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Il mondo agricolo sammarinese esprime seria preoccupazione per il futuro

da Redazione

Il caro bollette colpisce tutta la filiera, attività agricole, trasformazione, distribuzione e trasporti. Il notevole aumento dei costi energetici incide pesantemente sui bilanci delle aziende agricole, già in difficoltà a causa degli aumenti dei costi di produzione non compensati da prezzi di vendita adeguati. I prezzi delle materie prime dai carburanti agli imballaggi, fino ai vari componenti dei mezzi tecnici sono tutti in forte crescita, così come quelli delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio.

Il gasolio necessario per le vare operazioni colturali ha avuto un rincaro del prezzo di circa il doppio. Il costo dei fertilizzanti a causa dell’aumento del costo del gas utilizzato nel processo di produzione, è lievitato enormemente circa il 200%. L’aumento dei costi riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il mais, la soia, il favino hanno subito un aumento rispetto allo scorso anno del 100%, il comparto è in grossa difficoltà anche per il rischio di non riuscire a garantire la razione al bestiame per carenza di materie prime.

Un settore quello alimentare forse tenuto poco in considerazione ma che ci sfama ogni giorno e che non può e deve fermarsi perché altrimenti moriremmo di fame.

Da sempre il settore agricolo sammarinese sostiene che la prima funzione dell’agricoltura è produrre cibo e condividiamo quanto affermato dal Sottosegretario per le Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, all’inaugurazione del Sigep: “L’Italia torni ad essere un paese produttore di agricoltura”.

A San Marino gli agricoltori lo stanno facendo, ma ogni giorno devono combattere contro i cambiamenti del clima e il caro energia. E’ un settore profondamente diverso da quello del passato. Anche recente. Lo ha segnato, come in tante parti del mondo, la crisi climatica, sempre più frequente, la crisi economica, e negli ultimi anni si è sovrapposta la crisi sanitaria. Sostenere l’economia locale significa sostenere l’economia del Paese, la tutela dell’ambiente e la nostra memoria storica.

E oggi sia la pandemia che la guerra in Ucraina ci ricordano che ogni Stato dovrebbe avere un’attenzione particolare verso la produzione di derrate alimentari.

Il primo campo da arare sono i pregiudizi, perché il lavoro dell’agricoltore abbia il giusto riconoscimento e la garanzia del reddito in un’ottica sostenibile.

CTSM

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