Home FixingFixing San Marino, IAM: cantieri edili, una miniera di materiali anche di valore

San Marino, IAM: cantieri edili, una miniera di materiali anche di valore

da Redazione

Assieme ai cosiddetti “calcinacci” difatti le ristrutturazioni fanno emergere anche carte catramate e guaine bituminose, che ritroviamo principalmente nelle impermeabilizzazioni degli edifici.

 

di Mirkare Manzi

 

Gli incentivi di carattere edilizio previsti dal Decreto delegato numero187 del 2014 – che danno la possibilità ai cittadini sammarinesi di effettuare una serie di interventi sugli edifici – ci forniscono l’assist per trattare un argomento piuttosto delicato e largamente diffuso: quello della gestione dei rifiuti che derivano dai cantieri. Non parliamo di quelli più comuni, come ad esempio le ceramiche, la calce e le mattonelle, i bancali e i mattoni, bensì di quelli più particolari.

Assieme ai cosiddetti “calcinacci” difatti le ristrutturazioni fanno emergere anche carte catramate e guaine bituminose, che ritroviamo principalmente nelle impermeabilizzazioni degli edifici.

Sono materiali che possono essere recuperati: con una certa frequenza vengono impiegati per costruire le pavimentazioni sportive sintetiche per gli impianti di atletica leggera all’aperto.

Passando vicino ai cantieri edili uno sguardo attento sa individuare anche altre tipologie di rifiuto. Mi riferisco ai lunghi pannelli bianchi e leggeri fatti di polistirolo: si tratta di materiale isolante non pericoloso che, assieme alla stiferite – una specie di sughero che possiede ottime caratteristiche isolanti ha anche una notevole stabilità meccanica anche a temperature elevate – può essere tranquillamente recuperato.

Chiaramente non tutti i materiali che emergono ala luce durante i lavori di ristrutturazione sono “non pericolosi”: per quel che concerne la lana di vetro e di roccia (due categorie definite “pericolose” facilmente identificabili: sono, in estrema sintesi, quei pannelli di colore “giallo ocra”), è necessario avere qualche accortezza in più.

Per la loro rimozione consiglio di rivolgersi ad esperti del settore oppure di indossare una mascherina per il volto e un paio di guanti: parliamo di materiale che può irritare la pelle e le vie respiratorie.

E’ importante sapere che le demolizioni e le ristrutturazioni delle abitazioni non sono sempre dei costi ma anzi, possono trasformarsi anche piccoli e medi ricavi.

Come? Gli edifici, per essere abitabili, sono provvisti di impianti elettrici e di tubature per l’acqua e il riscaldamento: i cavi di rame, i tubi – in ferro o in rame – ma anche gli infissi di alluminio, alcune parti in piombo, le porte e le finestre o l’ottone impiegati per la rubinetteria dei bagni e delle cucine (spesso di grande pregio in quanto sono elementi funzionali e decorativi) possono “valere qualcosa” dal punto di viste economico.

Il mio sincero consiglio quindi è quello di chiedere un preventivo alle imprese – come IAM srl – che si occupano della gestione dei rifiuti e della valutazione dei “materiali di scarto”: attraverso uno studio e una quotazione dei materiali rinvenuti, è possibile capire quanto si può guadagnare.

Certo, difficilmente possono essere cifre astronomiche o in grado di compensare la spesa effettuata, però anche una semplice entrata di 4 mila o 5 mila euro può sempre far comodo.

Nella prossima rubrica, che uscirà il primo venerdì di marzo, parleremo in maniera approfondita del valore dei singoli metalli.

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