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Nove proposte alla politica per ridare slancio all’intero sistema-Paese

da Redazione

Governo, politica e parti sociali verso un unico obiettivo. Associazione Nazionale Industria San Marino: “La nostra visione pone al centro l’iniziativa privata, la cultura del fare rispetto a quella dell’attendere”.

 

Cambiare verso. Anzi: #cambiareverso, con l’hashtag. E’ il mantra che si ripete in Italia e sempre più anche in Europa. Uno slogan recepito anche dall’Associazione Nazionale Industria San Marino che, se da un lato riconosce i progressi importantissimi fatti nelle relazioni internazionali, chiede a gran voce di cambiare verso nella politica interna e nella gestione dello Stato. Insomma, governo, politica e parti sociali in marcia verso una serie di progetti concreti, che permettano al Paese di risollevare la testa e guardare con maggior ottimismo al futuro. Punti chiari che l’ANIS ha agglutinato, in una sorta di manifesto: #nonstiamofermi, nodi da sciogliere e altrettante proposte. Messaggi chiari, indirizzati a “chi deve decidere”.

Per attuarli Anis propone da tempo un progetto condiviso e una cabina di regia. Un’agenda che nasce dalla voce delle imprese, e che prende spunto dall’analisi economica e dai cambianti che il Monte si è trovato a vivere. ANIS vuole dare un contributo all’azione riformatrice in atto nel Paese, che deve accelerare così come deve accelerare la riorganizzazione della PA e la riduzione marcata della spesa pubblica. “La nostra visione pone al centro l’iniziativa privata, quindi i cittadini; la cultura del fare rispetto a quella di attendere l’intervento provvidenziale e gratuito dello Stato che molte volte risponde solo agli interessi dei partiti e dei loro uomini”.

Vediamo, punto per punto, le proposte dell’Associazione.

 

RAPPORTI CON L’ITALIA: CHIARIMENTI PIÙ VELOCI

Il “taglio” dato da ANIS è costruttivo: davanti al Titano ci sono prospettive di sviluppo che aspettano solamente di essere colte e valorizzate. La politica ha il compito e la responsabilità di compiere scelte e azioni specifiche, definite e tempestive. Oggi l’humus su cui muoversi è cambiato rispetto a 12 mesi fa: i risultati positivi fatti registrare nelle relazioni estere – su tutti l’entrata nella white list italiana – devono rappresentare il punto di ripartenza.

A questo proposito, l’agenda di ANIS rimarca che le intese raggiunte “hanno necessità di una precisa gestione tecnica. L’accordo contro le doppie imposizioni con l’Italia, in particolare, deve vederci parte attiva nella definizione dei chiarimenti tecnici operativi necessari, che devono al più presto essere trattati e definiti sul tavolo bilaterale previsto dalla convenzione”.

 

UE SENZA BARRIERE MA CON LA NOSTRA IDENTITÀ

La linea scelta di giungere ad un Accordo di Associazione con l’UE è una soluzione concreta e praticabile che dovrà consentire di partecipare senza più barriere al mercato comune e di cooperare in alcuni specifici settori, salvaguardando al contempo la conservazione dell’ identità di piccolo Stato rispetto alle quattro libertà fondamentali dell’Unione Europea. “E’ una grande sfida che accogliamo con convinzione – rimarca ANIS – e che richiede da subito la non più rinviabile adozione del sistema IVA e, assolutamente fondamentale, il superamento dell’attuale burocrazia nell’interscambio commerciale”.

 

PROMOZIONE DEL SISTEMA E CABINA DI REGIA

Se lo sguardo verso l’Europa sta mettendo a fuoco una serie di obiettivi, al contrario gli Industriali avvertono una certa debolezza per quel che concerne le azioni rivolte all’interno, “lente e incerte, e caratterizzate dalla insufficiente preparazione delle analisi e degli studi che devono sostenere ogni progetto. Iniziative che invece dovrebbero avere un preciso, condiviso, punto di partenza, tempi e costi di esecuzione determinati”.

Da qui l’importanza di creare una cabina di regia per coordinare i diversi progetti indispensabili per riposizionare l’intero sistema paese. Progetti rimasti ancora senza risposta che riflettono purtroppo l’indecisione della politica.

