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Malattie professionali: i numeri del Monte

da Redazione

Il 19 ottobre all’interno dell’ISS verrà presentato lo studio sull’anno 2014. Le richieste di riconoscimento di pensione privilegiata sono state 52.

 

L’approccio che l’UO medicina del lavoro della Repubblica di San Marino dà alla diffusione delle proprie indagini è sempre molto accattivante: un’intro alla portata di tutti, che solo in seconda battuta apre le porte all’analisi dettagliata e professionale dei report. Dopo l’ispirazione dello scorso anno dedicata a “Tempi moderni”, indimenticato film capolavoro di Charlie Chaplin sulla catena di montaggio, quest’anno si resta in bilico tra “passato e futuro”, tra “prima” e “dopo”, mettendo sempre al centro il tema “lavoro”. Lo spunto iniziale per i dati riferiti al 2014 è il “Museo della fisarmonica di Castefidardo”, prezioso archivio storico di apparecchiature e arnesi che già dai tempi più remoti , oltre al progresso produttivo hanno anche aperto la strada ad “antichi malanni” e patologie di varia natura in assenza di una strategia organizzativa e di reali opportunità per prevenirle. Da anni sul Titano i disturbi muscolo scheletrici sono in continua crescita, in linea con i dati statistici prodotti dall’Inail.

Lo studio sullo stato di salute dei lavoratori della Repubblica di San Marino per l’anno 2014, condotto dalla dottoressa Patrizia Dragani e che verrà presentato lunedì 19 ottobre alle 10.30 all’interno della sala il Monte (ospedale di Stato, V piano: per gli argomenti illustrati nella conferenza che, come ogni anno sintetizza e raccoglie le informazioni relative alla correlazione tra salute-lavoro, l’incontro è aperto a qualsiasi cittadino in quanto queste informazioni sanitarie sono un diritto di tutti) , evidenzia nella sua completezza la portata del danno sanitario e sociale, determinato dalle malattie professionali. Un fenomeno che emerge anche nel rapporto annuale dell’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) dove su 2 milioni e 360 mila decessi/anno sul lavoro, oltre 2 milioni di questi sono causati dalle malattie professionali.

Nonostante gli impeti e gli impegni spesi dal team di Medicina del Lavoro, purtroppo “i mestieri di quest’epoca” fanno riaffiorare le difficoltà connesse alle postazioni lavorative, ai movimenti ripetitivi, agli sforzi, alla movimentazione manuale dei carichi, alle posture incongrue e ai sovraccarichi articolari: tutti tasselli di un “mosaico” che sovente danno forma e sviluppano disfunzioni che cronicizzano e peggiorano instaurando seri quadri d’inabilità.

In attesa della presentazione ufficiale dei dati, qualche anticipazione.

Nel 2014 sono state presentate 52 richieste di riconoscimento di pensione privilegiata per malattia professionale (-31% rispetto al 2013). Il 50% delle denunce presentate sono malattie a carico dell’apparato muscolo-scheletrico (tendiniti, neuropatie, osteo-artropatie).

Con l’aggiunta dei nuovi casi, il totale dei lavoratori a cui è riconosciuta un’indennità per malattia professionale, ha raggiunto la quota di 184 unità con un costo economico per l’Istituto per la Sicurezza Sociale pari a oltre 742.277 euro all’anno. Complessivamente i costi della mancata sicurezza relativa alle indennità riconosciute per la pensione privilegiata ovvero “malattia professionale”, “infortuni sul lavoro” e “pensione ai superstiti”, nel solo 2014 hanno determinato una spesa complessiva per l’ISS pari a 2.579.760 euro.

Il rapporto è perfezionato dai dati relativi alla “correlazione fra salute e lavoro”, da cui emerge che nel 2014 è avvenuto un lieve aumento dei giudizi d’inidoneità totale passati dai 59 del 2013 ai 66.

Tutti i dati del rapporto – ad esempio il numero di lavoratori a cui è stato riconosciuto il requisito per poter accedere agli ammortizzatori sociali (in quanto non idonei totalmente) e quello delle lavoratrici a cui è stata concessa l’astensione anticipata per l’intero periodo di gravidanza dal lavoro – li troverete sul prossimo numero di San Marino Fixing.

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