Home FixingFixing IAM srl, gestione rifiuti: preferite i “monoimballati” ai “poliaccoppiati”

IAM srl, gestione rifiuti: preferite i “monoimballati” ai “poliaccoppiati”

da Redazione

Alcune “vaschette” sono fatte di più materiali e sono poche le persone che lo “suddividono” e lo conferiscono nelle apposite categorie.

 

di Mirkare Manzi

 

Più e più volte abbiamo trattato il tema degli imballaggi. Come i nostri lettori certamente ricorderanno, i nostri consigli hanno spaziato dalla scelta di materiale “usato” – quindi carta di giornali, eccetera – sino alla cosiddetta “second life”, ovvero il dare una nuova “possibilità” agli “incarti”, anche di stoffa (mi è capitato di vedere alcune confezioni di regali in cotone o lana. A proposito, visto che siamo quasi in prossimità di San Valentino: non escludete di “confezionare” il regalo in una calda sciarpa. Potreste fare un “doppio”, gradito e utile pensiero), di legno (un esempio, le cassette utilizzate per contenere le bottiglie di vino) o di cartone.

Ma veniamo al dunque. Come detto, parliamo di imballaggi. Non sempre però li possiamo scegliere. Pensate a quando andate a fare la spesa: molti prodotti vengono “offerti” già confezionati. Come muoversi quindi, magari pensando anche all’ambiente? Il mio consiglio è quello di “fermarsi” – naturalmente lì dove si può – sui prodotti sfusi. Purtroppo i tempi sempre più stretti a causa del lavoro, spesso “spingono” le persone ad acquistare i prodotti “già pronti”.

Se potete, e se il negozio dispone di un’area in cui il cliente può scegliere, fermatevi al “self service”. So bene – anch’io ho una famiglia e quindi cosa significhi andare a fare la spesa – che gli scaffali dei negozi e delle grosse catene spesso “mettono” in esposizione prodotti già confezionati: pasta, detersivi, legumi, eccetera.

Ecco: se il tempo è poco e soprattutto se non c’è la possibilità di “servirsi da sé”, il mio consiglio è quello di scegliere i prodotti “monoimballati” e non quelli “poliaccoppiati” (anche se il termine più corretto è “Imballaggio Composito poliaccoppiato”). Non spaventatevi davanti a queste “parolone”. Sarò più chiaro: per “monoimballati” intendo confezioni di un solo materiale, come ad esempio la carta o la plastica o il vetro, che ha sempre un “recupero”.

Per “poliaccoppiati” invece una degli esempi più facili da riconoscere è il vassoio dei pasticcini che, oltre al cartone, ha spesso un velo dorato o argentato, non sempre recuperabile. Ma non solo.

Il dilemma è quasi amletico. Come muoversi quindi? Prendiamo una bottiglia. Se c’è un tappo o una parte separabile interamente costituita di plastica o di cartone, questa può essere separata e gettata in quella specifica. Ma di solito rimane ancora il dubbio sul resto della confezione. Dove buttarla? E se sbaglio? E se la composizione dell’involucro non è in lingua italiana?

Un altro esempio quindi. Alcune “vaschette” sono fatte di più materiali e sono poche le persone che lo “suddividono” e lo conferiscono nelle apposite categorie.

Facciamo infine un “giro” ideale con il carrello della spesa. Ci fermiamo davanti allo scaffale dei piselli. Brick o metallo? Senza dubbio il secondo. Il brick, di tetrapak, spesso finisce in discarica e quindi non viene recuperato.

Ci spostiamo in un altro settore, quello dei succhi di frutta. Anche qui, dove possibile, optate per il vetro o per la plastica.

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