nella magistratura, è una cosa gravissima. Riconosco nella precedente maggioranza che c’è stata una volontà di reagire, ma se vogliamo veramente prendere distanza da un certo tipo di agire sbagliato lo si deve fare anche adesso, non solo alla fine di una legislatura infelice. Gli Npl di Delta: erano una delle operazioni che a livello internazionale destava interesse, e lì probabilmente c’è ancora qualcos’altro”.

Gloria Arcangeloni, Rete: “La relazione ci porta alla luce un sistema malato, ad un certo punto si poteva fermare questo piano criminale se il governo di turno avesse aperto gli occhi. Confido che per la parte delle responsabilità penali il tribunale possa fare il suo lavoro, facendo seguito all’esposto della commissione, cercando i responsabili che emergono a chiare lettere nella relazione. Rispetto alle responsabilità politiche, si evidenzia chiaramente come Confuorti fosse presente nel tessuto sammarinese dal 2006, ma lo stesso si concretizza solo nel momento in cui Rete inizia a denunciarne la presenza, nei primi mesi del 2017 quando governava Adesso.sm. Adesso.sm invece difendeva l’operato di Savorelli & co. in quest’Aula per partito preso e continuava a denigrare l’operato di Rete che denunciava lo spettro di una cospirazione sull’intero sistema. Quando si parla di responsabilità politiche: Rete è sempre stato accusato di fare complottismo e demagogia, le sue denunce sono state archiviate, Confuorti non esisteva per Adesso.sm, nonostante le segnalazioni fatte in Aula e nelle sedi private, portando le documentazioni e tutto ciò che poteva destare dubbi veniva attribuito alla fervida fantasia di Rete. Al consigliere Tonnini, denunciata in Lussemburgo da Confuorti, non è stata data copertura per difendersi giuridicamente; Adesso. Sm non fece nulla. Esponenti di spicco di Adesso.sm oggi scrivono sui social che sono stati loro a mandare via Confuorti, che coraggio. Non dovete scusarvi con Rete ma con tutta la cittadinanza, Adesso.sm ha dimostrato di non saper difendere determinati valori, screditando il paese intero. Ma emergono responsabilità trasversali in tutti i partiti, eccetto per Rete, negli ultimi 20 anni”.

Maria Luisa Berti, Npr: “Finalmente si è messo nero su bianco quello che ciascuno di noi conosce. Ci sono sempre stati potenti di turno che hanno cercato di condizionare la politica ma in passato magari c’era un senso del limite e i potenti appartenevano alla realtà sammarinese, in questo caso erano personaggi esteri che si sono avvalsi di personaggi senza scrupoli nella realtà sammarinese e hanno messo in luce tutta la debolezza del nostro sistema che non è stato capace di mettere in atto presidi di difesa. Questa reazione ha portato in evidenza un elemento in più rispetto al connubio affari-politica delle passate legislature: questo sistema andava a toccare altre istituzioni, altri punti strategici come il tribunale, Banca centrale e organi amministrativi, come il Cda di Cassa di risparmio. Il fine era sfruttare il paese e prosciugarlo. Solo un intervento molto tardivo di C10 poi ha fermato quell’azione scellerata. In tribunale determinati atti amministrativi venivano dati esclusivamente allo stesso giudice, questo succedeva. E succedeva che certi procedimenti finivano prescritti, o si sfruttavano intercettazioni…finalmente la relazione lo evidenzia ed è un elemento apprezzabile. Ci sono dipendenti che hanno perso il lavoro, chi è stato processato per colpe che non aveva, tutti quelli che colpivano il Cis dovevano ‘morire’ perchè partiva l’azione di vendetta. La Centrale rischi avrebbe dato disturbo a certi atti, quindi doveva essere fermato chi lavorava per quello. Il commissario Pierfelici per prima ha denunciato certi atti e ha subito un’azione ingiusta, la revoca di un incarico. Chi tocca il Cis moriva, questo il dato di fatto. Ci sono responsabilità penali su cui dovrà lavorare la magistratura, noi dobbiamo mettere in luce le responsabilità politiche, è ingiustificabile quello che è stato fatto. Parlo anche per me, appartenevo al Consiglio quando abbiamo nominato il presidente Grais e ho partecipato alla nomina pensando ci potesse aiutare. Ammetto la mia responsabilità, anche io ho errato. Vorrei queste ammissioni fossero fatte anche da altri. Vorrei l’errore venisse ammesso da parte di chi allora faceva parte dal governo, anche se compiuto in buona fede. Chi era nel Ccr cosa ha fatto? Non è intervenuto tempestivamente per fermare questo scempio, ha dato ampio potere a Savorelli, ha fatto i famosi decreti. Dovremo ammettere le nostre responsabilità, gli unici che non le hanno sono i consiglieri di Rete e Motus, forse per la loro giovinezza politica. Prima il Sds Beccari ha fatto un appello, da che parte stare: penso si debba agire perché certi soggetti rispondano di quello che ci è stato tolto, che questa relazione sia trasmessa al giudice che decide sul sindacato su Buriani, che ci dobbiamo porre la domanda: l’ingegnere Grandoni ha un incarico diplomatico importante, vogliamo trasmettere l’indicazione di non gradimento? Vogliamo fare in modo che nessuno di noi possa più essere vulnerabile ad attrazioni esterne nell’esercizio del potere?”.

