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A Ecomondo di Rimini anche la bandiera del Green Festival

da Redazione

Dall’7 all’10 novembre presso la Fiera di Rimini va in scena Ecomondo, l’evento di riferimento in Europa per la transizione ecologica e i nuovi modelli di economia circolare e rigenerativa. Presente anche il Green Festival San Marino e Montefeltro, realtà che negli ultimi 5 anni si è conquistata una propria autorevolezza in ambito locale e nazionale sui temi della sostenibilità.

Questo anche in virtù delle molteplici iniziative e progettualità che porta avanti nell’arco dell’anno. Rivolgiamo alcune domande a Gabriele Geminiani, che dei due festival è sia l’ideatore che il direttore.

Gabriele come mai fedeli a Ecomondo?

“Perché è un evento tematico molto importante e per lo più è sotto casa. Da un lato una vetrina di novità e di contenuti da convogliare nel know how del festival. Dall’altro ci sono le relazioni, che sono il nucleo pulsante del nostro progetto, e consolidare quelle preesistenti creandone di nuove, rappresenta un’opportunità imperdibile. A Ecomondo in 4 giorni si possono incontrare startup, imprese, multiutility, associazioni, amministrazioni, ricercatori, editori, comunicatori nell’ambito della sostenibilità che sarebbe impossibile riuscire a intercettare in un anno intero”.

Fra gli amici e le realtà che sarà felice di incontrare può farci alcuni nomi?

“Ma sono oramai davvero tanti, e parliamo di aziende come di associazioni e case editrici e non vorrei fare discriminazioni. Fra tutti una visita imperdibile per me è quella al Gruppo Fiori di Bologna specializzato nel recupero dei materiali ferrosi e che ogni anno sorprende per l’originalità del proprio stand, producendo oggetti e materiali grafici davvero godibili. Non dobbiamo infatti dimenticarci che l’arte e la creatività rappresentano gli strumenti di comunicazione fra i più efficaci per trasmettere contenuti importanti”.

Al di là di queste opportunità relazionali, cosa pensa di questa manifestazione?

“Di concreto si tratta di un’enorme kermesse attorno alla quale girano idee, progetti, ma soprattutto tanti soldi. E sì, è un ambito in cui si muove tantissimo business ma paradossalmente l’impressione è che sul piano pratico della risoluzione dei problemi stiamo andando troppo troppo lenti, e che l’onda ci sommergerà mentre ancora ci domandiamo se il bicchierino del caffè va nella carta o nell’organico. Troppi affari e poca volontà di cambiare, in cui trovi Eni insieme all’azienda che ti ricicla in ogni modo la plastica che non dovresti nemmeno usare, mentre le aziende virtuose scompaiono fra gli stand delle grandi industrie e delle grandi multiutility”.

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