Home FixingFixing Lisa Gualtieri: “Il Collegio d’Europa offre molte opportunità”

Lisa Gualtieri: “Il Collegio d’Europa offre molte opportunità”

da Redazione

Le parole della dottoressa sammarinese, prima studentessa selezionata a Bruges. Il 3 aprile scadranno i tempi per presentare le candidature: l’iter e i contatti per iscriversi.

Lisa Gualtieri new

 

di Alessandro Carli

 

“Entrare in contatto con realtà più grandi della nostra consolida da una parte la percezione delle nostre piccole dimensioni, dall’altra la consapevolezza delle potenzialità di San Marino, seppure spesso non siano sfruttate”. Nel 2013 San Marino Fixing ospitò le parole di Lisa Gualtieri, prima studentessa di San Marino a frequentare il Collegio d’Europa, il prestigioso istituto internazionale di formazione post universitaria.

Ricordando che a breve scadranno i tempi per presentare le candidature per una borsa di studio di 25 mila euro (3 aprile 2018, info sul sito www.esteri.sm; i requisiti indispensabili per inoltrare domanda sono l’età massima di 40 anni, la cittadinanza sammarinese, la residenza oppure la cittadinanza di Paesi nei confronti dei quali sussistano particolari condizioni di reciprocità. Inoltre, i candidati devono essere in possesso dei titoli di studio e dei crediti richiesti per l’ammissione, ndr) e che i programmi di studio coprono le seguenti macroaree: European Economic Studies, EU International Relations and Diplomacy Studies, European Legal Studies, European Political and Governance Studies, raccogliamo l’esperienza della dottoressa sammarinese. Lisa Gualtieri è laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Bologna e che ha proseguito il proprio percorso formativo con un Master in Progettazione Europea e Internazionalizzazione delle imprese (SIOI -Roma).

 

È stata la prima sammarinese a frequentare il Collegio d’Europa. Cosa l’ha spinta, cinque anni fa, a partecipare al Bando?


“Il Collegio d’Europa è l’istituto post-universitario di studi europei più prestigioso e, nonostante nel 2012 avessi già ricevuto alcune offerte di lavoro, sapevo che frequentare questo Master sarebbe stata un’occasione di crescita unica. Infatti, i sammarinesi, raramente hanno accesso a questo tipo di borse di studio. Dopo essere stata selezionata, decisi quindi di declinare le proposte di lavoro e tornare sui libri poiché ero consapevole che il Collegio d’Europa mi avrebbe offerto molte opportunità e, in effetti, così è stato”.

 

Cosa le ha insegnato questa esperienza formativa vissuta in Belgio?

 

“Tantissimo e sotto molti aspetti. Dal punto di vista accademico è stato un grande arricchimento, in particolare per l’alta qualità dei corsi e dei docenti ma anche per i diversi metodi didattici utilizzati. Si sviluppano capacità complementari a quelle che normalmente si formano all’Università e che, personalmente, ho trovato molto utili nel mondo del lavoro. Inoltre, mi sono potuta confrontare con un ambiente diverso da quello universitario e persino dell’Erasmus, che avevo fatto qualche anno prima. Al Collegio infatti si vive a stretto contatto con colleghi provenienti da ogni parte del mondo e con diversi tipi di background, insieme ai quali si condividono lo studio e la vita quotidiana, le difficoltà e il divertimento. Si apprende quindi ad orientarsi in un contesto al contempo complesso e altamente stimolante. Infine, si tratta, senza alcun dubbio, di un’opportunità di crescita personale senza eguali: le sfide intellettuali e umane, del tutto peculiari, che si presentano nel corso dell’anno sono un modo per conoscersi meglio e per crescere. Nel suo saluto di benvenuto, l’allora Rettore ci disse che questa esperienza avrebbe cambiato le nostre vite, non ne ero troppo convinta sul momento, ma alla fine mi sono dovuta ricredere”.

 

Quali i punti di forza di questo progetto?

 

“Sicuramente il fatto che vada oltre gli schemi tradizionali dell’Università. Infatti, la didattica tende ad essere molto pragmatica e mira a preparare al mondo del lavoro. Le lezioni frontali classiche sono accompagnate, ad esempio, da esercizi pratici quali presentazioni, dibattiti, simulazioni, lavori di gruppo etc. volti ad utilizzare in modo concreto le conoscenze acquisite. Inoltre, si studia in almeno due lingue diverse e questo mette in esercizio una notevole flessibilità mentale. L’aspetto didattico è inoltre completato da un’ampia offerta di attività sportive, culturali e ricreative gestite direttamente dal Collegio o dagli studenti. Si impara, inoltre, a confrontarsi – sia nell’ambito dello studio che in quello personale- con persone estremamente diverse da noi, per lingua, nazionalità, cultura, esperienze di vita. Diversità alla quale non si è spesso esposti nelle università italiane. L’aspetto sociale è ciò che più rende il Collegio unico. Non sono solo dieci mesi di studio ma di vita intensa, durante i quali si fanno nuove e profonde amicizie, si conoscono tante persone e con esse nuovi paesi, nuove realtà e modi di vivere, al Collegio sono infatti presenti studenti di almeno 50 nazionalità diverse. Si tratta, quindi, anche di un’opportunità per fare conoscere il proprio paese di provenienza e non nascondo che San Marino ha sempre suscitato una certa curiosità”.

 

Si è imbattuta in qualche difficoltà?

 

“Il primo ostacolo è certamente di ordine amministrativo, preparare la domanda di ammissione non è semplice, così come le pratiche amministrative per la permanenza in Belgio (visto, assicurazione medica, eccetera). Tuttavia si tratta di ostacoli superabili con un po’ di pazienza e tenacia. Oltre a ciò, il carico di lavoro e l’organizzazione peculiare del Collegio hanno reso indispensabile adattare il metodo di studio e di lavoro che avevo consolidato negli anni dell’Università. In un primo momento, questa situazione può disorientare. Tuttavia, si tratta di un modo per ripensarsi ed uscire dalla propria zona di comfort e quelli che, inizialmente, sembravano ostacoli, si sono successivamente rivelati utili esercizi per sviluppare flessibilità e capacità di adattamento, strumenti utili nella vita lavorativa e non solo. In ogni caso, tutte le difficoltà sono ampiamente ripagate da quanto il Collegio offre da un punto di vista accademico e umano”.

 

Quale consiglio darebbe a chi volesse fare questo percorso formativo?

 

“Di affrontarlo con serenità, apertura mentale e curiosità, di non mollare di fronte alle difficoltà perché è un’esperienza che vale assolutamente la pena fare”.

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