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Consiglio Grande e Generale: dibattito sul Bilancio previsionale 2019

da Redazione

A prendere la parola per primo il Segretario di Stato per le Finanze, Eva Guidi, che ribadisce l’importanza dell’obiettivo del pareggio. Il report di San Marino News Agency.

 

SAN MARINO – La seduta del pomeriggio si apre con l’avvio del dibattito sul Bilancio previsionale 2019 a cui si sono iscritti in 65, tra consiglieri e Segretari di Stato, per intervenire. A prendere la parola per primo il Segretario di Stato per le Finanze, Eva Guidi, che ribadisce l’importanza dell’obiettivo del pareggio di bilancio rispetto cui “ognuno deve fare la sua parte, non può chiamarsi fuori”. Richiama poi l’importanza del ricreare fiducia nel Paese per gli imprenditori che sono già presenti, per quelli che potrebbero scegliere di investire sul Titano, e anche per i risparmiatori. Elenca poi alcune novità introdotte nella Legge di bilancio: in primis, il potenziamento dell’attività controllo e accertamento dell’ufficio tributario, all’insegna dell’obiettivo dell’equità. Tocca anche il nodo delle “decurtazioni straordinarie” degli stipendi dei pubblici dipendenti: “Il percorso con il sindacato- ammette-non ha portato a degli esiti positivi”. Malgrado tutto, attraverso emendamenti, il governo “ha deciso di fare un passo in avanti verso i sindacati- spiega Guidi- cercando di darsi del tempo per riuscire a vedere se nel tavolo della trattativa si riescono ad ottenere dei risparmi, nel rispetto appunto di quella che è la contrattazione collettiva”.

Prosegue il dibattito, con posizioni nettamente lontane tra maggioranza e opposizione. La prima difende il provvedimento riconoscendo contenuti all’insegna della sostenibilità, equità e sviluppo economico. Simone Celli, Ssd, ammette che “non si può continuare a garantire la tenuta e l’equilibrio del quadro generale della finanza pubblica con la reiterazione di provvedimenti straordinari”. L’Ex segretario alle Finanze fa così pressing sulle riforme strutturali verso cui “governo e maggioranza sono colpevolmente in ritardo”. I consiglieri dell’opposizione intervenuti stroncano il progetto di legge. “Non è altro che il prepararsi all’indebitamento pubblico”, manda a dire Iro Belluzzi, Psd. Alessandro Cardelli , Pdcs punta il dito contro la mancanza di investimenti e sviluppo. Per Davide Forcellini, Rete, è una Finanziaria che “non risolve nulla e non saranno questi 47 articoli- che prevedono solo tagli e nessun investimento- a darci la speranza di cambiare rotta”. Tony Margiotta, Indipendente, punta il dito contro la mancanza di equità e contro “l’atto gravissimo” del mancato trasferimento ai fondi pensione.

Di seguito un estratto della prima parte degli interventi.

Comma 18. Provvedimenti in esecuzione della Legge 18 febbraio 1998 n.30 “Norme Generali sull’Ordinamento Contabile dello Stato”:

1. a) Rendiconto Generale dello Stato e Bilanci Consuntivi degli Enti Pubblici per l’esercizio

finanziario 2017 (II lettura)

2. b) Bilanci di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2019 e

Bilanci Pluriennali 2019/2021 (II lettura)

(65 iscritti a intervenire)

Eva Guidi, Segretario di Stato per le Finanze

Solo alcune considerazioni aggiuntive all’introduzione fatta in Aula squalche giorno fa, in occasione della prima lettura della legge di bilancio. Avevo fatto presente quanto fosse importante presentare un bilancio il più possibile in pareggio. Chiudere con un avanzo sarebbe un ottimo risultato, perché andrebbe a coprire quote di debito già presente nei conti publbici e anche a chiudere con serenità parte di interessi che possono essere parte delle spese. Un conto sono le spese correnti di funzionamento, un conto quelle per gli investimente, sempre di uscite si tratta, ma con prospettive diverse.

