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San Marino, residenze: novità per gli imprenditori

da Redazione

Unità familiare, ‘consolidamento’ e ampliamento dell’art. 16 L.118. Valentini (Esteri): “Risolte diverse questioni, ma l’impianto resta quello”.

 

di Daniele Bartolucci

 

Non è la riforma della legge sulle residenze, ma una serie di modifiche necessarie, volte a regolare alcune delle questioni emerse negli ultimi anni, e a cancellare quelle “discriminazioni”, come le ha chiamate il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Pasquale Valentini, tra “residenti di serie A e di serie B, che non ci devono essere”. “Le modifiche apportate alla Legge 118/2010 sono importanti”, ha ricordato quindi Valentini, “ma non in contrapposizione con l’impianto precedente che è rimasto lo stesso. E’ una materia che necessita continui aggiornamenti, introducendo anche strumenti più snelli, con l’impegno di elaborare un testo coordinato per rendere più semplice la lettura delle norme, perché sappiamo bene quanto la chiarezza e la certezza del diritto oggi rappresentino un valore aggiunto per attrarre investimenti e investitori”. Per una riforma della Legge 118/2010 occorrerà quindi “una riflessione più ampia, che parta dalle esigenze del nostro territorio, ma che guardi anche all’apertura verso l’esterno, in particolar modo al percorso di internazionalizzazione che abbiamo deciso di intraprendere, penso al rapporto con l’Unione europea, ma non solo”. Sotto questo punto di vista, infatti, è bene ricordare che alcune delle modifiche introdotte oggi sono frutto anche di “raccomandazioni provenienti dagli Organismi Internazionali, in primis ECRI e GRETA”. “Dobbiamo fare chiarezza anche nei confronti dei sammarinesi”, ammette Valentini, “trovando un equilibrio tra chi vuole più economia, permettendo quindi l’arrivo di più imprenditorie e imprese, e chi teme per una perdita di servizi, dovendoli condividere con più persone. In tal senso, però, la stabilizzazione non solo dell’azienda ma anche della famiglia, diventa una garanzia per il sistema”. Dall’altro lato, “dobbiamo evitare che la residenza si trasformi solo in fruibilità del nostro welfare, che è completamente gratuito”. In tal senso “abbiamo introdotto una serie di norme che va a disciplinare in maniera analitica i casi di revoca della residenza, individuando le autorità competenti per verificare il permanere delle condizioni che ne hanno determinato la concessione. Abbiamo voluto precisare i controlli, le revoche e le sanzioni, in quanto la legge è molto vaga, quindi quali sono gli uffici preposti e quale l’iter della revoca”.

 

PERMESSI A STUDENTI E PROGETTI VACANZA/LAVORO

Il Segretario di Stato ha quindi spiegato la semplificazione introdotta nel rilascio dei permessi per istruzione: “Prima veniva richiesta una serie di certificazioni che, oltre a rendere complicato l’iter, non avevano sempre basi di reciprocità con gli altri Paesi. Ora si baserà tutto sull’iscrizione, da cui far partire il resto delle pratiche”. Inoltre è stata istituita una nuova forma di permesso di soggiorno per programmi vacanza\lavoro in ambito internazionale, permettendo di accogliere a San Marino giovani di differenti nazionalità in regime di reciprocità. “Ciò consente di creare le basi per future intese con Paesi che già prevedono tipologie di scambio di tal genere, come Australia e Nuova Zelanda, con cui sono già in corso trattative in tal senso”.

 

LAVORATORI STAGIONALI: SI ARRIVA A QUATTRO ANNI

Prevista una modifica al permesso stagionale e temporaneo per i lavoratori stranieri; sempre su sollecitazione dell’ECRI, è stato infatti prolungata la sua validità da 11 a 12 mesi, rinnovabile per 3 volte consecutive. “In pratica, se non sorgono problemi tra datore di lavoro e lavoratore, possiamo dare continuità a questo tipo di permessi per ben quattro anni”, ha commentato il Segretario, ricordando che “la modifica introdotta interessa sia le cosiddette badanti, sia i lavoratori stagionali del commercio e del turismo”. In tale contesto è stata anche introdotta la figura dell’assistente familiare, “per andare incontro alle esigenze di quelle famiglie, che ci sono anche a San Marino, che necessitano della presenza fissa di una persona in casa”.

 

PIÙ FACILE RICOSTRUIRE L’UNITÀ FAMIGLIARE

“Nell’ottica del pieno ricongiungimento\riavvicinamento famigliare ed al fine di tutelare l’unità famigliare ed il rapporto genitoriale”, ha spiegato Valentini, “sono stati ampliati i permessi di soggiorno per l’intero nucleo famigliare del residente”. Questa modifica in particolare (vedi Fixing nr. 24), diventa importantissima per imprenditori e manager che decidano di trasferirsi sul Titano. Di fatto “si allinea la legge alla Legge per lo Sviluppo con l’estensione della residenza oltre al soggetto anche al nucleo familiare”. Sempre per gli imprenditori è interessante anche il “sensibile ampliamento dell’art.16 3) comma della Legge n.118”, che va a regolamentare “la possibilità di concedere residenza anagrafica o permesso di soggiorno in capo a stranieri che presentino particolari programmi\progetti di carattere economico e imprenditoriale, che rivestano incarichi dirigenziali o di primaria importanza in società, che occupino un significativo numero di dipendenti o che svolgano incarichi dirigenziali in strutture sanitarie, in istituti bancari e finanziari ed altre fattispecie di rapporti particolarmente significativi in\per la Repubblica”.

Un’altra “disposizione significativa”, ha spiegato il Segretario Pasquale Valentini, “riguarda l’abrogazione degli articoli che prevedevano la revoca del permesso di soggiorno o della residenza in caso di separazione avvenuta prima dei 5 anni di matrimonio, qualora non fosse nata prole. “Era una discriminazione notevole e anche di coercizione”, ha commentato il responsabile degli Affari Esteri, “a danno della figura più debole che pur di non interrompere la relazione sopportava anche angherie, peggiorata dal fatto che la nascita di un minore avrebbe escluso la perdita dello status di residente, di fatto divenendo un vincolo nel rapporto di coppia con risvolti potenzialmente pericolosi”.

 

“PERMESSO DI CONVIVENZA, NON UNIONI CIVILI”

Un punto saliente, sul quale Valentini ha voluto chiarire posizioni e significati attribuiti alla nuova disciplina, riguarda il permesso di convivenza per fini solidaristici e di mutuo aiuto. A tal riguardo Valentini, nel richiamare la Legge n.118 che ha introdotto il permesso per convivenza more uxorio, ha confermato con la modifica aggiuntiva “la volontà di estendere quanto previsto dalla norma vigente, attuando in tal modo la richiesta dell’Istanza d’Arengo n.10 del 2014. La legge”, ricorda il Segretario, “aveva introdotto una novità significativa ovvero il permesso per convivenza: se si voleva far entrare uno straniero era possibile, ma questi non avrebbe avuto altri diritti se non quello di accedere al mondo del lavoro come i frontalieri, con un diritto di precedenza perché comunque ha un legame in territorio. Questo valeva per more uxorio, quindi non dello stesso sesso. Ora abbiamo superato questo vincolo con la convivenza per coabitazione a fini solidaristici e mutuo aiuto, prevedendo quindi la concessione anche per persone dello stesso sesso. Il problema del permesso, perché questo era il tema in oggetto, è dunque risolto. Togliendo il more uxorio o dando altre indicazioni, si sarebbe data alla Gendarmeria la possibilità se non l’obbligo di chiarire lo stato affettivo e l’orientamento sessuale. Questo è inconcepibile”, ha puntualizzato Valentini. “Si parla di diritti e quindi questa norma anticipa la questione dei diritti civili senza dover dichiarare il legame affettivo né l’orientamento sessuale” che tra le altre cose non si può né richiedere né tantomeno certificare/divulgare, secondo le convenzioni internazionali. “Quel permesso non dava nulla, invece ora con una stabilità di 5 anni si può trasformare in permesso di soggiorno e, dopo altri 5 anni, in residenza come per tutti gli altri”.

 

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E ‘CONSOLIDAMENTO’

“Abbiamo infine disposto in via straordinaria una clausola per risolvere quelle situazioni singole che non rientrano nella variegata casistica, alcune, dobbiamo ammetterlo, create di fatto anche dai ritardi dell’amministrazione. Ora la Commissione con maggioranza dei due terzi può regolarizzare la posizione concedendo un permesso a coloro che hanno soggiornato almeno 15 anni e hanno giustificati motivi per regolarizzare la posizione”. A livello di transitorietà, inoltre, “verranno estesi i benefici citati prima anche agli imprenditori che sono entrati già prima della Legge, ma che non avevano potuto trasferire la residenza ai familiari”. Infine, per gli imprenditori e i manager, sarà possibile valutare il “consolidamento della residenza”, già previsto nella legge per lo sviluppo, ovvero dopo 10 anni di permanenza in territorio. Sarà in questo caso sempre la Commissione a fare questa valutazione, sentendo anche il diretto interessato, per ovviare alla revoca automatica in caso di cambiamenti rispetto ai ‘progetti’ iniziali: non è infatti raro che un imprenditore possa cambiare strategia e quindi chiudere o vendere la propria impresa per costituirne o avviarne una nuova, così come per un manager è abbastanza frequente cambiare azienda. La valutazione quindi terrà quindi conto di un arco temporale più ampio – 10 anni – per verificare che sussistano comunque i requisiti e i legami con San Marino, tali da non dover privare l’interessato del permesso o della residenza, ma anche da non privare San Marino della sua professionalità o dei suoi investimenti.

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