Home Dal giornale Editoriale: “Chi vince, chi perde e chi spera”

Editoriale: “Chi vince, chi perde e chi spera”

da Daniele Bartolucci

Le elezioni sono sempre un bel banco di prova per tutti: per capire quanto vale la propria azione politica, quanto è allineata alle aspettative della popolazione, o per valutare le strategie future, sia che sia andata bene o che sia andata male. Non è una gara, anche se poi alla fine qualcuno “vince” il premio di governare.
Ed è proprio questo a misurare le vittorie elettorali: la possibilità o meno di governare. Una possibilità che hanno in diversi, numeri alla mano, ma che solo un partito ha la certezza: il PDCS (con AR). Questo perché la legge elettorale prevede che, se non si andasse al ballottaggio, occorre avere 35 seggi e qualsiasi combinazione per ottenerli prevede, appunto, che ci siano dentro i 26 seggi conquistati dalla coalizione Democrazia e Libertà di PDCS-AR. Non solo, visto che la DC era data in calo, l’aver aumentato il proprio peso di consenso nel Paese rafforza ancora di più quel senso di vittoria che i suoi rappresentanti stanno esplicitando in questi giorni.

E gli altri che “hanno vinto”? Sicuramente hanno raccolto risultati importanti e molti sono cresciuti. Ma quanti di questi sono certi di andare al governo del Paese? Deciderà la DC chi vincerà e chi perderà (oltre RETE e Demos, i primi “retrocessi” sicuri).
In tal senso, ci sono anche molti a sperare: perché se il loro partito entrerà in maggioranza, qualche Segretario di Stato lascerà il posto libero in Consiglio. E comunque un “posto” da qualche parte, se si va al governo, si potrebbe trovare anche per loro. In buona sostanza, le elezioni, come previsto, sono state solo il primo passo.

Il lavoro vero inizia adesso.

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