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Consiglio Grande e Generale, martedì 19 Dicembre pomeriggio (report SMNA)

da Redazione

Nel pomeriggio i lavori consiliari ripartono e si concentrano sull’Articolo 5 “Attuazione Legge 11 maggio 2015 n.67 e successive modifiche” che riporta l’elenco delle opere pubbliche inserite nel relativo Piano pluriennale, su cui viene presentato un emendamento abrogativo da Libera. In particolare, l’emendamento di Libera punta ad eliminare, al comma 3, in cui si individuano le infrastrutture prioritarie da progettare nel 2024 e da avviare nel 2025, il Nuovo Ospedale di Stato. E proprio il progetto del nuovo nosocomio è al centro del lungo dibattito che si sviluppa e che occupa larga parte della seduta.
Eva Guidi presenta l’emendamento di Libera: Abbiamo visto, scorrendo i vari progetti delle leggi di bilancio- anche quelle di quando eravamo noi al governo- che questi progetti sono una serie di ‘buone intenzioni’ di cose che si vorrebbero fare sul territorio che, in alcuni casi, sarebbero anche molto qualificanti. Fra le cose da progettare nel prossimo anno e da avviare nel 2025 vediamo anche l’ospedale di Stato. E’ un progetto ‘copiato’ dalla Finanziaria dell’anno scorso e inserito qui con la data aggiornata. Oggi, mentre stiamo andando verso fine Legislatura, ci sembra che abbia poco senso riproporre la progettazione nel 2024 e l’avvio dei lavori nel 2025. Anche perché prima di decidere che ospedale fare, vanno date tante risposte a cittadinanza. Ci dobbiamo prima chiedere che tipo di sanità vogliamo avere e come vogliamo riorganizzarla. Abbiamo visto nel periodo covid e nel post covid, che l’organizzazione attuale non è più idonea. L’ospedale di Stato rappresenta una voce di spesa per lo Stato che impegna circa 85 mln di euro di fondi ogni anno che devono essere spesi bene. Riteniamo sia avventato fare la progettazione nel 2024, quando non sappiamo neanche chi ci sarà alla fine del 2024, e poi avviare i lavori nel 2025, senza aver prima deciso che tipo di sanità vogliamo dare ai cittadini. E a dimostrazione che ancora brancoliamo nel buio è il fatto che ancora ad oggi non è stato presentato l’Atto organizzativo dell’Iss, il documento che più di tutti sancisce quale è l’organizzazione dell’ospedale e il tipo di servizi da assicurare ai cittadini. Si deve decidere poi di pianificare il nuovo ospedale dopo aver fatto riflessioni serie anche su chi finanzia e su che tipo di lavoro vogliamo fare all’ospedale, perché sono stati già spesi 300 mila euro per i problemi della sismicità e altri 100 mila euro per il reperimento di finanze. Qui bisogna mettere uno stop.
Nicola Renzi, Rf: L’ospedale è stato refrain di questi 5 anni, ma già da prima si sapeva la necessità di nuova struttura, eppure mai è stato realizzato. I costi sono ingenti, ci sono riflessioni da fare anche sulle partnership con il privato- che garantiscano però gratuità di cure e trattamenti per i sammarinesi. Poi ricordo, quando ero Sds agli Esteri, che con vari Paesi c’erano state offerte di collaborazione in ambito sanitario per cui flussi di pazienti sarebbero potuti venire a San Marino, ma si richiedevano strutture di alto livello. Tutto questo vuole dire che, prima di avviare un nuovo ospedale, bisogna sapere cosa ci si mette dentro e che sanità si vuole fare e che servizi vogliamo erogare, Libera ha ragione. A mio avviso, vari errori sono stati commessi nel perseguire l’opera, c’è stata una delibera di oltre 100 mila euro per una consulenza che abbiamo sempre criticato.
    Per quanto riguarda gli altri interventi, si possono rilevare che dalla legge del 2015 molte opere sono rimaste un vero e proprio libro dei sogni. Ricordo il parcheggio multipiano di Borgo che si è arenato- e come Rf ci prendiamo le nostre responsabilità. Sulle sedi istituzionali infine credo sia arrivato il momento di avere spazi maggiori. anche di accoglienza degli ospiti. Ultima cosa, credo sia da mettere in discussione che questa sede di svolgimento del Consiglio inizi a diventare sempre più inadeguata, per la fruibilità, sia perché noi rischiamo- con i costanti lavori qui dentro- di rovinare un monumento importante e anche perché non ci sono spazi adeguati per i lavori dei consiglieri, degli uffici e anche dei Capitani Reggenti.
