Home NotizieSan Marino Consiglio Grande e Generale: il dibattito sulla sanità

Consiglio Grande e Generale: il dibattito sulla sanità

da Redazione

Tony Margiotta: “La presentazione della legge sulle libere professioni era non idonea”. Il report di San Marino News Agency.

 

SAN MARINO – I lavori consiliari riprendono con il dibattito sulla sanità previsto al Comma 12.

Di seguito un estratto degli interventi della seduta notturna.

Comma 12. Riferimento e dibattito in materia di sanità: a) Dibattito sulla organizzazione dei servizi sanitari, a seguito dell’approvazione dell’Ordine del Giorno in data 23 luglio 2015 sulle questioni riguardanti il personale medico dell’Istituto per la Sicurezza Sociale b) Riferimento del Segretario di Stato per la Sanità e la Sicurezza Sociale sul settore socio-sanitario e successivo dibattito c) Votazione Ordine del Giorno presentato dai Gruppi Consiliari di Unione per la Repubblica, Sinistra Unita e Civico10 affinché il Congresso di Stato accerti il perdurare dei presupposti di nomina del Direttore Generale dell’I.S.S. di cui alla Delibera n.17 del 29 luglio 2014 e per un riferimento in merito entro il 31 marzo

Tony Margiotta, Sinistra Unita

La presentazione della legge sulle libere professioni era non idonea. L’Aula non era convinta, compresa la maggioranza, compreso il partito che il Segretario rappresenta. Se il Segretario aveva necessità di mettere mano a quel regolamento, doveva condividere un percorso per discutere dell’argomento e arrivare a una soluzione condivisa. Così non è stato. C’è stato il referendum, il Segretario di Stato ha avuto un insuccesso politico che a mio avviso doveva portarlo alle dimissioni.

Se si voleva fare cassa, lo si doveva fare con la spending-review. Credo che la scelta di riformare tutta la medicina di base, portando qui in Aula questa soluzione, abbia portato ancora più caos. File, code, i medici che dovevano rispondere al telefono. Una situazione peggiore dei campi profughi che vediamo in questo momento in televisione. Ciò è dovuto a una visione sbagliata del sistema ISS, che fino a qualche anno fa era il fiore all’occhiello dell’intera Europa. Era paragonato ai sistemi sanitari scandinavi.

Denise Bronzetti, Indipendente

E’ onesto sostenere che qualche problema all’ISS c’è. A livello di servizi erogati, di servizi che non ci sono più, di richieste del corpo sanitario. L’ISS dovrebbe avere una modalità diversa di appartenenza al settore pubblico allargato. Non troverei nulla di strano nel tenere il personale amministrativo nella PA, ma toglierei tutto il corpo medico, sanitaria e parasanitario. Mi spiace che, per scelte mancanti a livello politico, le soluzioni tardano ad arrivare. Il referendum sulla libera professione è stato incompreso dalla cittadinanza. Ho detto nella maggioranza che abbiamo sbagliato nella comunicazione. La libera professione medica è praticata in Italia e anche altrove.

C’è da capire qual è il futuro della struttura ospedaliera. Di fronte alle problematiche che l’ISS vive quotidianamente, dispiace sentire che i sindaci non hanno ritenuto a posto il bilancio. Ciò dovrebbe destare preoccupazione. Che cosa non va bene? Cosa non ha funzionato? Cosa è stato trascurato? Che cosa deve diventare il nostro ospedale? Di fronte alle emergenze che ci sono all’ISS, serve essere chiari nelle scelte, che devono essere condivise. Mi aspetto una prospettiva chiara e una risposta immediata ai problemi. Non lasciamo tutto così.

Milena Gasperoni, Psd

Appartengo al Psd, che ha nella propria storia politica il fatto di aver ideato e realizzato l’ISS. Noi non siamo disposti a fare nemmeno un passo indietro. Dobbiamo affrontare i problemi che nel 2016 abbiamo. In commissione abbiamo ascoltato riferimenti molto analitici. I problemi sono nella organizzazione e nel reparto sanitario. Siamo rimasti colpiti e sorpresi dalla relazione del collegio sindacale. Con lucidità ha riassunto le grandi malattie di cui è affetto l’istituto. Crediti dubbi, personale amministrativo insufficiente, mancanza di presidi interni di controllo, grande crisi di liquidità. Ciò che si chiede è individuare i problemi e le responsabilità. Si rende improcrastinabile una forte riorganizzazione organizzativa dell’ISS. Perché negli anni passati non è stata fatta?

La campagna mediatica non fa altro che allontanare il paziente dal medico. E’ quanto di più devastante si possa verificare. Il paziente deve avere fiducia nella propria struttura sanitaria. E’ positivo che si faccia una riorganizzazione. Se non funziona bisogna tornare indietro. Ci vuole coraggio, apprezzo chi ha il coraggio di farlo.

Credo ci si dovrebbe concentrare su alcune specialità, di grande qualità, e non avere un po’ di tutto. Bene l’inserimento dell’ospedale nella rete. Perché bisogna attingere alle migliori esperienze e professionalità.

Nicola Selva, Upr

Ribadisco la qualità dei servizi che oggi abbiamo. Parlo più da cittadino che da politico. Perché i medici se ne vanno via? Cosa si fa per risolvere il problema? Si dice che non siamo competitivi rispetto alle zone limitrofe. Mi risultano code nelle farmacie. Il sistema informatico non funziona. Ma scherziamo? E’ un prodotto scadente? Chi l’ha chiesto? Quanto l’abbiamo pagato? Il collegio dei sindaci revisori non firma i bilanci, perché non sono chiari. Non abbiamo i dati chiari del bilancio dell’ISS. Di fronte ai problemi, si riunisce il comitato esecutivo per esaminare le urine dei consiglieri. In due giorni. Mi meraviglio degli altri Segretari di Stato. Scherziamo? C’è un complotto dietro? E’ vergognoso. Facciamo ridere, di fronte a chi sta male. Gli accertamenti, in Aula, li farei sullo stato patrimoniale, con relativo accertamento del tenore di vita fatto dall’Ufficio Tributario. Qui la politica non fa più quello che deve fare. Chiedo che nell’ordine del giorno vengano aggiunte le dimissioni del Segretario e del comitato esecutivo.

Maria Luisa Berti, Noi Sammarinesi

Parto da una considerazione critica. L’approccio deve essere di rispetto della critica e del pensiero altrui. Non mi è piaciuta l’autoritaria diffida del direttore Caruso rispetto ai medici che dovevano partecipare a una serata pubblica sul tema ISS. Sono indiscutibili le difficoltà del settore. Vedo che al Segretario non interessa. Quello che dico non importa, pazienza. Riconosco il valore del nostro personale sanitario. Colgo malessere nel personale medico e amministrativo. Forse non viene valorizzato il buon lavoro che tutti cercano di svolgere. Spesso si sentono critiche che bisognerebbe contenere per valorizzare il buono che c’è nel sistema. Ricordo quando fu realizzata la centrale termica. Un intervento interno all’istituto, che ha garantito un risparmio. Quindi delle capacità ci sono, e vanno valorizzate, non sempre criticate. I medici devono avere continuità e un giusto riconoscimento economico. Ci sono casi in cui i medici prendono meno degli infermieri. L’ambito sanitario non può essere parificato alla PA. Manca la cura del paziente. Lo vedo nella medicina di base di mia appartenenza.

Federico Pedini Amati, Indipendente

Una volta esternalizzavamo molti tipi di operazioni. Oggi non più. Non va bene in assoluto. L’esame delle urine sulle droghe lo faccio per una mia soddisfazione personale. Per dirmi che non mi drogo e vederlo scritto su un foglio. Non lo faccio perché è imposto da un decreto. Spero non ci siano complotti, magari viene fuori dalle analisi che faccio uso di oppiacei. Questo difetto non l’ho mai avuto. Io sono uno dei pochi che non fa parte di nessuna commissione. Mi aspettavo di esprimere un’opinione durante l’audizione in commissione. Non mi è stato possibile farlo. La prossima volta chiedo di fare l’audizione in Consiglio, così tutti possono partecipare alla discussione. C’è stato un dato allarmante. Quello dei sindaci dell’organismo. Hanno detto che gli ultimi 2 bilanci dell’ISS non sono stati approvati, con non-opinion, che è l’indicazione più grave. Ci saranno delle responsabilità se il bilancio non è stato approvato. Ci sono problemi di liquidità, di esigibilità dei crediti. Abbiamo un debito nei confronti dell’Italia di circa 29 milioni di euro.

Franco Santi, Civico 10

La relazione del comitato esecutivo, che non abbiamo potuto analizzare in maniera approfondita, è molto articolata. E’ una relazione che scarica le responsabilità sulle passate governance. Dalla relazione emerge un disallineamento fra i vertici ISS e il governo, e il resto della PA. Di chi è la responsabilità dei ritardi, delle non decisioni, delle decisioni sbagliate?

Le criticità sul personale sono dovute a una non competitività del nostro sistema. Si sapeva da tanto tempo. Serviva un progetto di legge per regolamentare i nostri professionisti sanitari. E’ un’emergenza. Il ritardo sul fabbisogno è subito o voluto?

Il collegio dei sindaci revisori ha fatto emergere una situazione drammatica sul deficit di persone della parte amministrativa dell’ISS. Ciò causa inefficienza, diseconomie. Sulla gestione dei rifiuti c’è una parte della relazione che è allucinante. Chi è il responsabile di questo settore?

Mario Venturini, Alleanza Popolare

O le passate gestioni hanno compiuto errori grossolani o illeciti, o vanno chiarite le responsabilità dell’attuale gestione. L’istituto è una macchina complessa. Lo dimostrano i contenuti degli interventi dei consiglieri. Ci sono problemi come la fuga dei medici. Altri, di minore gravità, come la gestione tecnica. Questa distinzione serve. Non è un problema drammatico lo smistamento delle telefonate. Ci sono problemi di natura organizzativa che fanno capo al comitato esecutivo. Sono menzionati in tante interpellanze. Diamo loro la valenza che hanno. Abbiamo parlato di file nelle farmacie, interruzione temporanea dell’attività di screening. Sono problemi di natura organizzativa che vanno risolti. Abbiamo avuto garanzia sul fatto che verranno risolti, vedremo.

Poi c’è la vera criticità: la fuga dei medici. Se manca chi fornisce l’assistenza, il sistema crolla e la centralità del paziente va a farsi benedire. Noi stiamo affrontando il problema.

E’ stato commesso un errore. La stabilizzazione tutta in un calderone. Mentre la Sanità aveva particolari esigenze.

Ivan Foschi, Sinistra Unita

Si è andati avanti attingendo in maniera discrezionale, con procedure presentate con interventi tampone, senza affrontare la situazione del fabbisogno. Siamo in alto mare. Ci stiamo avviando alla fine della legislatura. Il rischio è che si manchi l’obiettivo. Le misure più discusse sono state adottate in quest’Aula e poi sconfessate dai cittadini, come nel referendum delle libere professioni, o come le indennità di malattia. Sono insuccessi, buchi nell’acqua uno dietro l’altro. In un altro Paese avrebbero portato il Segretario alle dimissioni. La seconda bocciatura del bilancio dell’ISS doveva portare a qualche riflessone sul piano politico, ma così non è stato.

Enrico Carattoni, Psd

Il dibattito è stato esaustivo. In commissione sono stai dati elementi mai posti all’attenzione della politica. Il primo modo per cercare di migliorare è ammettere che le criticità ci sono. Il Segretario ha fatto, in alcuni casi, autocritica. La prima parte dei problemi riguarda il comparto amministrativo. E’ necessario accogliere i suggerimenti dei sindaci revisori per una più snella gestione della cosa pubblica all’interno dell’ISS: rimangono i vincoli del passato. Non si è investito sulla sostituibilità negli uffici. E’ un punto dal quale partire. Un caso fra tutti gli appalti: acquisti per milioni di euro l’anno, e c’è una sola persona. E se sta male cosa facciamo? L’altro ammodernamento che va fatto riguarda l’ambito sanitario. La riorganizzazione della medicina di base ha creato disagi. Bisogna fare retromarcia.

Luca Beccari, Pdcs

Ho ascoltato le esperienze personali dei consiglieri. La qualità del servizio sanitario si esprime con fattori complessi. Non con un questionario di soddisfazione dei clienti come in autogrill. Se uno Stato vuole determinare quale è il livello dei servizi, deve tenere conto certamente del giudizio dell’utenza, ma anche degli standard dell’OMS. Occorre capire quali sono i livelli di qualità possibili con le risorse che lo Stato mette a disposizione e con le regole che lo Stato stabilisce. Non possiamo pretendere una sanità di qualità e non tenere conto delle regole del mercato e del lavoro. Si continua a pretendere di creare a San Marino l’ennesimo microcosmo in cui le regole che valgono dappertutto da noi non valgono, o valgono diversamente. Non possiamo pensare di avere dei presidi di livello, scordandoci di quello che c’è fuori confine. Non possiamo pensare che le regole del mercato del lavoro che valgono in tutto il mondo da noi valgono in maniera diversa.

Potremmo arrivare a un punto di gestione ottimale oltre il quale non si potrà andare. Ottimizzati i costi, da qualche parte dovremo cercare forme di finanziamento della Sanità. Ho sentito esprimere giudizi negativi, ma non si considera il quadro generale. In Italia con l’aziendalizzazione del sistema sanitario, si sono fatte scelte che sono andate anche a sfavore dell’utenza. Ci sono problemi di budget, di numeri. Ciò a San Marino non succede.

Francesco Mussoni, Segretario di Stato alla Sanità

Quando ho parlato di gestioni precedenti, non era per non assumermi responsabilità. La responsabilità politica è mia. Ho consegnato una rendicondazione del fatto e del non fatto. Ci sono linee politiche. Il precariato e il fabbisogno sul personale hanno un’incidenza importante. I concorsi nel nostro Paese sono troppi anni che non ci sono. Sui medici, credo che gli vada riconosciuta la professionalità, l’umanità. Sui medici qualcosa si è fatto. Con l’accordo con il sindacato si è intervenuti sul livello retributivo. Con l’Università di Modena e Reggio Emilia ci sarà la possibilità di inserire posti in specialità per i sammarinesi.

Mario Venturini, Alleanza Popolare

Quando ho parlato di riferimenti al passato, non mi riferivo a lei, Segretario, ma a qualche tecnico attuale. Il problema più urgente è quello relativo ai medici ospedalieri.

Elena Tonnini, Rete

Sulla libera professione, non è vero che non sono emerse perplessità durante l’audizione. Il collegio dei sindaci fa presente che non c’è un corretto trattamento fiscale.

Franco Santi, Civico 10

La realtà del nostro ospedale non è comparabile con le strutture fuori territorio. La linea politica volta alla messa in rete è obbligatoria per San Marino. Ben vengano gli accordi. E’ necessario che i nostri servizi vengano accreditati.

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento