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Tante tracce poetiche nei luoghi più desueti

da Alessandro Carli

Con “Tracce poetiche in luoghi desueti” i Castelli di San Marino diventeranno protagonisti di un’offerta culturale e di intrattenimento intima e insolita: otto appuntamenti selezionati con particolare attenzione alla qualità, si alterneranno dal 9 luglio al 27 agosto nei Castelli di Montegiardino, Chiesanuova, Serravalle, Borgo Maggiore, Fiorentino e Città di San Marino.

Martedì 9 luglio a Chiesanuova, con lo spettacolo “Svergognata”, Antonella Questa porta in scena uno spettacolo ironico, dando voce e corpo a più personaggi. Rimandando il lettore al cartellone completo (https://www.sanmarinoteatro.sm/), ci soffermiamo su due spettacoli che, per chi scrive, sono assolutamente imperdibili.

Mercoledì 7 agosto a Borgo Maggiore, Davide Enia presenta “L’abisso”: un racconto urgente, profondo, attuale per affrontare l’indicibile tragedia contemporanea degli sbarchi sulle coste del Mediterraneo. Spettacolo vincitore di prestigiosi premi: Premio UBU 2019 “miglior nuovo testo italiano”, Premio Le Maschere del Teatro 2019 a Davide Enia come “miglior interprete di monologo” e Premio Hystrio Twister 2019 “miglior spettacolo della Stagione”. “L’Abisso” è già passato in zona, esattamente nel 2020, a Rimini. Ecco la mia recensione.

Come per il monologo “Schegge” – presentato al Festival di Santarcangelo nel 2003, prima prova del doloroso “Maggio ’43” andato poi in tournée nel 2004 – anche ne “L’Abisso” Davide Enia prosegue nel recupero di storie poco note al pubblico ma che hanno una straordinaria dignità.

Il monologo, impreziosito dalle musiche “sicule” di Giulio Barocchieri, è un faro acceso nella tempesta di Lampedusa. La pièce è una prova cristallina di forza, narrazione e pathos. Un lavoro muscolare, quello dell’attore palermitano, che si inserisce nel solco profondo della sua tradizione drammaturgica, quella dei “cunti”: scena minimalista e voce, o meglio, un intreccio di storie che si abbracciano, si sfiorano, dialogano per poi cercare la propria traiettoria. Al centro, come già accaduto per il meraviglioso “Italia-Brasile 3-2”, la famiglia, il nucleo sociale primario, il porto di partenza. Enia, come sempre, accompagna il pubblico verso l’isola, verso quel luogo in cui lo stesso “auttore” ha trascorso due anni a raccogliere le testimonianze. Dall’abisso riemergono, come in una Spoon River capovolta e opposta, le ombre delle persone: uomini, soprattutto, adulti e giovani. Un sommozzatore gigante che stringe un bimbo al petto e piange. Un figlio, Daviduzzo (Enia) che scopre la voce del padre (ex chirurgo in pensione) attraverso il suo silenzio. Lo zio Beppe, malato di cancro ma aggrappato alla vita con la tenacia delle cozze sugli scogli. I conti crudi della vita: davanti a un gruppo di tre persone che sta annegando e poco più in là una giovane mamma con i suoi piccoli, chi salvi? Tre è più di due…

Il secondo appuntamento è quello conclusivo: è in Città di San Marino che la rassegna si conclude il 27 agosto con il concerto “Storie assurde” del cantautore livornese Bobo Rondelli.

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