Quando parliamo di bilancio dobbiamo soprattutto tenere presente di quelle che sono le spese correnti, quindi le spese di funzionamento, che devono il più possibile tendere ad essere sicuramente inferiori alle entrate, per permettere anche in questo caso di far fronte agli investimenti con serenità, investimenti che sono indispensabili per poter ripartire all’interno del Paese con l’economia. Sono strategici per il sistema economico perché oggi parliamo di legge di bilancio del nostro paese, quindi parliamo anche di tutto il sistema economico. Rispetto cui sono strategici ovviamente il settore bancario, che deve essere a sostegno dei cittadini e delle imprese, ma lo è anche il settore dell’economia reale, basato su tutta l’imprenditoria privata, che ha dato dimostrazione di essere molto solido negli anni in cui è venuto meno l’importante gettito del settore bancario a sostegno dello Stato. Nello stesso tempo dobbiamo considerare che anche il settore pubblico é strategico, perché deve comunque dare la possibilità di sostenere lo stato sociale, sostenere quindi i pilastri di quelli che sono lo stato sociale, ai quali non vogliamo non dobbiamo e non possiamo assolutamente rinunciare. E mi riferisco al sistema scolastico da una parte e al sistema sanitario dall’altro.

Queste tre gambe dello stesso tavolo hanno bisogno di interventi mirati: devono ripartire assolutamente gli investimenti deve tornare ad accrescere il tasso dello sviluppo all’interno del nostro paese, che si è già sicuramente mosso in senso positivo. Ma la ripresa -questo ce l’ha detto anche il Fondo monetario- è ancora piuttosto lenta anche se ci sono delle proiezioni favorevoli sia per il 2017, di cui si sta ancora aspettando il dato definitivo, sia per il 2018. Occorre infatti con questa ripresa creare posti di lavoro che sono già aumentati all’interno di San Marino, portando da questo punto di vista nuovo gettito fiscale e contributivo importantissimo, e occorre tagliare sprechi e spese, sofferenze superflue, continuando quell’azione di spending review di cui abbiamo anche dibattuto all’interno di quest’Aula.

Occorre nello stesso tempo riportare avanti quel concetto di equità e quel concetto di solidarietà, soprattutto per chi nelle crisi ha delle posizioni di fragilità, mi riferisco soprattutto alle persone alle famiglie che non devono assolutamente rimanere indietro e anche a loro deve essere dedicata parte della Finanziaria, nell’attesa che poi riparta tutta quanta l’economia. E questo perché sono circa dieci anni, più o meno, che il nostro sistema è andato incontro ad una crisi molto complessa, una crisi che si è determinata anche dal fatto che a un certo punto San Marino ha deciso anche di fare un passo in avanti nella riconversione della sua economia verso la trasparenza, abbandonando quella opacità che era rappresentata, per esempio, dal segreto bancario in alcuni casi, dall’anominato societario in altri, e che sicuramente è stato un passaggio molto importante ma sicuramente non indolore dal punto di vista appunto dello sviluppo economico e della produttività. Ricordo ancora una volta le entrate del settore bancario e finanziario negli anni ’90, fino ai primi anni 2000, fino a quando sono cominciati successivamente i problemi, contribuivano per circa un terzo all’intero gettito dello Stato, quindi erano veramente delle fonti di entrata notevoli. Invece oggi stentano ad essere sostituite queste entrate con nuove entrate, perché il nuovo modello di sviluppo del paese, le nuove forme alternative che stiamo portando avanti, necessitano di tempo.

Quindi non è un cambio velocissimo quello che viene portato avanti e sono stati tanti i contributi che sono arrivati in questo periodo da parte delle organizzazioni sociali, da parte delle organizzazioni datoriali per riuscire a dare dei contributi fattivi a quello che può essere la ripresa quelle che possono essere diciamo la direzione di sviluppo economico e anche le tutele dei lavoratori sono stati moltissimi quindi contributi da questo punto di vista.

