Home categorieComunicati Stampa Due romagnoli nel Consiglio direttivo dell’osservatorio sull’uso dei sistemi ADR

Due romagnoli nel Consiglio direttivo dell’osservatorio sull’uso dei sistemi ADR

da Redazione

RIMINI – Si è tenuto il 4 febbraio a Roma il direttivo del prestigioso Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR nella la sede di Alta Rappresentanza e del coordinamento dei Dipartimenti presso lo studio legale Gianni, Origoni, Grippo Cappelli & Partners di Roma.

All’incontro sono stare rinnovate alcune cariche e sono entrati a far parte del consiglio direttivo due romagnoli: Enrico Sirotti Gaudenzi, avvocato di Cesena ed autore di pubblicazione in materia di strumenti ADR e Mirca Zavatta,dottoressa commercialista e responsabile dell’Organismo di Mediazione Conciliamoci Srl con sede in Rimini(quest’ultima avrà anche funzione di Tesoriere).

L’Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR è un Centro di ricerca per l’innovazione sociale, unico in Europa nel suo genere, costituito sotto forma di Fondazione di diritto pubblico e partecipato, in qualità di soci fondatori da Università, Enti pubblici territoriali, da Associazioni, da imprese e professionisti.

L’Osservatorio ADR è il frutto della passione di chi, con la sola forza delle idee, vuole contribuire allo sviluppo etico ed economico dell’Italia, realizzando:

– collegamenti dinamici tra il settore pubblico e privato, nonché tra aree di diverso interesse economico e sociale;

– organizzazioni funzionali in grado di generare soluzioni nuove e più efficaci rispetto alle alternative esistenti.

L’ADR (alternative dispute resolution) è il minimo comune denominatore, in quanto nessun sistema sociale, imprenditoriale ed economico potrà evolversi se gli attori in campo non saranno capaci di “gestire” il “conflitto”.

La missione dell’Osservatorio è di:

1. svolgere attività di ricerca scientifica per l’innovazione sociale attraverso i sistemi ADR;

2. studiare e monitorare l’uso dei sistemi ADR anche in collaborazione con Dig-Stat;

3. diffondere la cultura dei sistemi ADR per un’economia più umana;

4. svolgere attività di consulenza ed analisi in materia ADR per conto di Istituzioni nazionali e sovranazionali, al fine di contribuire all’armonizzazione delle normative degli Stati;

5. vigilare sulla qualità del servizio reso dagli operatori del settore;

6. collaborare con la Istituzioni nazionali e sovranazionali per l’istituzione di registri (non Albi) di mediatori, negoziatori, conciliatori;

7. contribuire all’internazionalizzazione delle imprese attraverso l’uso dei sistemi ADR/ODR;

8. contribuire alla realizzazione di soluzioni basate sul mercato, quali SOS MEDIA, per consentire ai cittadini di essere assistiti da mediatori, i negoziatori, i conciliatori qualificati.

“Il conflitto, infatti, ci rende attori di un monologo in guerra, al cui termine vi sarà un solo apparente vincitore ed un vinto. Con l’aiuto di un conciliatore, diventiamo attori di un dialogo e di un confronto, tesi a trovare una soluzione soddisfacente e a perseguire la strada della Pace. Siamo protagonisti di un’evoluzione del processo culturale. Gestori del conflitto. Operatori di Pace. I sistemi o metodi ADR costituiscono servizi essenziali di interesse generale, in quanto contribuiscono a garantire la coesione sociale e territoriale, nonché a salvaguardare la competitività dell’economia europea” – affermano la Zavatta e Sirotti.

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento