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La scuola “boccia” le bottiglie di plastica

da Alessandro Carli

Inaugurato nel 2020, il “Progetto Scuole: San Marino Plastic Free” è uno dei primi passi concreti verso l’eliminazione della plastica monouso che la Repubblica di San Marino ha messo in atto. Tutti gli studenti delle scuole sammarinesi possono usufruire di colonnine erogatrici d’acqua grazie al lavoro congiunto di Segreteria di Stato per il Territorio e l’Ambiente, Azienda Autonoma di Stato per i Servizi e Lavori Pubblici, Dipartimento Prevenzione ISS, Tavolo per lo Sviluppo Sostenibile, Associazione Studentesca Sammarinese e Fridays For Future SM.

I DATI DEL 2023

Sono disponibili i dati dell’utilizzo degli ultimi due mesi degli erogatori dislocati nelle scuole, dati che confermano l’apprezzamento del progetto da parte degli studenti e che, di riflesso (calcolando una bottiglietta ogni mezzo litro), rendono perfettamente l’idea di quanta plastica sia stata risparmiata. I tre erogatori della Scuola media di Serravalle hanno erogato complessivamente 1.451 litri d’acqua, i 4 installati alla Scuola media di Fonte dell’Ovo hanno erogato 9.218 litri d’acqua.

Sono sei gli erogatori installati alla Scuole Superiori che in totale hanno erogato 7.474 litri d’acqua. I due erogatori dell’Università degli Studi installati nella sede del centro storico sono stati utilizzati per un totale di 1.530 litri mentre quello dell’Università degli Studi della sede WTC ha erogato un totale di 2.511 litri d’acqua.

In soli due mesi sono stati erogati complessivamente 22.184 litri d’acqua per un risparmio di 44.368 bottigliette da 0,5 litri risparmiate.

Unitamente al valore di tale iniziativa per l’ambiente si consideri anche l’importanza di promuovere nei giovani studenti quanto fondamentale sia bere regolarmente acqua per il benessere e la salute.

LE DICHIARAZIONI

Stefano Canti (Segretario di Stato del Territorio della Repubblica di San Marino): “La manutenzione degli erogatori è curata dal Servizio Tecnologico dell’Azienda dei Lavori Pubblici e prevede la pulizia e la sanificazione periodica di filtri e tubazioni al fine di garantire l’erogazione di acqua con parametri definiti dalla legge per le acque potabili destinata al consumo umano. Parallelamente il Laboratorio di Sanità Pubblica del Dipartimento Prevenzione ISS esegue periodici prelievi di campioni d’acqua al fine di verificare il rispetto di tali parametri. Questo per garantire la massima sicurezza degli utenti che usufruiscono del servizio. Un considerevole sforzo per la pubblica amministrazione volto alla riduzione dei rifiuti di plastica. Ricordo inoltre che è entrato in vigore l’articolo di Legge del Codice Ambientale che prevede il divieto di commercializzazione e distribuzione di prodotti in plastica monouso. Tutti gli esercenti di attività di somministrazione di cibi e bevande e i distributori automatici sul territorio della Repubblica, sono tenuti a distribuire contenitori per alimenti, posate, piatti, bicchieri, palette e cannucce monouso, in materiale compostabile, in luogo di quelle in plastica”.

LEGAMBIENTE

Per aiutare il Pianeta e contrastare la crisi climatica Governo e cittadini possono fare davvero la differenza agendo in maniera concreta. Contro la siccità sono dieci le azioni da mettere in pratica, secondo Legambiente, per migliorare la gestione della risorsa idrica in città.

1 – Approvare in tutti i Comuni Regolamenti edilizi con obblighi di recupero, riutilizzo e risparmio dell’acqua.

2 – Criteri Ambientali Minimi per migliorare la gestione idrica attraverso gli appalti pubblici.

3 – Infrastrutture e tetti verdi, vantaggiosi per la cattura e il trattamento dell’acqua piovana, l’ombreggiamento, la mitigazione dell’effetto isola di calore.

4 – Riuso, recupero e riciclo per riutilizzare e usare le diverse fonti d’acqua con un trattamento che corrisponda all’uso, garantendo una qualità adatta allo scopo di utilizzo e la gestione integrata delle risorse idriche.

5 – Ammodernamento della rete idrica per evitare le perdite di rete e gli sprechi.

6 – Efficientare la depurazione delle acque reflue urbane, per il loro completo riutilizzo in settori strategici, come l’agricoltura, sia sostenendo gli ambiziosi obiettivi previsti dalla revisione della Direttiva sul trattamento delle acque di scarico urbane che superando gli ostacoli normativi nazionali (DM 185/2003) rispetto al riutilizzo delle acque reflue così come previsto dal regolamento UE 741/2020.

7 – Innovazione tecnologica da utilizzare per numerosi scopi, dal monitoraggio delle risorse al tracciamento delle perdite di rete.

8 – Rifornire i corpi idrici e i loro ecosistemi, scaricando solo quello che può essere assorbito dall’ambiente naturale, riducendo gli apporti idrici e garantendone la qualità.

9 – Modularità dei sistemi, garantendo opzioni multiple di risorse, trattamento, stoccaggio, convogliamento, migliorando i livelli di servizio e la resilienza dei sistemi idrici urbani.

10 – Essere preparati agli eventi estremi, coinvolgendo i cittadini nella gestione sostenibile delle risorse idriche urbane e nella sensibilizzazione alla comprensione dei rischi e opportunità.

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