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Commissione Affari Esteri: revocato l’incarico al Magistrato dirigente Valeria Piefelici

da Redazione

La notizia irrompe fin dalle prime battute della Commissione Affari esteri, finendo per monopolizzare la seduta odierna. Il report di San Marino News Agency.

 

SAN MARINO – La notizia della revoca dell’incarico al Magistrato dirigente, Valeria Pierfelici, irrompe fin dalle prime battute della Commissione Affari esteri, finendo per monopolizzare la seduta odierna. In comma comunicazioni infatti, l’opposizione commenta e chiede conto al Segretario di Stato Nicola Renzi, che ha anche la delega alla Giustizia, degli esiti del Consiglio giudiziario plenario di ieri sera.

A introdurre il tema è Francesco Mussoni, Pdcs, che definisce la revoca e la divulgazione dell’ordine del giorno finale del Consiglio giudiziario plenario “un atto che incide sulla reputazione e sulla credibilità del sistema Paese”. Gian Matteo Zeppa, Rete, calca la mano: “Qualcuno, fuori di qui, si chiederà se a San Marino è in atto un vero colpo di stato- manda a dire- io resto convinto che sia in atto”. E punta il dito direttamente contro il Segretario di Stato, criticandolo anche per la gestione delle pratiche di residenza: “Ritengo la sua persona all’interno di San Marino molto pericolosa”. Dalibor Riccardi, Psd, sottolinea il rischio che con l’allontanamento del n. 1 del Tribunale “alcuni procedimenti abbiano dei rallentamenti”. Denise Bronzetti, Ps, ribadisce il problema reputazionale rispetto l’esterno: “Il problema è che non si può pensare, né immaginare che un fenomeno di quella portata possa non avere risalto”. Federico Pedini Amati, Mdsi, chiede quale siano le responsabilità imputabili a Pierfelici: “Ho paura che sia sollevata- ipotizza- solo perché una banda ha vinto sull’altra banda”. E ancora, denuncia le ingerenze della politica, perchè “la decisione viene presa nel Consiglio plenario- puntualizza- dove c’è la parte politica”.

Da parte della maggioranza, Margherita Amici, Rf, bacchetta Zeppa per il suo intervento: “Contumelie, accuse personali e linguaggio violento, oggi qui dentro si è passato il segno”. Mentre Giuseppe Maria Morganti, Ssd, replica alle accuse di ingerenza: ” E’ ingiusto accusare la politica di volere interferire”. La decisione di rimuovere Pierfelici “è stata presa dalla stragrande maggioranza dei magistrati- assicura- da magistrati di seconda e terza istanza, le più alte sfere dei giudici”. E ancora, “sapere che nel nostro tribunale ci sono tensioni non fa bene al paese, è vero- aggiunge- ma i problemi vanno affrontati e le soluzioni possono essere dolorose”. Luca Santolini, C10, rafforza la replica dell’alleato: “Se la maggioranza di quelle persone, oltretutto quelle con più esperienza e di più alto grado, lanciano al Plenario una serie di messaggi e una richiesta così forte, il Plenario non può fare finta di niente”. Infine interviene il Segretario Renzi per scansare definitivamente le accuse di ingerenza: “Tutti i membri laici, ovvero i consiglieri della commissione Affari di giustizia- chiarisce- anche votando l’Odg di ieri, hanno fatto proprie le posizioni espresse dalla maggioranza della parte togata, dei suoi 2/3”. Ricorda quindi che “è facoltà del Consiglio giudiziario plenario prendere posizioni- prosegue- e la politica è stata così discreta da dire ‘siamo disponibili a fare nostre le posizioni della maggioranza dei togati'”.

Terminato il dibattito e il comma Comunicazioni, i lavori proseguono fino al comma 3, nomine e revoche di rappresentanti diplomatici e consolari, in cui il Segretario di Stato Renzi annuncia tra le altre le nomine di Osvaldo Bevilacqua, Ministro a disposizone di San Marino, del maestro Andrea Bocelli, Ambasciatore a disposizione per San Marino, infine di Antonella Mularoni, nominata Ambasciatore a disposizione per seguire il progetto di internazionalizzazione. Dopo le nomine, la seduta termina e i lavori riprenderanno domani mattina alle 11.

Di seguito una sintesi del lavori odierni.

