Home Notizie del Giorno “Ciò che ci rende umani 2023 – Poesia teatro filosofia cinema arte”

“Ciò che ci rende umani 2023 – Poesia teatro filosofia cinema arte”

da Redazione

Dal 25 ottobre al 6 novembre a Cesena torna Ciò che ci rende umani con la sua particolarità e in parte più nutrito, ma senza perdere la sua misura. La sesta edizione della rassegna aprirà il 25 ottobre con Bello Mondo. Improvvisazione a tre voci, che vede sulla scena del Teatro Bonci Uri Caine, Paolo Fresu e Mariangela Gualtieri. E fino al 6 novembre proporrà cinque grandi incontri, un mostra d’arte, la prima di un cortometraggio e due laboratori rivolti a tutti.

Gli ospiti sono Francesca Mannocchi, Leonardo Caffo, Ermanna Montanari e Marco Martinelli, Silvia Calderoni, Tomaso Montanari. Tra le prime rassegne di poesia, filosofia, teatro, cinema a Cesena, è realizzata da Teatro Valdoca in collaborazione con il Comune di Cesena ed Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.

Dal 2012 Ciò che ci rende umani è stato titolo e tema della rassegna biennale, la cui caratteristica principale forse sta nel fatto di essere organizzato da una Compagnia Teatrale, non col proposito di teatralizzare ogni appuntamento, quanto piuttosto quello di ritualizzarlo. Conferire cioè ad ogni appuntamento un poco di quella ritualità che ancora, a volte, fa grande il teatro. Ed è capace di creare una comunità di attenti.

La prima edizione si proponeva di «ritrovare una chiarità attraverso le tracce che essa lascia in alcuni savi del nostro tempo, fino allo splendore del bene». Invitando la città al rito della conoscenza, alla trasmissione da bocca a orecchio «che ha il potere, quando eccelle, di ingravidare gli animi».

Ai nostri ospiti rivolgiamo, oggi, un appello urgente: «Insegnateci. Dateci parole che rompano come asce il mare di ghiaccio che è dentro di noi. Aiutateci a tenerci svegli nell’ottenebramento attuale.»

PROGRAMMA

Ad aprire la rassegna sarà un concerto a tre voci, Bello Mondo, con Uri Caine (pianoforte), Paolo Fresu (tromba ed effetti) e Mariangela Gualtieri (versi e voce recitante). Allestimento scenico e luci di Cesare Ronconi. Un evento unico realizzato da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale in collaborazione con Teatro Valdoca. Il tema di questo Bello Mondo è fra i più urgenti e accorati: un canto alla terra, «a ciò che è vivo in lei e adesso così forte sta tremando». Il testo cucirà versi editi ed inediti, mentre la musica saprà dilatare lo spazio acustico con le suggestioni larghe e avvolgenti dei due musicisti, in un ascolto tutto al presente.

Il 27 ottobre alla Galleria del Ridotto, inaugurazione della Mostra “Innesti”, a cura di Cesare Ronconi.

Un dialogo tra i teatrini in miniatura da lui ideati, i Quaderni di Mariangela Gualtieri e le immagini di “Cantos” – uno dei primi spettacoli della Compagnia, scattate da Guido Guidi. Una stanza della mente che raccoglie tracce, segni che fanno parte dell’inspiegabile germinare dell’espressione.

Cinque gli incontri in calendario. Al Palazzo del Ridotto (ore 18.00) sabato 28 ottobre incontreremo Francesca Mannocchi, giornalista di guerra freelance e scrittrice. «Narrare la guerra significa non arrendersi all’abitudine al dolore degli altri, a considerare normale, ordinario, il già visto» (“Prova a cantare il mondo mutilato”).

Domenica 29 ottobre (ore 18.00)sarà la volta del filosofo Leonardo Caffo, che con “Umani, meno umani” riprenderà la domanda fondamentale della rassegna: «Cosa ci rende umani? In realtà, niente. Ogni proprietà isolata nel tempo per definirci tale – linguaggio, mente, mortalità – è poi caduta sotto il peso di un darwinismo esteso del nostro dolore.»

Sabato 4 novembre, (ore 18.00) toccherà a Ermanna Montanari e Marco Martinelli, Teatro delle Albe, con “Due duecento duemila”. Una Compagnia teatrale può farsi ‘lievito’ di comunità? «È ancora possibile intrecciare la verticalità della ricerca artistica all’orizzonte di una comunità condivisa, di un “essere insieme” che non appiattisca le differenze, ma esalti la “straziante, meravigliosa bellezza del creato”? »

Domenica 5 novembre Silvia Calderoni, attrice e performer, presenterà il suo primo libro Denti di latte (Fandango libri, 2023), in dialogo con Ronconi e Gualtieri. Un libro che «pare germogliare intatto da un’urgenza, composto con la grazia semplice e acuta di chi ha sostato a lungo in uno stato solitario, e una sensibilità sismografica». (ore 18.00)

Per chiudere lunedì 6 novembre (ore 21.00) tornando al Teatro Bonci, dove Tomaso Montanari, storico dell’arte, terrà la lectio: “Per amore, non per forza: per un patrimonio culturale umano”. Un patrimonio al cui centro «c’è la nostra umanità, il rapporto della nostra vita individuale e collettiva con il suo senso più profondo: con ciò che rimarrà dopo la nostra morte, e con ciò che rimane di coloro che ci hanno preceduto.»

Brevi introduzioni di Mariangela Gualtieri prepareranno all’ascolto in apertura di ogni incontro.

La sezione Cinema ospiterà la prima del film “Come cani, come angeli”, un cortometraggio interamente concentrato sugli umani e sulla luce. I versi da cui le immagini vengono generate sono di Ida Travi e dicono è arrivata l’ora generale, dicono e vivremo di nuovo nel grande lampo argentato – rosso, e ancora c’era poi quel mistero intorno. 

La prima proiezione assoluta è per il 3 novembre, nella Sala Cinema della Biblioteca Malatestiana, alle 17.00, preceduta da un incontro con il pubblico. Seconda proiezione intorno alle 18.00. A seguire, il film sarà visibile all’interno della Mostra fino al 19 novembre.

Due i laboratori, che permetteranno di fare esperienza della ‘propria voce’, attraverso il canto e la parola scritta. Gli dei sono canti, un lavoro sottile sul ‘cantare insieme’, condotto da Elena Griggio, guida al canto dei laboratori Valdoca, avrà luogo venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 ottobre nella Sala Valdoca.  A seguire, venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 novembre Alice Keller, autrice e libraia, condurrà Per stare vicini alle parole, un laboratorio di scrittura aperto a tutti.

PROGRAMMA DETTAGLIATO

ANTEPRIMA

Teatro A. Bonci, 25 ottobre, ore 20.30

BELLO MONDO. IMPROVVISAZIONE A TRE VOCI

con Uri Caine (pianoforte), Paolo Fresu (tromba ed effetti) e Mariangela Gualtieri (versi e voce recitante). Allestimento scenico e luci di Cesare Ronconi.

Evento realizzato da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale in collaborazione con Teatro Valdoca al Teatro Bonci in occasione dell’apertura di “Ciò che ci rende umani” edizione 2023.

Durata: 60 minuti

Dopo il debutto in apertura del Salone del libro di Torino nel 2022, con Selvatico Sacro, si ricompone il trio formato da Caine, Fresu e Gualtieri per compiere un nuovo passo nel non facile sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo. Il tema di questo Bello Mondo è fra i più urgenti e accorati: un canto alla terra, “a ciò che è vivo in lei e adesso così forte sta tremando”.

Il testo cucirà parole di gratitudine insieme a riflessioni sull’ingombrante animale umano, la sua grazia e la sua violenta sgraziataggine, mentre la musica saprà dilatare lo spazio acustico con le suggestioni larghe e avvolgenti dei due musicisti, in un ascolto tutto al presente.

Il trio che già aveva entusiasmato il pubblico dell’auditorium Rai di Torino e gli ascoltatori di Rai Radio 3, si dispiega in un nuovo capitolo di vicinanza e profondo dialogo fra questi amati interpreti del nostro tempo.

MOSTRA

Galleria del Ridotto. Inaugurazione 27 ottobre, ore 18.00

INNESTI

A cura di Cesare Ronconi

Teatrini di Cesare Ronconi, quaderni di Mariangela Gualtieri, foto di Guido Guidi, da “Cantos”.