Andrea Belluzzi, Sds per la Cultura: “Se i conti pubblici sono in sofferenza lo sono anche a causa di questa bruttissima storia. La commissione ha fatto un pezzo del lavoro, mi auguro vada avanti. Nel malloppo di 200 e passa pagine abbiamo solo un pezzo della storia, la vicenda della giustizia è connessa, c’è la vicenda Cis, Banca centrale, Cassa di Risparmio….Quando vedo la mala gestio di un’azienda bancaria, a perdere siamo noi. La relazione fa emergere una società a delinquere, mi auguro la magistratura possa andarla a individuare, ma ci sono anche responsabilità politiche. E’ vero c’è chi non ne ha, tra le forze politiche presenti, c’è chi ne ha in maniera parziale, chi ne ha fortissime. Ci sono forze politiche che hanno subito conseguenze fortissime, come la mia che ha subito spaccature, c’è chi ha seguito altre strade per seguire un disegno che ha fatto proprio un partito trasversale. Mi chiedo se ancora oggi è esistente. E’ esistito di certo fino alla fine della scorsa legislatura. Mi auguro che certe responsabilità politiche siano individuate e perseguite. Posso capire per chi era nella scorsa maggioranza le difficoltà che ha dovuto affrontare e bisogna credere ci possa essere l’opportunità di distinguersi. Il percorso di accertamento appena iniziato ha bisogno ora del contributo di tutti per andare fino in fondo, se davvero si vuole tornare ad essere sopra i poteri forti di chi voleva comprare il paese con una parte della politica consenziente e un’altra parte che agiva come lo sciocco servitore. E’ politicamente pesante essere stato lo sciocco servitore che ha consentito l’uso del denaro dello Stato per potersi comprare Cassa di Risparmio, questo è denunciato nella relazione. Bisogna accertare tutte le responsabilità e prendere atto che vanno riequilibrati i poteri dello Stato. La relazione evidenza che la politica era governata da altri, da veri e propri banditi”.

Filippo Tamagnini, Pdcs: “Credo che il Consiglio da questa lezione debba uscire con un monito e un giudizio pubblico e per sempre. Chiedo che alla fine di questo dibattito, se il Consiglio vorrà fare un odg, venga resa giustizia ad almeno due generazioni di servitori dello Stato accantonati dal 2008 e dal 2016 in avanti perché erano ostacolanti ad un disegno preciso. Molti di loro non sono neanche cittadini di questo Stato e il Consiglio deve rendere pubbliche loro le scuse. Alcuni li abbiamo proprio nel cuore perché hanno subito troppo. La Commissione di inchiesta: il giudizio è chiaro, va sottolineato il valore dell’unità. Quando la realtà degli anni scorsi viene vista insieme e tutti i commissari possono esprimersi con una voce sola, significa che la verità esiste. Io nel 2008 c’ero in Consiglio e anche nel 2016 e i miei errori li ho fatti. Chi agisce in malafede lo fa usando la buona fede di tanti qui dentro, impariamo a guardare oltre la propria appartenenza politica, abbiamo giurato di portare il bene della Repubblica insieme. Guardiamo oltre perchè dentro la buonafede di tanti ci può essere la malafede di pochi”.

