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Giochi del Titano: ricavi e ingressi in forte crescita

da Daniele Bartolucci

La Giochi del Titano Spa continua a raccogliere risultati positivi, raggiungendo un nuovo record di ricavi totali, arrivato nel 2023 a quasi 30 milioni di euro. “Più precisamente, si tratta di 29.870.000 euro”, spiega soddisfatto il Direttore Generale, Salvatore Caronia, “con una crescita del 10,74% rispetto al 2022, quando il fatturato da ricavi era stato di 26.973.000 euro. Un dato in linea con il nostro Piano d’impresa 2018-23 che aveva previsto poco meno di 31 milioni di euro, ma con l’entrata a regime di tutti gli investimenti necessari al progetto denominato “Casinò 2.0”, che quando avremo completato potrà dunque dare ancora più slancio a tutte le attività”. Il riferimento è, in primis, all’acquisizione dell’immobile su cui realizzare il progetto: “Grazie agli investimenti fatti nel corso degli anni e al conferimento da parte del socio di maggioranza, cioè lo Stato, oggi diventato socio unico, la società è già proprietaria del 65% dell’immobile di Rovereta, con la prospettiva di completare le acquisizioni in breve tempo e poter così attuare nella stessa sede gli interventi necessari. Gli ottimi risultati, corroborati dalla fiducia dimostrata dalla proprietà anche durante l’approvazione del bilancio di esercizio 2023 nei giorni scorsi, ci spronano a proseguire in questa pianificazione, tenuto conto anche dell’ormai evidente livello di saturazione raggiunto: è un dato sicuramente positivo, ma che può oggettivamente diventare un freno alla crescita futura”.

Del resto i numeri parlano chiaro. Pur rimanendo invariata la struttura, nel 2023 non si è registrato solo il record di fatturato, ma anche di ingressi: superata la soglia dei 200mila totali, di cui ben19.341 rappresentati da nuovi clienti. “Un dato estremamente positivo, perché conferma la capacità di attrarre nuovi clienti nonostante le restrizioni italiane alla pubblicità del nostro settore. In pratica possiamo sfruttare solo il passaparola e, di conseguenza, investire su tutti quegli aspetti che vanno oltre il gioco: chiaramente”, spiega il Direttore Generale, “l’offerta di gioco deve essere all’altezza e sempre aggiornata, ma l’attenzione al cliente, al servizio, alla sicurezza – anche sanitaria, come abbiamo visto durante la pandemia – all’intrattenimento, sono fondamentali affinché le persone si ricordino positivamente di noi. Poi c’è l’aspetto emozionale, su cui abbiamo lavorato tanto in questi anni, costruendo la percezione di essere, appunto, in una vera casa da gioco”.

Il progetto del Casinò 2.0 punta effettivamente a tutto questo, ma nel frattempo la Giochi del Titano Spa può guardare comunque alle altre case da gioco senza sentirsi così diversa. Non nei numeri, almeno. “Il nostro riferimento sono come sempre i Casinò italiani”, spiega Caronia, “i quali, dopo il periodo pandemico, hanno tutti vissuto una generale ripresa nel periodo 2021-2022, per poi vedere consolidarsi questi numeri nel corso del 2023. Facendo un confronto con il 2019, l’ultimo anno a pieno regime prima del Covid, possiamo vedere che il Casinò di Saint-Vincent ha registrato un +14,51%, quello di Venezia un +18,95% e quello di Sanremo un + 22,74%. Non consideriamo Campione d’Italia in quanto non in attività. Ebbene, nel 2023 rispetto al 2019 la Giochi del Titano ha registrato un aumento del 60,85% di ricavi e questo nonostante non si possa dire che giochiamo totalmente alla pari con queste strutture”.

L’altro aspetto estremamente interessante del bilancio della Giochi del Titano Spa è il ritorno sul territorio: “Dei quasi 29 milioni di euro di ricavi, ben 12,8 vengono conferiti come imposte e oneri di vigilanza, a cui – se pensiamo che erario e socio unico sono sempre gli stessi, ovvero lo Stato – si aggiungono quasi 8,3 milioni di euro di utile. A questi vanno sommati poi i quasi 4 milioni di euro di stipendi ai dipendenti residenti a San Marino e i 2,3 milioni di euro per beni e servizi acquistati in territorio”, spiega ancora il Direttore Generale. “Si tratta di volumi importanti, che siamo certi possano crescere in futuro se sostenuti dai giusti investimenti. Così come lo eravamo nel 2018 quando abbiamo ideato il Piano d’impresa, che si è rivelato estremamente credibile nonostante fossero stime prudenti. Un Piano che ora siamo pronti a portare a termine, avendo aumentato sia la solidità che la patrimonializzazione della società”.

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