Il Progetto di valutazione delle prestazioni del dipendente pubblico prende corpo. Ad annunciarne l’avvio è stata in questi giorni la Segreteria di Stato per gli Affari Interni e la Funzione Pubblica, dando notizia dell’approvazione del Regolamento congressuale che ne disciplina modalità di attuazione e modelli di scheda valutativa. Il progetto non arriva sicuramente a sorpresa, visto che era stato concordato con le Associazioni Sindacali in sede di ratifica del Contratto Collettivo di Lavoro per i Pubblici dipendenti, ratificato il 16 gennaio scorso, ma altrettanto sicuramente rappresenta uno spartiacque importante per tutto il settore pubblico. Una novità che da un lato potrebbe anche far pensare ad un controllo maggiore, ma che ufficialmente ha un obiettivo ben diverso e più positivo, ovvero “monitorare e migliorare le prestazioni individuali dei dipendenti pubblici, con l’intento di innalzare l’efficienza e la qualità dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione”, come ribadisce una nota della Segreteria agli Affari Interni. “La valutazione delle performance sarà uno strumento fondamentale per garantire la trasparenza e incentivare un costante miglioramento nei processi lavorativi”. Nel merito, la Segreteria di Stato “ritiene importante procedere con la messa a terra degli obiettivi prefissati, in piena sintonia con la Direzione Generale della Funzione Pubblica e le Organizzazioni Sindacali. Il processo di valutazione favorisce la responsabilizzazione dei dipendenti, promuove il riconoscimento del merito, e migliora l’efficienza organizzativa. In definitiva, monitorando e misurando le performance individuali, il processo contribuirà significativamente a migliorare la qualità dei servizi pubblici e a garantire che l’Amministrazione sia sempre più al servizio dei cittadini”.
LA PROCEDURA
“Le schede di valutazione, i cui contenuti sono stati a lungo discussi e stabiliti con le Organizzazioni Sindacali”, ricorda la Segreteria di Stato, “sono predisposte dal Dirigente dell’Ufficio o del Servizio e successivamente approvate dal Consiglio di Dipartimento, sulla base di una scheda di autovalutazione elaborata dal dipendente stesso; prevedono l’espressione di cinque gradi di giudizio: eccellente, ottimo, buono, sufficiente e insufficiente. Oltre a partecipare all’intero processo di valutazione, per il dipendente che comunque non concordi sulla valutazione è sempre ammesso il ricorso alla Commissione di Pubblico Impiego”.
Ma come verranno utilizzate queste schede? Cosa comporteranno? “Una valutazione positiva potrà essere considerata in occasione di concorsi interni, sia per l’accesso che per la valutazione dei titoli di servizio. Per i dipendenti inclusi nel nuovo regime retributivo, la valutazione potrà influire sull’accesso alla “retribuzione di risultato”, prevista dal Contratto Collettivo di Lavoro. D’altra parte, una valutazione negativa, se reiterata, potrà comportare sanzioni disciplinari”.
Ed è con il nuovo regolamento congressuale che vengono minuziosamente specificati i parametri in base ai quali effettuare la valutazione:
– Rispetto dell’orario di servizio;
-Diligenza, disciplina e affidabilità;
-Disponibilità e capacità di correggere i comportamenti errati;
– Etica e professionalità, Preparazione professionale;
– Raggiungimento degli obiettivi e orientamento al risultato;
– Gestione del lavoro individuale e in team;
– Orientamento e assistenza all’utenza, sia interna che esterna.