Iro Belluzzi, Libera: Con quello cui abbiamo assistito negli ultimi anni, mi sembra di rivivere una  storia già vista. Erano 21-22 anni fa e facevo il coordinatore alla Segreteria di Stato per la Sanità, mi ricordo come intervenni per bloccare una modalità che sembrava una tela di Penelope: progetti mai realizzati che si riproponevano con consulenze esterne. Si arrivò ad un costo intorno a circa un miliardo di vecchie lire da pagare. In questa fase si vive la stessa modalità: incarichi, consulenze per progetti che non sono realizzati. Denari che non vengono finalizzati, un grande spreco di risorse pubbliche. Come si fa a non capire che è necessario prima definire che sanità si vuole dare ai sammarinesi? L’ospedale generalista non è più sostenibile, l’innovazione sanitaria è a livelli impensabili da gestire nella nostra realtà. Prima di continuare a progettare cose che non si realizzeranno mai, anche io credo bisogna fermarsi e rinviare al prossimo governo, con un confronto che coinvolga tutte forze politiche, realtà sociali e categorie.
Guerrino Zanotti, Libera: L’ emendamento abrogativo riferito al nuovo ospedale di Stato vuole essere un passaggio per cercare di sollecitare qualche riflessione su quello che si ripete in ogni legge di bilancio. Non è una critica esclusiva al governo in carica. Si pensa che in una legge di bilancio si debba avere qualcosa da raccontare alla cittadinanza, prevedendo decine di interventi su opere esistenti con le manutenzioni straordinarie o la realizzazione di nuove opere. Chiaro che l’ospedale è una delle opere più complesse e c’è di conseguenza la necessità di fare tutti quei passaggi che oggi mancano rispetto all’idea di sanità che si vuole realizzare. Se non c’è atto organizzativo che manca da anni- e che prevede come deve essere organizzata la struttura sanitaria pubblica- non credo siamo nella fase utile per decidere quale struttura è necessaria per l’ospedale. Tra questo, c’è anche la necessità di decidere in modo chiaro qual è l’intenzione per recuperare il finanziamento per la realizzazione di quest’opera pubblica. Facciamo un esercizio per il futuro: cerchiamo di essere più realistici e nelle prossime leggi di bilancio poniamoci come obiettivo quello della realizzazione di 2-3 opere pubbliche importanti e necessarie alla Repubblica di San Marino, per le quali sono già stati realizzati progetti.
Giovani Maria Zonzini, Rete: Credo che non possiamo essere d’accordo con l’emendamento di Libera. Le infrastrutture hanno un ciclo di vita, soprattutto le più importanti, il nostro ospedale ha compiuto ormai 40 anni e anche se si avviassero i lavori l’anno prossimo, è comunque difficile che l’inaugurazione avvenga prima che l’attuale struttura abbia compiuto 50 anni. Ci sono problemi strutturali evidenziati da tempo anche per la sicurezza, dato che è una struttura in larga parte non antisismica, per questo dopo 40 anni riteniamo si debba procedere a una nuova struttura. E’ u n investimento strategico e l’opera più importante di quelle elencate nell’articolo 5.
Fino pochi giorni fa si parlava di aeroporto internazionale a Torraccia, ma qui non c’è, si parlava del trenino tra Borgo e Città, qui si parla di una riqualificazione del tracciato, ma la cifra stanziata è del tutto insufficiente. Vorrei capire perché questo governo decide un investimento da una settimana all’altra e poi cambia idea. Condivido molto la necessità di un nuovo museo, anche se le cifre stanziate mi sembrano a mala pena sufficienti per la progettazione. Siamo scettici sulle modalità con cui il governo programma gli investimenti ma riteniamo che, dal punto di vista politico, non sia da eliminare il nuovo ospedale, che è una struttura da rinnovare e a cui si lavora da molto tempo. A maggior ragione, è ora di iniziare a stringere. Sul finanziamento rilevo la necessità di fare un progetto ad hoc, essendo un’opera onerosa e che il prossimo governo dovrà cercare una forma di finanziamento sostenibile che garantisca l’universalità del nostro sistema sanitario.