Per quanto riguarda ad esempio la promozione efficace del sistema San Marino è evidente che la Camera Commercio dovrebbe avere un ruolo importante e svolgere i servizi specifici che le sono propri. Invece da anni persiste la volontà di non definirne la mission e non le viene data la possibilità di autofinanziarsi.

 

SERVE PIÙ APPEAL PER GLI INVESTIMENTI ESTERI

E’ giunto il momento, peraltro come d’accordo, di verificare i risultati conseguiti dalla Legge per lo sviluppo.

A questo proposito “è necessario aprire in maniera decisa il Paese agli investimenti esteri in maniera trasparente in cui le informazioni sulle operazioni strategiche vengano condivise anche su un apposito portale web. Non solo, vanno anche ricalibrate i criteri di accesso richiesti agli investitori esteri ed emessi bandi internazionali sostenuti anche da incentivi per giungere alla realizzazione delle principali infrastrutture di cui il Paese si deve dotare.

 

INFRASTRUTTURE DECISIVE, APPALTI PIÙ TRASPARENTI

“A nostro avviso la scelta per cui lo Stato deve farsi carico della gestione di tutti i servizi risponde solo alla politica partitica. Lo Stato deve invece garantire un mercato concorrenziale dei servizi pubblici, il livello della qualità e la trasparenza”.

Gli Stati più efficienti sono quelli che limitano la loro azione agli investimenti necessariamente pubblici. Pertanto lo Stato non dovrebbe mai sostituirsi ai privati negli investimenti ma svolgere un ruolo agevolativo con interventi economici mirati e contenuti per far sì che le poche risorse finanziarie pubbliche disponibili fungano da volano per risorse finanziarie private ben maggiori. Gli appalti e le concessioni pubbliche rappresentano una importante opportunità, ma tra le norme che li regolano non è facile districarsi. Anche recentemente sono stati proposti degli interventi, “e sarebbe auspicabile una semplificazione e metodi di lavoro univoci e condivisi”.

Anche per quel che riguarda l’acquisto del gas metano lo Stato deve fare un passo indietro consentendo alle singole imprese o a consorzi di imprese di approvvigionarsi direttamente, almeno oltre la soglia dei 400.000 metri cubi di consumo annuo, per evidenti ragioni di competitività.

 

INVESTIMENTI PUBBLICI NEI MOTORI DI SVILUPPO

Occorre anche definire le priorità degli investimenti. ANIS ritiene che si debba investire nella realizzazione di taluni servizi prioritari come ad esempio l’atavico problema delle telecomunicazioni in particolare quelle mobili, installando le necessarie infrastrutture davvero dove servono.

Vogliamo anche ricordare che già dall’aprile scorso un gruppo di lavoro interno ANIS ha portato all’attenzione degli organi competenti un nuovo sistema di trattamento dei rifiuti, fondato su di un brevetto sammarinese davvero interessante, che a oggi è ancora in attesa della validazione tecnica dell’AASS.

E’ invece ancora un’ ipotesi di lavoro la proposta di realizzare un bacino idrico in sinergia con i privati per rendere il Paese maggiormente autonomo.

 

ISS: UN PIANO STRATEGICO PER TUTTA LA SANITÀ

L’ISS è l’azienda più grande del Paese, deve essere oggetto di una profonda riflessione “perché attraverso un piano strategico pluriennale può divenire un importante motore di sviluppo del Paese sfruttando una serie di asset competitivi già esistenti e aggiungendone di nuovi”. Anche in questo caso va fatto uno studio per individuare quali comparti possono essere sviluppati al fine di aumentare le entrate e ottimizzare l’utilizzo delle strutture.