La mostra raccoglie tracce, segni che fanno parte di quell’inspiegabile germinare dell’espressione. Cosa c’è dietro gli spettacoli? Da dove vengono le idee,  le urgenze, i progetti? Avvengono innesti fra le persone, fra le vite, fra le opere, proprio come si innestano le piante per ottenere nuovi fiori e frutti. Cesare Ronconi presenta qui i suoi teatrini, piccoli spazi enigmatici, sospesi, silenziosi, inquieti, mentre Mariangela Gualtieri espone 18 quaderni con disegni di tappeti africani e descrizioni scritte che precedono la sua scrittura in versi e in qualche modo la annunciano. Insieme a questo le foto scattate da Guido Guidi ad uno dei primi spettacoli di Valdoca, Cantos, in una sequenza ingrandita, perché il lavoro di questo artista è da sempre un  riferimento e un nutrimento per la compagnia.

CINEMA

Sala Cinema Biblioteca Malatestiana, prima assoluta 3 novembre, ore 17.00

Presentazione del cortometraggio di Cesare Ronconi “Come cani, come angeli”; a seguire incontro con il pubblico. Ore 18.00 circa, seconda proiezione video. Il video sarà successivamente visibile nella mostra fino al 19 novembre.

COME CANI, COME ANGELI

regia di Cesare Ronconi

versi di Ida Travi

voci (nell’ordine) Ida Travi, Giorgiomaria Cornelio, Roberta Sireno, Mariangela Gualtieri

con (in ordine di apparizione) Lia e Aurora Sindona, Silvia Calderoni e Nico Guerzoni, Ida Travi, Lea Marjovski Griggio ed Elena Griggio, Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi, Matteo Ramponi

cura e composizione del suono Lemmo; cura e composizione delle immagini Pier Paolo Zimmermann

produzione: Teatro Valdoca (IT, 2023, 30’)

Un video interamente concentrato sugli umani e sulla luce. Ma la particolare luce è così solare e trasforma gli umani in quasi angeli col loro essere abbaglianti e tremendi. C’è un transito di corrente vitale da un corpo all’altro, dall’infanzia alla maturità, dal femminile al maschile, quasi si trattasse di un organismo solo che trasmuta, trapassa, muta.

I versi da cui le immagini vengono generate sono di Ida Travi e dicono è arrivata l’ora generale, dicono e vivremo di nuovo nel grande lampo argentato – rosso, e ancora c’era poi quel mistero intorno. La parola festeggiante della poesia è così bene impastata con questa scena sospesa, enigmatica, nella sprezzatura della cosiddetta realtà, con la sua solfa di fatti, narrazioni e dolori, per portare l’accento lì dove l’umano smargina, galleggia, e non c’è distanza fra carne e spirito e il cielo pare in terra e la terra pare in pace.

INCONTRI

Introdotti da Mariangela Gualtieri

Palazzo del Ridotto, Sala Sozzi, ore 18.00

28 ottobre:

FRANCESCA MANNOCCHI

PROVA A CANTARE IL MONDO MUTILATO

«C’è la parola mostro che viene da monstrum, che significa prodigio, stupore, un fenomeno contro natura tra gli uomini e la terra.

Siamo ancora capaci di stupirci di fronte alla guerra, al mondo mutilato?

Chi siamo mentre osserviamo le degenerazioni dell’animo umano, le brutalità e insieme ogni resistenza alla vita e la capacità di sopravvivenza come il prodigio della vita che resiste? Questo ci impone la guerra, oggi. La guerra combattuta, quella a cui si sopravvive.

La guerra che, per dirla con le parole di Svetlana Aleksievic, rischia di trasformare le vite nel catalogo delle atrocità, nell’abitudine alla compassione. Che serve, ma non basta, perché non chiama in causa la nostra individuale responsabilità. Narrare la guerra significa non arrendersi all’abitudine al dolore degli altri, a considerare normale, ordinario, il già visto.

Narrare la disperazione degli uomini, equivale invece a ricordare che a questo non dobbiamo abituare gli occhi, lo spirito. Narrare la guerra significa ricordare lo stupore, conservare con la memoria la fatica di chi sopravvive.»