Tra i vari attori che sono hanno portato avanti contributi con spirito positivo vorrei menzionare anche la Commissione di controllo, che oltre a fare degli approfondimenti inerenti le voci bilancio e i confronti temporali, ci fa presente più o meno lo stesso concetto: la possibilità di ripresa appare veramente compromessa dai limiti oggettivi che derivano dalle dimensioni territoriali e dallo sviluppo economico del paese. Quindi lo sviluppo ha bisogno di tempo per il consolidamento sui modelli nuovi e di una scrupolosa analisi e rivisitazione delle componenti necessarie ad affermarlo, un’affermazione questa che sicuramente deve essere tenuta in debita considerazione. Sistemazioni di situazioni critiche si potevano affrontare in campo bancario e creditizio sicuramente molto prima. Avrebbero dato più ambiti di manovra e sicuramente anche maggiori possibilità di risoluzione, se fossero state portate avanti prospetticamente in periodi in cui le casse dello Stato avevano qualche possibilità e questa questione del tempo deve essere considerata un fattore importante. Siamo in ritardo anche per quello che riguarda per esempio la gestione dei crediti non performanti all’interno delle nostre banche. A San Marino purtroppo si è cominciato a parlarne tardi, r intervenire tardi quindi significa intervenire di corsa.

In una situazione economica che sicuramente oggi è maggiormente compromessa e ha minori ambiti di manovra, sono molti gli obiettivi in termini sviluppo cui puntare e investimenti devono essere fatti dallo Stato tra strutture che sono molto, molto importanti. Tra queste avevamo menzionato l’altra volta, considerandole in dirittura d’arrivo, il parcheggio della zona di Borgo, di cui ormai si parla da vari anni e che dovrebbe essere ormai prossimo all’inizio dei lavori, e c’è anche tutta la progettazione del campus scolastico, ma sono molti anche da questo punto di vista qui le segnalazioni su opere strategiche sulle quali lo Stato non può assolutamente risparmiare le proprie risorse, perché si tratta comunque anche in questo caso di mettere in moto nuovamente uno sviluppo economico e lo Stato, dal vista delle infrastrutture pubbliche, deve fare la sua parte.

Quando parlo di strutture in un territorio piccolo come il nostro, parlo anche per esempio di quella che è la viabilità. Tutti quanti hano messo in luce che la situazione dei collegamenti tra l’autostrada e la Repubblica, che era una situazione molto pesante e che sicuramente non dava la possibilità di invogliare eventuali investitori a salire sul Titano. Mi fa piacere quindi avere letto sui giornali in questi giorni della possibilità, da parte dell’Anas, di intervenire nuovamente sulla nostra superstrada che, ricordiamocelo, è comunque l’arteria più importante, quella che ci mette poi in collegamento con il resto del mondo. Si è preso impegno di intervenire nuovamente su quelli che sono i semafori e cercare di andare a creare diciamo delle vie più veloci, non solo in virtù del fatto che avremmo l’apertura del polo della moda, ma anche per tutti gli altri ambiti e anche per noi stessi cittadini. Diciamo che vogliamo e abbiamo bisogno di avere sicuramente degli scambi più veloci da questo punto di vista per tutti gli ospiti e per tutti i visitatori che vogliono arrivare a San Marino.

La revisione della spesa deve continuare ad andare avanti, la sburocratizzazione deve continuare ad andare avanti e deve essere concretizzata. Abbiamo bisogno di portare il bilancio in pareggio almeno per quanto riguarda la copertura delle spese correnti, ognuno deve fare la sua parte, non può chiamarsi fuori. Ma è soprattutto il concetto di fiducia che viene richiamato più e più volte, tantissimi gli interventi sono stati fatti a riguardo dalle organizzazioni sociali e le organizzazioni datoriali. Bisognerebbe cercare di riportare la fiducia degli imprenditori che sono all’interno della Repubblica di San Marino- soprattutto a loro che sono presenti vanno dedicate le nostre attenzioni- ma anche la fiducia degli imprenditori che possono venire ad investire all’interno del nostro Paese, la fiducia dei risparmiatori che a questo punto decidono di rimanere all’interno del paese, dove ricordo lo Stato non ha mai permesso che si perdesse anche non solo un euro. Riteniamo che sostenere il sistema bancario e finanziario sia sostenere tutti i nostri risparmiatori, oltre che ovviamente i lavoratori r tutte le imprese che sulle banche si appoggiano e alle banche si affidano per molte delle loro attività.

Volevo solamente fare presente alcuni passaggi che ci sono nella legge di bilancio. Siamo intervenuti quindi con un articolo specifico, sul quale abbiamo ulteriormente lavorato nel corso di queste di queste settimane, sul potenziamento dell’attività controllo e accertamento dell’ufficio tributario. Non si tratta di andare a fare uno stato di polizia su categorie specifiche, rifiuto la considerazione che vengano etichettati come evasori determinate categorie, sarebbe una generalizzazione grossolana Ma è fondamentale in questo momento che lo Stato si faccia carico di far emergere tutti i redditi che sono sfuggiti e che continuano a sfuggire la tassazione, perché non è assolutamente tollerabile che, in periodo di crisi, in cui sono stati richiesti interventi a tutti, questo possa coesistere. All’interno di San Marino ognuno deve partecipare secondo le sue possibilità effettive, nessuno escluso, attraverso degli strumenti operativi. Questo è anche quello che noi intendiamo con equità. Per quello che riguarda le decurtazioni straordinarie degli stipendi dei pubblici dipendenti: il percorso è stato ha portato avanti con il sindacato e mi spiace constatare che non abbia portato a degli esiti positivi- perché comunque non siamo riusciti a trovare un percorso che permettesse di trovare una soluzione per tutte le parti. Con gli emendamenti che sono in preparazione in queste ultime ore, lo Stato ha deciso, anche nel rispetto delle parti sociali e del valore di quella che è la contrattazione, di fare un passo in avanti verso i sindacati, cercando di darsi del tempo per riuscire a vedere se nel tavolo della trattativa si riescono ad ottenere dei risparmi, nel rispetto appunto di quella che è la contrattazione collettiva . Ci sono moltissime altre considerazioni che riterrei di fare, ma è il tempo esaurito, non mi resta veramente che ringraziare sensibilmente tutti coloro che in questo periodo hanno dato la possibilità di fare degli approfondimenti sui vari aspetti e mettere luce delle aree di intervento.

Michele Muratori, Ssd

Questo clima di lotta sociale, incentrato su un crescente clima di ostilità tra diverse categorie, sta iniziando a preoccupare e rischia di sfociare in continue barricate a tutela del proprio status quo.

Oggi ci apprestiamo ad affrontare questo bilancio alla vigilia di uno sciopero generale che merita la massima considerazione della politica, tuttavia è uno sciopero che poteva ampiamente essere evitato, visto che molte delle motivazioni che hanno spinto i sindacati a indirlo sono state recepite e rinviate al tavolo di contrattazione, che darà risposte chiare e dovrà dare risposte chiare ed adegute, impegnate a rispettare i pricipi anche sulla sostenibilità ed equità. Mi riferisco alla riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici che è stata sospesa per favorire la contrattazione con le sigle sindacali. Sarà un bilancio che non intaccherà sanità pubblica e istruzione che non si intende nella maniera più assoluta rendere a pagamento, e nonostante le difficoltà finanziarie delle nostre casse, vogliamo garantire massima la qualità dei servizi erogati.

Alessandro Cardelli, Pdcs

Mi spiace segretario, credo abbia copiato l ‘intervento del suo precedessore e alla fine ha aggiunto solo la parte relativa ai maggiori controlli e all’avvio contrattazione. Questa è una maggioranza che non ha idee e lo si vede da questo bilancio. Lei Segretario dice che il nostro obiettivo è portare il bilancio in pareggio. Facile farlo non versando le risorse al fondo pensione, sono capaci tutti a farlo così. E’ un bilancio con 25-30 mln di euro di perdite l’anno e le coprite con i fondi pensione. Grosso obiettivo politico deve essere invece incrementare gettito e risorse. Ho sentito dire che dobbiamo concentrarci sulle spese per gli investimenti, ma non c’è un investimento nel bilancio, i 3 mln di euro non riguardano opere pubbliche che porteranno gettito allo Stato. Avevate promesso un sacco di opere pubbliche a inizio legislatura, guarda la monorotaia, ma non ne è partita una. Manca lo sviluppo in questo bilancio. Il Segretario ha detto che bisogna ricreare fiducia attorno al sistema bancario e finanzairio, ma chi lo ha fatto perdere?

Noi ripresenteremo l’emendamento che riprenstiamo in tutti i contesti economici per semplificare la Smac Card. Nel bilancio aumentate gli investimenti per San Marino Innovation, raddoppiandoli a 300 mila euro senza rendicontare quali sono state le entrate di questa struttura. Porteremo una serie di emendamenti per cercare di dare risposte al sistema bancario e finanziairo, per facilitare le banche che diventano titolari di immobili a seguito di procedure, offrendo la possibilità degli stessi criteri usati per Cassa sulle coperture per altri istituti, chiediamo sia di nuovo dimezzata l’imposta di registro, che eventi e manifestazioni siano concertati con tutto il mondo legato a turismo e commercio. Equità non c’è, perché le immobiliari non pagano quest’anno, le farete pagare il prossimo, ma chi paga la patrimoniale lo fa per intero. Altro emendamento che presentereno riguarda la modifica dell’articolo 79 anche in questa sede.

Simone Celli, Ssd

Apprezzo il riferimento del Segretario in apertura del comma, un riferimento realista che ha messo in evidenza una significativa consapevolezza della situazione economica e finanziaria di San Marino.

Intendo compiere una sintetica analisi riguardante il quadro macro economico sammarinese da un’attenta lettura della relazione economico statistica si evince in modo piuttosto chiaro che l’economia del nostro paese continua a crescere e lo sta facendo con un ritmo magari ancora non del tutto soddisfacente ma sicuramente importante pur con un rallentamento, rispetto all’anno precedente. Nel 2017 il prodotto interno lordo è cresciuto dell 1,6 per cento e le previsioni per il 2018 confermano sostanzialmente il medesimo trend di

crescita dopo un 2017 all’insegna della stabilità. Nei primi tre mesi del 2018 da un lato il tasso di disoccupazione mostra una lieve contrazione e dall’altro lato l’occupazione segna un considerevole aumento. Se i consumi in territorio delle famiglie sammarinesi

hanno registrato una bellissima -consentitemi quasi insignificante- contrazione nel 2017, attestandosi a per

192 milioni di euro rispetto ai 395 milioni di euro del 2016, gli investimenti invece segnano un aumento molto consistente del 10%, raggiungendo i 209 milioni e 600 mila euro. Altro dato interessante espositivo l’incremento seppur moderato del volume delle importazioni pari allo 0,7%, oltre alla fondamentale presenza del settore manifatturiero, che continua ad essere il pilastro del sistema economico sammarinese, vanno evidenziati i valori positivi relativi al comparto turistico: nel 2017 la spesa annuale stimata dei turisti è aumentata del 3,2 % rispetto all’anno precedente nonostante il flusso turistico pressoché invariato, a questo ha contribuito in modo decisivo il potenziamento del cosiddetto turismo stanziale, con il numero di notti

passate in strutture ricettive locali che ha segnato un incremento del 31% rispetto all’anno precedente. Questa veloce carrellata dei principali indicatori macroeconomici ci permette di smentire categoricamente le

rappresentazioni catastrofiste che in questi mesi, non solo le forze di opposizione, ma in certi casi anche

qualche componente sociale, hanno cercato di veicolare a livello di opinione pubblica per giustificare la richiesta di cacciare il governo. . Pur con le rilevanti sfide dinanzi a noi va detto senza tentennamenti: il nostro paese non si tova in mezzo alla catastrofe, se ne faccia una ragione chi si oppone al governo. San Marino e la sua economia stanno reagendo. Il lavoro da fare è tanto, ma non toglie che le condizioni di partenza sono assolutamente incoraggianti.