 

EDILIZIA: INCENTIVI E APERTURA AI NON RESIDENTI

Il rilancio del comparto edile immobiliare deve essere tra le priorità dell’agenda in quanto è un settore nevralgico e trasversale che riguarda tutti: chi ci lavora, le imprese e soprattutto i patrimoni delle famiglie. Tante sono le tipologie di intervento come ad esempio consentire piccoli ampliamenti delle unità immobiliari, stanziare maggiori risorse per gli incentivi all’edilizia e per chi riqualifica le proprie unità immobiliari (come ad esempio la riduzione dell’imposta monofase), aprire le porte del mercato ai non residenti a scopo turistico e di lavoro, ridefinire le aree urbanistiche per favorire lo sviluppo del comparto commerciale, e quant’altro. E’ urgente un progetto specifico per il rilancio del comparto.

ANIS poi chiede al sistema finanziario “un impegno straordinario per aiutare le imprese a superare le attuali difficoltà consentendo agli istituti di credito di poter acquisire e conservare, senza gli attuali rigidi vincoli di tempo, gli immobili strumentali di quelle imprese che, sollevate da questi costi, potrebbero ripartire sul mercato”.

 

RILANCIO DEL TURISMO E DELLA CULTURA

Il settore del commercio e del turismo deve essere ripensato, favorendo finalmente un’offerta più articolata e di maggiore qualità. Così come gli investimenti nel settore dell’accoglienza turistica, che rappresentano potenti motori di sviluppo da perseguire con determinazione. Ad esempio la realizzazione di un polo museale potrebbe dare qualità alla vita sociale e culturale sammarinese e destagionalizzare i flussi turistici ed abbinata alla stagione teatrale e alle diverse iniziative culturali favorire così lo sviluppo di un sistema di accoglienza di qualità.

 

IMPRESE: PROBLEMI SEGNALATI MA ANCORA SENZA RISPOSTE

Esistono poi una serie di problematiche che riguardano l’operatività di singole imprese se non di interi settori o comparti, più volte segnalate alle Segreterie di Stato competenti, rimaste prive di risoluzione e a volte senza alcun riscontro.

“Questi ritardi o mancate risposte fanno perdere opportunità di mercato e di occupazione alla nostre aziende e rafforzano il nostro convincimento circa la necessità – da noi più volte espressa – che alcuni funzionari vengano incaricati e fungano da referenti nei confronti delle imprese, specie nei rapporti d’interscambio, in modo tale da poterli affrontare e risolvere con la dovuta tempestività”.

Solo alcuni esempi:

 

ESPORTAZIONE PRODOTTI BIO

Tocca un settore con forti possibilità di sviluppo, riguarda la richiesta del Ministero Italiano dell’Agricoltura di far transitare tali prodotti presso una dogana italiana. “E’ del tutto evidente che fra Italia e San Marino non vi sono dogane abilitate a tale scopo, ma in attesa di un nuovo accordo, la situazione resta in stallo”.

 

SETTORE: OTTICA

L’associazione ha segnalato anche un caso del tutto nuovo.

“Nel caso d’importazione da Paesi extra-UE di montature da vista (telai senza lenti) occorre utilizzare le dogane italiane. Da qui il problema: l’Italia è l’unico paese europeo che qualifica le montature da vista come dispositivo medico di classe 1, il che comporta la registrazione presso il Ministero della Salute al fine di ottenere il codice per il nulla osta sanitario. Non potendo importare ed iscriversi a tale Ministero risulta dunque impossibile operare tramite le dogane italiane”.

 

ACQUISTO GAS PER AEROSOL

Il gas propellente per aerosol può essere acquistato solo sul mercato italiano ad un prezzo doppio rispetto a quello europeo che si ripercuote inevitabilmente sulla competitività dei prodotti.

 

FATTURAZIONE ELETTRONICA CON LA PA ITALIANA

Un recente Decreto Ministeriale italiano ha fissato la decorrenza degli obblighi di utilizzo della fatturazione elettronica nei rapporti economici con la Pubblica Amministrazione.

In ottemperanza a tale disposizione, l’Agenzia delle Entrate, a decorrere dal 06/06/2014, non accetta più fatture che non siano trasmesse in forma elettronica secondo il formato indicato nel DM 55/2013.

“La questione riguarda le tante aziende sammarinesi che lavorano con la PA italiana e riteniamo quindi opportuno prendere contatti con l’amministrazione italiana per superare immediatamente tale problematica, ricercando soluzioni a tutela delle nostre imprese”.

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