Home NotizieSan Marino Repubblica di San Marino: Nessun lockdown, stretta sui controlli e stop alle manifestazioni

Repubblica di San Marino: Nessun lockdown, stretta sui controlli e stop alle manifestazioni

da Redazione

Il Congresso di Stato, che nei prossimi giorni emanerà un nuovo decreto relativo alle misure di contrasto della pandemia Covid-19, rassicura il tessuto economico locale.

 

SAN MARINO – Presentate in conferenza stampa dai Segretari di Stato Teodoro Lonfernini, Roberto Ciavatta, Federico Pedini Amati, Fabio Righi e Andrea Belluzzi, le linee guida che verranno seguite nella stesura del prossimo decreto legge contenente le misure di contenimento per contrastare la diffusione del virus Covid-19.

Teodoro Lonfernini (Segretario di Stato per il Lavoro): “Per quanto riguarda le mie competenze, sicuramente avremo la necessità, durante i lavori del Congresso di Stato, di valutare l’applicazione della legge sullo smart working, che permette ai lavoratori di proseguire la propria attività in sicurezza e, contemporaneamente, in maniera efficiente e in regola con le leggi. L’approvazione di questo progetto di legge è all’ordine del giorno della seduta del Consiglio Grande e Generale che si è aperta questa mattina ma riteniamo che, per via della Commissione d’Inchiesta e dell’assestamento di Bilancio, non saremo in grado di completare l’ordine del giorno; questo significherebbe non avere il provvedimento legislativo e non essere in grado di rispondere alle esigenze che stanno emergendo sul fronte sanitario da parte dell’ISS, quindi stiamo valutando di intervenire con una delibera domani in Congresso di Stato per costruire un decreto legge che riprenda testualmente ciò che è stato concordato con categorie, sindacati, forze di maggioranza e avere la sua applicazione immediata. Valuteremo anche gli aspetti dei congedi parentali, un tema sul quale siamo costretti a lavorare a seguito della chiusura di alcune scuole e di messa in isolamento di alcune classi per rispondere alle esigenze delle famiglie che hanno la necessità di gestire i propri figli costretti a casa. Per quanto attiene l’attività sportiva, dovremo sicuramente intervenire in maniera precauzionale già dalle prossime ore, anche di concerto con il Comitato Olimpico. Metteremo in protezione la parte oggi più coinvolta che è quella che vede la commistione tra la realtà scolastica e le attività sportive, prevedendo un’attenzione particolare ai giovanissimi. Le indicazioni di carattere sanitario dell’ISS di contenere il più possibile la circolazione del virus, ci costringono a limitare e sospendere per un periodo di tempo ancora da definire, gli sport da contatto e quelli che si svolgono al chiuso dentro le palestre. Dovremo lavorare su molte misure che riteniamo in questo momento importanti ed essenziali perché siano compatibili con la ripresa nel nostro Paese del contagio da Covid-19, il cui andamento è sicuramente più tranquillo che nella vicina Italia ma che va regolato. Chiediamo come sempre la massima collaborazione da parte di tutti per gestire al meglio l’attività di carattere virale senza dover intervenire in maniera eccessivamente vessatoria nelle restrizioni e nelle prescrizioni”.

Roberto Ciavatta (Segretario di Stato alla Sanità): “La volontà del Governo è quella di mantenere un controllo più puntuale sulle singole attività piuttosto che chiusure generalizzate come avviene in realtà, anche vicine a noi, in cui è più complesso attuare questo tipo di politiche. Non è quindi nostra intenzione introdurre coprifuochi alle 18 per bar e attività di ristorazione ma richiedere una serie di misure che possano garantire lo svolgimento delle stesse in sicurezza. All’interno dell’Istituto Sicurezza Sociale si sta lavorando in queste ore per rafforzare i protocolli in modo da contrastare l’aumento dei contagi, tenendo come orizzonte di analisi quello che potrà avvenire nelle prossime settimane e non solo quelli che sono i dati disponibili a oggi. I tanti positivi di questi ultimi giorni hanno un’età media molto più bassa rispetto a quanto non fosse a marzo dello scorso anno. Questo ci fa temere che fra qualche settimana possano arrivare all’Ospedale di Stato i genitori o i nonni di questi positivi, fasce di età che maggiormente rischiano il ricovero e che possono portare a conseguenze molto più alte per il nostro sistema ospedaliero, così come sta avvenendo in tante strutture italiane. Siamo pronti a riaprire il reparto dedicato al Covid-19 qualora ce ne fosse la necessità, tenendo presente che in questa fase attuare scelte drastiche come quelle effettuate a marzo e aprile – chiudere tutti i reparti dell’Ospedale di Stato per dedicarsi solo al contrasto all’epidemia, n.d.r. – è tra le ultime opzioni prese in esame. Quindi: l’impostazione che stiamo seguendo è quella di non prevedere chiusure generalizzate, ma aumentare in maniera considerevole i controlli, al fine di verificare che ci sia il rispetto delle misure indicate. La volontà è colpire chi non rispetta queste misure di sicurezza, per garantire a tutti gli altri di poter mantenere aperte le loro attività. Questa direzione è condivisa anche con molti operatori economici e associazioni di categoria, chiedendoci che i controlli siano forti e puntuali. Questo incide su tutto: palestre, ristoranti, bar, attività sportive. Chi non rispetta le regole, vedrà sospesa la sua licenza, a tutela di tutti gli altri. Ad oggi, per chiarire tutti i dubbi, non esistono cure per il Covid-19. Non abbiamo strumenti per combattere la malattia in maniera certa e definitiva su coloro che si contagiano. C’è un solo farmaco, chiamato Remdesivir, indicato come utile al contrasto del Coronavirus, ma che può essere utilizzato solo in casi di grave affezione e che fornisce risultati di lievissimo rallentamento dell’infezione. L’unica misura preventiva rimane quindi quella del rispetto delle misure di sicurezza”.

