Home Dal giornale Editoriale: pensioni, la seconda “gamba”

Editoriale: pensioni, la seconda “gamba”

da Daniele Bartolucci

La riforma delle pensioni è realtà ma, al di là della sua reale portata sul sistema (o delle critiche che i sindacati continuano a muovere), non è affatto completa. Mancano infatti diversi passaggi importanti, per non dire fondamentali, a iniziare dall’intervento sul Fondiss. Il secondo pilastro – che è di fatto una pensione integrativa – alla luce della riforma principale, diventa ancora più importante per assicurare ai lavoratori di oggi un reddito migliore di quello che dovrebbe garantirgli il nuovo impianto, visto che l’aspettativa è versare di più (con aliquote più alte), per più anni, ma per prendere qualcosa di meno. Molto di meno, in verità, di quanti hanno lavorato e quindi versato prima della riforma del 2005. Di fronte a questa dinamica, il “peso” che il Fondiss avrà nel tasso di sostituzione aumenterà sempre più, ma è altrettanto chiaro che con le regole attuali non garantirà quasi sicuramente una percentuale consistente. Va detto che al pari delle aliquote del primo pilastro, anche quelle del Fondiss aumenteranno nei prossimi anni, ma occorre comunque metter mano allo strumento per dargli più forza e maggiori garanzie. In verità, occorreva. Perché questa riforma-bis era in agenda per il 2022, con una delega già fissata per legge, tanto era condivisa l’urgenza. Si farà nel 2023, quasi certamente, forse già nei primi mesi dell’anno nuovo, visto che è stato concluso il lavoro dei tecnici incaricati e il Segretario Ciavatta sta aprendo i tavoli di confronti. Sul tavolo c’è anche la revisione della “gestione separata”, sia alla luce delle novità introdotte dalla riforma sul lavoro, ma anche per aggiornarne le tabelle, ferme da anni.

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