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Perso il 25% di turisti russi ma San Marino può riprenderseli

da Redazione

Secondo lo studio Ervet dell’Emilia-Romagna l’antica Repubblica è la seconda meta dei tour in Italia, preferita di gran lunga a tutte le Regioni. Solo il Lazio è più “amato”.

 

di Daniele Bartolucci

 

Se la Russia è stata considerata il nuovo ‘Eldorado’ degli operatori turistici, a maggior ragione la sua attuale situazione economica e – soprattutto – politica ha generato una serie di preoccupazioni nel settore, anche a San Marino, dove questo target era ed è il riferimento di molti.

Preoccupazioni fondate sia sull’indotto generato fino al precipitare della situazione russa (il tracollo del rublo, le tensioni in Ucraina, le sanzioni dell’Unione europea, l’embargo imposto da Vladimir Putin…), sia sui numeri in caduta libera, che parlano di un 25% di visitatori russi in pochi mesi.

Ovviamente la crisi russa non è l’unica motivazione di questo ‘arrivederci’, basti pensare alla chiusura forzata dell’aeroporto riminese, anche se è vero che l’ammanco di turisti russi sia stato compensato dall’arrivo di altri.

 

DIPLOMAZIA AL LAVORO PER UNA SOLUZIONE PACIFICA

Pasquale Valentini, segretario di Stato per gli Affari Esteri, è intervenuto nell’ultima seduta del Consiglio Grande e Generale proprio in riferimento al rapporto Russia-Ucraina e “sulla ricerca di una soluzione che sta coinvolgendo tutti i Paesi dell’Unione europea e che ha valenze che toccano equilibri mondiali. Noi abbiamo già espresso sostegno e appoggio all’iniziativa volta alla cessazione delle armi e alla ricerca di una via diplomatica per trovare soluzione al difficile rapporto tra Federazione Russia e Ue, sulla configurazione futura dell’Ucraina, ma abbiamo dato pieno appoggio a questa azione volta innanzitutto alla cessazione delle armi. In questi giorni vediamo come l’accordo di Minsk abbia difficoltà ad essere mantenuto dalla parti, confidiamo in una soluzione negoziata che rispetti la sovranità dell’Ucraina, ma ci rendiamo conto che ci vuole disponibilità da tutte le parti. Ci auguriamo che i focolai di guerra ancora attivi possano cessare e si possa dare spazio ai possibili negoziati in questo senso. Noi ci siamo allineati alle dichiarazioni dell’Ue e faremo di tutto attraverso le nostre relazioni internazionali, per far sentire la nostra voce”.

 

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RUSSI E UCRAINI, CI SONO ANCHE MOLTI RESIDENTI

Va ricordato, a tal proposito, che con 55 persone tra residenti e soggiornanti, la comunità russa è la sesta per numero di stranieri presente in Repubblica, mentre quella ucraina è la seconda dopo quella italiana, con ben 348 persone. Proprio in funzione di questo è stato presentato per la terza volta un decreto che “consente”, ha spiegato sempre il Segretario Valentini in Aula, “per le condizioni politiche e sociali dell’Ucraina, che il rientro dei lavoratori temporanei e stagionali possa avvenire, evitando la necessità di dover rientrare per avere il visto/nullaosta”. In questo modo “fino al 30 giugno i lavoratori ucraini non hanno l’obbligo di rientro nel loro Paese e possono usufruire del permesso di soggiorno”.

 

IL TURISMO COME “TERMOMETRO” DELLA CRISI

Nel 2014 i turisti provenienti dalla Russia rappresentavano l’8,1% del totale (fonte Upeceds), ovvero 160.300 su 2.003.739 visitatori. “Da notare”, riporta però l’ultimo Bollettino di Statistica, “il forte decremento registrato negli arrivi di turisti di nazionalità russa, che si è attestato sul -25,5% rispetto al 2013”.

Questo significa che nel 2013 erano stati circa 213mila, con un ‘peso’ assai maggiore in quanto il flusso totale di turisti stranieri in Repubblica era del 5,2% in meno rispetto al 2014.

Insomma è vero che ci sono stati meno turisti russi – con le conseguenze economiche di cui sia in Italia che a San Marino si sono lamentati soprattutto commercianti e operatori turistici – ma è anche vero che non hanno mai rappresentato la maggioranza dei visitatori (al massimo si può stimare che 1 su 10, o su 9, fosse russo). Nonostante l’impossibilità di quantificare il mancato incasso da parte degli operatori sammarinesi (è ben difficile che tutti abbiano registrato la provenienza dei clienti e quanto hanno speso nelle loro attività, esclusi ovviamente gli alberghi), il fatto che i turisti russi sono considerati dei ‘top buyer’ rende bene l’idea di quanto siano ‘mancati’ agli operatori economici del Titano in questi ultimi mesi.

I turisti russi che arrivano in Italia (e quindi anche a San Marino), oltre ad apprezzarne le bellezze naturali e il patrimonio artistico-culturale, si dedicano soprattutto allo shopping, confermandosi i principali acquirenti del mercato italiano. Tale tendenza è confermata infatti da Global Blue, che ha rilevato fino al 2013 una crescita del 25% dello shopping tax free russo in Italia, con uno scontrino medio di 622 euro. Gli acquisti dei turisti russi si concentrano maggiormente sull’abbigliamento (81% delle vendite), ma è nel comparto gioielleria che destinano il budget più elevato, in media 1.902 euro.

Questo fino alla crisi russa, che si può quindi ‘misurare’ in base a quanto viaggiano (e spendono) meno i cittadini della Federazione rispetto a prima.

 

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SAN MARINO SECONDA META IN ITALIA

Come molti report italiani, anche quello redatto da Ervet spa, pur riferendosi ai “flussi turistici dalla Federazione Russa verso l’Emilia Romagna”, tratta spesso e volentieri anche di San Marino, meta privilegiata nei tour organizzati nel Belpaese.

Questo grazie al fatto che “l’Italia è una delle destinazioni preferite: già nel2009 era posizionata al sesto posto nella graduatoria delle principali mete estere, e al primo posto tra i paesi Europei”.

Secondo lo studio di Ervet, basato sia su dati statistici che ‘interviste’ ai turisti russi, “tra le regioni visitate nei vari viaggi in Italia, compreso quello del 2012, al primo posto risulta il Lazio, o meglio, Roma, già vista dal 16% degli intervistati.

Segue San Marino, sovente abbinato all’Emilia Romagna, rispettivamente con il 14% e il 12%. Con Emilia Romagna si intende quasi esclusivamente Rimini; detengono quote di mercato più marginali le due città d’arte: Bologna (1,1%) e Ravenna (0,6%).

Il Veneto è la terza regione per numero di citazioni: in questa regione vengono visitate soprattutto Venezia (12%) e Verona (1,3%). La Toscana è la quarta regione Italiana, scelta per Firenze ma anche per Pisa e Siena”.

Come noto “i turisti russi in Italia non sono stanziali: appena il 4% ha visitato una sola località: nella maggioranza dei casi hanno visto da 3 a 5 siti turistici. Un gruppo, seppur ristretto, ha invece svolto una vacanza molto attiva: si tratta del 24,2%”.

Questo significa che optano per il tour delle città piuttosto che una sola e qui spicca proprio la Repubblica di San Marino, ‘agganciata’ alle città d’arte del centro/nord Italia e alla riviera romagnola: “Rimini”, prosegue il report di Ervet, “rappresenta il punto di partenza e di ritorno per la maggioranza dei tour.

Insieme a Rimini, è spesso visitato anche San Marino (dal 63% degli intervistati)”.

 

SI GUARDA A RIMINI PER FAR ‘RI-VOLARE’ IL SETTORE

“L’Aeroporto di Rimini chiuderà al traffico di linea e charter per alcune settimane dal 1° novembre 2014. Continuate a consultare questa pagina per informazioni sulla riapertura o contattate le Compagnie Aeree.

Arrivederci!” Questo il comunicato che si legge da mesi sul sito del ‘Fellini’ che, al netto delle inchieste giudiziarie, resta comunque un investimento strategico per la riviera e anche per San Marino, soprattutto per quanto riguarda il turismo russo, oggi costretto a venire veicolato su Ancona e in parte su Bologna.

Ora pare che l’attesa sia finita, tanto che nei giorni scorsi è arrivata la certificazione di Enac e la presidente Airiminum Laura Fincato ha annunciato che, se non ci saranno ulteriori ostacoli, il 4 marzo potrebbe già atterrare il primo volo, e non a caso sarà dalla Russia.

Qualche problema è già emerso, ma Airiminum sembra intenzionata a far riaprire lo scalo riminese quanto prima (si spera per Pasqua la piena operatività), stimando per il 2015 già 350.000 passeggeri. E molti di loro dovrebbero essere gli amati turisti russi.

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