Home Dal giornale “L’Accordo è fondamentale, ma serve superare anche il T2”

“L’Accordo è fondamentale, ma serve superare anche il T2”

da Daniele Bartolucci

La trattativa con la Commissione Europea per l’Accordo di Associazione prosegue a tappe serrate con l’obiettivo di chiudere la fase negoziale entro l’anno. Diversi i dossier su cui si è raggiunto un sostanziale accordo, in particolare quelli che dovranno permettere alle imprese sammarinesi di operare “ad armi pari” sul mercato unico. Questo è infatti l’obiettivo primario di ANIS, che rappresenta proprio le aziende che hanno maggiori interazioni con l’esterno, sia per quanto riguarda il comparto manifatturiero, che per quello dei servizi e delle costruzioni: “Queste imprese”, spiega il Segretario Generale William Vagnini, “operano quotidianamente nel mercato europeo, per cui già oggi sono assoggettate alle relative regole vigenti, con la differenza – rispetto ai propri competitor europei – di essere un Paese terzo e conseguentemente di subire oneri aggiuntivi. L’Accordo di Associazione deve liberare le imprese da questi ostacoli, consentendo così di ottenere un miglioramento delle attuali condizioni competitività e, quindi, anche la possibilità di nuovi investimenti e sviluppo, non solo delle singole realtà imprenditoriali, ma anche del tessuto economico in generale di San Marino. Si tratta di un’opportunità enorme che va assolutamente colta. All’interno di ANIS ne siamo fortemente convinti e, da quanto è emerso anche nella recente Commissione Mista, c’è un’ampissima condivisione tra tutte le parti politiche e sociali del Paese”.

Partiamo dalla Commissione Mista, quindi: quali sono stati i temi principali dell’ultima riunione?

“Premesso che la fase negoziale degli ultimi mesi ha permesso di raggiungere un sostanziale accordo su diversi temi, come ha aggiornato anche pubblicamente il Segretario agli Affari Esteri nelle scorse settimane, restano ancora da chiarire alcuni aspetti che sono fondamentali per San Marino, come ad esempio i servizi finanziari. Nel mentre, sono state risolte anche molte altre questioni su temi sensibili quali la libertà di circolazione delle persone e di stabilimento, essendo stato definito un sistema di quote particolarmente contenuto. Nell’Accordo, di fatto, si condividono dei limiti, a vantaggio di San Marino, al principio della reciprocità: in quanto associato e non più Paese terzo, le nostre aziende e i nostri concittadini potranno muoversi e operare liberamente sul mercato unico senza le limitazioni che subiscono oggi, viceversa ci saranno vincoli e deroghe per quanto riguarda la stessa libertà per imprese e cittadini europei. Questo non si tradurrà in una sorta di protezionismo, che non avrebbe senso e non sarebbe compatibile con le regole europee, ma garantirà la sostenibilità di un sistema economico e sociale – come ci è stato riconosciuto – di dimensioni relativamente piccole come il nostro e come quello di Andorra”.

Sul piano della competitività quali miglioramenti vi aspettate?

“Venendo meno diversi oneri e vincoli oggi a carico delle aziende, è chiaro che per le imprese si creino margini di migliorando delle condizioni di competitività e nuove opportunità, ma non si tratta certo di vantaggi né privilegi: le nostre aziende hanno dimostrato di saper competere con successo sul mercato europeo anche in condizioni più sfavorevoli e ora potranno cimentarsi in una competizione più “a pari condizioni” (anche se per la vera parità si dovrà attendere la soluzione di ulteriori questione esterne all’accordo, come sistema IVA ed eliminazione del T2) senza molti limiti imposti dal non avere alcun Accordo per superarli”.

Sullo stesso piano c’è anche la questione del T2, che non è parte di questo Accordo.

“La procedura del T2 impatta in maniera pesantemente negativa sull’operatività delle imprese sammarinesi nel contesto europeo, sia a livello economico che burocratico. Se l’obiettivo prioritario è quello di operare a pari condizioni sul mercato unico, il superamento del T2 è indispensabile. Non si tratta di materia negoziale all’interno dell’iter di accordo di associazione, ma lo stesso vicepresidente della commissione europea Maros Sefkovic ci ha confermato, durante la sua visita a San Marino, che la questione era ben nota alla commissione e che si sarebbe potuto aprire un tavolo parallelo per affrontare questo aspetto e addivenire ad un accordo al riguardo in concomitanza con quello per l’Associazione. Purtroppo ad oggi il tavolo non è stato ancora aperto, e ciò rappresenta una carenza – da sanare al più presto – rispetto al potenziale di sviluppo che l’accordo di associazione genererà per le imprese in termini di interscambio commerciale. La richiesta degli imprenditori, ribadita anche durante il nostro ultimo Consiglio Direttivo è che si avvii anche questo tavolo entro l’anno, essendo un impegno che la parte sammarinese aveva assunto nei confronti del sistema economico”.

Cosa servirebbe per affrontare il superamento del T2?

“Sicuramente è un accordo diverso ed esterno a quello di Associazione e sappiamo bene che servano dei requisiti fondamentali perché possa diventare operativo, uno di questi presupposti è il passaggio all’IVA. Si tratta di un intervento atteso da dieci anni, da quando è stata formulata la riforma fiscale, che però si è fermata alle sole imposte dirette. Diamo atto che il Segretario alle Finanze ha aperto il cosiddetto cantiere, con una delibera che formalizza l’incarico a un esperto della materia, ma manca la seconda parte, quella legislativa e operativa. Ribadiamo con forza che si tratta di un impegno che non può essere disatteso, per gli effetti che avrà sulla fiscalità generale e, soprattutto per la sua portata a livello di interscambio con l’esterno”.

A proposito di unità: sull’Europa c’è questa condivisione?

“Per quanto ci riguarda, l’Accordo di Associazione è fondamentale, positivo sotto moltissimi aspetti, e soprattutto non c’è un’alternativa: la sigla di questo accordo consente una prospettiva di futuro che non potrebbe essere neanche ipotizzata altrimenti. I timori che qualcuno può nutrire, soprattutto per la non piena conoscenza e consapevolezza degli effetti dell’accordo sul Paese, sono assolutamente mitigati dalle specifiche deroghe e condizioni discusse che tengono in considerazione le specificità di San Marino, e – in ultima istanza – saranno previste clausole di salvaguardia che permetteranno, di fronte a eventuali problematiche socio-economiche, di sospendere l’Accordo stesso. Detto questo, durante i lavori della Commissione Mista è emerso un ampio consenso da parte di tutti i suoi componenti. Che sono, vorrei sottolineare, tutti i partiti politici e le associazioni di categoria e sindacali. Credo che la Commissione Mista sia oltremodo rappresentativa del Paese e possa dare un valore ulteriore al mandato del Consiglio Grande e Generale, che è stato eletto direttamente dai cittadini, a ratificare l’Accordo di Associazione una volta che sarà chiusa la trattativa”.

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