Home Notizie del Giorno Visto per voi a teatro: “Binari” della Compagnia Alcantara

Visto per voi a teatro: “Binari” della Compagnia Alcantara

da Redazione

Premessa: la Compagnia Alcantara – in scena il 6 aprile all’Auditorium di Morciano di Romagna con lo spettacolo “Binari” – è una delle compagnie operanti nei diversi dipartimenti di salute mentale della Regione Emilia-Romagna. Buona parte degli interpreti sono pazienti dei centri di riabilitazione psichiatrica.

Il pubblico entra a palco aperto, sul palco un ambulatorio laboratoriale ‘passatediquaefatefintadiniente’, una stazione ferroviaria. Ovviamente non ce la possono fare… hanno un ruolo (sia i protagonisti che il pubblico).

La gente chiacchiera – eppure gli attori sono in scena – Io, fossi il regista, andrei avanti così almeno 40 minuti. Vediamo chi si stanca prima (un’operazione di igiene mentale…). I più disciplinati sono quelli sul palco, emerge tra loro un controllore, magnifico, statuario.

Excursus: si potrebbe abbassare il volume alle signore dietro di me?

 Ore 21:10: ancora gente che entra. I più puntuali sono quelli sul palco, la puntualità è una questione mentale. I ‘camminanti’ sulla scena continuano silenziosi a fare avantiindietro, un giovane ha in braccio una chitarra. Le ‘parlanti’ in platea continuano a chiacchierare; le uniche parole che si sentono vengono da loro ma non dicono nulla: parole, parole, parole. I romagnoli dovrebbero pagare il biglietto e stare a casa, come con Netflix.

Le due galline alla mia sinistra andrebbero avanti fini a mezzanotte ma, purtroppo per loro, si comincia: buio!

Si cerca un bel sogno con poche cose: una vela, una barca, un velo, un suono. Si cerca un senso poetico alla propria sofferenza. Ufficio smarrimenti? Ho perso la testa! Ho perso una musicassetta BASF. E poi, il bambino che non ha trovato il suo binario e le ombre che crescono fino ad assumere, nel finale, la forma di un coro di anime.

Durante i ringraziamenti, applausi, inchini ed una figura che ripassa dietro al regista e fugace completa con un’uscita perfettamente teatrale: chi aveva perso la testa ritorna Sapiens…

Teresio Massimo Troll

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