Alberto Giordano Spagni Reffi, Rete: “La relazione non è, come è stato scritto, frutto di un grande compromesso politico. Tra commissari non siamo mai arrivati a scontri o a nodi che non si è riusciti a sciogliere- La linea decisa era far emergere tutto ciò che emergeva e siamo riusciti a toccare con mano tutto quello che è avvenuto dal 2008, più fumoso quello che è emerso dal 2016. Siamo comunque riusciti a giungere ad un esito condiviso perché i commissari della commissione per lo più non sono politici di vecchia data, né portatori di interessi specifici. La volontà di far emergere la verità ha prevalso su tutto il resto. Oggi è il giorno delle scuse, non a Rete, ma alla cittadinanza, avete distrutto il Paese non negli ultimi 3 anni, ma negli ultimi 20 anni e avete così distrutto il futuro di noi giovani. Non mi interessa se quel Segretario prima era di un partito, poi se né andato via, è stato votato. Tutti siete colpevoli delle situazioni di oggi, ma la soluzione oggi è quella di ripartire. Almeno questa relazione, visto che ci hanno lavorato commissari giovani, per favore, cercate di non strumentalizzarla. Dipinge un sistema che ancora non è morto. La relazione deve servire da memento per capire come una piccola condiscendenza può portare alla rovina della Repubblica”.

Vladimiro Selva, Libera: “Credo che a scusarsi debba essere chi sbaglia nella consapevolezza di agire per interessi specifici e non della cittadinanza. Scusarsi e assumersi le responsabilità sono cose diverse. Da parte mia sono disponibile ad assumermi le responsabilità. La passata legislatura si è chiusa su questa vicenda che abbiamo avuto modo di approfondire. La commissione ha avuto la fortuna di essere composta da persone intellettualmente oneste, disposte a guardarsi in faccia senza infingimenti. Anche con la predisposizione ad assumersi le responsabilità. Se il risultato finale è stato positivo, è perché quelle persone hanno voluto la verità. Perchè serviva una verità condivisa? È necessario abbandonare l’ascia di guerra, se le consapevolezze sono arrivate, anche se in ritardo, se Segretari di Stato sono stati allontanati. Anche io ero tra quelli che hanno votato Grais. Allora abbiamo perso l’opportunità di salvare il sistema bancario”.

Iro Belluzzi, Npr: “La relazione mette in chiaro quello che chi fa politica da tanto tempo aveva subodorato e aveva portato ad assumere determinate scelte, come la spaccatura del Psd. Si era compreso allora che qualcosa non funzionava, anche non conoscendo dati e legami. Le battaglie spesso sono fatte ma si perdono, si cerca di far sentire la propria voce, ma se si è minoranza ben poco si riesce a spostare. Le responsabilità sono varie di chi si sedeva ai tavoli dei potenti di turno. La politica deve avere un’azione più lungimirante. Si è preferito invece piegarsi a interessi autoreferenziale, si è preferito dare licenze bancarie ad amici invece di cercare le migliori professionalità bancarie fuori territorio. Nasce lì il dramma di Banca Cis, imprenditori di successo sono diventati banchieri falliti. E’ successo che il patron ha coinvolto parte della politica che gli ha permesso tutti gli aggiustamenti riportati in relazione. Ad ogni commissione d’inchiesta ci si sparge il capo per gli errori commessi e si promette di non ricaderci. Ci si deve affrancare da un elemento in particolare, il richiamo alla sovranità, alla sammarinesità, in funzione di esse dobbiamo creare elementi anche andando a soverchiare l’ordinamento. Va il plauso alla parte di Civico e Ssd che hanno saputo fare un passo indietro e hanno fatto cadere il governo quando hanno capito che qualcosa di grave stava accadendo, cosa non accaduta al governo 2010-2012, reo di aver fatto saltare una Banca centrale funzionale. Ricordo che Caringi fu allontanato perché si era recato da Di Vizio, perché era stata resa la sovranità’. Caringi era nel mirino di tutte quelle banche i cui danni purtroppo ci siamo accollati. Cerchiamo di utilizzare la sammarinesità e la sovranità per dare lustro alla nostra Repubblica, non a percorsi di aggiustamenti che vanno a soverchiare il nostro ordinamento”.