29 ottobre:

LEONARDO CAFFO

UMANI, MENO UMANI

«Cosa ci rende umani? In realtà, niente. Ogni proprietà isolata nel tempo per definirci tale – linguaggio, mente, mortalità – è poi caduta sotto il peso di un darwinismo esteso: non siamo speciali, ma semplicemente diversi. Diversi come diversa è ogni forma di vita in questo immenso universo. E allora, al contrario da come si sostiene da più parti, non dobbiamo essere più umani o imparare a esserlo meglio di prima ma proprio smetterla di esserlo una volta per tutte.» 

4 novembre:

ERMANNA MONTANARI

MARCO MARTINELLI

DUE DUECENTO DUEMILA

«È ancora possibile “farsi luogo” nell’epoca dei “non-luoghi”?  È ancora possibile intrecciare la verticalità della ricerca artistica all’orizzonte di una comunità condivisa, di un “essere insieme” che non appiattisca le differenze, ma esalti la “straziante, meravigliosa bellezza del creato”? È ancora possibile usare l’avverbio “ancora”, con una serena ostinazione, di chi vuole – rinnovandosi ogni giorno – conservare il meglio di questa nostra fragile umanità? È ancora possibile chiedere al teatro di essere lo spazio in cui la bellezza si fa carne e sangue, luce sul mondo e le sue ingiustizie, sulle nostre contraddizioni, intime e collettive, spirituali e politiche? Domande che ci aprono ad altre domande, e ci tengono vivi.»

5 novembre:

SILVIA CALDERONI

DENTI DI LATTE (Fandango libri, 2023)

in dialogo con Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi

Denti di latte pare germogliare intatto da un’urgenza, composto con la grazia semplice e acuta di chi ha sostato a lungo in uno stato solitario, con occhi spalancati e affamati di mondo, di segni che dicano la cosiddetta realtà e il suo enigma, e una sensibilità sismografica. Non una donna adulta che racconta la bambina che è stata, ma una bambina che parla al presente, con una disarmata ferocia e dolcezza che riporta anche il lettore dentro quello sguardo attonito, a volte incredulo, a volte pietoso su un mondo adulto sempre in difficoltà.

TEATRO A. BONCI, 6 novembre, ore 21.00

TOMASO MONTANARI

PER AMORE, NON PER FORZA: PER UN PATRIMONIO CULTURALE UMANO

«Il patrimonio è il luogo della compresenza dei tempi, il luogo di una laicissima, ma palpitante, comunione dei vivi e dei morti. Il luogo dove si abbatte la dittatura del presente e ci si apre a una molteplicità di presenze. È un dialogo continuo con chi non c’è più, e con chi ci sarà dopo di noi: è un luogo che è anche un tempo, e un tempo diverso da quello in cui si snoda la nostra vita. Questo ne fa una presenza rivoluzionaria, sediziosa, capace di scalzare decostruire minare la sicurezza dell’ordine presente: nulla a che fare con la maestà della legge o con la forza dello Stato, e neanche con la pervasività degli interessi privati.

Al centro c’è la nostra umanità, il rapporto della nostra vita individuale e collettiva con il suo senso più profondo: con ciò che rimarrà dopo la nostra morte, e con ciò che rimane di coloro che ci hanno preceduto. Una traditio, cioè una catena di mani che si sfiorano e si lasciano lungo i millenni. 

E poi: il patrimonio culturale è un luogo per definizione ‘umano’. Il fatto che in Italia il discorso sul patrimonio sia dall’inizio un discorso sulla perdita, sulla distruzione, sullo smarrimento – un discorso di malinconia e nello stesso tempo di profondo attaccamento alla vita – ci ha permesso di capire ciò che diventerà evidente solo con la rivoluzione francese: e cioè che il patrimonio culturale è strettamente connesso alla dimensione umana, ai diritti dell’uomo in quanto tale. Il patrimonio culturale non è una bandiera del nazionalismo, non è il supporto materiale e visibile dell’identità nazionale o della sua propaganda, ma è invece ciò che ci permette di scardinare le divisioni nazionali per attingere a una dimensione umana. Il patrimonio culturale è un luogo sacro, nel senso di separato: ma è sacro non di una inesistente sacralità degli oggetti, ma della sacralità dei corpi vivi e delle persone umane. È sacro di una sacralità immanente, non trascendente. Il discorso sul patrimonio è un discorso sulla custodia e non sul possesso. Sul senso del limite. Sulla impossibilità di un dominio che non fa i conti con chi non c’è più e con chi verrà. Il discorso sul patrimonio culturale presuppone un rapporto fisico, concreto personale con le cose. E, nello stesso tempo, la capacità di coglierne significati non materiali. »

Evento realizzato da Teatro Valdoca in collaborazione con Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale

LABORATORI

Sala Teatro Valdoca, 27, 28 e 29 ottobre:

ELENA GRIGGIO

GLI DÈI SONO CANTI.

UN LAVORO SOTTILE VERSO IL ‘CANTARE INSIEME’

Per molti popoli cantare era intonarsi al respiro arcaico del cosmo, cadere dentro la gran potenza

che muove il sole, le stelle, il battito dei cuori, l’espandersi di ogni radice, il moto delle acque. Cantare insieme è un modo antico e sempre efficace di entrare in prossimità dell’altro, stare immersi insieme dentro quella intimità creata dal respiro sonoro di tutti, vibrare all’unisono nell’intonazione comune, divenire comunità, per il breve tempo del canto, anche senza conoscersi.

Una pratica, quella del canto insieme, che si presenta come antidoto possibile a tutto ciò che in questo tempo, con tenacia, divide e separa. Un esercizio di alta leggerezza.

Semplici ma, a loro modo, perfette melodie, faranno fin da subito risuonare la gioia del canto.

Sala Teatro Valdoca, 3, 4 e 5 novembre

ALICE KELLER

PER STARE VICINI ALLE PAROLE

Laboratorio di scrittura aperto a tutt*

Da molti anni dedico il mio stare vicina alle parole ai bambini e ai ragazzi, e con loro scrivo, nelle aule di scuola, in biblioteca. Scrivere insieme significa accendere una torcia da quello che è il fuoco della mia pratica più intima, e portarla tra i banchi, per provare a stare in un fuoco comune. Per farlo porto con me ciò che più mi lega alle parole: i libri, e in essi lo splendore della forma.

Vorrei, in questo laboratorio, condividere questa pratica con tutti, per stringerci più vicini alle parole – le nostre, quelle degli altri, quelle che leggiamo, quelle che scriviamo.

Ci prenderemo tre spazi, tre momenti per ascoltare il fiume dei nostri pensieri, trovare una forma che sia come un sasso, un altro, un altro ancora, metterli tutti in equilibrio, osservarli, e poi buttarli giù.

Per chi: tutti coloro che hanno voglia di condividere un’esperienza di scrittura per se stessi. Insegnanti e educatori/educatrici che vogliono sperimentare in prima persona un sentiero possibile per portare le parole a bambini e ragazzi.

INFORMAZIONI

Anteprima: prenotazioni e acquisto biglietti c/o Biglietteria Teatro A. Bonci
piazza Guidazzi 8, 47521 Cesena T. 0547/355959 info@teatrobonci.it

Incontri: Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti | posti limitati. Info: info@teatrovaldoca.org
Gli incontri saranno trasmessi anche in live streaming sulla pagina FB di Teatro Valdoca e della Biblioteca Malatestiana

Mostra: ingresso gratuito. Apertura nei fine settimana del 27, 28 e 29 ottobre; 3, 4 e 5 novembre; 10, 11 e 12 novembre, 17, 18 e 19 novembre. Orari: 27 ottobre, apertura ore 18.00. Gli altri giorni: ore 10-13 e 16-20

Laboratori: per 15 partecipanti, quota di iscrizione 60 euro. Info e iscrizioni: Teatro Valdoca, tel. 0547 24968 | e-mail: info@teatrovaldoca.org

Ciò che ci rende umani 2023 è realizzato da Teatro Valdoca in collaborazione con Comune di Cesena ed Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale. Direzione artistica Teatro Valdoca | Allestimenti Cesare Ronconi | cura e ufficio stampa Lorella Barlaam|collaborazione organizzativa Neera Pieri |  progetto grafico Eugenia Vallini | riprese e streaming video Martina Dall’Ara | collaborazione allestimenti Maria Cristina Navacchia | service Andrea Zanella, Michele Bertoni.  www.teatrovaldoca.org

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