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Editoriale: il modulo è 5-1-2-2, ma chi gioca?

da Daniele Bartolucci

Un’altra settimana di “confronti interni”, ma questa volta per delineare il “pacchetto PDCS” da mettere in campo. Parafrasando il gergo calcistico e dando per scontato che il Mister non può che essere Gian Carlo Venturini, la “Nazionale governativa” giocherà sicuramente con un modulo 5-1-2-2, dove ogni reparto è coperto dai Segretari di Stato delle varie liste che si sono alleate dopo i risultati elettorali: 5 al PDCS, che andranno a formare il granitico reparto difensivo atto a “conservare” il risultato, 1 ad Alleanza Riformista, che è un po’ il “libero” della situazione, mentre davanti si contenderanno i ruoli di spinta e di attacco i 2 rappresentanti di Libera/PS e i 2 del PSD, cercando di portare a casa qualche gol… o meglio, qualche riforma di peso.

Se per gli alleati sono ormai sciolti tutti i dubbi sui propri candidati (Matteo Ciacci e Alessandro Bevitori per Libera/PS, Federico Pedini Amati e Andrea Belluzzi per il PSD), la situazione non appare così chiara in casa AR (anche se il nome di Rossano Fabbri è ormai scritto anche sulla targhetta della Segreteria di Stato) e soprattutto in via delle Scalette. La “coppia di centrali” Marco Gatti-Luca Beccari a Finanze ed Esteri non si tocca, ma è sugli altri 3 prescelti che si cerca ancora la quadra. Senza contare Venturini, che farà appunto il Commissario Tecnico come nella passata legislatura, se si guardasse solo al peso delle preferenze sarebbe facile indicare i primi cinque nomi, tutti Segretari di Stato uscenti, ma con il problema che da 6 ora sono solo 5 e ne deve stare fuori uno. Chi gioca e chi, di contro, resterà in panchina?

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