Federico Pedini Amati (Segretario di Stato al Turismo): “Questo non è un lockdown, stiamo monitorando giorno per giorno l’aumento dei numeri dei contagi legati al Covid e agiremo di conseguenza. Non voglio innescare alcuna polemica, ma chiedo attenzione alla cittadinanza anche sulle dichiarazioni che vengono riportate sui social media. Noi non stiamo giocando, siamo persone serie e responsabili che, anche nella valutazione dello svolgimento dei vari eventi in Centro Storico e in territorio, mettono sempre al primo posto la salute delle persone. Ecco perché eventi che erano confermati poi sono stati annullati o rinviati. Oggi l’età media dei contagiati è molto più bassa rispetto a quella di marzo e per non arrivare ai ricoveri di genitori e nonni, valutando il target che i due eventi previsti per Halloween prevedevano, abbiamo scelto di annullare gli eventi già programmati, in collaborazione con gli organizzatori stessi. Questo non significa bloccare un Paese, significa solamente bloccare quelle manifestazioni per le quali non abbiamo la garanzia del distanziamento sociale e dell’utilizzo dei dispositivi di prevenzione. Perché i convegni e i congressi non vanno incontro allo stesso destino delle due manifestazioni sopra citate? Perché in quei contesti è possibile, seguendo alcuni protocolli, garantire il distanziamento e il rispetto delle regole. Stesso discorso per ristoranti e bar, che per ora restano aperti ma che dovranno dimostrare di saper rispettare le regole. Diventerà indispensabile indicare il numero massimo dei posti a sedere, tenere distanziati i tavoli e garantire l’utilizzo dei DPI al suo interno. Saremo severissimi d’ora in avanti contro chi non farà rispettare le regole previste dal nuovo decreto. Sugli eventi futuri, fra i quali il “Natale delle Meraviglie” stiamo lavorando quotidianamente per permetterne lo svolgimento. Valuteremo tempi e opportunità e ovviamente lo faremo di concerto con le autorità sanitarie. Purtroppo non si inventa una manifestazione in pochi giorni ma dobbiamo prenderci tutto il tempo necessario per valutare ogni rischio per giungere alle scelte più giuste”.

Fabio Righi (Segretario di Stato per l’Industria, l’Artigianato e il Commercio): “E’ chiaro a tutti che le emergenze sono due, quella sanitaria e quella economica. Quello che mi preme dire però è che la tutela della salute è, e deve essere, prioritaria, in quanto attiene ai diritti fondamentali della persona. La nostra grande fortuna è che, in un territorio così ristretto, le politiche, anche economiche, possono essere molto precise e non generalizzate, ecco perché possiamo, provare a gestire anche l’emergenza economica dando la possibilità alle attività di proseguire nella loro operatività. Non siamo in lockdown. Siamo in una situazione di gestione dell’emergenza, di tutela delle situazioni più deboli e contemporaneamente delle attività economiche. Non neghiamo il problema ma diciamo chiaramente che le nostre aziende e le nostre imprese hanno dato prova di grande volontà nell’adeguarsi alle regole e questo ci fa pensare che si possa continuare ancora a tenerle aperte. Molto dipenderà dai numeri che ci comunicheranno le autorità sanitarie che a loro volta dipenderanno dalla capacità di cittadini e imprenditori di rispettare le regole. Non introduciamo nuove misure, semplicemente chiediamo che vengano rispettate quelle che già ci sono. La parte dei controlli sarà fondamentale, soprattutto su bar e ristoranti che per loro stessa natura possono determinare assembramenti, ma se verranno attese le regole e le normative non avremo motivi per colpirli né con sanzioni né con provvedimenti di chiusura anticipata. Ritengo sia molto meritocratico lasciar lavorare in pace chi rispetta le regole e colpire coloro che invece mettono in difficoltà il settore non rispettandole”.

Andrea Belluzzi (Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura): “La scuola ha una popolazione di persone interessate al suo mondo di 4 mila concittadini, tra studenti, personale docente non docente. In questo contesto oggi abbiamo due classi, una di una scuola media di Serravalle e una di una scuola elementare di Dogana, in quarantena, come previsto da protocollo che abbiamo studiato insieme all’ISS prima della riapertura e che prevedono misure di prevenzione più stringenti di quelle previste nella vicina Italia. Voglio quindi ringraziare l’enorme sforzo compiuto settimana scorsa dal servizio di pediatria e da tutto il personale del nostro Ospedale di Stato, nello svolgere circa 200 tamponi nell’ambito della popolazione scolastica e tracciamenti e ricostruzioni in maniera celere. L’impegno che stiamo portando avanti con la Segreteria Sanità per garantire il diritto all’istruzione per tutti i nostri giovani proseguirà anche nelle prossime settimane. Stiamo infatti valutando nuovi provvedimenti, che saranno inseriti nel nuovo PdL ovvero in alcune Delibere. Ringrazio il personale scolastico per il copioso sforzo che sta portando avanti nell’attuare quel percorso che abbiamo deciso di intraprendere insieme, quasi due mesi fa. La sfida che ci attende nei prossimi mesi è garantire tutti insieme che la scuola non chiuda. Per riuscirci, abbiamo bisogno dell’aiuto e della collaborazione di tutti, studenti, docenti, non docenti e famiglie”.

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