Home Dal giornale Accordo UE: sì al sistema per quote per le residenze

Accordo UE: sì al sistema per quote per le residenze

da Daniele Bartolucci

“Essere integrati nel Mercato unico significa che, ai fini del funzionamento dello stesso e delle quattro libertà, i sammarinesi e le imprese sammarinesi saranno considerati al pari dei cittadini e delle imprese dei Paesi comunitari, godranno degli stessi diritti”. Così il Segretario agli Esteri, Luca Beccari, ha aperto i lavori in Aula sull’aggiornamento della negoziazione per l’Accordo di Associazione all’UE, giunto ormai alle battute finali, visto che la trattativa si chiuderà entro l’anno per volontà di tutte le parti: “A dicembre l’obiettivo è la parafatura, la firma invece sarà nell’anno nuovo”.  Detto questo, Beccari ha specificato anche il fatto che “far parte del Mercato unico non comporta gli stessi oneri e dinamiche dell’Adesione. San Marino ha scelto di sposare il percorso di associazione nel 2015. L’adesione in quel momento non era percorribile, mentre c’era disponibilità a prendere in considerazione questa modalità di maggiore integrazione. Il rapporto bilaterale con l’Italia è imprescindibile e andrà avanti, ma ogni anno, ogni mese, i cambiamenti e le evoluzioni normative europee non rendono più possibile trattare a livello bilaterale, vale con l’Italia e con qualsiasi altro paese Ue, su alcune normative, perché la competenza dell’Unione e della Commissione si allargano sempre di più”. “L’augurio”, ah concluso Beccari, è che “si possa veramente arrivare alla conclusione del lungo negoziato, frutto non di un lavoro mio e basta, ma di quattro Governi diversi con diverse compagini politiche, che hanno creduto nella bontà del progetto e hanno voluto portare avanti le trattative. Le porto avanti con lo stesso entusiasmo e credendoci allo stesso modo, non è questione di mettere bandierine e ottenere un risultato a ogni costo, ma di dare prospettiva al Paese. Non ci saranno cambiamenti epocali il giorno che l’accordo entrerà in vigore, non cambieranno le nostre vite ma miglioreranno in prospettiva le condizioni di sviluppo del Paese”.

INSIEME AD ANDORRA MA CON DELLE DIFFERENZE

“L’accordo”, ha spiegato quindi Beccari, “si divide in due blocchi, una parte istituzionale che è l’accordo tra San Marino, Andorra e Ue che prevede e declina il quadro generale delle regole dei diritti dei doveri e i meccanismi di funzione dell’Accordo. Poi una parte bilaterale, ovvero le normative oggetto di recepimento trattante con un documento a parte – e che forma un accordo unico con il resto – ma è differenziato tra San Marino e Andorra che negoziano l’applicazione dell’acquis sulla base delle proprie caratteristiche, ma soprattutto delle caratteristiche della propria economia”. Detto ciò, “le regole generali sono semplici: l’Ue garantisce accesso illimitato al mercato unico, a fronte però di un recepimento integrale delle normative di riferimento. Significa: nessuna parte verrà sottratta a San Marino nell’accesso al mercato unico, ma San Marino non potrà invocare e non applicare delle materie, per il solo fatto che questo sia complesso e difficile. Però, in funzione di quanto previsto dal trattato di Lisbona e dal mandato negoziale alla Commissione, l‘accordo dovrà tenere conto delle peculiarità di San Marino e Andorra.  La negoziazione sta nell’andare a declinare queste peculiarità in modalità di implementazione delle normative su misure che possono riguardate i tempi, alcune metodologie e quant’altro”.

SERVIZI FINANZIARI: SI FARÀ UN PROTOCOLLO

“Unica eccezione a questo quadro la fa il tema dei mercati dei servizi finanziari, rispetto al quale, oltre ad un Allegato specifico, ci sarà anche un Protocollo applicativo che andrà invece a disciplinare la modalità con cui il nostro sistema finanziario si andrà a integrare al sistema europeo, perché abbiamo detto che il tema principale di discussione è come far coesistere i sistemi di vigilanza che in Ue sono integrati in una sorta di Vigilanza unitaria. E quindi, in ragione di ciò, è possibile un libero stabilimento che diversamente non sarebbe possibile. Perché questo sia applicabile anche a San Marino, occorre aderire a questo sistema – cosa non impossibile – ma sicuramente condizionata dal fatto che San Marino mantiene la posizione di Paese terzo. Ovvero non ha partecipazione diretta agli organismi europei. Per cui il Protocollo riscrive ex novo delle regole per far sì che il sistema finanziario sammarinese dialoghi con quello europeo con un sistema di vigilanza congiunta”.

Ovviamente “non ha senso l’Accordo di Associazione senza i servizi finanziari. Per l’Ue c’era il problema su come applicare questo principio e c’erano resistenze, mai si è avviato il negoziato sui servizi finanziari dal 2015 ad oggi, lo si è avviato finalmente negli ultimi mesi. Sulla base di un Paper della Direzione generale competente della Commissione sul tema della stabilità dei mercati finanziari, che ha dettato le linee guida, è stato definito il Protocollo che prevede una vigilanza delle tre autorità europee di tipo alto, sarà quindi una vigilanza sulla nostra vigilanza, e una vigilanza applicata a San Marino che rimarrà competenza dell’Autorità nazionale, e la stessa cosa vale per Andorra. Al contrario, un sistema di vigilanza completamente esterno a San Marino avrebbe comportato una perdita di sovranità, di governance del nostro sistema finanziario”.  Come funzionerà l’ingresso? “Attraverso un’opzione di accesso diretto con applicazione di tutto Acquis o per fasi, per materie, banche assicurazioni, fondi… attraverso un assesto iniziale, quindi un accesso previa la valutazione fatta da un organismo che stiamo definendo che valuterà la compliance di San Marino alle regole europee”.  

