Home NotizieSan Marino Legge elettorale, approvata la preferenza unica

Legge elettorale, approvata la preferenza unica

da Redazione

Il Consiglio Grande e Generale ha approvato in seconda lettura il progetto di Legge che cambia la normativa elettorale, recependo l’indicazione referendaria: alle prossime elezioni si voterà quindi con la preferenza unica

 

I lavori del Consiglio Grande e Generale proseguono con il dibattito, previsto al Comma 7, sul primo dei progetti di legge che recepiscono la volontà referendaria, quello relativo alla preferenza unica. Prima dell’esame dell’articolato la Reggenza, dopo aver riunito l’Ufficio di presidenza, verifica che non ci siano opposizioni al voto palese rispetto agli articoli e al progetto di legge, che viene poi approvato con 50 voti a favore. L’Aula prosegue quindi con il dibattito relativo al Comma 8, “Disposizioni relative al superamento del quorum e alle condizioni di ricevibilità del referendum di iniziativa popolare”.

Di seguito un estratto degli interventi, raccolti da SMNA.

Comma 7 – Progetto di Legge Qualificata “Modifiche alla Legge 31 gennaio 1996 n.6 e successive modifiche – Disposizioni relative al voto di preferenza” (II lettura)

Giancarlo Venturini, segretario di Stato agli Interni

Il corpo elettorale si è espresso favorevolmente circa la possibilità di manifestare un’unica preferenza per un unico candidato. Gli effetti sono due: la reintroduzione della preferenza per l’elettorato estero e la diminuzione delle preferenze da 3 a 1 per i residenti. Le modifiche sono state sottoposte al vaglio del Collegio garante, che ha espresso parere favorevole alla proposta di legge presentata. Si va ad attuare la volontà popolare. Propongo votazione palese.

Mariella Mularoni, Pdcs

Dobbiamo attenerci alla volontà dei cittadini. Il popolo ha dato un orientamento di un certo tipo. Sulla modifica della legge ho molte perplessità. La legge non ci metterà al riparo dalle cordate. Chi ha a disposizione un certo numero di preferenze può comunque dirottarle. Si danneggiano i giovani e le donne. Limitare a una preferenza significa dare vantaggio ai già noti. Con una sola preferenza chi ha risorse economiche da investire sarà avvantaggiato. Anche la preferenza di genere, che alcune colleghe hanno suggerito, non credo si possa descrivere come una conquista. Se una persona vale, lo fa a prescindere dal voto di genere. Ritengo che per valorizzare il ruolo delle donne ci sia un problema culturale grave da risolvere, che non si risolve con una legge. Il 50% fra uomini e donne nelle liste sarebbe bilanciato.

Alessandro Mancini, Ps

Siamo chiamati a certificare l’esito del referendum. Le ragioni del “no”, che la mia forza politica aveva sostenuto, sono note. Siamo convinti che le possibili distorsioni legate alle cordate rimarranno anche con la preferenza unica. I giovani e le donne affronteranno le elezioni con difficoltà. Il Ps sostiene questo progetto di legge, lo voterà favorevolmente. Spero nel voto palese.

Francesca Michelotti, Su

Il responso popolare ha indicato una strada che dobbiamo percorrere. Perché siamo democratici e ligi al dovere di rappresentanti. La preferenza unica nuocerà alla presenza delle donne nella politica e nel Consiglio grande e generale. Voterò questo provvedimento con una grande amarezza nel cuore. Ricomincerà la mattanza dei viaggi elettorali, saranno ripristinate le condizioni per una finta democrazia. Per chi resterà significa ricominciare da capo.

Mario Venturini, Ap

In questo momento occorre rispettare la volontà popolare. Al di là di ciò che avevamo sostenuto durante la campagna referendaria, voteremo a favore delle leggi che accolgono il quesito. Ap voterà a favore. Spero nel voto palese.

Mimma Zavoli, C10

Il voto espresso dalla cittadinanza è sovrano. E’ avvenuto in ambito democratico, sulla spinta di tante considerazioni e situazioni che non sempre sono state semplici da approfondire. Alla base di quel quesito c’era una formula non lineare e chiara. Si riduce la possibilità di scelta. Si reintroduce la preferenza agli esteri. A mio modo di vedere è un passo non in avanti, ma piuttosto uno stallo. I giovani e le donne in Aula non aumenteranno. Rendendo omaggio a nonne, mamme e sorelle che hanno fatto in modo che io oggi possa essere qui, dichiaro il mio voto contrario.

Nicola Selva, Upr

Diamo seguito a quello che ci hanno chiesto i cittadini.

Maria Luisa Berti, Ns

La nostra posizione è stata contraria rispetto al quesito durante la campagna referendaria. Il risultato è chiaro e inequivocabile. Non so se l’adozione della preferenza unica, come ha pensato chi l’ha proposta, risolverà problematiche come il voto di scambio e le dinamiche clientelari. Non agevolerà di certo giovani e donne. Siamo disponibili al voto palese. Ho apprezzato la lealtà del consigliere Zavoli. Non voterò eventuali emendamenti sul voto di genere.

Vladimiro Selva, Psd

Il Psd aveva dichiarato la sua contrarietà a questo quesito per le ragioni evidenziate da molti. Con un’unica preferenza ci può essere difficoltà per chi si affaccia in politica. Il problema della rappresentanza femminile c’è anche ora con le 3 preferenze. Le origini forse sono altre rispetto alla preferenza unica. I partiti dovranno svolgere meglio il proprio ruolo di promozione di donne e giovani. Il Psd ha un segretario donna. Ho la sensazione che i voti siano legati più al singolo che al partito. Un eccesso di personalizzazione ha portato a fuoriuscite dai gruppi consiliari. Chi prenderà 400 voti si sentirà di rappresentare se stesso piuttosto che il partito. Giusto votare con voto palese.

Augusto Casali, Ps

La legge impone al Congresso di Stato di redigere una proposta di legge che recepisce i quesiti referendari, come fatto correttamente in questa occasione. Non credo che gli elettori non abbiano capito. Hanno votato in massa per arrivare alla preferenza unica. Oggi noi dobbiamo prendere atto della volontà popolare e legiferare di conseguenza. Il risultato è chiaro e inequivocabile. Con la preferenza unica secondo me ci sarà un rinnovamento vero, perché entreranno in Consiglio più persone libere. Le cordate saranno più complicate. Sul voto estero non si devono avere timori. In passato c’è stato uno scempio, è vero. Ma oggi il pericolo delle cordate non c’è più. Quindi viene meno la ragione di negare ai residenti all’estero un diritto sacrosanto. Il segretario teme ci possano essere scherzetti con il voto segreto. Più di un consigliere in prima lettura aveva dichiarato che avrebbe votato contro la proposta di legge. Non mi stupirei. E nemmeno se arrivasse un voto contrario. Gli elettori non sarebbero molto contenti di tornare indietro nel tempo.

Luca Santolini, C10

Oltre a quanto elencato, cioè i problemi per chi è meno conosciuto, per i giovani e per le donne, penso che il problema sia la personalizzazione della campagna elettorale. Si sgomiterà per emergere, anche nelle liste. E’ pericoloso. Sui cittadini esteri non si è mai riuscito a ragionare sul collegio estero. Non se ne è mai voluto discutere. Rispetto alla possibilità di rivedere la normativa nel suo complesso, trovo difficile che le riflessioni in futuro verranno fatte da chi è stato eletto con la preferenza unica. Sarà necessario un nuovo referendum per correggere le distorsioni. Voterò favorevolmente, anche se a malincuore.

Elena Tonnini, Rete

Finalmente arriviamo alla votazione di questo progetto di legge che rispetta appieno il quesito referendario. Ci auguriamo che non ci siano emendamenti che rischiano di dare interpretazioni, come per esempio correttivi. Il parere della cittadinanza deve essere recepito, non corretto. Non credo ci siano difficoltà a procedere con la votazione palese. Mi auguro si possa procedere in questa maniera.

