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IAM srl, gestione rifiuti: RSU, distinzioni, modalità e qualche best practice

da Redazione

Anche in questo caso possiamo avere a che fare con “pericolosi” e “non pericolosi”, che si presentano sia allo stato solido che liquido.

 

di Mattia Marinelli

 

Dopo aver trattato molti casi particolari di rifiuti, ci soffermiamo su quelli più comuni e maggiormente conosciuti: i “solidi urbani”, i cosiddetti RSU, che troviamo accorpati e raccolti nel capitolo 20 del CER e nella normativa sammarinese di riferimento. Poiché le tipologie di RSU sono davvero tante, proviamo a fare un po’ di chiarezza, intervallando le nozioni più tecniche a qualche best practice virtuosa, che – al di là che non costa nulla -, fa davvero bene all’ambiente. Ma andiamo con ordine. Per RSU, in gergo, si intendono tutti quei rifiuti prodotti in ambito domestico e assimilabili, prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni, inclusi i rifiuti della raccolta differenziata. Per essere più chiari, parliamo di carta, cartoni, vetro, legno, plastica, eccetera, ma anche di indumenti, stampanti e tanto altro ancora. La definizione avvicina i rifiuti prodotti in ambiente casalingo a quelli delle imprese. Eppure la destinazione degli scarti, a seconda della loro provenienza, non è comune. Quelli che provengono dalle case difatti – normativa alla mano – sono appannaggio soprattutto delle aziende municipalizzate (in Italia) e dell’Azienda dei Servizi nel caso della Repubblica di San Marino. Ricordato che anche per il codice CER 20 le sottosezioni sono le medesime di molte altre tipologie: anche in questo caso possiamo avere a che fare con “pericolosi” e “non pericolosi”, che si presentano sia allo stato solido che liquido, passiamo a qualche esempio chiarificatore, utile per fermare meglio le parole. Quasi tutte le persone possiedono le stampanti per i computer. Ebbene, una volta giunte a fine vita (magari si sono rotte, oppure il modello non riesce più a interagire con il nuovo sistema operativo), a seconda di dove hanno “lavorato”, prenderanno strade diverse, nonostante, a livello di modello e utilizzo, siano del tutto identiche. Per quel che concerne il Titano, le stampanti domestiche dovranno essere conferite all’AASS, più precisamente al centro di raccolta di San Giovanni. Quelle impiegate in ufficio invece diventano “rifiuti speciali industriali”, e devono essere conferite alle aziende specializzate, come ad esempio la IAM srl. Ovviamente non possiamo non trattare altri rifiuti molti “celebri” che provengono dagli ambienti casalinghi e che i nostri lettori hanno già avuto modo di veder trattati: gli elettrodomestici, i RAEE. Giova ripetere che a San Marino, se il loro peso è inferiore ai 30 chilogrammi, possono essere conferiti sempre a centro di San Giovanni (aperto tutti i giorni tranne la domenica) e non guasta ricordare che vanno comunque trattati con cura e attenzione. Un frigorifero, per essere chiari, una volta smaltito diventa un rifiuto speciale pericolosi in quanto, al suo interno, contiene i Cloro Floro Carburi (CFC).

Purtroppo capita ancora con una certa frequenza di vedere, vicino ai cassonetti, molti rifiuti domestici abbandonati. Sono di provenienza “casalinga” e mai industriale: si tratta di semplice maleducazione di qualche cittadino pigro che, oltre a creare una aggravio dei costi per lo Stato, forse non è a conoscenza che con un piccolo sforzo li può conferire gratuitamente presso un’isola ecologica.

Il nostro viaggio proseguirà il primo venerdì di ottobre con i rifiuti biodegradabili per il compostaggio.

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