Alessandro Rossi, Gruppo misto: Al di là dell’emendamento di Libera, il tema è come mai dopo così tanto tempo ancora non si è realizzata una struttura alternativa a quella esistente dell’ospedale, nonostante le condizioni in cui versa. Il tentativo di inserirlo in questo articolo con risorse limitate dà comunque l’idea che non c’è una progettualità concreta e credo che su questo si debba riflettere. Ovvero sulla regressione delle risorse disponibili per gli investimenti pubblici. Da oltre 30 anni non c’è praticamente stato nulla e la dice lunga. E la riflessione deve portarci a dire come invertire questa tendenza.
Miriam Farinelli, Rf: Ci dobbiamo chiedere dove vogliamo vada la nostra sanità e a quali fonti attingere per mantenere la sanità universalistica. Di concerto, ci vuole l’atto organizzativo di cui nessuno è stato ancora messo al corrente, susseguente a questo è il nuovo ospedale. L’attuale, inaugurato nel 1980, ha una struttura che ha delle particolarità negative e dopo 43 anni è giustificato pensare a un nuovo ospedale, come si è iniziato a pensare anni fa. Oggi siamo però ancora non si è trovato il bandolo della matassa, mi auguro ci sia un’accelerata. Non è corretto che in assenza di tutti questi passaggi continuiamo a spendere decide e decine di migliaia di euro per la manutenzione di una struttura obsoleta.
Vladimiro Selva, Libera: Non credo questo emendamento dia la possibilità di parlare delle strutture in cui vengono effettuati la maggior parte dei servizi che i nostri cittadini ricevono dall’Iss. L’attuale è una struttura datata, le finalità con cui allora venivano progettati gli ospedali sono diverse da quelle attuali, per cui c’è difficoltà nel suo utilizzo. L’innovazione dell’impiantistica è costante, così come manutenzione, se noi consideriamo quello che costa la struttura grezza in sé e quanto costano le finiture ospedaliere, vediamo come il valore della struttura sia poca cosa rispetto quanto spediamo ogni anno invece per ristrutturarla.
Fernando Bindi, Rf: L’elenco di strutture inserite nell’articolo sono tutte positive, ma manca una gerarchia di intervento e la quantità dei costi, che sarebbe stato opportuno invece inserire, così come serve una migliore trasparenza nella ristrutturazione degli edifici per fare un auditorium. E’ positivo, per carità, ma poi bisogna pensare anche ai costi di gestione. Detto questo, penso anche che qui dentro l’articolo ci sono elementi positivi, ma una gerarchia di interventi sarebbe stata utile, così è un elenco lungo e positivo ma non ha alle spalle una serie di spiegazioni che sarebbero state utili. Sull’ospedale ormai è stato detto tutto, il problema è di metodo. Dobbiamo chiederci prima che tipo di sanità possiamo e vogliamo avere in Repubblica per i prossimi 50 anni.   
Marica Montemaggi, Libera: Siamo tutti consapevoli delle criticità strutturali in cui versa il nostro ospedale. Il problema, al di là delle risorse già date per consulenze e per interessi, per cercare investitori  e partnership, è che poi di concreto non si è materializzato nulla. Progettare nel 2024 e stanziare nel 2025 questa cifra potrebbe avere senso, se noi oggi avessimo una idea dell’ospedale e della sanità che vorremo avere. Ma mettere in una legge di bilancio 3,5 mln di euro per l’infrastruttura del nuovo ospedale è come non dire nulla e quindi non la riteniamo una spesa che può esistere in questo momento in una legge di bilancio. Prima dobbiamo capire dove effettivamente vogliamo andare.
Adele Tonnini, Rete: Da quando in questa Legislatura nei bilanci si sono avviati dei progetti preventivi rispetto alle opere infrastrutturali, ho visto succedersi diversi progetti inseriti, dal 2020 a oggi. Io ne ho contati più o meno 14. Negli anni alcuni progetti sono usciti dal radar, altri di nuovi sono stati inseriti, e su 14 progetti poco è stato fatto.  Questa legge che definisce il Piano pluriennale degli investimenti individua opere strategiche per il paese e in questo contesto- e qui torno all’emendamento di Libera- bisognerebbe capire quali opere attuare tra le opere presenti. Io penso che l’ospedale di Stato non sia urgente, è emergenziale. I dati arrivati in Commissione 4 sono molto preoccupanti: solo per riscaldare scale e corridoi noi spendiamo 8 mln di euro l’anno. E’ evidente che l’edificio ha problemi strutturali, vogliamo un ospedale crollato domani o attuare un ospedale con tutti i crismi prima possibile? Al di là del tipo di sanità che vogliamo- e in commissione 4 è stato ampiamente dibattuto su questo- noi abbiamo la necessità urgente di andare avanti con quel progetto e credo tra i 14 progetti inseriti dal 2020 al 2022 quello più emergenziale sia questo.
Manuel Ciavatta, Pdcs: Dalla costruzione dell’attuale ospedale sono passati quasi 45 anni ed è evidente che c’è bisogno di un ospedale nuovo. Tra tutti i governi precedenti che avevano messo in campo piani strategici infrastrutturali, nessuno poi è riuscito a fare niente, perché ogni volta che cambiava governo. Mentre questo progetto ha bisogno di lungo tempo per realizzarsi e di una scelta il più possibile condivisa, non di mettere una bandierina. Dovremmo sforzarci di individuare insieme quelle infrastrutture di cui il paese ha fortemente bisogno e l’ospedale è una di queste, per scegliere insieme non chi le progetta o le costruisce, ma chi c’è che le porta avanti. Questo governo, non ha avuto questa capacità fino in fondo. Al contrario, come è avvenuto per l’accordo di associazione, questo è lo scatto in avanti che l’Aula deve fare. Il passaggio che va fatto è questo: mettiamoci intorno a un tavolo, diciamo a tutti questa opera serve e portiamola avantioocn continuità. Infatti come minimo, per realizzare un ospedale di Stato, serviranno due governi e forse anche di più.
Sara Conti, Rf: Sentire il consigliere Ciavatta fare un po’ un ‘mea culpa’ non è da tutti giorni, comunque questo governo ha emanato l’articolo così com’è, mettendo insieme tante infrastrutture, e anche in questo caso, voi lo voterete così com’è . Potremo metterci tutti a ridefinire le priorità, bene facciamolo. Perché questo non è il modo giusto per affrontare le problematiche infrastrutturale più urgenti, perché vedere l’ospedale buttato insieme al nuovo museo, mi sembra incomprensibile. Lavoriamo per dare le gambe alla vera priorità infrastrutturale del paese e per trovare risorse per finanziarla. 
Sandra Giardi, Gruppo misto: L’Articolo 5 è un bell’elenco e in Finanziaria ci dovrebbe essere più di un capitolo di spesa per sostenere tutte queste opere strategiche. E il Segretario dovrebbe capire la formula per la gestione di tutte queste opere. L’emendamento di Libera toglie l’ospedale di Stato perché è inserito così, insieme al nuovo museo, mentre servirebbe un capitolo a parte e impegnarsi veramente ad un progetto prioritario per la Repubblica.
Daniela Giannoni, Rete: Vediamo qui una serie di progetti ambiziosi e impegnativi, è il modo giusto per non realizzarne nessuno. Forse bisognerebbe fare un atto più serio e decidere quale è la priorità del paese, se la mobilità e sicurezza stradale, la sanità, la cultura? Quindi sforzi economici e progettuali da parte della Segreteria al Territorio si dovrebbero concentrare su uno o due progetti del paese. Sull’ospedale: ci lamentiamo che non vengono i medici, magari in una struttura moderna ed efficiente riusciamo ad attrarre di più figure di livello, o quanto meno riusciamo a dare un servizio migliore ai cittadini, quanto meno che non entri acqua nei corridoi…. I futuri Segretari di Stato per Sanità e Territorio inizino fin da subito a mettere insieme un progetto serio per capire quale sarà la sanità del futuro con l’infrastruttura adatta per dare servizi idonei ai cittadini. Oggi questo è un elenco che sappiamo tutti irrealizzabile.