Alcune riflessioni su legge di bilancio 2019: ritengo pressochè impossibile predisporre un bilancio migliore di quello che stiamo discutendo, voglio riconoscere il lavoro del Segretario per le Finanze e del governo. Il governo ha lavorato onestamente, presentando un disavanzo contenuto che nel corso dell’esercizio potrà essere azzerato. Nel bilancio 2019 l’equilibrio dei conti pubbici viene perseguito e raggiunto con misure straordinarie, come nel 2018. Va detto perciò senza infingimenti che non si può continuare a garantire la tenuta e l’equilibrio del quadro generale della finanza pubblica con con la reiterazione di provvedimenti straordinari. Su questo versante occorre essere chiari e va fatta anche un po’ di sana autocritica: governo e maggioranza sono colpevolmente in ritardo sulle riforme strutturali, la riforma del sistema previdenziale, l’introduzione del regime dell’imposta sul valore aggiunto, l’implementazione degli strumenti normativi e amministrativi destinati a condurre un’efficace azione di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, e una permamente attività di riduzione della spesa pubblica, non sono più rinviabili. Il riequilibrio della struttura del bilancio dello Stato passa necessariamente attraverso l’identificazione di una soluzione di ampio respiro, orientata ad ottenere un significativo consolidamento fiscale e pertanto da assicurare in prospettiva di medio lungo termine la sostenibilità del debito pubblico che subirà cremento consistente a seguito intervento di risanamento e supporto a Cassa di risparmio che va inteso come uno dei principali investimenti a supporto dell’economia locale.

Le riforme strutturali vanno realizzate al più presto, lo si deve fare entro il primo semestre del prossimo anno

altrimenti persisterà l’attuale squilibrio di bilancio con la pesante conseguenza di non porre rimedio in via definitiva e permanente al costante indebolimento del quadro complessivo della finanza pubblica

E’ una legge di bilancio che confido possa essere irrobustita nel 2019 con l’attuazione di riforme strutturali.

Davide Forcellini, Rete

Difficile capire l’intervento di chi mi ha preceduto, in una parte sembrava intervenisse uno dell’opposizione. Anche io vorrei dare mio contributo: sono a metà anche io tra la rassegnazione e la frustrazione. Questo bilancio dice solo una cosa: che il Paese ha perso. Questa Finanziaria non risolve nulla e non saranno questi 47 articoli- che prevedono solo tagli e nessun investimento- a darci la speranza di cambiare rotta. Poi c’è la frustrazione per non essere riusciti a far capire a questa maggioranza quando e dove stava sbagliando, ci abbiamo provato in ogni modo. Il dovere della politica è quello di gettare le basi per un’economia sostenibile. Ogni provvedimento che dovremo scrivere in questa Finanziaria dovrebbe tendere a rendere il sistema più produttivo, e non semplicemente a chiudere i buchi e le perdite, sicurmente quindi cambiare il metodo. E’ necessaria massima trasparenza su qualsiasi emendamento ed iniziativa che si va a fare, per rispetto dei cittadini.

Pier luigi Zanotti, Rf

Con un bilancio in difficoltà, c’è un futuro con meno diritti, meno libertà ed equità, eppure c’è chi grida allo scandalo se si toccano le pensioni, dimenticando totalmente il concetto di solidarietà intergenerazionale. Si pretende di stare bene oggi e chi verrà dopo pazienza. Tentazione delle opposizioni è di soffiare sopra le paure della gente, parlare di catastrofi e portare avanti la tattica del lamento e delle critiche sempre e comunque. Anche maggioranza e governo non possono cadere nella tentazione di non comprendere e non ascoltare queste paure, andando dritti nella propria strad. Ma sia maggioranza che opposizioni hanno il dovere di vigilare sul loro comportamento, nell’atteggiamento migliore per fare qualcosa di buono per i cittadini. Oggi il governo ha dinanzi delle sfide immani, capisco che lasciarlo solo sperando che vad a a sbattere è una bella tentazione per l’opposizione, ma non serve a costruire.

Tasse: è vero dice che comprimono l’economia, ma ci si dimentica spesso che sono gli stessi soldi tornano nelle tasche ddei cittadino in termini di servizi di cui usufruiscono. Equità ed efficienza sono i due principi che devono guidare la politica sulle imposte. Le tasse devono essere giuste, efficienti, e devono ridurre le disuguglianze. Dire che invece le tasse le devono pagare altre categorie non ci fa invece andare lontano. Tra gli emendamenti del governo, quello che potenzia l’articolo 31, dando una spinta maggiore all’accertamento dei redditi, per aggredire ove ci fosse l’evasione fiscale. Non si crea una nuova polizia tributaria, ma si punta all’efficientamento di quello che c’è già. Al governo chiedo maggiore decisione e velocità per quello che c’è da fare sul fronte delle riforme e un atteggiamento di ascolto.

