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Consiglio Grande e Generale, giovedì 30 Novembre pomeriggio (report SMNA)

da Redazione

Nel pomeriggio il Consiglio Grande e Generale prosegue l’esame degli emendamenti al Decreto delegato n165 “Disposizioni inerenti alle operazioni di cartolarizzazione”, avanzando sostanzialmente di pochi articoli del testo. L’opposizione infatti incalza l’Aula per l’accoglimento degli emendamenti Articolo 1 Ter, presentato dal Gruppo misto, “Obbligo di rendicontazione secondo i principi della amministrazione trasparente” e sugli emendamenti all’Articolo 3 presentati da Gruppo Misto, Rf e Rete. L’emendamento Articolo 1 Ter è bocciato, ma poco prima della fine della seduta del pomeriggio, i lavori sono sospesi per tentare una mediazione sulle proposte all’Articolo 3. 

Nel dettaglio, con il primo emendamento- su cui si è concentrata la prima parte della seduta- l’Articolo 1 Ter presentato dal Gruppo Misto, come spiega Alessandro Rossi, si tenta di “aggiornare la normativa anticorruzione nell’ordinamento sammarinese, per creare meccanismi virtuosi”. Ad oggi, rileva, “su molte scelte strategiche dove le risorse dello Stato sono state impegnate non si conosce nulla del costo sostenuto e mi riferisco per esempio- chiosa- alla collocazione del titolo pubblico sul mercato internazionale e alle consulenze di alto standing internazionale il cui costo oggi è ignoto a tutti”. Diversamente, “con il recepimento delle ultime normative europee sulla trasparenza e sulla lotta alla corruzione ci allineeremmo a norme europee già prima dell’accordo di associazione- prosegue- e poi saremmo più trasparenti”. In sintesi, l’emendamento che proponiamo chiede di inserire e recepire le ultime direttive europee in tema di prevenzione della corruzione e trasparenza, affinché l’impiego delle risorse pubbliche da parte di società a partecipazione pubblica ed enti pubblici, siano rese fruibili e controllabili da parte di chiunque attraverso una rendicontazione pubblica delle spese sostenute”.  Da parte del Segretario di Stato per le Finanze, Marco Gatti, si rileva l’inopportunità dell’emendamento del Gruppo misto al decreto: “Avrebbe necessità di una stesura più chiara- motiva- mi sembra una norma di carattere generale, mentre noi oggi promulghiamo una norma di carattere speciale, sulla cartolarizzaizone, la norma generale sarebbe il caso di introdurla in una normativa a sè stante”.   Si sviluppa un ampio dibattito in cui gli interventi dei gruppi di minoranza fanno fronte comune per l’accoglimento dell’Articolo 1 Ter. In particolare, dalle fila di Rete arriva la proposta di sospendere i lavori in modo da concordare la trasformazione dell’emendamento di un Ordine del giorno, volto a introdurre lo stesso principio nella legge di Bilancio. Alla fine, non si giunga ad un accordo, ritenendo anche dalla maggioranza la proposta dell’emendamento di carattere generale e di difficile inquadramento nel decreto.

L’emendamento Articolo 1 Ter viene quindi respinto con 29 voti contrari e 17 a favore.

Si passa quindi all’Articolo 3 “Previsioni sull’Escrow Account”, a cui sono presentati 3 emendamenti: il primo del Gruppo misto, totalmente soppressivo, e due modificativi di Rete e di Rf. Come viene ribadito da più interventi  tra le fila della minoranza, le forze di opposizione hanno presentato emendamenti differenti nell’approccio ma che perseguono lo stesso obiettivo: tutelare la garanzia dello Stato. In estrema sintesi, con gli emendamenti, l’opposizione propone di elevare il conto di deposito a garanzia delle banche e che questo resti ‘congelato’ fino al rimborso dei titoli e non speso per coprire anche i costi di gestione.

Alessandro Rossi spiega l’emendamento interamente soppressivo del Gruppo Misto: “L’emendamento interviene sull’intero articolo che riguarda lo strumento individuato per limitare l’escussione della garanza dello Stato, l’escrow account, che altro non è che il congelamento di una parte dei flussi fino certa soglia per pagare l’emissione delle obbligazioni, una sorta di ‘conto congelato’”. Si propone quindi la soppressione integrale del testo perché  “con questo articolo- chiarisce- si dice che quei soldi si possono utilizzare per la gestione corrente del veicolo e invece per noi deve rimanere vincolato e usato solo alla fine nel rimborso eventuale dei titoli emessi”.

