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Nuovo Decreto Blockchain, via libera anche alle cripto-attività

da Daniele Bartolucci

Il Congresso di Stato ha emanato il Decreto Delegato “Disciplina delle tecnologie basate su registri distribuiti”. Una iniziativa la cui volontà è quella di adeguare il Paese all’era digitale e contribuire a creare un’economia per le sfide del futuro e al servizio delle persone, anche consentendo l’uso di tecnologie innovative, promuovendo l’adozione di tecnologie trasformative nel settore finanziario, compresa la diffusione della tecnologia a registro distribuito (DLT). Il lavoro si è in particolare concentrato su disciplina e regolamento, con nuove linee più chiare ed aggiornate a livello internazionale, la materia e le attività che operano con le suddette tecnologie basate sui registri distribuiti e sulle cosiddette “blockchain” definendone gli ambiti e i requisiti soggettivi e oggettivi e la relativa vigilanza.

Il lavoro congiunto e portato avanti assieme dalla Segreteria di Stato per le Finanze e il Bilancio e dalla Segreteria di Stato per l’Industria, l’Artigianato e il Commercio ha ritenuto necessario questo lavoro in virtù della evidente e costante evoluzione di tale mercato nonché del coordinamento con quanto previsto dell’attuale normativa sul contrasto al riciclaggio e sulle normative riguardanti i soggetti finanziari e bancari.

Il Decreto, in tutto 11 titoli e 38 articoli, nasce per rispondere all’esigenza sorta a seguito dell’adozione di un precedente decreto in materia, il Decreto Delegato 23 maggio 2019 n.86 – Norme sulla tecnologia blockchain per le imprese che presentava alcune criticità applicative”. Il riferimento va al primo “decreto blockchain”, emesso nella primavera del 2019 dal precedente Governo, anche se il vero deus ex machina era Sergio Mottola: fu proprio lui ad ammettere, solo pochi mesi dopo la ratifica, che qualcosa non aveva funzionato, rimandando la questione al sistema bancario, annunciando che “ci auguriamo di arrivare nel più breve tempo possibile ad un rapporto concreto con le banche sammarinesi ed offrire anche agli enti blockchain l’opportunità di aprire conti correnti”. Probabilmente l’accordo andava trovato prima e non dopo aver stabilito le regole. Regole che, tra le altre cose, non piacevano troppo nemmeno a Banca Centrale, se in concomitanza con il decreto aveva pubblicato una dura nota stampa in cui stigmatizzava il settore e metteva in guardia i sammarinesi da investire in valute virtuali o criptovalute, e le operazioni a queste connesse, come l’acquisto, l’utilizzo, l’accettazione in pagamento, “benché siano di per sé lecite”, scrissero da Via del Voltone, “non sono soggette, ad oggi, a regolamentazione finanziaria e ad autorizzazione e vigilanza della Banca Centrale”. Insomma, anche in questo caso, forse era meglio coinvolgere le autorità vigilanti prima di emettere le regole. Cosa che è avvenuta, invece, con la legge per gli “asset virtuali” nel 2021 con il Decreto Delegato n.111, che stabiliva le norme per il servizio di custodia (primo e prudente passo nella nuova direzione), a cui parteciparono attivamente nella costruzione dell’articolato Alla stesura parteciparono Banca Centrale della Repubblica di San Marino, l’Agenzia di Informazione Finanziaria e San Marino Innovation, Gli stessi enti, oltre a figure professionali individuate dal Congresso di Stato, che hanno lavorato attivamente e collaborativamente con le due Segreterie di Stato per la stesura del nuovo Decreto.

“Oltre alla necessità di intervenire fornendo maggiore chiarezza interpretativa”, prosegue il Congresso di Stato, “il decreto si è rivelato utile anche a regolamentare il mercato dei soggetti che operano con le tecnologie basate sui registri distribuiti allineandosi ai principi e alle disposizioni del recente regolamento europeo MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation), pubblicato in data 9 giugno u.s. nel bollettino ufficiale dei regolamenti dell’Ue”. Un elemento (vedi box in basso) non di poco conto, visto il percorso di integrazione al mercato unico che porterà all’Accordo di Associazione.

TOKEN PER CRIPTO-ATTIVITÀ O PER DOCUMENTI

“La normativa sammarinese che si intende introdurre con il decreto”, spiega ancora il Congresso di Stato della Repubblica di San Marino, “prevede che le tecnologie basate sui registri distribuiti (DLT) assumano una forma tokenizzata e, conseguentemente, possiamo distinguere questi token in due tipologie: token di tipo A (o cripto-attività), che rappresentano attività finanziaria in forma tokenizzata emessa nell’esercizio delle attività riservate e, pertanto, fanno riferimento alle procedure di autorizzazione e di vigilanza della Banca Centrale della Repubblica di San Marino; token di tipo B, che rappresentano tutti i documenti informativi in forma tokenizzata diversi dalle cripto-attività e che sono di competenza di San Marino Innovation”.

“Con gli articoli del Titolo III”, prosegue ancora il Congresso di Stato, “viene disciplinato l’insieme delle attività esercitate dagli operatori DLT mentre con gli 11 articoli del Titolo IV del Decreto si introduce una disciplina specifica e tecnica a cui devono sottostare tutti gli emittenti di token. L’articolo 19 inserisce sostanzialmente un mandato regolamentare a San Marino Innovation per introdurre una propria regolamentazione attuativa per gli operatori DLT che prestano servizi in token diversi dalle cripto-attività, seguendo il principio di proporzionalità e l’evoluzione dei fenomeni del mercato di riferimento mentre i 6 articoli del Titolo VI. Funzioni dell’istituto per l’innovazione in materia di token si concentrano sulle attività concernenti il ruolo di San Marino Innovation.  Il decreto pone anche l’obiettivo di coordinare e modificare la Legge 17 novembre 2005 n.165 e successive modifiche, la Legge 23 febbraio 2006 n.47 e successive modifiche e la Legge 16 dicembre 2013 n.166 e successive modifiche, con il mutato quadro giuridico e normativo”.

Altra nota importante, l’introduzione di “un unico articolo all’interno del Titolo IX – Disciplina contabile, per indicare dei principi base di contabilizzazione e si forniscono, con i successivi articoli chiare istruzioni riguardanti le violazioni delle disposizioni disciplinate dal decreto, indicando le autorità competenti e gli uffici preposti per l’irrogazione delle sanzioni”.

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