Teodoro Lonfernini, Pdcs

Segretario per fare il pareggio di bilancio in un bilancio, per portare avanti un lavoro di pareggio, basta fare in modo che entrate ed uscite siano sempre sullo stesso livello. Le faccio questo appunto: come fa a sostenre il pareggio di bilancio per un 2018 che guarda anche ad iniziative che andranno avanti nel 2019, quando dal primo gennaio lei dovrà considerare qualcosa come 50 mln di euro di soldi veri alla nostra Cassa di risparmio? Intendo i 50 mln di euro che per i prossimi 25 anni devono essere riservati in maniera esclusiva a Cassa. Perchè c’è il buco di bilanco di 534 mln di euro legati anche all’azione poco virtuosa di Asset Banca. Me lo spieghi Segretario allora come fa a sostenere il pareggio. Ce l’abbiamo la chiarezza di spiegarlo agli organismi internazionali? In questi anni siamo passati dal piano di stabilità, all’operazione trasparenza, al deficit da 888 mln di euro e all’annuncio di sostegno da parte del Fmi solo per qualcos ache si avvicina ai 150-200 mln di euro. Mi chiedo se il pareggio di bilancio non serva nemmeno a mantenere una situazione ordinata agli occhi degli organismi internazioali, perchè in ordine non è. Qual è il fanatismo per portare il nostro pareggio a bilancio? Segretario, lei ha preso impegno di lavorare su questa legge di bilancio per il futuro sul concetto di equità, lo faccia a vedere a me e ai suoi colleghi. Non si limiti agli slogan e a grandi massime. Faccia in modo che con emendamenti che ancora è in tempo di presentare ci siano davvero i contributi di tutti. Perchè io alcune cose non le vedo, incluso l’istitutp di cui lei è dipendente, cioè Banca centrale.

Denise Bronzetti, Ps

Questo esercizio di bilancio non tratta minimamente quelli che sono i concetti base, se vogliamo fare un provvedimento che non sia una legge omnibus e non parli di interventi a tutto campo, di qui ai prossimi 5 anni. Dentro questa legge non c’è alcuna risorsa destinata al rilancio economico. Il tanto decantato equilibrio di bilancio con 888 mln di debito è un sogno che viene estremamente spinto anche all’interno di questa discussione. Mi permetta, mi pare un bel sogno e rimarrà tale. Come nulla c’è rispetto a interventi tesi al ripristino delle riserve di liquidità. Questi tre punti da soli sarebbero bastati per accettare un bilancio di concezione contabile di entrate e uscite, ma nulla ciò di tutto ciò nel bilancio. Ai colleghi di maggioranza, in particolare a Muratori, vorrei dire che ha un po’ stufato, anzi molto, la filippica per cui questo bilancio è fatto così perché la situazione è difficile e quelli che erano prima hanno creato questa situazione e quelli adesso all’opposizione non fanno che lamentarsi e dipingere un quadro più grave della realtà. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma con una impostzione diversa dalla vostra, con interventi veri e strutturali. Siamo pronti a fare le nostre proposte, ma smettetela a puntare il dito contro l’opposizione.Leggo l’ultimo post sui social del Segretario Zafferani in cui dice che finché non ci si siede al tavolo per la riforma previdenziale, non viene effettuato i trasferimento al fondo pensioni. Ci troviamo in stato tipico dell’oligarchia in cui chi è vicino e amico non viene toccato minimamente, mentre invece tutto il resto lo si fa, lo si deve prendere e stare anche zitti, percè se non ci si comporta bene ‘noi non mettiamo neanche più i soldi dove dobbiamo metterli’. Mi chiedo come si possa ragionare in questa maniera.

Se volete andare avanti solo con la forza dei numeri fatelo anche in questa situazione, ma prima o poi qualcuno ve ne chiederà conto.