Comma 1. Comunicazioni

Nicola Renzi, Segretario di Stato per gli Affari Asteri

Riferisco sulla missione Reggenza con la Commissione Ue e il presidente Tusk, un incontro cordiale dove la delegazione sammariense ha potuto presentare preoccupazioni, aspettative e ambizioni sul negoziato. C’è stato un ascolto pieno da parte di Tusk che ha ben presente le specificità di questo negoziato. La Reggenza ha colto l’occasione per invitarlo a San Marino. Ci eravamo poi presi un impegno in base a un Ordine del giorno, per confrontarci nello specifico sul negoziato. Proporrei la data del 15 marzo per una commissione Esteri sia nell’ufficialità o i modo diverso in altra sede, come sarà ritenuto più opportuno dai commissari. Chiedo ovviamente che i lavori non vadano per radio e pubblicamente diffusi, in modo che possiamo confrontarci con crismi di riservatezza sui testi.

Altro riferimento sul Memorandum of understanding, siglato con l’Argentina, che riprende i rapporti con un Paese amico e riprende aspetti di istruzione, cultura, turismo. Conto di avere a San Marino una visita del ministro del Turismo. Abbiamo poi visitato i luoghi in cui sorgerà l’Expo’ che si terrà a Buenos Aires, credo da questo Memorandum ci sia un buono spunto per lavorare e arrivare ad accordi in ambito settoriale. Il rapporto bilaterale con l’Argentina è un fatto importante, è il punto di partenza per aprire contatti con l’America del Sud.

Francesco Mussoni, Pdcs

Questa commissione si occupa anche dell’immagine e della reputazione del Paese. Il comunicato stampa che ho letoo questa notte, riferito alla revoca dell’incarico del commissario dirigente Valeria Pierfelici, dal mio punto di vista è un atto che incide sulla reputazione e sulla credibilità del sistema Paese. La politica deve cercare di comporre le questioni e non di espellere risorse e figure che nel tempo hanno garantito stabilità al sistema. Poi non possiamo, dalle sedi istituzionali, emettere sentenze senza garantire il diritto alla difesa per i destinatari.

Questo tipo di azione politica credo incida sulla percezione del sistema Paese, non solo all’interno, ma anche all’esterno. Non è una questione di governo e maggioranza, ma del sistema. Ritengo sia responsabilità del governo e anche sua, Segretario, di evitare forme di comunicazioni che possano rispondere magari ad un’esigenza politica, ma non a un’esigenza di tenuta della credibilità di sistema Paese. E’ tema che questa commissione deve discutere. Oggi emerge il messaggio che c’è conflitto tra politica e magistratura e non la corretta applicazione della legge, lo dico senza polemica. Noi sappiamo che la legge deve essere applicata con estrema chiareza, ma su questa questione credo ci siano state forzature abbastanza evidenti.

Gian Matteo Zeppa, Rete

La figura del Segretario Renzi con doppia delega alla Giustizia e agli Esteri è quanto meno strana, dovrebbe tutelare la giustizia e, allo stesso tempo, fare in modo che le normative in Commissione Esteri siano tutelate, ma anche qui dentro ci sono forzature. Rispetto quanto accaduto ieri sera: fare passare l’allontanamento del magistrato dirigente è qualcosa, anche a livello di pubblicità per San Marino, che è difficilmente giustificabile.

Il Segretario stesso, che ha anche delega alla Giustizia, dovrà giustificare questa cosa, porterà il suo punto di vista. E al di là dei comunicati stampa, qualcuno si chiederà se a San Marino è in atto un vero colpo di stato. Io resto convinto che sia in atto. Ci ritroviamo qui con una parte importante della società sammarinese che gestisce la certezza del diritto- a chi dare residenza o meno, se quelle società possono fare o meno concorrenza leale alle aziende sammarinesi- invece chi dovrebbe gestire il diritto tratta tutto in modo dispotico. Ne momento in cui ci troviamo di fronte atti di forza in questa commissione, ci dobbiamo porre domande. Parimento, sull’atto di ieri è difficile parlarne in un normale iter di questa commissione, ma c’è un fortissimo deficit democratico. Ritengo la sua persona all’interno di San Marino molto pericolosa, non si possono disquisire aspetti gravi della giustizia o delle residenze.

Jader Tosi, C10

Reputo improprie le cose dette prima di me. Anche io son molto preoccupato, per quello che è stato scritto da una testata giornalistica da giorni, con dovizia di particolari, su alcuni giudici che sono stati messi in discussione ma nessuno ha preso la loro difesa. Il Consiglio Plenario ha espresso la volontà di non avere un dirigente, esistono le istituzioni autonome per dire cosa è giusto o meno e per prendere scelte. La giustizia non è una cosa che si deve vedere in una persona, ma nel fuzionamento generale della giustizia. Siamo da oltre un anno in uno stato di decadenza politica, si cade nel populismo assurdo. La politica seria è quella che fa le cose per il Paese, ricordiamocelo.

