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Editoriale: Un prima e un dopo Mattarella

da Daniele Bartolucci

La visita di stato del Presidente Sergio Mattarella non verrà ricordata solo come l’evento più atteso dell’anno, ma, collegando il recente passato all’imminente futuro, rappresenta uno spartiacque vero e proprio per le relazioni internazionali di San Marino. Ovviamente con l’Italia, perché questa visita non è stata organizzata (e prima ancora accettata da Roma) dal nulla, ma è il culmine di una serie di “buoni uffici” che i due Paesi si sono scambiati nel tempo intercorso tra la visita di Napolitano e quella di Mattarella, appunto. Nove anni in cui San Marino ha cambiato decisamente la sua vocazione internazionale, da Paese terzo per l’Unione Europea a – ormai è questione di mesi – un Accordo di Associazione; da Paese poco collaborativo a livello fiscale e finanziario a uno dei Paesi più all’avanguardia per la normativa antiriciclaggio; da un Paese che andava accerchiato con la Guardia di Finanza, a un Paese con cui avanzare una candidatura all’Unesco insieme. Il culmine, ma non un punto di arrivo: ora si apre una fase nuova per San Marino, con l’apertura ad un mercato unico europeo come mai non aveva potuto fare prima, e quindi con potenzialità enormi e opportunità da cogliere al meglio. Sul “meglio” sarà compito della politica alzare l’asticella, perché non è un punto d’arrivo ma di partenza (si dovrà lavorare, non sedersi sugli allori). Anche in funzione dei rapporti con l’Italia, perché finalmente si avrà un quadro giuridico chiaro su cui ragionare – assieme – per risolvere le problematiche, ma anche per progettare un futuro di cooperazione, tra due Paesi non solo amici per aver firmato una Convenzione, ma anche per “convinzione”.

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