Roberto Venturini, Pdcs

Il referendum ci costringe a tradurre in legge la volontà popolare. Mi auguro che non vengano presentati emendamenti. Auspico che non ci sia nessuno che chiede la votazione segreta. Se qualcuno è contrario alla legge abbia almeno il coraggio di dichiarare il voto contrario.

Guerrino Zanotti, Psd

Questo Consiglio grande e generale non può fare altro che accogliere la richiesta fatta attraverso referendum. Sono convinto anche io che l’accoglimento dell’istanza referendaria porterà a una forte personalizzazione della politica che non serve al Paese e che già in passato ha dimostrato come possa essere deleteria. Il Psd voterà con favore al Pdl. Anche noi ci associamo alla richiesta di voto palese sull’intero progetto di legge.

Manuel Ciavatta, Pdcs

Il nostro gruppo consiliare voterà favorevolmente alla legge, nonostante non sia per niente d’accordo sull’esito del referendum, consapevoli che porterà alla distorsione nelle elezioni dei candidati perché i giovani saranno svantaggiati. I giovani avranno meno chances rispetto a chi è già presente. Dobbiamo crescere nell’affrontare i referendum dal momento che si ricorre sempre più a questo strumento.

Oscar Mina, Pdcs

Il quesito va recepito in toto, senza varianti, anche se il voto estero tornerà prepotentemente alla ribalta. Non si elimineranno le distorsioni, ma verrà stravolto il modo di votare e fare le proprie scelte. Noi sosterremo questo Pdl, siamo fortemente convinti e proporremo votazione palese.

Andrea Zafferani, C10

Al di là delle considerazioni espresse in campagna referendaria, su questo quesito ci eravamo espressi per il ‘no’, subito dopo ci siamo espressi per recepire la volontà popolare, pur rappresentando un passo indietro. Noi avremmo preferito un intervento più complessivo con l’istituzione di un collegio estero. Si dovrà intervenire prima possibile su questo anche se non sarà facile.

Giovanni Francesco Ugolini, Pdcs

Il nostro Paese e la collettività non avevano bisogno di un ulteriore elemento di incertezza. Governo, parlamento e partiti dovevano dimostrarsi un punto di riferimento certo. Ora invece siamo di fronte all’ennesima campagna elettorale. Il popolo va rispettato e nel referendum si è espresso. Noi come Dc in campagna elettorale abbiamo espresso la nostra posizione sui 4 quesiti e le nostre maggiori perplessità riguardavano proprio il tetto sulla retribuzione e la preferenza unica. Ma non è più tempo di fare valutazioni, ma di essere adempienti. Mi auguro questo parlamento abbia la dignità di rispettare volontà cittadini, votando questa legge.

Gian Matteo Zeppa, Rete

Sono stranito da questo dibattito che torna ad essere da campagna elettorale. Il quesito era molto chiaro. Smettiamo di dire che la cittadinanza non l’ha capito. Ciò che sceglie la cittadinanza è sovrano. Basta dibattiti sul referendum. La cittadinanza ha già scelto. Si chiede votazione palese, significa che non c’è fiducia. Se c’è paura delle truppe cammellate del voto estero, allora chiediamo intervento dell’Osce. Basta delegittimare i lavori dei comitati referendari. Voterò in modo palese quello che la cittadinanza ha deciso.

Luca Beccari, Pdcs

E’ un diritto per un consigliere esprimere il proprio parere in Aula. Un conto è invece la nostra responsabilità di fare una legge che recepisca l’esito referendario, un conto è dire che un consigliere perde tempo in Aula se esprime il suo parere. Anche io voterò favorevolmente questa legge, contento che sia aderente all’esito del referendum e convinto che non sia questo il luogo per i correttivi. Non ho nessun problema se vogliamo accordarci per ovviare al regolamento e votare tutti palese. Ma bisogna che sul tema della legge elettorale, quest’Aula nella prossima legislatura faccia una riflessione seria.

Andrea Belluzzi, Psd

A Zeppa: ho sostenuto che il quesito fosse negativo per il Paese ma non sono frustrato per questo. Lo sono invece ogni volta che un referendum taglia in due il Paese. E lo è stato per tutti e 4 i referendum. Il consigliere deve rispondere al suo elettorato ma se si esprime un parere forte contro la maggioranza referendaria non è vietato. Rispetto la volontà popolare, ma questa legge aprirà tutta una serie di falle, ingiustizia e percorsi pericolosi in una realtà piccola come la nostra. E’ una norma che influirà fortemente sull’esito elettorale di novembre.

Alessandro Cardelli, Pdcs

Credo questo passaggio sia superfluo, dal momento che la volontà popolare si è espressa. Rendiamo applicabile l’esito referendario senza ulteriori critiche. Il voto è un atto dovuto. La vera sfida è cosa succederà domani. E se vogliamo dare governabilità al Paese saranno necessari altri interventi, come alzare soglia per l’eleggibilità delle liste. Il dibattito di oggi è scontato. Mi auguro nessuno chieda il voto segreto.

Grazia Zafferani, Rete

Sottolineiamo la preoccupazione che questo Pdl non subisca variazioni tramite emendamenti e che si cambi così quanto chiesto dalla cittadinanza. Concordo che siamo qui a rappresentare i cittadini e dobbiamo portare a termine le loro decisioni.

Federico Pedini Amati, Lsm

Si è svolto un referendum, non facciamo altro che prendere atto delle preferenze dei cittadini. Mi auguro non siano presentati emendamenti per cambiare quanto previsto. La Consulta da tempo ha richiesto incontri alla politica per discutere sulla possibilità di ritornare ad avere diritto fondamentale del voto di preferenza. Si può dire qualsiasi cosa, ma non possiamo essere noi ad indagare sui voti di scambio, solo la magistratura può farlo. Riconfermo voto favorevole mio e del consigliere Lazzari a queste norme, se non modificate da un emendamento.

Marino Riccardi, Psd

Il testo recepisce pienamente il quesito referendario. Il rispetto della volontà popolare è importante. Alcuni consiglieri di sesso femminile hanno manifestato la loro contrarietà alla preferenza di genere. Credo sarebbe offensivo per una donna. Sul voto estero forse qualcosa si poteva fare, se non veniva staccata la spina al governo in maniera anticipata. Chiedo che ci sia la volontà piena di votare per alzata di mano o chiamata.

Denise Bronzetti, indipendente

La mia posizione era di forte contrarietà. Non solo per una questione di genere, ma perché credo che chi, per ragioni economiche e di tempo, potrà permetterselo, potrà mettere in dubbio la presenza in Consiglio di chi non ha alle spalle caratteristiche come queste, o come una famiglia di un certo tipo. Mi fanno sorridere gli appelli alla votazione palese della legge. Ciò nasconde altro. Il fatto che siano i partiti maggiormente rappresentativi a farlo fa pensare a una bella resa dei conti interna rispetto all’esito delle preferenze nella prossima consultazione popolare. Questa sarebbe la prova provata che la preferenza unica non risolve quanto riferito. Chi è ben certo di contare su un numero importante di voti sta tranquillo.

Massimo Cenci, Ns

Questo intervento avrà effetti importanti e li avrà da subito. Sulla composizione del Consiglio e sulla modalità di svolgimento della campagna elettorale. La preferenza unica, credo, potrà rappresentare uno stimolo per i partiti per predisporre una rosa di candidati il più rappresentativa e qualificata possibile. La preferenza unica mette tutti sullo stesso piano. Cadono alibi che spesso si sentono. Si è distinto fra uomini e donne, ma non fra consiglieri più o meno adeguati. La preferenza unica va anche in questa direzione. In passato tanti bravi giovani sono stati bloccati dalle cordate.

Rispetto al voto estero, responsabilizzare le comunità potrebbe essere una cosa da fare.

