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Cooperazione fiscale, la legge per lo scambio di informazioni

da Redazione

Previsti anche l’aggiornamento di diverse norme e la ristrutturazione operativa del CLO. Pronto il testo unico che accorpa tutti gli impegni assunti a livello internazionale.

 

di Daniele Bartolucci

 

La “Cooperazione Fiscale Internazionale”, il cui principio cardine è lo scambio di dati, diventa Legge a San Marino. Il progetto è infatti approdato in Consiglio Grande e Generale e stabilirà, in futuro, le regole e gli impegni per rapportarsi con tutti gli altri Stati facenti parte degli accordi internazionali.

Tanti accordi internazionali, una sola legge: “La Repubblica di San Marino ha deciso di accelerare il proprio percorso verso la cooperazione internazionale in materia fiscale, con l’obiettivo (raggiunto) di essere inclusa, a pieno titolo, tra le giurisdizioni cd. ‘cooperative'”, scrive il Segretario di Stato alle Finanze, Gian Carlo Capicchioni, nella relazione che accompagna l’atto. “Nel contesto di tale percorso per l’adeguamento agli standard internazionali di trasparenza e cooperazione tra Stati, la Repubblica di San Marino ha avviato le negoziazioni per la conclusione di trattati bilaterali sullo scambio di informazioni con un numero sempre crescente di giurisdizioni. Ad oggi, il Paese ha sottoscritto circa 50 accordi specifici sullo scambio di informazioni con molti Paesi membri dell’Ue e dell’OCSE, tra cui l’Italia. Gli accordi sottoscritti sono conformi ai principi in materia contenuti nell’art. 26 del Modello OCSE e nel Modello di TIEA dell’OCSE del 2002, come sopra sinteticamente delineati. Non meno rilevanti appaiono gli obiettivi conseguiti sul piano dello scambio automatico di informazioni a livello multilaterale. San Marino ha infatti ratificato e dato esecuzione alla Convenzione multilaterale, come modificata dal Protocollo del 2010.

In data 29 ottobre 2014 durante l’incontro del Global Forum on Transparency and Exchange of Information for Tax Purposes dell’OCSE tenutosi a Berlino, la Repubblica di San Marino ha espresso ufficialmente il proprio impegno ad implementare lo Standard globale sullo scambio automatico di informazioni finanziarie, approvato definitivamente dall’OCSE il 21 luglio 2014, sulla base dell’art. 6 della Convenzione multilaterale. Infine, con l’obiettivo di sviluppare le relazioni e i rapporti di amicizia con gli Stati Uniti d’America ed assicurare una effettiva cooperazione in materia fiscale tra i due Paesi, è stato sottoscritto l’Accordo diretto ad agevolare l’applicazione della normativa statunitense FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act). Si rende quindi necessario”, avverte Capicchioni, “disciplinare in modo sistematico, esaustivo (in un testo normativo unitario) e in conformità con gli accordi internazionali, gli impegni assunti dalla Repubblica di San Marino sul versante della cooperazione fiscale”. Inoltre “l’adesione allo Standard globale sullo scambio automatico di informazioni in materia fiscale, avvenuta nell’ottobre del 2014, così come la sottoscrizione dell’Accordo FATCA con gli Stati Uniti, implica l’impegno ad attuare le procedure necessarie a garantire l’adeguata verifica e la disclosure da parte delle istituzioni finanziarie sammarinesi nei confronti dell’autorità sammarinese competente (l’Ufficio Centrale di Collegamento), la quale è tenuta a trasmettere i dati ricevuti alle autorità competenti degli altri Stati contraenti”. A questo punto “appare necessario aggiornare il quadro legislativo nazionale di riferimento, estendendolo al contempo a tutte quelle forme di cooperazione fiscale che oggi la Repubblica di San Marino si è impegnata a garantire, alle giurisdizioni contraenti, nel contesto degli accordi e delle convenzioni sottoscritti”.

Per questo, in via transitoria, il Titolo VII della Legge ” contiene disposizioni dirette a disciplinare la fase del ‘passaggio’ dalla vigente disciplina a quella introdotta dalla Legge medesima. Inoltre, vengono indicate le disposizioni dell’ordinamento sammarinese vigente le quali devono ritenersi abrogate per effetto dell’entrata in vigore del nuovo testo legislativo”.

 

SI RINNOVA LA STRUTTURA OPERATIVA DEL CLO

Se le leggi e norme andranno aggiornate e ‘unificate’, occorre anche “ridisegnare la struttura organizzativa e operativa dell’Ufficio Centrale di Collegamento”, annuncia Capicchioni. “Infatti, come già anticipato dalla Delibera n. 14 del Congresso di Stato adottata nella seduta del 31 marzo 2015, che istituiva un gruppo tecnico di lavoro finalizzato all’implementazione dello “Standard for Automatic Exchange of Information in Tax Matters” (AEOI), gli interventi di adeguamento comportano l’esigenza di prevedere un fabbisogno dinamico e speciali procedure di assunzione e formazione del personale in modo da rendere più efficace ed efficiente l’intervento dell’Ufficio stesso che riveste il ruolo di autorità competente in materia di scambio di informazioni”. A partire dalla composizione e i requisiti di arruolamento del personale da destinare all’Ufficio, prevedendo concetti “rafforzati” di “incompatibilità” rispetto ad altre figure impiegate nella Pubblica Amministrazione e “rimarcando l’autonomia e l’indipendenza del CLO rispetto alla struttura amministrativa degli altri uffici pubblici, proprio per garantire, a livello internazionale, una più efficace azione”. Viene dato ampio risalto, inoltre all’obbligo alla riservatezza e al segreto rispetto alle informazioni che vengono acquisite e trasmesse, al fine di garantire il corretto trattamento dei dati e la tutela dei diritti dei contribuenti. “Questo scopo deve essere raggiunto attraverso un rigido sistema di accesso, da parte di terzi soggetti, sia ai locali fisici in cui è collocato l’Ufficio che alle informazioni conservate anche nei sistemi elettronici e attuando tutte le politiche necessarie affinché l’utilizzo improprio, il danneggiamento o la perdita di dati sensibili vengano evitati attraverso l’implementazione di appositi presidi di sicurezza fisica e informatica”. Inoltre, per attuare i compiti di istituto, “il CLO deve poter accedere a tutte le informazioni contenute nelle banche dati della pubblica amministrazione necessarie allo svolgimento di tali funzioni e deve poter ottenere la collaborazione di altri uffici e autorità, sia pubbliche che private, nel caso in cui l’accesso alle informazioni non sia possibile da attuare direttamente. Tali procedure vengono attuate sulla base di specifiche disposizioni normative e particolari protocolli definiti con le altre autorità nazionali”, pertanto, “la Legge in esame prevede un accenno alle modalità operative da seguire a seconda delle diverse tipologie di assistenza internazionale, quali, in particolare, lo scambio di informazioni su richiesta, lo scambio spontaneo e, soprattutto lo scambio automatico demandando, per maggiore specificità, ad appositi provvedimenti”.

Il trattamento dei dati per l’interscambio in materia fiscale “richiede una serie di attenzioni dal punto di vista del loro trattamento ed in funzione della riservatezza”. Infatti, “se da un lato le istituzioni finanziarie, l’Ufficio Centrale di Collegamento e gli organismi preposti devono, in base agli accordi sottoscritti, poter ricevere e gestire le informazioni a carattere finanziario nell’ambito degli obblighi di cooperazione assunti, dall’altro lato occorre garantire, attraverso procedure organizzative ed attraverso le opportune tecnologie, la protezione di tali informazioni, tutelando il diritto alla riservatezza dei soggetti a cui fanno capo”. Nel Titolo V della Legge “Cooperazione Fiscale Internazionale” vengono disciplinate le misure a tutela della confidenzialità e riservatezza delle informazioni scambiate ai sensi della Legge medesima, nonché degli accordi bilaterali e multilaterali a cui essa fa riferimento.

In particolare: le modalità di raccolta e trattamento dei dati personali e le informazioni oggetto dello scambio in materia fiscale. “Gli elementi essenziali vanno visti nell’ottica di ricevere unicamente le informazioni oggetto dello scambio di informazioni, del trattamento di queste in conformità alla legge, dell’utilizzo di standard di sicurezza e di misure tecniche ed organizzative per la protezione delle informazioni contro accessi o trattamenti non consentiti, sul presupposto che solo le persone autorizzate possono utilizzare tali informazioni; le modalità operative per l’acquisizione, la trasmissione e la memorizzazione delle informazioni, sulla base altresì di specifico regolamento adottato dal Congresso di Stato con parere obbligatorio del Garante per la tutela della riservatezza; gli obblighi di informazione nei confronti del Garante, da assolversi tramite comunicazione da parte delle istituzioni finanziarie coinvolte nello scambio di informazioni, nonché da parte degli altri soggetti incaricati e/o responsabili. Si prevede altresì una revisione tempestiva dei profili di abilitazione e disabilitazione nel caso di revoca degli incarichi con la previsione secondo cui gli obblighi di riservatezza permangono anche dopo la cessazione dell’incarico. Sono, infine, contemplate sanzioni per il mancato rispetto di obblighi e prescrizioni e per la violazione del principio di riservatezza, anche in via accidentale”.

 

INTRODOTTO E REGOLATO LO SCAMBIO DI INFORMAZIONI

“La cooperazione fiscale internazionale individua nello scambio di informazioni tra Stati la sua più importante espressione”, spiega il Segretario Capicchioni. Lo scambio di informazioni, come noto, trova la sua principale regolamentazione nell’art. 26 del Modello di Convenzione contro le doppie imposizioni dell’OCSE, per cui le autorità competenti degli Stati contraenti scambiano le informazioni “prevedibilmente rilevanti” (per evitare di ‘pescare’ informazioni non attinenti) su richiesta di una delle due parti. Tale possibilità è stata poi estesa tramite il Modello di Tax Information Exchange Agreement, predisposto dal Global Forum Working Group on Effective Exchange of Information, costituito da rappresentanti degli Stati membri dell’OCSE e da delegati di Aruba, Bermuda, Barhain, ISOle Cayman, Cipro, Isola di Man, Malta, Mauritius, Antille olandesi, Seychelles e Repubblica di San Marino. “Se, in passato, lo scambio di informazioni su richiesta era ritenuto un meccanismo sufficiente a garantire un certo livello di trasparenza, le peculiarità dei fenomeni di elusione ed evasione fiscale realizzabili in un contesto economico sempre più globalizzato e digitalizzato hanno evidenziato la necessità di individuare strumenti innovativi: in questo senso, lo scambio di informazioni in via automatica è ad oggi considerato la risposta più adeguata”. In ogni caso, San Marino con questa nuova legge si doterà delle norme più avanzate per ottenere e fornire informazioni anche negli altri metodi previsti dall’OCSE e dal FATCA: “Nel Titolo III della Legge ‘Cooperazione Fiscale Internazionale’ sono disciplinate, in modo sistematico, le diverse forme di scambio di informazioni che la Repubblica di San Marino si è obbligata ad attuare sulla base degli accordi internazionali sottoscritti (i.e., accordi specifici sullo scambio di informazioni di cui all’art. 26 del Modello OCSE o del Modello di TIEA dell’OCSE del 2002, Accordo FATCA con gli Stati Uniti d’America, Convenzione multilaterale del 1988 e Standard for Automatic Exchange of Financial Account Information).

Con riguardo allo scambio di informazioni su richiesta, vengono disciplinate procedure, misure di raccolta delle informazioni, limiti allo scambio, criteri di valutazione delle richieste in conformità con i principi OCSE, nonché con quanto previsto dagli accordi in materia sottoscritti dalla Repubblica di San Marino. Con riguardo specifico allo scambio di informazioni su richiesta di cui all’Accordo FATCA con gli Stati Uniti d’America (la cui sottoscrizione è avvenuta in questi giorni, ndr), la disciplina contenuta nel Titolo III è conforme alle disposizioni di cui al suindicato Accordo. Condizioni e limiti di attuazione dello scambio di informazioni spontaneo da parte della Repubblica di San Marino sono previsti e disciplinati in conformità con i principi OCSE. Con riferimento allo scambio di informazioni automatico, il Titolo III disciplina procedure, condizioni, limiti e tempistica dello scambio automatico delle informazioni finanziarie, nonché le procedure di verifica e reporting da parte delle istituzioni finanziarie sammarinesi, in conformità: con quanto previsto dallo Standard for Automatic Exchange of Financial Account Information adottato dalla Repubblica di San Marino sulla base dell’art. 6 della Convenzione multilaterale; con quanto previsto dall’Accordo FATCA sottoscritto dalla Repubblica di San Marino con gli Stati Uniti d’America.

Se lo scambio di informazioni è il principio cardine, esistono comunque anche altre forme di cooperazione, che vanno dalle verifiche fiscali simultanee, alle verifiche fiscali all’estero fino alle procedure di recupero dei crediti tributari. “Nel Titolo IV della Legge”, spiega ancora Capicchioni, “sono disciplinate le suindicate forme di cooperazione amministrativa, diverse dallo scambio di informazioni, alle quali la Repubblica di San Marino si è impegnata a dare attuazione, sul piano multilaterale, per effetto della sottoscrizione e ratifica della Convenzione multilaterale. Le forme di cooperazione previste dal Titolo IV sono previste e disciplinate in conformità con quanto riportato, rispettivamente, negli artt. 8 e 9 e nella Sezione II della Convenzione multilaterale, a cui, peraltro, espressamente si fa rinvio. L’assistenza nel recupero dei crediti tributari”, invece, “deve avvenire nei limiti e nel rispetto delle riserve che la Repubblica di San Marino ha formulato in sede di ratifica della Convenzione multilaterale”.

 

“UN ADEGUATO SISTEMA DI CONTROLLI E SANZIONI”

“Gli obblighi di scambio di informazioni, così come quelli di adeguata verifica e comunicazione posti a carico delle istituzioni finanziarie sammarinesi possono ritenersi effettivi in quanto venga previsto un adeguato sistema di controllo e sanzionatorio”, avverte Capicchioni. Tanto che “nel Titolo VI della Legge “Cooperazione Fiscale Internazionale” sono contenute le disposizioni a carattere sanzionatorio, il cui obiettivo è di garantire l’osservanza, da parte di tutti i soggetti coinvolti, degli obblighi disciplinati dalla Legge medesima. In particolare, il CLO e la Banca Centrale di San Marino sono le autorità deputate all’esercizio dell’attività di controllo. Sono poi previste specifiche sanzioni pecuniarie da applicare ai comportamenti diretti ad ostacolare l’attività del CLO. L’inadempimento degli obblighi di adeguata verifica e comunicazione”, comunque, “è differentemente sanzionato, in modo da tenere conto della gravità di ciascuna violazione astrattamente contemplata, nonché delle eventuali ipotesi di recidiva e di comportamenti fraudolenti. Si rende opportuno altresì garantire l’effettiva osservanza delle disposizioni a tutela della confidenzialità e riservatezza delle informazioni scambiate ai sensi della Legge. Per tale ragione, nel Titolo VI sono state inserite norme che sanzionano la violazione dei suindicati obblighi di confidenzialità e riservatezza. Infine, in ossequio al principio di difesa, viene disciplinato il procedimento di contestazione e accertamento della violazione, il quale prevede altresì la possibilità, per il soggetto destinatario della contestazione, la possibilità di presentare ricorso avverso il provvedimento sanzionatorio.

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