Giuseppe Maria Morganti, Libera: Mi preoccupa un altro fatto citato in questo articolo che è il nuovo museo. Viene solo citato, mentre per l’ospedale si parla di una legge specifica, per il museo non si dice come verrà finanziato, né gli obiettivi che si pongono attraverso la nuova entità museale. Sono favorevole, badate bene, è bene iniziarne a ragionare, mi preoccupa solo la modalità di approccio a queste problematiche.
Non siamo contrari al nuovo ospedale, lo riteniamo necessario, gli investimenti per mantenere l’attuale struttura sono talmente forti che riuscirebbero probabilmente a ricoprire i costi di una nuova struttura nel tempo. Quello che ci preoccupa è che sul bando di progettazione decide il congresso di Stato, che non può averne la competenza, dall’altro è stato lanciato un bando senza obiettivi. Questi sono gli elementi centrali che hanno motivato la nostra proposta, che è quella di avviare un ragionamento serio sulla nuova struttura ospedaliera.
Roberto Ciavatta, Rete. Questo articolo richiama la legge dal 2015, quella legge stanziava 30 milioni di euro per delle iniziative strategiche, quali erano? Campus di Fonte dell’Ovo, Polo della  sicurezza, parcheggi in piazzale Giangi, parcheggi alla funivia, nuova sede di Rtv: non è stato fatto nulla. Non ha senso mettere in Finanziaria un articolo di questa natura con l’elenco dei desiderata non realizzato, sarebbe bene mettere un progetto o due e poi portarlo a termine. L’unico intervento previsto su cui ci sono già studi è quello che converrebbe in termini di risparmi ed è proprio quello dell’ospedale. Noi sappiamo che con l’ospedale nuovo avremmo un risparmio di 5,5 mln di euro all’anno spesi negli ultimi 10 anni in ristrutturazioni. Significa che negli ultimi 10 anni ne abbiamo spesi già 55 mln di euro. C’è di più, credo questo governo stia andando troppo a rilento, vi ricordate che abbiamo fatto uno studio sulla sostenibilità sismica e statica della struttura? Io tremerei a non fare nulla sapendo cosa c’è scritto nelle relazioni. Il progetto dell’ospedale c’è, manca l’atto organizzativo. A prescindere da questo, i tecnici che dirigono l’ospedale sanno bene cosa ci vuole in un ospedale e i contenuti nel nuovo progetto ci sono tutti. Forse è il caso di chiamarli in audizione per richiederli.
Andrea Belluzzi, Sds Cultura: Intervengo per dare rassicurazioni all’Aula sui due progetti che riguardano la cultura, mi riferisco al Museo di Stato primo fra tutti. Già da un anno e mezzo c’è un gruppo di lavoro per valutare la sostenibilità del progetto e per studiare il progetto culturale della nuova infrastruttura, prima che quella architettonica. Nel frattempo, si sono potenziate le attività degli Istituti culturali, si porta avanti la politica di reti e collaborazioni con altri istituti italiani, per esempio va avanti la collaborazione con la Galleria d’arte moderna di Gallarate, quello è il percorso per progetti condivisi con altri grandi protagonisti del mondo della cultura italiana.
Sull’Auditorium: manca ed è spento da anni quel luogo e dovrebbe essere impegno di tutti di riportare alla contemporaneità l’edificio e di ridarlo alla cittadinanza. Dovremo vedere presto il cantiere. Tornando al museo, può essere il nostro teatro Galli, per identificare un Paese che fa un investimento identitario, per inseguire un’immagine diversa che poi non è commisurabile in maniera diretta, ma in maniera indiretta può giustificare lo sforzo necessario.
Maria Katia Savoretti, Rf: Sappiamo tutti che l’ospedale è una priorità, ha delle criticità e ha i suoi anni, quasi 50 anni, ed è sotto continua ristrutturazione. Sicuramente è una priorità. Poi abbiamo avuto varie relazioni da parte dei Segretari che hanno evidenziato le problematiche legate alla struttura dell’ospedale e la sua pericolosità, e sappiamo che sono stati fatti anche progetti nella direzione Bruschi. Sono state date consulenze, soldi ne sono stai spesi. Vediamo però in questo articolo del governo una sorta di lista della spesa senza che si evidenzino le priorità. Mi fa piacere il Sds alla Cultura abbia dato informazioni ulteriori sul museo che vediamo elencato sotto l’ospedale di Stato, ma senza dare priorità si rischia di non fare nulla.
Stefano Canti, Sds per il Territorio: Ascoltando il dibattito, sono state dette alcune cose giuste e alcune meno giuste, per fare chiarezza vorrei mettere a disposizione dell’Aula un aggiornamento sulle opere strutturali strategiche, con tanto di delibere che definiscono lo stato di avanzamento, gli stanziamenti, in modo che ogni consigliere possa avere un documento aggiornato. Un primo riferimento lo avevo già fatto in Commissione politiche territoriali, abbiamo già dato alcune informazioni importanti. Tutte le opere elencate nell’articolo rappresentano già una priorità, rispetto al progetto del 2015 avremo che alcune opere non hanno trovato compimento. Vero è che sono state tolte e aggiunte altre opere su cui stiamo lavorando. Primo fra tutto il cinema Turismo che prevede il recupero di un immobile nel centro storico di Città che da 10 anni è chiuso. Con questo progetto ridiamo vita a una struttura e a un luogo di Città che consentirà di ospitare l’Auditorium che porterà avanti l’attività del nostro Istituto musicale sammarinese. Un’altra infrastruttura è la messa in sicurezza della superstrada, un progetto importane che trova compimento con la rotatoria dei Tavolucci, come la rotatoria in corso all’Ex Serenella e con un nuovo guard rail. Altra opera su cui i consiglieri si sono focalizzati è quella dell’Ospedale di Stato. La relazione dello Studio Pagnoni ha evidenziato criticità importanti nella struttura e dobbiamo intervenire perché c’è esigenza di mantenere una infrastruttura importante destinata alla sanità pubblica e, dall’altra, c’è necessità di costruire un nuovo ospedale per dare gambe al progetto di sanità del futuro che deve vedere, da una parte, chi progetta l’involucro, dall’altra il Segretario Mularoni che dovrà progettare il contenuto all’interno della struttura. Come governo è stato emesso il bando per reperire il progettista cui affidare il progetto preliminare dell’opera che andrà successivamente finanziato. Su 27 domande presentate la prima cernita l’ha fatta la politica individuando 15 progettisti idonei, ma ora la politica ha bisogno dei tecnici per arrivare alla scelta definitiva. Siamo quasi giunti al termine e nei prossimi giorni avremo la possibilità di comunicare qual è il progettista cui affidare l’incarico.
Elena Tonnini, Rete: Rispetto a questo articolo è importante avere avuto un riferimento dal Sds Canti per cercare di circostanziare meglio le opere oggetto di attenzione e la volontà di portarle avanti attraverso una progettazione pluriennale. Oggi il bilancio contiene un elenco di opere che cambia di anno in anno, e così cambiano anche le cifre. Quella che dovrebbe essere una pluriennale garanzia per la realizzazione di queste opere diventa sempre un punto interrogativo. Così non può funzionare, ci dovrebbe essere maggiore garanzia degli stanziamenti, per cui non si può cancellare opere su cui ci sono già spesi soldi per fare progetti e di cui non vedremo mai la loro realizzazione. Sull’ospedale mi stupisco, nonostante la consapevolezza delle criticità della struttura, ancora si mette in dubbio l’urgenza di dover promuovere la costruzione di un nuovo ospedale.
Emanuele Santi, Rete: Questo articolo 5 si ripete ad ogni Finanziaria, ha il suo inizio nel 2015, tutti gli anni lo stanziamento delle opere viene aggiornato. Vedere su un foglio di carta tutte queste opere che potrebbero dare un risvolto positivo all’economia paese e per tanti elementi riqualificanti…invece dobbiamo però rimarcare che le schediamo in un articolo di legge e poi purtroppo queste opere non vedono la luce, Noi, come movimento, abbiamo sempre sostenuto che è  meglio concentrarci su uno o due investimenti, per portarli alla fine, piuttosto che inserire tante infrastrutture che restano lettera morta su un pezzo di carta.  
