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Al teatro Comandini di Cesena torna in scena “La terra dei lombrichi” di Chiara Guidi

da Redazione

CESENA – È diventato ormai un classico del teatro infantile, richiesto in tutta Italia e anche all’estero (fino in Australia) lo spettacolo nato dal Metodo Errante di Chiara Guidi. “La terra dei lombrichi. Una tragedia per bambini”, tratto da “Alcesti” di Euripide, andrà in scena al Teatro Comandini in pomeridiana sabato 14 dicembre alle 17.00 – dopo due repliche mattutine per le scuole (venerdì 13 alle 9.00 e alle 11.00). Lo spettacolo viene riallestito per il gruppo di osservatori internazionali del progetto Argos, giunti da diverse parti d’Europa (Portogallo, Belgio, Francia, Grecia) per analizzare l’esperienza di Teatro Infantile di Chiara Guidi, raccolta di recente anche in un volume edito da Luca Sossella Editore, firmato con Lucia Amara, a cura di Cristina Ventrucci.

Col “Metodo errante” Chiara Guidi apre il processo di creazione del suo teatro per l’infanzia coinvolgendo attori, bambini e insegnanti in una pratica che mette in gioco i due fronti della rappresentazione, l’azione e la ricezione, includendo nell’atto scenico lo sguardo dei bambini e la loro tendenza spontanea a prendere iniziative. Gli attori partecipanti al laboratorio sul Lavoro dell’attore davanti agli occhi di un bambino vengono coinvolti nella definizione di una struttura drammaturgica essenziale, messa in scena successivamente con l’intervento attivo dei bambini. Per rielaborare l’esperienza in ambito didattico, gli insegnanti vengono invitati a risvegliare altre questioni, interrogando con fiducia la propria ispirazione e quella dei propri interlocutori bambini, la loro capacità di trovare la chiave di ogni enigma.

“‘La terra dei lombrichi’, spettacolo per un pubblico infantile a partire dai 7 anni, è una forma teatrale aperta, ha cioè bisogno dei bambini per comporsi e per compiersi. I bambini, guidati dalle figure della narrazione, entrano letteralmente dentro lo spazio dell’azione e determinano il flusso della vicenda con le loro decisioni o con i loro interventi. Ispirato alla tragedia di Euripide, ‘Alcesti’, lo spettacolo introduce un lieto fine al viaggio che si intraprende nell’aldilà. I lombrichi, dalle profondità del suolo, portando in superficie mucchietti di terriccio, trasformano il paesaggio e seppelliscono, custodendoli, molti oggetti antichi – spiega Chiara Guidi –. Per incontrare i lombrichi occorre scavare ed entrare nella terra perché solo stando un po’ con loro è possibile comprendere bene il loro segreto. Ma come è possibile andare sottoterra, stare con i lombrichi e restare vivi? Occorre fare come Alcesti, che, accettando di morire al posto del marito Admeto, scende nelle viscere della terra e poi, grazie all’aiuto di Eracle, risale in superficie lasciando i lombrichi alla loro infaticabile azione: andare sotto e poi risalire sopra… sotto… sopra… sottosopra… un movimento inestinguibile che illumina di speranza anche la tragedia”.

Ideato e diretto da Chiara Guidi, lo spettacolo vede in scena i partecipanti del laboratorio del “Metodo errante”: Martina Ambrosioni, Anna Maria Avella, Leonardo Bordin, Susanna Ceciliani, Rossana Comparone, Elena Debortoli, Giulia Fasola, Flavia Gramaccioni, Arianna Mazzone, Micaela Ponti Guttieres, Liuba Scudieri, Daniele Tenze, Giulia Tondelli, Antonia Vasilakou, Anna Zanetti. Assistente alla regia Vito Matera. Produzione Societas.

Lo spettacolo va in scena all’interno del progetto Argos, giornate di studio – coordinate dalle docenti greche Eleni Papalexiou e Avra Xepapadakou – cui partecipano circa quindici studiosi europei impegnati nello sviluppo di una metodologia di ricerca e analisi sull’atto della creazione. Sono partner di Argos: Università di Rennes 2 (Francia); Università del Peloponneso (Grecia); Università di Lisbona (Portogallo); Università di Lille (Francia); Università di Anversa (Belgio).

I successivi appuntamenti della rassegna di Teatro infantile sono per sabato 21 dicembre alle 15.00 e alle 17.00 con “Tuffo” e per sabato 2 febbraio alle 17.00 con “Edipo. Una fiaba di magia”, entrambi ideati da Chiara Guidi e Vito Matera.

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