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Tesori preziosi in soffitta: il mercato dei dischi

da Redazione

Le quotazioni dei 33 e dei 45 giri oggi sono alle stelle: sino a 250 mila euro. Al primo posto i Quarrymen, da cui nacquero i Beatles. Poi Elvis.

 

di Alessandro Carli

 

Sono tornati. Belli e affascinanti, con quell’aria un po’ retrò. Sono i dischi, i cosiddetti “vinili”: dopo 20 anni di oblio e lasciati dentro gli scatoloni di soffitte ammuffite, stanno vivendo una nuova primavera. E, in molto casi, hanno superato – per appeal – i cd. O meglio: molti gruppi contemporanei “escono” con il 33 giri e ci abbinano un cd, magari da tenere dentro l’automobile. I mercatini dell’usato – anche quello che si tiene a Dogana la seconda domenica del mese – vengono presi d’assalto: alcuni “pezzi” – specie i 45 giri – hanno valutazioni a dir poco stratosferiche. Insomma, piccoli (per dimensioni) beni rifugio che hanno quotazioni di mercato spesso a molti zeri. Per alcuni titoli difatti parliamo anche di 250 mila euro. Ovviamente non tutti, anzi: molti artisti, nelle bancarelle, si portano a casa con uno o due euro. Prima di passare ai prezzi però, qualche curiosità: le riviste (spesso straniere) e i siti specializzati del settore sono concordi nell’affermare che il 45 giri più venduto della storia abbia tonalità molto natalizie: si intitola “White Christmas”, è stata scritta da Irving Berlin ed è stata portata al successo Bing Crosby. In tutto il mondo ne sono state vendute oltre 70 milioni di copie. In piena era cd (siano nel 1997), ha destato curiosità i numeri che hanno accompagnato le vendite di “Candle in the Wind 1997”, struggente omaggio di Elton John a Lady Diana Spencer: 40 milioni di copie. Tutti i diritti d’autore e i profitti della casa discografica sono stati devoluti alla fondazione “Diana, Princess of Wales Memorial Fund”. Per la cronaca, il 33 giri più venduto è del 1984, “Thriller” di Michael Jackson, con 110 milioni di copie. L’omonimo 45 giri si è fermato a “soli” 6 milioni”.

 

LASCIATEMI CANTARE…

La soglia psicologica del milione di copie vendute è stata raggiunta per la prima volta in Italia nel 1964: Bobby Solo, sull’onda di Elvis the Pelvis , canta a Sanremo “Una lacrima sul viso”. Laura Efrikian gli consegnerà il primo “Disco d’Oro”. Per arrivare in doppia cifra bisognerà aspettare il 1976 quando Raffaella Carrà pubblica il 45 giri “Forte, forte, forte” e “A far l’amore comincia tu”: il 45 giri ha venduto oltre 20 milioni di copie in tutto il mondo.

Molti gruppi e cantanti italiani “pop” – potrebbe far sorridere ma parliamo di Pupo, di Toto Cotugno, Al Bano e dei Ricchi e Poveri – hanno venduto tantissimo all’estero: un gran numero di emigrati italiani (come testimoniano i sold out che fanno in tournée) ha imparato o ricordato la lingua della propria patria – lasciata o abbandonata spesso per motivi di lavoro – anche grazie alle loro canzoni. In questi casi, il valore “sociologico” è davvero inestimabile.

 

QUOTAZIONI: GOD SAVE THE QUEEN

Parla inglese – più precisamente con l’accento di Liverpool – il 45 giri più pagato della storia: in prima posizione troviamo “That’ll be the day / In spite of all the danger” dei Quarrymen (John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, John “Duff” Lowe e Colin Hanlon) con il suo astronomico prezzo di 200.000 sterline, al cambio 250.000 euro. Non male nemmeno il 78 giri acetato di Elvis Presley dal titolo “That’s when your hearth begin” e datato 1953: raggiunta all’asta la somma di 200 mila euro.

Tra i “contemporanei”, Ebay riporta 5.800 euro per “An ideal for living” in 45 giri dei Joy Division.

Sui 33 giri il prezzo più alto parla ancora inglese: “Double fantasy” di John Lennon e Yoko Ono. Nel 1999 è stato venduto a 400 mila dollari; quattro anni più tardi la quotazione ha raggiunto i 525 mila dollari.

Il motivo? E’ la copia che Mark David Chapman, chiese di autografare a John Lennon l’8 dicembre 1980. Poche ore più tardi Chapman uccise l’ex Beatles. Il long playing ha le impronte dell’assassino. Gli esperti sostengono che attualmente il suo valore si aggiri attorno agli 850 mila dollari.

Poi troviamo quella “Yesterday and Today” (butcher cover) dei Beatles (1966), un’autentiche chicca per i collezionisti, nel 1996 è stata venduta per 39 mila dollari.

Che dire poi dell’asta del 2006 che ha visto la vendita di “Velvet Underground” (Acetato, 1966) per 25 mila dollari? Partito da una base di un solo dollaro, i successivi 45 rilanci l’hanno spinto sino a questa somma.

Sempre nel 2006 è stato venduto a 14.500 euro il 45 giri “God save the queen” dei Sex pistols.

Torniamo sulla terra: prezzi over 10 mila euro su Ebay per i Led Zeppelin, Ryuichi Sakamoto, Maurice Jarre. Poco sotto gli 8 mila euro per l’album “Hunky Dory” di David Bowie. Chiedono invece 5 mila euro per “Please please me”, il primo disco dei Beatles.

E gli italiani? Beh, i prezzi sono decisamente più bassi. Un esempio concreto: sempre su Ebay (a metà gennaio) un 45 giri di Vasco Rossi (“…ma cosa vuoi che sia una canzone…”, 1978) è quotato circa 9 mila euro. Per il 33 giri ci vogliono 1.500 euro in più.

Ci sono poi le copie autografate, che accrescono sensibilmente il valore del pezzo.

E le rarità: grazie anche alla censura, si trovano sul mercato edizioni “pure”, spesso in numero assai ridotto. Il 45 giri “La città vecchia” di Fabrizio De André, uscito con l’etichetta Karim, ha due versioni: una edulcorata e una più sincera. Quella originale, recentemente, è stata quotata (e venduta) a 500 euro.

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