Altro tema, le elezioni in Italia, ci rendiamo conto come la democrazia viva momenti alternanti che danno corpo alle regole democratiche che la governano. Il populismo e l’alzare i toni hanno prodotto una situazione tale al nostro Paese vicino che non ha portato a un governo che porti l’Italia verso un’ottica europea e di sviluppo. Faccio invece un plauso alla legge elettorale sammarinese che alla fine del percorso ha dato un risultato univoco di un governo che può governare il Paese.

Pasquale Valentini, Pdcs

Questa notte, quando è uscito il comunicato, ci si doveva preoccupare di dire che la revoca del magistrato dirigente non è competenza del Consiglio giudiziario plenario Mi dovete spiegare in quale dettato legislativo è scritto che la Commissione giustizia può trasferire i verbali al Consiglio giudiziario plenario e dove è scritto che un presidente di commissione che si dimette è obbligato a convocare la Commissione. Questi sono per voi fatti per cui possiamo farci qui, in modo ipocrita, le ramanzine su cosa è la democrazia, ma siamo in una situazione di sconvolgimento istituzionale. Stiamo stravolgendo l’ordine istituzionale, non facciamo queste prediche ma facciamo il contrario, diciamo di riportare l’azione nel suo percorso ordinario, si può fare azione di sindacato, ma non revocare un magistrato dirigente. Chi ha rilevato leconseguenze negative sull’immagine del Paese deve essere non redarguito, ma rigraziato. E’ inaudito come si sta reagendo.

Stefano Palmieri, Rf

La comunicazione deve essere fatta in modo corretto da tutti. Mi dovete allora dire se firmare un comunicato in cui si dice che c’è colpo di Stato è corretto per il Paese. Questo me lo dovete dire. E’ qualcosa di cui non andare fieri e mi fermo qui. Così come l’attacco del commissario Zeppa verso il Segretario di Stato e il governo mi sembra fuori luogo. Rifaremo un dibattito sulla Giustizia, ma non è questo l’ambito. Così come sul negoziato con l’Europa ci confronteremo in modo serio. E mi compiaccio dell’accelerazione e che nel 2018 si possa trovare definizione per l’accordo verso l’Europa. Riportiamo i lavori nel suo ambito, di giustizia ne parleremo presto, abbiamo un convocazione del Consiglio per la prossima settimana.

Dalibor Riccardi, Psd

Oggi l’immagine che diamo verso l’esterno del Paese, rispetto il nostro tribunale, non ci fa vedere in modo positivo. C’è il rischio che alcuni procedimenti abbiano dei rallentamenti, per lo meno, e all’esterno l’immagine più brutta che diamo è che, quando il tribunale ha iniziato a indagare su delle operaizoni svolte da alcune istituzioni, a quel punto il magistrato dirigente non andava più bene. La lettura che vedo è questa. Appena si è aperto il fascicolo sulla questione ‘Titoli’, si è partiti sulla volontà di revocare l’incarico al magistrato dirigente. Sicuramente bisognava porre giusta attenzione all’interno del tribunale, perché qualcosa che non va c’è, ma probabilmente una soluzione migliore si poteva trovare, piuttosto che lasciare un tribunale senza magistrato dirigente e rimuoverlo in un momento di questo tipo, quando si sta per emettere il giudizio sui famosi titoli ‘spazzatura’ o in cui ripartono procedimenti in cui si mescolano interessi e politica.

Poi su quanto detto Palmieri che ha parlato di accelarazione su Europa: io ad oggi di accelerazioni non ne ho viste. Mi risulta siamo ancora fermi al palo ovvero alla discussione con i due paesi che condividono con noi il percorso. Sulle elezioni politiche italiane: purtroppo il populismo e la demagogia oggi prevalgono e chi urla più forte purtroppo vince. Questo governo sicuramente parlerà bene con chi governerà in Italia. Mi auguro molte affermazioni fatte dalla coalizione vincente siano riviste perché spot eletotrali e mi auguro il buon senso prevalga. La legge elettorale- vado in controtendenza con l’opposizione- anche secondo me è buona, merita una rivisitazione sul ballottaggio, ma a me non dispiace. Oggi in questa commissione mi aspetterei un riferimeto sull’attualità, senza riferimenti nello specifico, ma un riferimento in merito a quanto accaduto è doveroso.

Denise Bronzetti, Ps

Quanto avvenuto ieri non può essere relegato a una commissione preposta. E’ innegabile che la vicenda giustizia è quella, insieme alle notizie riferite al settore bancario e finanziario, che ha tenuto banco per mesi. Tutta l’eco che c’è quotidianamente, ad opera dei mezzi di informazione, si dice che non fa bene al Paese. Il problema è che non si può pensare, né immaginare che un fenomeno di quella portata possa non avere risalto. Ognuno farà quello che deve fare in ordine agli strumenti che mette a disposizione la legge, rispetto ad una vicenda che sarà importante. Stiamo parlando di un potere dello Stato e di conflitti tra poteri dello Stato, benché si voglia sminuire, ma la cosa sta nei fatti se siamo arrivati, dove siamo arrivati. Non stupiamoci se poi la stampa estera interviene.

Giuseppe Maria Morganti, Ssd

Mi ha fatto molto piacere il riferimento del Segretario Renzi sulla visita dei Reggenti da Junker che ha consentito un’accelerazione dei rapporti per definire l’accordo, bene l’audizione in Commissione esteri per sapere tutti le direttrici su cui ci si sta muovendo.

Sull’ultimo tema sollevato legittimamente da alcuni colleghi: la difesa dell’ immagine dello Stato è sì una prerogativa di questa commissione, ma ci sono inesattezze. Il Consiglio Giudiziario in forma plenaria non interferisce assolutamente con la funzione giudiziaria e lo dobbiamo dire. Non c’è alcun tipo di ingerenza sull’autonomia di giudizio dei singoli magistrati, non ci sarà un’azione di freno e depistaggio che possa compromettere il buon funzionamento delle indagini e dei processi in corso. L’organo di controllo dei magistrati è il Consiglio giudiziario ordinario, composto da tutti i magistrati della Repubblica. La sua visione è stata portata al Consiglio plenario, sono stati severi ma non hanno subito nessun tipo di influenza da parte della politica che ha solamente certificato la loro posizione, occorre assolutamente dirlo. Anche se si tratta di funzioni amministrative e organizzativo e non riguarda per nulla la funzione di giustizia, la decisione è stata delineata all’interno del consiglio giudiziario ordinario, composto dai soli magistrati. E’ ingiusto accusare la politica di volere interferire, è un giudizio inappropriato. Purtroppo la decisione è venuta in modo ruvido, ma con altrettanta garanzia, posso confermare che la decisione è stata presa dalla stragrande maggiorana dei magistrati, ma dai magistrati di seconda e terza istanza, le più alte sfere dei giudici. Sapere che nel nostro tribunale ci sono tensioni non fa bene al paese, è vero, ma i problemi vanno affrontati e le soluzioni possono essere dolorose. Io ho stima grandissima del commissario Pierfelici, per i contributi dati alla giurisprudenza è alle istituzioni, è stato un percorso molto doloroso quello che si è concluso ieri sera nel Consiglio giudiziario plenario. La figura designata – non nominata perché sarà convocata una riunione apposita- il dottor Ferroni assolverà bene il suo ruolo perché non appartiene a nessuna “parte” della magistratura. Non c’è nessun intento sanzionatorio, se non quello di seguire quello che i magistrati più esperti hanno voluto e richiesto e il Consiglio giudiziario plenario non poteva fare diversamente.

Nicola Selva, Rf

Oggi non capisco più in che Commissione sono, visto che parliamo di giustizia. Non conosco i lavori del Consiglio plenario di ieri, ho letto il comunicato di oggi e concordo le decisioni non sono da definirsi alla politica in quell’ambito. Dare del pericoloso a un segretario di Stato non mi sembra poi opportuno, non mi pare il modo di scendere così nel personale. Su residenze elettive possiamo fare il più ampio dibattito, ma sono state votate in aula durante il Consiglio Grande e generale di qualche mese fa. Non si deve imputare al Segretario quello che si sta facendo oggi, il segretario ha il nostro mandato per andare avanti. Non credo che l’effetto mediatico negativo sia causato da questa maggioranza e dal segretario di Stato, si deve avere più buon senso, anche da parte di chi strumentalizza ogni situazione per dare un effetto mediatico.

