Home NotizieSan Marino Accordo per il contratto industria: le parole di ANIS e CSU

Accordo per il contratto industria: le parole di ANIS e CSU

da Redazione

“La firma del contratto industria dà stabilità, prospettiva e regole certe al sistema economico”.

 

La firma del contratto industria dà stabilità, prospettiva e regole certe al sistema economico. È una valutazione unanime quella di CSU e ANIS al termine del negoziato per il rinnovo contrattuale che interessa circa 8mila lavoratori del settore industriale.

Un accordo che ricalca in larga parte il contratto sottoscritto nel 2012: c’è la conferma della difesa del potere di acquisto delle buste paga, così come della flessibilità d’orario aziendale.

“Il nostro obiettivo è sempre quello di aiutare le imprese a migliorare e creare nuova occupazione”, ha affermato il segretario dell’Associazione Industriali, Carlo Giorgi. E proprio sul fronte occupazione, la controparte sindacale ha rivendicato l’importanza della stabilità contrattuale in questi anni di dura recessione.

Enzo Merlini, segretario industria della CSdL, ha sottolineato che “dopo il primo scossone, le industrie manifatturiere medio-grandi sono quelle che hanno retto meglio l’impatto con la crisi e hanno fatto registrare un aumento di occupati. E questo, in parte, lo si deve anche al contratto firmato nel 2012”. Negli ultimi quattro anni, infatti, le prime 9 aziende industriali con più di 100 dipendenti sono passate da 1.723 occupati a 1.924. Un incremento di 200 unità, pari all’11,7%.

“Con il rinnovo del contratto – ha osservato Giorgio Felici, segretario industria della CDLS – si vuole consolidare un fronte comune tra lavoratori e imprese per dare prospettive di sviluppo economico e di crescita occupazionale al nostro Paese”.

“CSU e ANIS, storicamente hanno sempre firmato accordi contrattuali – ha proseguito Giuliano Tamagnini, Segretario CSdL. Anche in questo caso si tratta di un contratto ‘battistrada’ per l’intero sistema economico, raggiunto senza alcuna conflittualità; fatto questo molto significativo.”

Centrale in questa tornata contrattuale è stato il tema della rappresentatività, oggetto di uno specifico accordo (allegato 1 del contratto) che CSU e ANIS hanno sottoscritto, basato in primo luogo sulla necessità di rinnovare alcuni contenuti della legge del 1961, non più attuali in un’epoca in cui il mondo del lavoro è profondamente cambiato.

Sullo stesso tema della rappresentatività e della democrazia sindacale CSU e ANIS avevano già firmato nel 2012 un primo accordo, e fin da allora avevano sollecitato la politica ad emanare un apposito provvedimento normativo; i principi di base di tale accordo sono stati ripesi nel nuovo allegato e sono contenuti nel progetto di legge che il Segretario di Stato per il Lavoro ha presentato e che sarà oggetto di confronto.

“Noi non vogliamo escludere nessuno al tavolo del confronto né ledere i diritti di nessuna organizzazione – ha sottolineato Carlo Giorgi – Tutti devono esserci, ma ognuno deve avere un peso corrispondente al proprio grado di rappresentatività, dei lavoratori e delle aziende. È giusto che la validità erga omnes dei contratti venga riconosciuta agli accordi contrattuali firmati dai soggetti maggiormente rappresentativi”.

“Chi si è sfilato dalla firma del contratto e polemizza contro l’accordo sulla rappresentatività, lo fa solo perché vuole smontare il contratto collettivo nazionale e difendere piccole convenienze corporative, o peggio per abbassare i diritti dei lavoratori”, ha rimarcato il Segretario FULI-CSdL Enzo Merlini.

Sulla stessa lunghezza d’onda Giorgio Felici: “Affermare che la rappresentatività limiti la libertà sindacale è falso, strumentale e lontanissimo dalla realtà. Per noi la democrazia ha un valore fondamentale, tant’è che anche questo contratto, così come avviene da vent’anni, sarà sottoposto ai lavoratori tramite referendum”.

Il Presidente dell’ANIS Emanuel Colombini ha concluso con una riflessione di carattere sistemica: “È importante per un potenziale investitore avere regole certe, e in tal senso la certezza del contratto di lavoro è sicuramente uno degli elementi che rende appetibile il nostro sistema. A questo punto spetta alla politica fare la propria parte per fissare regole di civiltà, democrazia e rappresentatività, per aiutare lo sviluppo dell’economia e attirare investimenti dall’estero.”

 

CLICCA QUI per vedere la videointervista al Presidente ANIS Emanuel Colombini

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento