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Consiglio Grande e Generale, martedì 15 Dicembre (pomeriggio): il report di SMNA

da Redazione

SAN MARINO – La seduta consiliare del pomeriggio apre dal comma 4 con il riferimento del Segretario di Stato per le Finanze Marco Gatti sul Bilancio 2021, sui finanziamenti, e con l’avvio del dibattito consiliare.

“Le necessità per il Paese sono la gestione di liquidità e soprattutto di un debito che si è stratificato nel tempo e che a seguito di scelte si è rafforzato- spiega Gatti- ma nessuno prima di questo governo ha scelto di affrontarle di petto”. E l’esecutivo in particolare, attraverso il Bilancio, ha compiuto due scelte: “La prima è il ricorso al mercato- chiarisce il Segretario- nelle forme proprie di un prestito e finanziamento internazionale fatto dagli Stati”. Mentre “la seconda scelta è dare soluzioni alle problematiche per Cassa di risparmio in particolare, con l’intervento sul 5 Ter”. Entrambe, sostiene il Sds Gatti, sono due “scelte fondamentali” perché “non è rimandabile una soluzione per la ristrutturazione del debito e per la necessità di liquidità dello Stato”.

Rispetto alla prima lettura, il nuovo testo emendato riduce il disavanzo a 67 mln di euro. A riguardo il Segretario di Stato smentisce che sia stato azzerato il trasferimento ai fondi pensione: “Abbiamo mantenuto il massimo di quello previsto dalla legge”. Resta l’incognita di come la pandemia influenzerà anche l’economia e quindi il bilancio 2021: “Ci auguriamo l’emergenza sanitaria vada verso il suo esaurimento, ormai sono iniziate le vaccinazioni e presto arriveranno anche da noi e l’effetto deleterio sull’economia andrà a scemare nel mondo e consentirà alle economie di tutti i paesi di potersi riprendere”. Rispetto all’articolo 3, relativo ai finanziamenti, “il governo- puntualizza- rimane convinto e determinato nel portare avanti il collocamento sui mercati dei titoli di Stato”. Quindi “si proseguirà, come da programma, in variazione di bilancio 2021 a una riduzione del debito interno- assicura- e anche al ritiro del prestito ponte in corso di definizione”. A riguardo, si è in dirittura d’arrivo: “Il contratto è stato stipulato” fa sapere Gatti, che motiva il ritardo di qualche giorno per la mancata riservatezza tenuta in commissione Finanze. “Comunque la procedura si è conclusa- ribadisce- si è prossimi alla firma e nei prossimi giorni avremo le disponibilità del prestito ponte”. E proprio sul prestito ponte si concentrano le critiche dell’opposizione che chiedono conto di come sarà possibile restituirlo entro un anno e in che modo sarà impiegato. Segue quindi il dibattito consiliare che viene interrotto al termine della seduta pomeridiana per riprendere in notturna.

 

Di seguito un estratto degli interventi della prima parte del pomeriggio.

 

Comma 4. Riferimento del Segretario di Stato per le Finanze in merito ai finanziamenti di cui all’articolo 8 della Legge 7 luglio 2020 n.113

 

b) Ratifica Decreto-Legge 7 dicembre 2020 n.212 “Disposizioni inerenti le operazioni di finanziamento destinate all’acquisizione di risorse finanziarie da parte dello Stato mediante finanziamenti internazionali”

 

c) Progetto di legge “Rendiconto Generale dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2019” (II lettura)

 

d) Progetto di legge “Bilanci di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2021 e Bilanci Pluriennali 2021/2023” (II lettura)

 

Marco Gatti, Sds per le Finanze: “Oggi all’attenzione dell’Aula è il bilancio previsionale 2021 e non solo. Nella scorsa settimana è stato svolto un lavoro di forte concertazione tra partiti di maggioranza e governo per riuscire a lavorare sulla predisposizione al confronto di un testo che potesse raccogliere le diverse proposte e sensibilità maturate in seno a governo e partiti di maggioranza, in modo vi fosse la possibilità di lavorare su una base non suscettibile a stravolgimenti nel corso del dibattito consiliare, alla luce di legittime proposte e sensibilità che i singoli partiti, oltre al governo, possono maturare per un provvedimento rilevante come questo. Rispetto al passato in questo comma abbiamo anche un riferimento che riguarda i finanziamenti che sono l’emergenza del paese da diversi anni, dal momento in cui si fa ricorso alle riserve interne e dal 2017 si ricorre ad anticipazioni di cassa, è chiaro che il bilancio ha esigenze di liquidità che vanno affrontate e, se non lo si fa, le difficoltà arrivano al pettine. La necessità rilevante è quindi gestione di liquidità e soprattutto di un debito che si è stratificato nel tempo e che a seguito di scelte si è rafforzato. Ma nessuno prima di questo governo ha scelto di affrontarlo di petto. Questo governo ha fatto due scelte rilevanti, la prima è il ricorso al mercato, nelle forme proprie di un prestito e finanziamento internazionale fatto dagli Stati. La prima scelta è stata quella di posizionarsi in un mercato di capitali completamente nuovo consapevoli delle difficoltà, la Repubblica non ha norme adeguate e servono aggiornamenti normativi proposti in decreto legge in sede di ratifica e altri dovranno essere fatti in un apposito progetto di legge. La seconda è quella di dare soluzioni alle problematiche per Cassa di risparmio in particolare, con l’intervento sul 5 Ter. E sono due scelte fondamentali fatte da questo governo, non è rimandabile una soluzione per la ristrutturazione del debito e per la necessità di liquidità dello Stato. Continuare a dire che possiamo risolverla con risorse interne ci ha portato alla situazione di oggi dove le risorse interne sono in esaurimento. Se pensiamo di far fronte nei prossimi mesi alle necessità ricorrendo alle risorse rimaste è la fine del nostro sistema bancario finanziario e conseguentemente della Repubblica di San Marino. Quindi ci siamo approcciati ai mercati finanziari internazionali. Il bilancio presentato è frutto del lavoro sul testo inviato nella scorsa settimana alle controparti sindacali e datoriali e anche ai partiti di opposizioni, il confronto ha visto lavorare sulle destinazioni dei vari capitoli di spesa delle Segreterie di Stato. Sulle spese ritenute necessarie per il 2021, un anno che avrà ancora effetti della pandemia. E’ difficile pensare che possiamo raffrontarci con l’esercizio 2019 che non aveva criticità, se non quelle legate al sistema stesso. Sulla base del 2019 abbiamo cercato di elaborare le proiezioni 2021, abbiamo fatto valutazioni su migliori introiti, valutati in circa 60 mln di euro, dato elaborato su quelle che sono invece le poste di costo. In prima lettura abbiamo detto che siamo intervenuti sulla soluzione dell’articolo 5 Ter, attraverso la disposizione che dà mandato di emettere titoli di Stato da destinare a Cassa di risparmio e che faranno sì che Cassa nel 2021 andrà in utile e sarà un vantaggio prima di tutto per l’istituto e anche per lo Stato. E’ vero, ci sarà un peso sugli interessi in conto economico, si ma non dovrà più fare conto di perdite strutturali che si sarebbero accumulate con il 5 Ter. Abbiamo cercato di rafforzare gli strumenti per ridare fiducia al sistema e riportare liquidità nel sistema da parte di sammarinesi che hanno trasferito i propri depositi fuori territorio, prestando garanzie su strumenti a basso rischio. Quindi è stato dato mandato al decreto delegato per favorire investimenti in prodotti finanziari fatti da aziende sammarinesi o in titoli di Stato. Stiamo lavorando alla cartolizzazione che permette titoli – note garantite da parte dello Stato per favorire gli investimenti. Così come la possibilità – e dovremo fare un confronto anche in sede di Moneyval- di abbassare le sanzioni per coloro che per ragioni di dimenticanza possono non aver predisposto il quadro M, che è una non evidenza di patrimoni al fisco…sono disposizioni che vogliono tentare di riportare in territorio delle ricchezze sicuramente utili al sistema bancario sammarinese. Siamo intervenuti su tutta una serie di incentivi presentati in prima lettura, aperti alla discussione. Dalla prima lettura abbiamo introdotto e modificato sistemi incentivanti per potenziare patrimoni di impresa, in un momento in cui tante aziende nel 2020 conseguiranno delle perdite. Non è vero che abbiamo azzerato, contro legge, il trasferimento da parte del bilancio ai fondi pensione- abbiamo mantenuto il massimo di quello previsto dalla legge. Abbiamo invece chiesto a sindacato e datori di lavoro la disponibilità a lavorare insieme di fronte alla necessità di governo di affrontare nel corrente anno la riforma delle pensioni affinché questo trasferimento possa venire meno. Oggi ci troviamo con gli interventi fatti a un bilancio che ha un disavanzo ridotto di circa 67 mln e chiaramente i 28 mln trasferiti al fondo porterebbero in sensibile diminuzione questo disavanzo ed è un elemento da prendere in considerazione, visto che le riserve dei fondi sono capienti e importanti grazie ai trasferimenti già fatti. E ha senso nel momento in cui si voglia giungere con determinazione alla riforma delle pensioni. A seconda di come la pandemia influenzerà l’economia 2021, influenzerà sul presente bilancio. Ci auguriamo l’emergenza sanitaria vada verso il suo esaurimento, ormai sono iniziate le vaccinazioni e presto arriveranno anche da noi e l’effetto deleterio sull’economia andrà a scemare nel mondo e consentirà alle economie di tutti i paesi di potersi riprendere. Infine, la riproposizione dell’articolo 3 riguarda i finanziamenti internazionali, il governo rimane convinto e determinato nel portare avanti il collocamento sui mercati dei titoli di Stato. E’ il modo migliore per uno Stato di potersi finanziarie quindi è stato riproposto. Con questo introito che deriverà dalla collocazione dei titoli sul mercato e si proseguirà, come da programma, in variazione di bilancio 2021 a una riduzione del debito interno e anche al ritiro del prestito ponte in corso di definizione. Il contratto è stato stipulato, il soggetto in sede di commissione non è stato ‘tenuto’ e doveva essere riservato, e ha tardato di qualche giorno perché si è dovuto dare spiegazione da parte del governo. Comunque la procedura si è conclusa, si è prossimi alla firma e nei prossimi giorni avremo le disponibilità del prestito ponte”.

Matteo Ciacci, Libera: “Come Libera abbiamo fatto una serie di emendamenti correttivi e aggiuntivi perché crediamo che l’impostazione data da governo e maggioranza sia del tutto sbagliata e non produca alcun tipo di indirizzo rispetto a interventi strutturali che continuano a mancare da parte del governo, e soprattutto rispetto a scelte di debito e nella fattispecie al prestito ponte, crediamo che sia una scelta pericolosa per il nostro paese. Come Libera abbiamo chiesto che in questo Consiglio non potesse essere scomposto il comma dedicato al prestito ponte dalla discussione al bilancio, è troppo correlato. La scelta è stata sempre quella di indebitare il paese senza capire come ripagare il fardello. Rispetto all’indebitamento del paese che ha un deficit strutturale e una situazione di liquidità deficitaria, si poteva agire secondo modalità differenti per evitare in primis il mercato di capitali. Sarebbe stato opportuno utilizzare canali istituzionali, in particolare gli Stati. Avete sempre sostenuto di avere rapporti con Italia e altri Stati per addivenire a prestiti e progetti comuni di sviluppo per garantire il finanziamento del sistema. Invece avete preferito ricercare capitali attraverso due advisor, Rothschild e Jp Morgan, su mercati di capitali, la scelta più costosa e meno trasparente. Il vero tema è come ripagare il debito che sarà contratto. Si è imboccata una strada che è una ‘pezza’, ‘compriamo e avremo un anno di tempo per collocare poi il bond’, una pezza ancor più rischiosa e soprattutto verso un investitore residente in Delaware, uno Stato che ha tra i connotati il non essere specchiato agli standard internazionali cui San Marino ha aderito da tempo. Il Parlamento su una scelta epocale – un prestito da 350 mln di euro, il 10% del Pil – ancora una volta non è stato minimamente interpellato, se non attraverso una seduta segreta della commissione Finanze. Invitiamo il Sds Finanze a cambiare strada, il prestito ponte è una pezza costosa e poco trasparente e rischia di mettere in seria difficoltà il Paese. Dalle notizie stampa abbiamo appreso che il prestito sarà in un’unica soluzione e dovrà essere restitutio in 12 mesi con interessi del 2,95%, e abbiamo avuto anche modo di sentire rumors che probabilmente verranno adottate anche ulteriori consulenze per la finalizzazione di questo prestito ponte che non capiamo dove verrà collocato. Cosa dobbiamo farci con questi 350 mln di euro? Serviranno per la spesa corrente, o finanzieremo progetti specifici? Siamo di fronte a scelte epocali, azioni che impatteranno sulle future nuove generazioni, a impostare riforme strutturali e in questo senso ragionamenti insieme non ne sono stati fatti. Libera proporrà non solo un’alternativa forte al prestito ponte, utilizzando il sistema interno, ma chiederà anche di aprire un confronto ampio con tutte le forze politiche, sociali ed economiche del Paese, lo chiedono tutti. Due proposte quindi: un’alternativa alla scelta del prestito ponte e l’apertura di un tavolo di confronto con tutto il Paese su riforme e cambiamenti strutturali e in ambito fiscale”.

Carlotta Andruccioli, Dml: “Mi aspettavo una maggiore lungimiranza su questo bilancio, non penso debba essere un mero documento contabile, si deve certamente cercare di ‘tagliare’ ma con criterio e programmazione. Nel programmare bisogna tenere in considerazione la differenza fra spesa e investimenti, investire può rappresentare un’opportunità di guadagno, ma la spesa può rappresentare semplicemente costi superflui. Seconda cosa, bisogna avere idea di quello che serve al Paese perché vantaggioso. Diversamente non si va lontano. In Bilancio ci sono interventi di taglio alle spese e proposte opportune, in altri casi si poteva fare di più, ma non ho visto sostegno a progetti sistemici al Paese, come per il progetto San Marino 2030 che ha importanza strategica. Sappiamo della necessità di liquidità, è una situazione pregressa e aggravata a causa della pandemia. La sostenibilità del debito dipende dalle nostre capacità di programmare un piano di rilancio e l’uso di risorse non in spesa corrente, ma in progetti di sviluppo. E dalla capacità della politica di dare fiducia al sistema. Non ho visto un sufficiente cambio di passo e auspico il confronto di questi giorni sia produttivo”.

Paola Barbara Gozi, Pdcs: “Il pdl del Bilancio, composto da 74 articoli, rappresenta un passaggio politico di primaria importanza. Definisce interventi in ambito economico finanziario e sociale, tenendo in conto, in primis, la mancanza di risorse finanziarie ed un’economia peggiorata da una pandemia in atto da un anno e da una reale situazione contabile. Sono state predisposte non solo misure spot, ma considerate misure atte al contenimento della spesa pubblica e al rafforzamento della liquidità dello Stato e al sostentamento con interventi incentivanti delle famiglie di concittadini per la ripresa del Paese. Stando la situazione economica compromessa e complessa, si è ritenuto necessario perseguire una politica di rilancio che investe settori che sono stati dimenticati, mi riferisco al settore turistico-commerciale. Nell’articolo 20 sono identificate aree abbandonate a se stesse che necessitano interventi di risanamento conservativo e riqualificazione. Quest’anno con il tavolo turistico territoriale è stato predisposto un capitolo di spesa al dipartimento Turismo atto al funzionamento del tavolo stesso volto a promuovere l’offerta culturale e naturalistica che valorizzi tipicità e unicità del territorio. Sono convinta che l’articolo 27 sia stato considerato con sensibilità, in quanto nella Capitale e a Borgo maggiore, e non solo, vi sono molte case disabitate che necessitano di restauro, gli incentivi proposti non possono che incentivare il restauro di dimore d’epoca che possono trasformarsi in ‘albergo diffuso’ per rendere vivi i nostri borghi dimenticati. Non solo incentivi per il restauro, sono anche uno stimolo per giovani affinché intraprendano un’attività lavorativa che riporti alla vita strutture abbandonate per rivitalizzare il tessuto sociale e tipicità locali che andrebbero perdute”.

Alessandro Bevitori, Libera: “Sul prestito ponte- i famosi 150 milioni che ci devono essere prestati da una multinazionale americana- non capisco perché usare proprio questa sede del Delaware per fare arrivare queste somme e tutta la nostra preoccupazione la segnaliamo all’Aula e alla cittadinanza. Anche voi quando eravate all’opposizione parlavate di rapporti con Italia, Cassa depositi e prestiti, di accordi fra paesi amici…questo è quello che si diceva. Si parlava di rapporto con il Fmi, poi sparisce tutto. Nella totale opacità, senza sapere il perché e il come, spunta fuori questa multinazionale che ci presta i soldi. Uno Stato come la Repubblica di San Marino riceve soldi dal Delaware con un prestito ponte di un anno, nel mezzo paghiamo anche consulenze pesantissime ad advisor, studi legali etc. A Rothschild si pagano importi sopra il milione di euro…però al di là delle consulenze che dobbiamo pagare, pretendo Segretario, Governo, maggioranza, una risposta chiara, rispetto alle garanzie che sono state prestate a questa multinazionale che vuole il 3% di interesse. Quali sono queste garanzie? Abbiamo fatto emissioni di bond sui mercati che non ci hanno premiato, il nostro debito non è stato comprato, l’emissione non è andata bene. Nel frattempo allora, visto la difficoltà, prendiamo un prestito ponte per tornare poi sul mercato con una nuova emissione di debito. Ma se dovesse andare male come la prima volta? Proviamo fin da subito a metterci ad un tavolo. Non vogliamo posti, vogliamo solo che quei soldi arrivino in una forma più istituzionale, abbiamo lanciato qualche idea a riguardo. E chiediamo che questi soldi vengano spesi in maniera mirata con obiettivi e progetti di sviluppo e abbiamo i nostri emendamenti. Vorremmo sostenere il progetto 2030”.

Maria Cristina Albertini, Pdcs: “Ci accingiamo all’esame del Bilancio 2021 in un periodo molto particolare e impegnativo per il nostro paese. La già minata situazione economico finanziaria degli ultimi anni, unitamente alla diffusione della pandemia che mette a dura prova non solo il comparto sanitario, infonde nella popolazione un senso di insicurezza e sfiducia. A tal proposito nel corso dell’anno si sono resi necessari svariati assestamenti di bilancio per far fronte a necessità ed emergenze che mese dopo mese si sono succedute a causa del dilagare del covid, interventi che hanno consentito egregiamente di fronteggiare l’emergenza in cui siamo stati tutti catapultati. L’atto di approvazione della Finanziaria ci offre strumenti per tracciare linee di ristrutturazione del livello economico sociale e finanziario della nostra realtà. Pertanto nel bilancio di previsione 2021 innumerevoli sono le disposizioni che spaziano da sviluppo economico e finanziario, dal comparto edile a quello energetico, per arrivare poi a strumenti di protezione sociale. Ci avviamo con tale legge ad affrontare un nuovo anno, l’intenzione è arrivare alla definizione di riforme economiche e interventi infrastrutturali necessari, alla costruzione di un nuovo modello di cui il Paese ormai da troppo tempo ha bisogno. Prospettive e progettualità dovranno essere le modalità per esaminare i progetti per la ripartenza dello Stato e non potranno mai perdere di vista il cittadino”.

Andrea Zafferani, Rf: “Guardando al bilancio presentato dopo emendamenti viene da sorridere, avevamo avuto n bilancio in prima lettura con un disavanzo che superava i 100 mln di euro, un disavanzo terribile che cala adesso tra prima e seconda lettura per effetto di tagli qua e là. Su domanda diretta nell’incontro di oggi è stato risposto dal Segretario che ‘ci sono 16 mln in meno all’Iss, più risparmi qua e là’. Poi si arriva all’assestamento e tutto cresce perché le previsioni non sono sostenibili. Spero colleghi siate consapevoli che l’Iss in questo momento, in assenza di riforme, non è in grado di sostenere uno stanziamento di 70 mln di euro, perché ne ha bisogno- e neanche bastano- di 86 mln di euro e siamo in periodo di pandemia. Oggi state riducendo il disavanzo con questa scelta particolare che è la principale, sapendo perfettamente che al primo assestamento dovrete aumentare lo stanziamento. E’ un puro atto di mascheramento del disavanzo. Non c’è nessuna politica strutturale di sviluppo, non ci sono riforme, ci sono molti incentivi qua e là per accontentare vari elettorati di riferimento. E non va assolutamente bene. E’ passato un anno senza che il governo sia stato in grado di dare sostegno economico alle imprese provate dalla crisi covid. Si dice che ‘non abbiamo soldi’. Rf fin da marzo aveva detto che serviva un finanziamento veloce a basso costo e a lungo termine, tre caratteristiche per rendere il finanziamento sostenibile. C’erano una serie di alternative: organizzazioni internazionali, prestiti bilaterali, certo i mercati, ma bisognava esplorarle tutte. Il governo ha scelto la strada più lenta e costosa, quella dei mercati: lenta perché San Marino non c’è mai stato sui mercati e necessita di una lunga preparazione, poi costosa perché siamo un paese che non ha condizioni minime, a partire dal rating, per poterci approcciare ai mercati in maniera sostenibile. Abbiamo sottolineato le altre alternative, ma prima si è scelta la strada del bond che non è arrivato, e a fine anno bisogna trovare il modo di avere soldi se no non si pagano le tredicesime. E serve oggi una soluzione estemporanea, visto che la strada del mercato è lunga, anche se il Segretario dice che a inizio 2021 il bond sarà emesso. Invece di utilizzare risorse interne per scavallare questo momento e fare quel famoso piano di riforme che serve per potersi approcciare sui mercati, ci si affida a un prestatore esterno, un finanziatore che arriva dal nulla attivo in altri settori economici, non si sa come, a quali costi, poi ci si lamenta per la fuga di notizie. E si fa un decreto ad hoc che prevede che il contratto non si registra, come se fosse una scrittura privata, non va registrato, non paga le tasse e il foro competente è esterno. E’ un decreto che grida vendetta e su cui siamo pronti a fare qualsiasi iniziativa che la nostra democrazia ci mette a disposizione e spero si avvii una riflessione anche in maggioranza, che non accetti passivamente queste scelte. Non si sa neppure che garanzie sono state date nel caso San Marino non riuscirà a ripagare i 150 mln di euro da rimborsare in un anno. Mi dite come troviamo 150 mln di euro da rimborsare in un anno, visto che produciamo un bilancio con 65 mln di euro di disavanzo? E’ un domanda che dovete farvi, questo prestito non è sostenibile, state ipotecando lo Stato”.

Stefano Canti, Sds al Territorio: “Il periodo che stiamo attraversando è molto particolare, gli eventi legati all’emergenza sanitaria hanno messo in evidenza un paese diverso in cui mettersi in gioco. Occorre partire con quello che è stato fatto nel 2020, nonostante l’emergenza sanitaria. Di qui dobbiamo ripartire, nell’ambito dei lavori di mia competenza con le deleghe che ho, sul territorio abbiamo fatto molto per i lavori pubblici, abbiamo lavorato a un piano operativo di interventi infrastrutturali per il rilancio del comparto turistico e commerciale. Abbiamo approvato nel 2020 una variante Prg che ha permesso la realizzazione di una importante infrastruttura sportiva, i lavori sono iniziati per il nuovo impianto di calcetto a Serravalle. Vogliamo far ripartire i cantieri per far ripartire l’economia. Vedremo la sistemazione della viabilità a Dogana bassa, Rovereta e Galazzano in vista dell’apertura del polo della moda di Rovereta che produrrà sviluppo e occupazione. Vorrei che quest’aula si concentrasse su progetti per il rilancio dell’economia. Ho citato due esempi in cui sono partiti i cantieri. Nel bilancio sono inseriti incentivi riassunti nella proposta di ecobonus e sisma bonus, strumenti per rilanciare l’economia del paese e sono contento siano apprezzati anche in interventi dell’opposizione. Il settore edile ha sempre prodotto ricchezza a San Marino e oggi è un settore in difficoltà, rilanciare il comparto, il patrimonio edilizio e l’efficentamento energetico sono obiettivi importanti. Se le proposte dell’opposizione sono in quest’ottica, sono pienamente disponibile al confronto per approntare miglioramenti e correttivi. Questo deve essere il clima in Aula, non lo scontro che ci ha caratterizzato negli ultimi anni. Non si possono sentire interventi poi in cui si dice che il governo vuole nascondere il disavanzo… non è così. Lo Stato avrà meno entrate con le stesse uscite, se non aumenteranno per far fronte all’emergenza sanitaria. Per forza di cose si crea uno sbilancio nel bilancio pubblico. C’è necessità di liquidità, il collega Marco Gatti ha fatto quanto previsto per legge, ha fatto confronti in sedute istituzionali segrete per la delicatezza dell’argomento. Non si può poi venire a dire in Aula che è stato tenuto tutto segreto e che il finanziamento non va bene, pur con visioni distanti sul prestito ponte, il confronto in politica deve restare aperto”.

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