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Franco Cardini, il XXII Corso dell’Università d’Estate 2017 e le non-risposte del Governo

da Redazione

Nell’imminenza dell’apertura dei lavori del 22° Corso dell’Università d’Estate della Repubblica di San Marino, che si terrà presso la Sala della Fondazione Cassa di Risparmio dal 21 al 22 luglio prossimo, ed in merito alle fumose voci che hanno cercato di ostacolarne la realizzazione, il professor Franco Cardini, Medievista di fama internazionale e Presidente della Fondazione Paneuropea Sammarinese ha rilasciato la seguente intervista, indirizzata ai media, al Governo ed ai Cittadini della Repubblica di San Marino.

 

Professor Cardini, Lei è stato l’ispiratore della prima edizione dell’Università d’Estate della Repubblica di San Marino, che quest’anno celebra il suo 22° corso. Era il luglio 1996. Da autentico ed entusiasta Europeista, cosa è cambiato da allora all’interno del “sogno europeo”?


“Sono cambiate le prospettive, sono cadute le speranze, sono svanite le illusioni. Ed è apparso chiaro l’inganno. L’Unione Europea non è, non ha mai voluto essere (al di là di quanto magari speravano De Gasperi, Adenauer e Schuman) Unione politica: è stata una sorta di organizzazione economico-finanziaria, qualcosa di più di un puro Zollverein. Il punto è che era travestita da organizzazione politica, con tanto di governo (la Commissione), di consiglio dei ministri (il Consiglio), di parlamento (il Parlamento). Ci siamo caduti. Molti di noi hanno addirittura pensato che quella fosse l’Europa Unita: si aspettavamo una costituzione che ci dicesse se eravamo federazione o confederazione e una vera organizzazione statuale, a cominciare da un esercito. Molti – e io fra loro – sapevano bene che non era così, ma aspettavamo e speravamo che la cosa maturasse in quella direzione. Ormai è chiaro che così non è stato perché non poteva essere. Siamo all’Anno Zero, più qualcosa di costoso e di malinteso. Il punto da risolvere è se azzerare tutto e ricominciare (ma quando?) o obbligare il poco che c’è a diventare qualcosa di diverso. Personalmente, con molti dubbi, sono per l’ipotesi B: temo che il bambino ammalato potrebbe a questo punto esser buttato via insieme con la molta e rivoltante acqua sporca del bagnetto”.

 

L’attenzione verso il Mediterraneo e il Medio Oriente, verso l’Oriente ortodosso e le radici culturali dell’Europa storica sono da allora fino ad oggi il perno centrale del lavoro dell’Università d’Estate di San Marino, assieme all’attenzione verso i Piccoli Stati europei. A suo parere, quale contributo può dare un Piccolo Stato come San Marino all’odierno dibattito sulla crisi (certa) e sulla auspicata rifondazione dell’Unione Europea?

 

“Quella adeguatamente indicata da un antico proverbio arabo: quando scende la notte non cercar di lottare contro le tenebre, ma tieni accesa la lampada”.

 

Lei è Presidente della Fondazione Paneuropea Sammarinese, l’ente che da anni organizza l’Università d’Estate di San Marino. Quest’anno il suo XXII Corso è stato realizzato grazie alla solidarietà concreta di molti Enti e Cittadini privati, fra i quali spicca la Diocesi di San Marino-Montefeltro. Questo in quanto, sempre per la prima volta in 22 anni, la Segreteria di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica non ha dato alcuna risposta, né positiva, né negativa, alla richiesta di Patrocinio da parte della Fondazione Paneuropea Sammarinese, e questo a causa di presunte “voci” di irregolarità amministrative che non hanno avuto alcun riscontro da parte degli Enti di controllo sammarinesi. Come può interpretare questo singolare atteggiamento?


“Sono da molti anni membro del Consiglio Scientifico della Scuola Sammarinese di Studi Storici (SSSS), esemplarmente diretta dal Collega e Amico Luciano Canfora. Considero pertanto, pur non essendo sammarinese, la Repubblica di San Marino la mia seconda patria. Come Presidente della Fondazione Paneuropea Sammarinese sono sorpreso e allarmato dalle “voci” di irregolarità amministrative, ritengo che esse coinvolgano implicitamente anche la mia immagine pubblica e – dal momento che sono arrivato grazie a Dio a settantasei anni senza che nemmeno un lontano sospetto potesse intaccare la mia fama d’integrità morale – esigo a questo punto da parte del Governo sammarinese una parola chiara che dissipi questi dubbi dichiarandone l’infondatezza oppure li precisi: nel secondo caso, sono pronto a far fronte ad essi riparando eventuali errori involontariamente commessi e dichiarandomi a piena ed assoluta disposizione per porre loro riparo. Sono disponibile ad accogliere con massima lealtà e piena umiltà ogni addebito e ad accettare ogni eventuale conseguente carico, ma in piena coscienza riaffermo la mia assoluta onestà e diffido chiunque dal dubitarne. Quanto alla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, debbo ricordare ai responsabili di essa che alle domande si può ben rispondere con un rifiuto, anche tacendo il motivo di esso: ma la risposta è obbligatoria. Ritengo offensivo il loro silenzio e ne attendo adeguata riparazione.”

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