Aida Maria Selva, Pdcs: “La relazione è chiara, oggettiva e dettagliata. Invito i sammarinesi caldamente a leggere la relazione e tutti gli allegati perché il momento storico che stiamo vivendo richiede che ciascuno di noi sia informato, e non dalle chiacchiere dai bar. Non è più il tempo di essere distratti e superficiali. I danni al Paese si sono perpetrati a seguito di lunghe malefatte. Solo riconoscendo gli errori c’è possibilità di correggerli, ovvio ma non scontato. Perchè è potuto accadere tutto questo? Bisogna rimuovere le cause. Sono state molteplici: buona fede incompetenza, superficialità, distrazione, mancanza degli anticorpi del sistema, opportunismo, calcolo, mancanza di regole di convivenza civile, mancanza di valori, autoreferenzialità. Ma mi sgomenta la faccia tosta di certi personaggi. Gli effetti di tutte queste cause sono devastanti. La soluzione si può trovare solo con il coinvolgimento di tutta la collettività. Accertare le responsabilità nelle sedi adeguate è dovere e diritto. Il nostro tribunale deve avere strumenti per lavorare politica deve riappropriarsi della difesa de bene pubblico, purtroppo da queste vicende emerge che spesso una parte della politica si è macchiata di percorso di asservimento al potere. Dobbiamo ripartire da certezza di diritti e pene di chi ha commesso reati così gravi e ridare dignità alle istituzioni”.

Gino Giovagnoli, Pdcs: “Dopo aver ascoltato la relazione banca Cis sono rimasto allibito, basito, sconcertato. Si mette in evidenza con prove tangibili l’esistenza di un gruppo di estranei dell’alta finanza coaudiuvati da sammarinesi e spalleggiati da giudici del nostro tribunale, una cupola mafiosa si è inserita nei settori chiave del paese arrecando a tutta l’economia sammarinese gravi danni, finiti ora sulle spalle di tutti noi. Un disegno portato avanti dalla maggioranza silente di Adesso.sm. Arrivare allo scempio delle istituzioni e il paese sulla soglia del default non si poteva realizzare senza che la politica non avesse legami con questi personaggi. Chi era all’opposizione ha iniziato una vera e propria battaglia con denunce, fatti, ordinanze che mettevano in evidenza personaggi fuori dalle righe della giustizia. Nonostante tutto Adesso.sm non solo ha fatto orecchie da mercante: ricordo in Aula la difesa di Siotto, Savorelli etc… fortunatamente i disegni criminosi non si sono del tutto compiuti, la maggioranza di allora è andata in crisi e si sono indette nuove elezioni. I cittadini hanno dato fiducia alla Dc che con 21 consiglieri è diventato il partito capofila della maggioranza. Grande vittoria della Dc che riuscirà a portare la nave di San Marino fuori dalla burrasca in cui era stata portata da Adesso.sm con tutti i loro intrallazzi. La maggioranza di oggi chiede azioni di responsabilità per tutti i componenti della banca e che lo Stato si riappropri delle perdite”.

Lorenzo Bugli, Pdcs: “Non posso esimermi dal rivolgervi un appello. Siamo qui oggi a chiederci come mai certe cose sono accadute. Ci sfugge la vera domanda: come possiamo fare per evitare che vicende come Banca Cis si ripetano nuovamente? Se certi poteri forti hanno potuto agire indisturbati, infettando il sistema paese come un virus letale è perché è stata loro lasciata volutamente o meno libertà di farlo. Chi era chiamato a vigilare sulle storture ha preferito chiudere un occhio, non che tutti fossero in malafede, alcuni per paura di essere messi in un angolo. Finora non esistono anticorpi, oggi dovremo riflettere sui problemi che destabilizzano il sistema. Occorre una rivoluzione culturale, un vaccino più che mai necessario nel Paese. Chi denuncia anomalie va premiato, non punito”.

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