Iro Belluzzi, Psd

La legge presentata non è altro che il prepararsi all’indebitamento pubblico, non vi sono visioni prospettiche ma un pareggio di bilancio creato attraverso una serie di tagli e senza il conferimento al fondo pensioni, in funzione di riforme strutturali da conseguire nei primi mesi del nuovo anno. Abbiamo l’indebitamento di solo 60 mln di euro ed tutti i messaggi di speranza che con una inversione di tendenza molti consiglieri di maggioranza stanno adottando.

Entreremo nel merito degli emendamenti di governo e delle forze politiche, saremmo stati portati nemmeno di partecipare alla discussione per l’approvazione della legge di bilancio e di lasciarvi con le vostre decisioni e con un percorso che fino ad oggi risulta comunque fallimentare. Basta ricordare quello che avete combinato sul sistema bancario che ha fatto lievitare da 300 mln di euro di debito pubblico agli 800 mln dichiarati. Grazie per la buona pubblicità che si vuole fare al Paese.

Faccio un appello che segue la scia di quello di questa mattina di Ciavatta, la necessità per le condizioni che stiamo attraversando di una fase costituente per un micro Stato, affinché governo e le sue politiche possano avere stabilità per chi vuole fare economia nel nostro territorio.

Farizio Perotto, Rf

L’intervento del Segretario ha tradotto lo status di San Marino, un Paese che può ripartire. In passato con un regime del sistema bancario e finanziario differente abbiamo assistito a un ingresso spropositato di dipendenti nella pubblica amministraizone, senza che ve ne fosse reale necessità, questa azione è stata etichettata come clientelismo. E’ una San Marino che non esiste più, ma le ripercussioni di quell’agire oggi le paghiamo tutti. Oggi esiste una realtà più vera, si deve abbandonare il futile e il superfluo e ognuno deva fare la sua parte, a partire da noi consiglieri e politici che dobbiamo presentare i conti dello Stato in ordine. Il disavanzo strutturale di poche decine di migliaia di euro deve impegnarci a trovare soluzioni. Il pareggio di bilancio serve per trovare riserve di liquidità.

Vanessa d’Ambrosio, Ssd

Tre sono le parole chiavi presenti nela relazione e nel pdl: sostenibilità, equità e sviluppo economico. Il pareggio di bilancio è un obiettivo strategico in questo momento, dopodichè per i prossimi anni obiettivo sarà l’avanzo di bilancio. Oggi si devono gettare le basi per avere un paese più solido. Quando si parla di contenimento della spesa pubblica si parla dell’opportunità che ha la Pa di cambiare passo, di renderla efficace ed efficiente, significa sviluppo economico perché un Pa che funziona è fattore di crescita. Gli interventi di governo e maggioranza puntano alla messa in sicurezza del bilancio dello Stato, attraverso anche le riforme strutturali che hanno come obiettivo l’equità. Se si decide di scrivere nuove regole insieme, ben venga, vogliamo confrontarci? Siamo qui, ma le regole devono essere uguali per tutti, qua si fanno riforme struturali.

Tony Margiotta, Indipendente

Non sono d’accordo con i consiglieri che esprimono soddisfazione per questo bilancio. E’ un bilancio che esprime sfiducia. Le intenzioni di maggioranza e governo sono verso la preparazione alla via dell’indebitamento e verso un finanziamento importante. E’ un bilancio che crea sfiducia anche per gli investitori che guardano al nostro territorio per creare impresa e ricchezza e crea sfiducia anche per le imprese che vivono il loro lavoro quotidiano all’interno del nostro territorio. Non posso accettare che si intervenga così pesantemente sui cittadini. Oltre al discorso del taglio degli stipendi, che non condivido, è necessario che la controparte e tutti gli attori che siedono al tavolo siano coinvolti in maniera attiva per trovare soluzioni insieme. Sulle pensioni, quando ho visto la legge di bilancio, sono rimasto basito. Qui troviamo una diminuzione della percentuale dell’aliquota non tassabile che va a discapito di tutte le pensioni. Non è un intervento equo. Poi il non dare il contributo ai fondi pensioni è un atto gravissimo, perché da legge deve essere alimentato dallo Stato per questa parte e perché può far credere di lucrare a livello di interessi al fondo pensioni. Poi mi pare una sfida a chi deve sedere al tavolo della riforma pensionistica, non porterà ad un confronto sano.

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