STABILIMENTO, LIBERA CIRCOLAZIONE E LAVORO

L’aggiornamento di Beccari in Aula ha riguardato anche diversi dossier specifici, tra cui “uno dei temi più sensibili”, ovvero quello dello stabilimento e della libera circolazione delle persone. “La grande paura fin dall’inizio era di andare incontro all’incremento del numero di residenti non gestibile per San Marino”, ha ammesso il Segretario agli Esteri. La soluzione è il sistema delle quote, “limiti che ci permettano nel tempo di gestire le residenze in maniera controllata, compatibilmente al nostro sviluppo. E non solo per la disponibilità di alloggi, ma anche per la fornitura di servizi (sanità, scuola, sicurezza…). Su questo – e non è scontato perché la libera circolazione è uno dei pilastri di funzione dell’Ue – abbiamo raccolto disponibilità della Commissione ad accordare a San Marino un periodo transitorio di 10 anni, rinnovabili, al pari di quanto fatto per il Liechtenstein, quando è entrato nello Spazio economico europeo, con un sistema di quote”. In pratica, “San Marino si impegna a liberalizzare il sistema concessorio delle residenze entro un numero limite all’anno che si rivaluta annualmente, e per un periodo di 10 anni, che poi viene rivalutato e si decide se estenderlo e modificarlo. Questo approccio ci permette di avere una tranquillità rispetto al numero di nuovi residenti che si traduce in quote che partiranno da circa il 3% della popolazione non residente non cittadina economicamente attiva, e si traduce in circa 80-90 residenti l’anno. Considerate che noi diamo circa 300 residenze all’anno, siamo abbondantemente dentro la media di quelle che diamo, compresi i ricongiungimenti familiari”. Nello stesso ambito, ci sarà un “altro binario” che riguarda invece la popolazione residente non cittadina detta ‘non economicamente attiva’, cioè che non ha lavoro (pensionati, non titolari di impresa ad esempio), “per cui la quota è all’1% sempre nella loro quota: parliamo quindi di poche unità. Questo è un aspetto importante”, ha spiegato Beccari, “su cui l’Ue ha dovuto di più derogare ai suoi principi e si collega alla materia del lavoro”. Un ambito su cui, ha ammesso il responsabile degli Esteri, “c’erano molte distanze in passato, perché la nostra era una normativa con formule discriminatorie evidenti, per il sistema dei frontalieri e con anche per la possibilità di prendere impiego attraverso il sistema delle residenze, ed erano una barriera di ingresso importate. Ma le recenti modifiche normative sul lavoro hanno armonizzato il nostro sistema a quello italiano ed europeo e ci portano già a una sostanziale conformità su cui non dovremo richiedere deroghe specifiche”.

LA “QUOTA MIGRANTI” NON È APPLICABILE

“Altri temi sensibili erano i temi legati agli aiuti di Stato, concorrenza, appalti… Siamo arrivati a risolvere molti dubbi sul nostro ordinamento” e ottenere pertanto diverse cose per San Marino, escludendo dall’Accordo “tutte quelle tematiche prerogativa di uno Stato membro: la tematica Schengen, con annessa la problematica della quota migranti, non applicabile a San Marino, idem la fiscalità, se non i principi di good governance fiscale, che servono a dire che il nostro sistema non altera la concorrenza in Europa. Il sistema della politica estera, non dobbiamo assoggettarci alla politica estera europei, i parametri di bilancio e di convergenza rispetto cui continueremo a mantenere la convenzione monetaria attiva solo per la parte dell’utilizzo dell’euro”. Inoltre “non si praticheranno a San Marino le procedure di infrazione applicate dall’Ue ai suoi Stati membri”. Nel mentre, “continueremo ad essere in unione doganale”. Pur essendo ancora tra i dossier ancora aperti e in fase di negoziazione, “sulla parte generale dei servizi e sui trasporti abbiamo ottenuto importanti deroghe: una sul trasporto su strada e sul trasporto aereo, come richiesto dagli operatori, mentre stiamo lavorando su deroghe per il trasporto marittimo”. Inoltre “c’è ancora da chiudere parte su diritto societario”, ma “in linea di principio ci sono tutte le condizioni perché tra novembre e dicembre si possa arrivare a alla finalizzazione dell’Accordo”.

UNANIMITÀ SULL’ODG MENO SUL REFERENDUM

Il dibattito sull’Ue si è concluso con l’approvazione all’unanimità di un OdG siglato da tutte le forze politiche per “continuare il confronto politico tramite una frequente convocazione delle Commissioni consigliari permanenti competenti; ad intensificare le attività di informazione alla cittadinanza utilizzando tutti i canali informativi; a proseguire nell’attività di divulgazione degli aspetti negoziali nelle sedi competenti compresa la Commissione Mista appositamente costituita” e dà mandato al Segretario di Stato per gli Affari Esteri “di proseguire nell’attività di negoziato ricercando la chiusura di tutti gli allegati ancora aperti al fine di salvaguardare le specificità e gli interessi della Repubblica di San Marino, in contemperanza agli obiettivi dell’Unione europea di integrare la Repubblica all’interno del Mercato Unico senza distorsioni in un regime di piena equivalenza dei cittadini, delle imprese e degli operatori economici sammarinesi”. Nessun accenno sull’eventuale referendum pre-ratifica, su cui le sensibilità appaiono diverse sia nella maggioranza (Domani Motus Liberi lo vorrebbe), sia nelle file dell’opposizione (“il punto non è se farlo, ma come e quando”, ha detto Matteo Ciacci di Libera), che nel Gruppo Misto (che lo ritiene necessario).

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento