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Semplificazione con SCIA e Conferenza dei Servizi

da Daniele Bartolucci

Il Direttore della Funzione Pubblica, Avv. Manuel Canti, ha inviato nei giorni scorsi a tutte le associazioni di categoria una informativa “per rimarcare le potenzialità di due istituti presenti da qualche anno nell’ordinamento sammarinese ed introdotti allo scopo di semplificare non solo l’attività dell’Amministrazione ma anche l’attività delle imprese, ovvero la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) e la Conferenza dei Servizi”. Questo perché le associazioni condividano con le imprese iscritte “quelle che sono le potenzialità degli istituti sopra descritti, la cui applicazione pratica nell’ambito dell’attività procedimentale dell’Amministrazione sammarinese – con particolare riferimento ai procedimenti complessi in cui intervengano più Uffici, Servizi, Commissioni e Collegi – non appare essersi sinora sviluppata nei termini auspicati”.

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ

“La SCIA, come detto acronimo di ‘Segnalazione Certificata di Inizio Attività’, è disciplinata dagli articoli 42 e 43 della Legge 7 agosto 2017 n.94 nonché dal relativo Regolamento Attuativo – ovvero il n.5 del 14 marzo 2019, così come modificato dal n.12 del 23 settembre 2019 – è uno strumento, sia pur facoltativo, che consente alle imprese di cominciare, modificare o cessare un’attività di qualsiasi tipo attraverso una propria autocertificazione, senza dover attendere i tempi di attesa dell’Amministrazione per verifiche e controlli.  In particolare, la scrivente Direzione evidenzia che la SCIA va a sostituire gli atti di autorizzazione, licenza e concessione limitatamente ai settori dell’ordinamento previsti dal Regolamento Attuativo, tra cui quelli delle attività economiche (art. 3), dell’edilizia (art. 4), della progettazione strutturale (art. 5) e della tutela ambientale (artt. 6, 7, 8, 9, 10 e 11)”.

LA CONFERENZA DEI SERVIZI

Dall’altro lato, “la Conferenza dei Servizi è un istituto disciplinato dagli articoli 39 e 40 della Legge 7 agosto 2017 n.94, dall’articolo 90 della Legge 21 dicembre 2017 n.147, nonché dal relativo Regolamento attuativo – il n.1 del 14 marzo 2018. In generale, tale strumento è stato istituito come rimedio alla frammentazione delle funzioni amministrative, distribuite tra i diversi soggetti pubblici in assenza di una matrice unitaria, allo scopo di semplificare e velocizzare le dinamiche decisionali dei diversi organi ed uffici pubblici preposti alla tutela di pluralità di interessi, stimolando una valutazione comparativa fra i suddetti interessi pubblici in un unico contesto decisionale. A tal proposito, preme evidenziare che la normativa di riferimento preveda un potere di impulso da parte dei soggetti privati interessati i quali, su motivata richiesta, hanno la facoltà di:

– chiedere la convocazione della conferenza dei servizi “quando la conclusione positiva del procedimento sia subordinata all’acquisizione di più pareri, valutazioni tecniche, nulla osta od altri atti di assenso a carattere endoprocedimentale, comunque denominati, resi da diversi uffici” (c.d. conferenza decisoria);

– “per progetti di particolare complessità e di insediamenti produttivi di beni e servizi”, chiedere la convocazione di una “conferenza preliminare finalizzata ad indicare al richiedente, prima della presentazione di un’istanza o di un progetto definitivo, le condizioni per ottenere, alla loro presentazione, i necessari pareri, valutazioni tecniche, autorizzazioni, concessioni, nulla osta od altri atti di assenso, comunque denominati” (c.d. conferenza preliminare)”.

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