Un cittadino che può esprimere una sola preferenza darà un voto più ponderato, l’eletto sarà più responsabilizzato. Dal mio punto di vista personale la preferenza unica può essere un elemento positivo. Spero non ci siano emendamenti. Il mio voto sarà favorevole, anche quello del mio gruppo.

Marco Podeschi, Upr

Upr aveva chiesto di fare questo provvedimento a luglio con procedura d’urgenza. C’è timore verso noi stessi, mi fa ridere. Non ci fidiamo di noi e lo diciamo anche alla radio. Non penso che riducendo le preferenze gli elettori cambieranno partito. I partiti avranno la capacità di regolare un confronto sano fra i loro candidati? Il problema sarà la qualità di chi starà in quest’Aula fra qualche tempo. Chi è più conosciuto avrà più possibilità di avere la preferenza, come in molti altri Paesi. Nelle ultime elezioni alcuni candidati si sono impegnati con campagne in cui hanno investito molto, ma non sono stati eletti. Chi spende denaro per ciò lo dovrà documentare. Vedremo se le liste punteranno su candidati preparati oppure se assisteremo alle dinamiche che conosciamo.

Roberto Ciavatta, Rete

Abbiamo sostenuto il “sì” al referendum. Chi doveva mettere mano alla legge elettorale se non il governo in carica? Un governo che non risponde alle problematiche del Paese si trova di fronte a una cittadinanza che imposta la scaletta al suo posto. Si parla dei tanti svantaggi della preferenza unica.

Si parla di personalizzazione. Non c’è stata nelle ultime elezioni, e in quelle precedenti? Nulla impedisce ai partiti di dare indicazione di non votare le persone più conosciute. Noi l’abbiamo fatto e continueremo a farlo. Io chiederò di non votare il sottoscritto. Sono più conosciuto di altri e penso che qualche voto mi arriverà lo stesso. Il clientelismo in grande parte è interno, non estero. Se non ci sarà voto palese mi riprenderò mentre voto.

Franco Santi, C10

Voterò “sì” alla legge in maniera palese. Questa discussione è allucinante. Gli esiti dei referendum hanno mostrato il preoccupante distacco della politica dal Paese. Qual è il ruolo dei partiti? Di chi dedica il suo tempo alla questione pubblica? Sembra che non si riescano a recepire le esigenze della cittadinanza. Non si tratta di recepire il quesito. In gioco c’è molto di più.

Gerardo Giovagnoli, Psd

Nessuno ha presentato emendamenti. Ci vorrebbe un automatismo, se va recepito il testo elaborato dal Congresso di Stato e accettato dal Collegio garante. La preferenza unica creerà problemi: non catastrofi ma leggeri impedimenti. La proposta limiterà alcune possibilità sui giovani e sulle donne. Potrei essere smentito. Ne avremo la prova fra circa due mesi.

Luigi Mazza, Pdcs

Prendiamo atto della volontà popolare e ne diamo attuazione. In questi giorni termino il mio impegno politico. Nel 1988 sono entrato in Consiglio con la possibilità di esprimere 6 preferenze. Era difficile. Il problema principale è uno: serve un grosso lavoro culturale di tutti i partiti. Spetta ai partiti stimolare il rinnovamento. Il problema è culturale ed è nei partiti. Sono da sempre favorevole al collegio estero. Ogni modifica elettorale implica un diverso rapporto con la cittadinanza, una diversa fase organizzativa. Ci sarà un modo diverso di presentare i candidati al corpo elettorale.

Francesca Michelotti, Su

Mi sento umiliata. Siamo trattati come un branco di cialtroni falsi e meschini. Mi sono adeguata alla volontà della maggioranza non perché temo di essere svergognata sui social media, come qualcuno ha annunciato di fare, ma perché sono stanca di combattere una battaglia contro la diffidenza e la sfiducia. Non vedo l’ora che tutto questo finisca, che si vada a elezioni. In un Consiglio così non ci potrò più stare. Aspetto con ansia l’ultimo Consiglio. Questa umiliazione non la voglio più vivere.

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento