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Consiglio Grande e Generale, martedì 9 luglio 2024 mattina

da Redazione

Nella mattinata di martedì 9 luglio, in aula continuano l’approfondimento e il dibattito sui risultati delle elezioni con il comma 5 dedicato alle “Considerazioni sulla consultazione elettorale del 9 giugno 2024”.

Due i punti principali nell’intervento di Giulia Muratori (Libera/PS). Il primo è la “lealtà” della campagna elettorale. “Forse qualcuno ha forzato un po’ la mano. Almeno dal punto di vista politico, l’inosservanza delle regole del gioco è stata ininfluente. Tuttavia questo dovrebbe portarci a ragionare sulla tutela del libero suffragio popolare” dice. Quindi il ruolo delle donne in Consiglio. “Non ho mai nutrito stima per le quote rosa. Tuttavia, la scarsità della presenza femminile in Consiglio è un dato sconfortante”.

Gian Matteo Zeppa (Rete) analizza il crollo del movimento Rete. “Perdiamo, netto, un 13,18%. Un dato spietato, ma reale e tangibile. Non ha interpretazioni”. Zeppa passa quindi ad elencare le ragioni di questo ridimensionamento. “Non abbiamo spiegato bene la reale volontà di andare nel 2019 a fare un Governo con la DC. Il secondo punto è la fuoriuscita dal Governo: abbiamo cercato di spiegarla. Non ci dovevamo ricreare un’immagine, probabilmente abbiamo sbagliato la comunicazione”. Quindi un riferimento al “ritorno dei partiti tradizionali” che però “hanno permesso tutte le storture che nascono sul Conto Mazzini. Se qualcuno si porta nelle serate pubbliche Fiorenzo Stolfi, qualche domanda bisognerà pur farsela”. Quindi una stoccata agli ex alleati.  “Caro Pdcs: credo che la mossa di togliere l’incarico a Massimo Ugolini, per quello che ha fatto nel settore della giustizia, sia sbagliatissima”.

“Al di là dei buoni propositi, non c’è nulla di programmatico in questo Governo. E’ un accordo, un fatto politico determinato dai numeri necessari per affrontare i passaggi di questa legislatura”: questo il giudizio di Michela Pelliccioni (Domani – Motus Liberi). “Ci sono state delle avvisaglie. Abbiamo sentito già qualche lancio di pietra” aggiunge riferendosi alle schermaglie in seno alla maggioranza della seduta di ieri.

All’interno del Governo, osserva Vladimiro Selva (Libera/PS), “la componente riformista di sinistra potrà dire la propria, in un dialogo alla pari con PDCS e AR”. Un ringraziamento viene rivolto ad “Eva Guidi e Marica Montemaggi”. Così come agli ex Segretari, “Ciavatta e Tonnini che hanno dato prova di essere persone oneste, anche se dal punto di vista politico forse hanno fatto errori enormi”. Sara Conti (RF) condanna “la campagna mediatica scatenata contro di noi: al netto del dibattito politico, che può essere aspro e va accettato, non accettiamo le falsità deliberatamente perpetrate nei confronti di alcuni, e le offese personali che sfociano anche nel bullismo”. Lorenzo Bugli (PDCS) sottolinea con “preoccupazione” il tema dell’astensionismo. Occorre correre ai ripari “sviluppando un ragionamento su come coinvolgere le nuove generazioni”.

“Credo – osserva Gerardo Giovagnoli (PSD) – che la cittadinanza ha capito che non è più il tempo di puntare il dito contro una classe politica, ma è ora di guardare a chi può assicurare nella complessità del momento storico una garanzia per il Paese”. La vera sfida, per Luca Boschi (Libera/PS), “è riuscire a trovare una sintesi tra la voglia di stabilità e invece una forte spinta al cambiamento che proponiamo noi e su cui abbiamo basato i nostri quattro anni e mezzo di lavoro nella passata legislatura”. Per Manuel Ciavatta (PDCS) gli elettori non si aspettano “proposte di centrodestra o di centrosinistra” ma “una co-responsabilità di una maggioranza ampia, non senza differenze di vedute, ma che ha fatto la scommessa di avere la capacità di trovare una sintesi”.

Il dibattito prosegue con l’intervento di Emanuele Santi (Rete): “La scelta di fare un Governo innaturale con la DC: questo è stato il viatico per il crollo che abbiamo avuto. Ma ci tengo a ribadire che quella scelta in quel periodo storico andava fatta, quindi la rivendichiamo”. Duro il commento di Fabio Righi (Domani – Motus Liberi) sul “clima elettorale”: “Abbiamo riscontrato che questo è un paese che spesso ha paura di candidarsi, di esprimere un voto, di venire ad una serata pubblica, perché si teme la ritorsione”. “E’ difficile pensare ad una maggioranza programmatica” aggiunge, spiegando che sul tavolo “c’era la possibilità di fare un Governo di area con programmi più coincidenti”. Invece “si proietta il Paese verso un Governo che è a traino del partito di sinistra”.

“Sarà interessante capire che ruolo hanno avuto certi esponenti di siti esteri. E’ vero che questi siti esteri sono arrivati fino all’interno delle sedi di partiti e sono stati presenti ad incontri che hanno portato alla formazione della maggioranza?” è il dubbio sollevato da Nicola Renzi (RF).

“I sammarinesi hanno premiato questa capacità di produrre dei risultati e dare risposte nell’interesse del Paese” è il commento di Francesco Mussoni (PDCS). Quindi un appunto a Domani – Motus Liberi:  “Quando vi è stato offerto di lavorare in coalizione, voi non avete voluto partecipare alla continuità della legislatura con gli alleati. E’ stato un atteggiamento presuntuoso”. Pronta la replica di Gaetano Troina (Domani – Motus Liberi): “La scelta di correre da soli è arrivata a seguito di un confronto costante con i nostri iscritti e il nostro coordinamento centrale. E’ una scelta che arriva dalla base del partito”.

La sessione si conclude alle 13.

Askanews

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