Il Segretario Gatti replica spiegando che l’escrow account viene costituito per fare fronte alle spese delle Abs senior, “c’è una cascata dei pagamenti che è stata ben rappresentata”, per assolverli “prima si passa alla cassa del Veicolo e finita quella eventualmente si passa all’escrow account”. Entrando nel merito dell’articolo, “abbiamo aggiunto questi due commi perché diamo possibilità alle banche- originator- di versare anche di più rispetto quanto previsto dalla legge, che prevede la quota del 15%, noi spieghiamo che può essere anche superiore, abbiamo chiesto almeno del 20%, ma può essere superiore”. L’escrow account poi “può essere usato in ambito dei pagamenti- prosegue il Segretario-  e mano a mano che si paga, diminuisce il rischio dello Stato”. Dunque, “è una modalità che va a tutela e garanzia dello Stato stesso, non a diminuzione della garanzia- assicura infine- i due comma introdotti sono migliorativi rispetto quanto previsto nella legge originale”.

Vanno nella stessa direzione della proposta del Gruppo misto gli emendamenti modificativi di Rf e Rete, nello specificare la destinazione dell’escrow account, e in più, vi è l’indicazione di alzare dal 15 al 25% la quota che le banche versano poi sull’escrow account.  A riguardo spiega Zonzini (Rete): “Avevamo appreso positivamente questo aumento percentuale dell’escrow account dal 15 al 20%, come annunciato in commissione Finanze dal Segretario, è sicuramente migliorativo”.  “Perchè il 5% in più?- chiarisce- perché significa aumentare di 6-7 mln di euro il margine di sicurezza dello Stato”. Di qui l’invito al Segretario di “essere conseguente con quanto detto in Commissione”. “Penso sia un po’ caduta la questione che noi abbiamo fatto un uso strumentale di questi emendamenti- aggiunge Emanuele Santi, Rete- li abbiamo fatti perché l’intento dell’opposizione è di cercare di migliorare un articolato”. Con l’emendamento, “cerchiamo di aumentare il pegno delle banche alla garanzia dal 15 al 20-25%- sottolinea- e vista la disponibilità annunciata, si potrebbe riscrivere l’articolo mettendo la cifra che volete, ma d’altra parte- puntualizza- questa garanzia non può essere utilizzata per pagare le spese di gestione, deve rimane lì per soddisfare le obbligazioni senior, a ulteriore garanzia per lo Stato”.  Ribadisce il concetto Matteo Zeppa, Rete: “Sarebbe opportuno che le banche- manda a dire- anziché fare comunicati stampa, ci mettessero anche loro il ‘loro’ fondo di garanzia e non solo lo Stato, è necessario riequilibrare le pertinenze dello Stato come garante e quelle delle banche, aiutate da ormai 15 anni”.  Per Rf, Fernando Bindi chiarisce: “La ratio dell’emendamento è fare in modo che il fondo di garanzia sia di aiuto, per quanto possibile, quando eventualmente si debba ricorrere nella garanzia pubblica”. Di qui l’invito a governo, segretario e maggioranza “a pensare un momento, non sono ipotesi eversive e dirompenti- puntualizza Bindi- ma hanno la ratio di consentire la conclusione dell’operazione con il massimo di garanzia per i cittadini, non c’è volontà di andare a rimestare per chissà quali altri obiettivi, l’obiettivo è chiaro e credo che lo condividiamo tutti”. Sara Conti, Rf, ribadisce che l’intento degli emendamenti dell’opposizione è lo stesso: “E’ la risposta all’articolo 3 del decreto- prosegue- abbiamo cercato di dare il nostro contributo e la nostra visione per tutelare al massimo quella che è la garanzia dello Stato e per evitare che sia escussa”. Su questo “ci sono tre emendamenti che si differenziano per approccio, uno totalmente abrogativo del gruppo misto, mentre noi e Rete abbiamo cercato di modificare l’articolo 3 per tutelare al massimo questo ‘acconto di garanzia’”. Libera si unisce al sostegno degli emendamenti: Guerrino Zanotti ribadisce come risulti chiaro quale sia l’intento dell’opposizione, ovvero “inserire nella norma una serie di elementi utili e necessari a tutela del patrimonio dello Stato che in questa operazione si impegna fortemente con proprie risorse”. “In questo caso, le forze di opposizione hanno presentato emendamenti simili perché tutte hanno lo scopo che non vi sia l’escussione di garanzia e che i costi di gestione siano supportati da tutto l’apparato”, riassume Eva Guidi, Libera che rinnova l’invito per una mediazione: “Ciò può avvenire o tornando alla versione originaria dell’articolo o modificando l’importo, possiamo trovare tutti quanti assieme una sintesi perché sia rispettato il principio”.

La seduta viene quindi sospesa poco prima del termine della sua chiusura per l’avvio di un confronto che porti a una possibile mediazione sull’Articolo 3 tra i gruppi in Aula. I lavori consiliari riprenderanno in seduta notturna. 

SMNA

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