Home Tempo LiberoEventi Visto per voi al Verucchio Festiva 2021: il concerto di Lucio Corsi

Visto per voi al Verucchio Festiva 2021: il concerto di Lucio Corsi

da Alessandro Carli

Segnatevi il suo nome, Lucio Corsi, perché ne sentiremo parlare ancora (e di certo bene). Tappa romagnola (l’ultima della tournée “Cosa faremo da grandi?”, da oggi si metterà sotto a scrivere il nuovo album) al Verucchio Music Festival, il 28 luglio, davanti a una numericamente buona platea. Cantautore che spazia dal folk pop al glam rock, Lucio Corsi e la sua band (foto di Giulio Rosini e Paola Benzi) sul palco sono qualcosa di enormemente bello e semplice, come quando mezzora prima dell’inizio dell’esibizione ha fatto due passi in platea a salutare i primi spettatori: “Ci vediamo tra poco” ha detto, dando la mano a quelli della prima fila (ma non si è risparmiato nemmeno a fine concerto quando si è fermato per le foto e per scambiare due chiacchiere).   

L’attacco – con Lucio che si presenta con le scarpe glitterate col tacco e le unghie laccate, stilosissimo – è un fulmine di poesia alta e di energia di chitarre: in “Freccia bianca” canta “il buio ci mastica e ci sputa” (immediato il pensiero a “Ho visto Nina volare” di Fabrizio De André), e prosegue spiegando che “sentirsi soli in una grande città / fa più male che dalle mie parti. / Mi tagliano la gola queste armi bianche / le punte delle Alpi”. Un pezzo molto “Bowie” anche se l’accostamento al Duca Bianco non finisce qui: “La lepre” difatti porta alle meravigliosa “Space oddity” e a “Life on Mars?” (Corsi racconta: “Houston, che sfortuna / siamo arrivati tardi, c’è una lepre sulla luna. / E c’è arrivata prima di noi, nello spazio / senza troppo impegno, gli è bastato un salto”).

Poi, in ordine sparso, il rock contagioso de “Il lupo” – con un assolo nel mezzo che “spacca” – “L’orologio”, “Bigbuca”, “Onde”, “Amico vola via”, “Boy altalena”, una manciata di cover (la tradizionale “Maremma amara”, un canto meraviglioso interpretato anche da Nada e Gianna Nannini, un pezzo di Lucio Dalla e “Bufalo Bill” di Francesco De Gregori”), una canzone (poco) d’amore, “La ragazza trasparente” (con questa pennellata: “Dato che è trasparente può esser tutto / anche una notte d’estate / baciata dalla sorte / dimmi se le mani te le stringo troppo forte”) e due bis che, come ha detto lo stesso Corsi, devono essere bis, cioè due pezzi già fatti, e quindi “Trieste” (con l’imprevisto della terza corda della chitarra spezzata) e “Amico vola via”.

Difficile dire cosa faremo da grandi. Lui, Lucio Corsi e la sua band, lo sanno già: gli artisti.

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