Margherita Amici, Rf

Contumelie, accuse personali e linguaggio violento, oggi qui dentro si è passato il segno. Credo tutti qui abbiano a cuore l’immagine di San Marino. La frase ‘lei è un pericolo per questo paese’ viene detta non viene portata a nessuna argomentazione a sostegno di questa affermazione, si è passati oltre, il commisario Zeppa ha sempre questa abitudine di elevarsi sopra di noi, maggioranza e governo, e anche oggi non ha persol’occasione per farlo. È molto bravo a urlare e accusare, ma poco accorto ad indirizzare le accuse. Poco nobile e irrispettoso istituzionalmente è puntare il dito contro una carica istituzionale e dire ‘lei è pericolo del paese’. La violenza verbale è pericolosa, fatta di accuse sguarnite di fatti a loro sostengo. Sento ancor aparlare di conflitto di attribuzione tra porteri dello Stato. Il collegio garante è l’organo della magistratura al pari di altri giudici e si è già espresso in merito e ha declinato questa ipotesi. Chiedo di smettere di fare cesellature su misura a sostegno proprie opinioni.

Federico Pedini Amati, Mdsi

Ho sentito la solita lezione su cosa dobbiamo dire, ogni volta ci sono dei professori e in particolare in un partito elitario che richiama alle pagelle e ai modi di comportamento qua dentro..ma mi chiedo: qual è il luogo in cui commentare quello che è successo no più tardi di 10 ore fa, l’aver sollevato dal suo incarico un magistrato dirigente? Tra poco inizia il Consiglio Grande e Generale, con un suo Odg già avviato, c’è una commissione con il segretario per la Giustizia, dove dovremmo parlare? Poi i toni…ho sempre pensato che la politica e il Consiglio non dovessero in alcun modo interferire, neanche solo prendere atto, nelle nomine dei giudici con la magistratura. Perché a San Marino non ci sono più procure, ma un tribuale unico e che quanto successo ieri dimostra che ci sia inevitabilmente una parte politica che fa ingerenze. Morganti ci dice che c’è volonta dei magistrati stessi, ma la decisione viene presa nel Consiglio plenario dove c’è la parte politica, e come si fa a dire che non c’è ingerenza da parte della politica?

In Italia il Csm è presieduto dal presidente della Repubblica e non partecipa neache un parlamentare della Repubblica italiana. Ricordo come il governo del 2008 cadde su un odg votato per ingerenze sui magistrati da parte dell’ex segretario Stolfi. Forse di governi ne sarebbero dovuti cadere altri, di ingerenze ce ne sono state tante e mi auguro sia fatta chiarezza. Perchè ci sono tifoserie e ingerenze. Non ho capito quale responsabiltà così grande sia imputabile al magistrato dirigente, a due anni dalla fine del suo incarico. Ho paura che sia sollevata solo perché una banda ha vinto sull’altra banda, è questa è la cosa grave. Le ingerenze sulla magistratura, per quanto mi riguarda, sono una pratica mai cessata, da parte dei poteri forti, imprenditori ma anche politici.

Luca Santolini, C10

E’ doveroso intervenire dopo gli interventidi chi in quel particolare consesso del Consiglio giudiziario plenario non c’è. Se si cercano le motivazioni della decisione presa, il segretario le potrà dare, ma basta oggi aprire siti di informazioni per leggere chiaramente le motivazioni prese ieri sera dal Consiglio Giudiziario Plenario che sono scritte all’interno dell’Odg pubblicato integralmente.Compito del Consiglio giudiziario plenario è garantire il corretto funzionamento del tribunale, per questo si è discusso, il tribunale è fatto di persone e se la maggioranza di quelle persone, oltretutto quelle con più esperienze, e di più alto grado, lanciano al plenario una serie di messaggi e una richiesta così forte come è stato fatto, il Plenario non può fare finta di niente. Il collega Pedini ha parlato di ingerenze della politica sulla magistratura. A mio avviso si poteva parlare di ingerenze se la politica avesse guidato il plenario a prendere decisioni contrarie da quelle espresse così chiaramene dai giudici. Se la politiche avesse fatto forzature che portavano a prendere decisioni contrarie a quelle dei giudici, forse si poteva correttamente parlare di ingerenze da parte della politica sul tribunale. Non credo che, alla luce di quello che anche prima ha correttamente descritto collega Morganti, si possa parlare di ingerenze della politica, tanto meno finalizzate a fermare processi in corso, come denunciato dall’accusa di colpo di Stato. Non vedo come la decisione presa ieri da parte togata, di avere un cambio nei vertici del tribunale, possa in qualche modo portare il giudice a cambiare opinione sul giudizio relativo a quel procedimento.