Gian Matteo Zeppa, Rete: E’ dal 2015 che viene ripresentato questo articolo ad ogni Finanziaria e ogni governo, ogni Segretario, ha la sua visione sulle opere strutturali necessarie al Paese. Io onestamente in questo articolo vedo molta campagna elettorale, per quanto proposto alla cittadinanza. La vedo la decadenza del cinema Turismo, ma qui ci si sveglia poco prima delle elezioni… L’emendamento di Libera invece è ottuso, ci sono state diverse Commissioni sanità in cui sono state presentate le problematiche dell’attuale struttura ed è evidente la necessità di avere un ospedale nuovo. Vi chiederei io questa volta di ritirare l’emendamento su cui si è fatta una battaglia politica legittima, ma ottusa in questo momento.
Andrea Zafferai, Rf: Noi avremmo bisogno di affrontare scelte di politiche strutturali, come avviene in altri Paesi, con l’analisi costi-benefici, invece scegliamo ‘a sensazione’, senza il supporto di dati. Realisticamente si dovrebbe proporre una o due opere e accompagnare le scelte con quelle valutazioni fondate su dati.
Grazia Zafferani, Gruppo misto: La necessità di ripensare la struttura sanitaria è una priorità che doveva già essere vagliata, ma sono d’accordo con i colleghi che non possiamo progettare un nuovo ospedale senza avere l’idea di che indirizzo dare alla sanità, come innovarla e come renderla capace di rispondere alle esigenze sanitarie attuali. Per questo serve un Piano organizzativo che non riesce ad arrivare sui banchi, seconda cosa, non sono riuscita a capire questo governo- ma anche quelli di prima- se hanno veramente individuato le esigenze per il nostro piccolo Stato. Sono d’accordo con il gruppo Libera che l’ospedale ha bisogno di essere re-ideato, come sono d’accordo con chi sta chiedendo che tipo di sanità si vuole dare al Paese.
Eva Guidi, Libera: Ci ha fatto piacere notare che questo è un tema su cui ci ritroviamo tutti quanti a fare approfondimenti, al di là delle lungaggini della Finanziaria, è un tema che interessa tutti i cittadini. Vorrei precisare che noi abbiamo tolto il nuovo ospedale di Stato perché non condividiamo la modalità in cui viene fatta la presentazione in questo ordine, nel 2024, se si dovesse iniziare a gennaio-febbraio, manca ancora l’identificazione sul tipo di struttura sanitaria che vorremo andare a costruire. E’ proprio quello l’elemento che deve essere accompagnato da una pianificazione più precisa delle cose. Sul fatto che venga portata avanti la realizzazione del nuovo ospedale siamo d’accordo, ma non con queste modalità.

    L’emendamento di Libera viene infine respinto e l’articolo 5 approvato a maggioranza.  I lavori consiliari proseguono con l’esame e l’approvazione degli articoli successivi. La seduta si interrompe al dibattito sull’articolo 9 “Bilancio di Previsione dell’A.A.S.S”, a cui sono presentati due emendamenti modificativi di Rete. Li spiega Emanuele Santi: “Rispetto all’articolo 9 del comma 2, si autorizza l’Aass alla cifra di 37,5 milioni di euro da destinare a investimenti, abbiamo voluto specificare tra questi, eventuali acquisizioni di partecipazioni in società attive nell’approvvigionamento idrico e in società operanti nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, anche fuori territorio della Repubblica di San Marino. Ma nel comma successivo specifichiamo che l’utilizzo di risorse è subordinato alla relazione di Aass e all’autorizzazione preventiva della Commissione consiliare Finanze. In sostanza, noi diciamo che siamo d’accordo perché San Marino sia più indipendente rispetto l’approvvigionamento idrico ed energetico e diamo la possibilità di acquisire partecipazioni, per esempio in Romagna acque o altre società- ma non può farlo il governo in solitaria, in Commissione la politica deve vedere il progetto”.

In seduta notturna proseguirà la discussione sull’articolo e sugli emendamenti di Rete. In particolare, rispetto al primo emendamento- sulla destinazione degli investimenti dell’Azienda in partecipazioni in società attive in produzione di energia da fonti rinnovabili e nell’approvvigionamento idrico- gli interventi di maggioranza hanno mostrato un’apertura.  

SMNA

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