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Manifatturiero: cresce il numero dei dipendenti

da Alessandro Carli

Nell’anno più difficile – almeno degli ultimi tempi – il settore manifatturiero, nonostante una consistenze contrazione delle imprese operanti (-17 da marzo 2020 a marzo 2021), non solo ha saputo “tenere” l’occupazione ma è riuscito anche a incrementarlo di 15 unità, passando da 6.549 dipendenti di fine primo trimestre 2020 a 6.564 del 31 marzo 2021. È quanto emerge dal Bollettino dell’UPECEDS, particolarmente “prezioso” in quanto ci permette di mettere a specchio i dati economici del Titano nell’arco dei 12 mesi “pandemici”. 

OCCUPAZIONE

Al 31 marzo 2021 le forze di lavoro complessive sono risultate 22.520: rispetto al 31 marzo 2020 si evidenzia un decremento di 261 unità (-1,2%), imputabile interamente ai lavoratori del settore privato, che hanno raggiunto il valore di 16.099 (-0,7%) e, insieme a quelli del pubblico, rappresentano l’88% della forza lavoro. Le altre componenti della forza lavoro registrano delle variazioni meno significative; 1.626 sono lavoratori indipendenti (7,2% della forza lavoro) ed infine, 1.048 sono i disoccupati totali (4,7%), di cui 803 sono disoccupati in senso stretto.

I lavoratori del privato sono diminuiti complessivamente di 113 unità; la contrazione più consistente si rileva nel “Noleggio, Agenzie di Viaggio, Servizi di supporto alle imprese” (-75 lavoratori pari al -9,8%), “Attività dei Servizi di Alloggio e Ristorazione” (-40, -4,4%), “Altre attività di servizi” (-33, -7,3%) e “Attività Finanziarie e Assicurative” (-31, -4,7%). I settori che hanno aumentato il numero di lavoratori impiegati sono “Trasporto e Magazzinaggio” (+36, +7,9%), “Servizi di Informazione e Comunicazione (+39, +4,7%) e “Attività Professionali, Scientifiche e Tecniche” (+28, +3,3%).

Nel Settore Pubblico Allargato i lavoratori sono diminuiti di 26 unità nell’ultimo anno, assestandosi a 3.747 (-0,7% rispetto al 31 marzo 2020).Negli ultimi 12 mesi il numero di frontalieri è diminuito di 280 unità (-4,4%), raggiungendo la cifra di 6.035 lavoratori, pari al 37,5% del totale dei lavoratori dipendenti. Nella ripartizione per qualifica, i frontalieri sono principalmente “Operai” (55,1%) e “Impiegati” (42,5%), mentre solo l’1,8% rientra tra i dirigenti. Al 31 marzo 2021 i disoccupati totali ammontano a 1.048 unità, nell’ultimo anno sono diminuiti di 77 unità, di cui -83 maschi e +6 femmine.

I disoccupati in senso stretto sono 803 (-83 rispetto al 31 marzo 2020), ovvero coloro che si rendono immediatamente disponibili ad entrare nel mondo del lavoro.

SETTORE PRIVATO: IMPRESE

Complessivamente il totale delle aziende è in terreno negativo: 4.920 al 31 marzo 2021 quando 12 mesi prima erano 4.953 (-33 quindi -0,7%) Analizzando il trend dell’ultimo anno solare, si registra un aumento del numero delle imprese nei settori “Commercio” (+9 unità pari al +0,8%) ed “Istruzione” (+10 unità pari al +29,4%). Variazioni negative si rilevano invece, oltre che per il manifatturiero,  anche per le “Attività Professionali, Scientifiche e Tecniche” (-12 unità pari al -1,2%) e “Altre attività di Servizi” (-10 unità pari al -1,8%). La maggior parte delle imprese del territorio ha piccole dimensioni, infatti il 94% del totale ha meno di 10 addetti.

CASSA INTEGRAZIONE

La CIG liquidata nel 2020 ammonta a 13.175.586 euro, con un totale di 2.152 aziende che ne hanno fatto ricorso. Nello stesso periodo del 2019 la cassa integrazione guadagni ammontava a 2.666.620 euro e le aziende coinvolte erano solamente 314.

Relativamente alle cause si rileva che l’importo liquidato per “Riduzione di attività per Covid-19” ammonta a 12.420.334 euro.

L’Indennità Economica Speciale liquidata nel primo trimestre 2021 è stata pari a 261.966 euro.

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