Alessandro Bevitori, Ssd

Intervengo in comma comunicazione perché dobbiamo rispondere all’Ufficio industria sugli adempimenti relativi al monitoraggio sulle pratiche di residenza che dobbiamo autorizzare. Dal 2010-2015 l’ufficio industria ci dirà se le licenze sono ancora attive o meno, dal 2015 in avanti avremo una griglia tra impegni assunti e quanto realizzato, dopodichè dovremmo valutare se questo dovrà essere mantenuto o meno.

Sds Nicola Renzi, replica

Capisco l’intervento del commissario Mussoni, io stesso sto vivendo questi giorni con grande preoccupazione perché le cose che stiamo trattando non sono semplici. Preoccupazione e uno stato d’animo personale non sereno, perché mi dispiace dal punto di visto personale e umano le cose che stanno accadendo. Il rapporto instaurato con il magistrato dirigente è sempre stato improntanto dalla stima, quindi ho profondo dispiacere anche per l’interpretazioni per le dinamiche che stano accadendo. Voglio fornire la mia visione dei fatti che credo sia anche quella della maggioranza. E’ giusto preoccuparsi dell’immagine del nostro Paese, ma non può evitare che non siano risolti i problemi se si presentano. Il percorso ha avuto i suoi inizi ad ottobre quando c’è stata l’audizione del magistrato dirigente in Commissione Affari Giustizia. Non confondiamo date ed effetti, allora è iniziato qualcosa. Non è stato un percorso repentino. Nel tempo ho contato più di 70 fra articoli informatici e di stampa che parlavano della questione, spesso non parlando della questione stessa, ma descrivendo ipotesi e gettando fango su una o l’altra persona, fossero magistrati o congiunti di magistrati. Cerchiamo di comunicare nei modi adeguati, certamente, ma oggi queste preoccupazione sono espresse da chi ha firmato un comuncato stampa su un colpo di Stato in atto.

Non credo ci siano ingerenze e contrapposizione tra bande, tutti i membri, laici, consiglieri della commissione Affari di giustizia, anche votando l’Odg di ieri, hanno fatto proprie le posizioni espresse dalla maggioranza della parte togata, dei suoi 2/3. Quando si parla di rispetto delle istituzioni, c’è il principio democratico in cui ognuno ha libertà di parola e di esprimere proprie idee e su quelle idee si prendono posizioni, è facoltà del Consiglio giudiziario plenario prendere posizioni. E la politica è stata così discreta da dire ‘siamo disponibili a fare nostre le posizioni della maggioranza dei togati’. Pedini Amati ha citato il Csm italiano, è presieduto da presidente della Repubblica e ha al suo interno membri laici, sono votati dal parlamento italiano e vicini alla forza politica che li ha indicati. La composizione del consiglio giudiziario plenario è così da tanto tempo non è che oggi si può dire che c’è un colpo di stato o che è sbagliata la legge. Non facciamo passare il pricipio che il nostro impianto istituzionale è da terzo mondo, mentre per gli altri l’istituto della magistratura è completamente avulso dalla politica. E’ autonomo, anzi di più, nel fare sentenze, e non è il governo o il magistrato dirigente di turno che ha libertà di influire sulla libertà di giudizio dei magistrati nel corso loro procedimenti.

Riflettiamo sulla stampa, ma mi pare che ieri sera si era deciso di rendere note le decisioni finali del Consiglio giudiziario plenario, non ho problema a rendere note tutte le cose fatte. Qualora si decidesse di renderle noti non mi opporrò in nessun modo. Il Consiglio giudiziario plenario ha deciso di rendere noto l’Odg votato e così gli uffici hanno fatto. Stessa prassi usata anche in altre circostanze, se finita la riunione è stato votato di rendere noto quell’Odg, gli uffici adempiono a questo.

Pensare o dire che facciamo cose contro l’interesse del paese e sentirsi liquidati sulla base di fatti presunti o veri dispiace. Gli attacchi mi determinano ad andare avanti con ancora più convinzione, siamo uno Stato di diritto e ci si può battere perle proprie opinioni. Lei consigliere Zeppa ha un’idea del Paese molto diversa dal mio, ma la rispetto. Ma ci so oregole che non possono essere messe in discussione. Ha parlato delle residenze elettive che sono legge votata dal Consiglio grande e generale.

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