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Abbattere i costi stampa razionalizzando i flussi

da Redazione

Per La Pitagora è fondamentale dare valore alle persone e all’esperienza. Macrelli: “Non vendiamo macchine ma offriamo un servizio a 360°”.

 

di Daniele Bartolucci

 

La Pitagora di Macrelli Gian Carlo nasce nel lontano 1976 come piccola azienda di servizi orientata al mondo dell’ufficio; e come la ragione sociale ne dimostra, il fondatore è Gian Carlo Macrelli che prima di avviarne l’attività, forma il suo curriculum all’interno di Ranxerox (ora Xerox). Quest’ultima è un’azienda americana leader mondiale nel fervente panorama delle macchine per ufficio che per prima convince il pubblico con un concetto estremamente innovativo per l’epoca: perché acquistare un fotocopiatore quando è possibile noleggiarlo? Nell’azienda statunitense Gian Carlo Macrelli trascorre due anni e mezzo e si rende ben presto conto dell’enorme richiesta di macchine da scrivere, calcolatrici, ciclostile, macchine contabili, effetto di un mercato in forte espansione.

E, dato che nella piccola Repubblica sammarinese non esisteva alcuna struttura che offrisse tali servizi, l’idea si trasforma in realtà. Ecco nascere un sodalizio vincente con Olivetti, capofila al tempo nell’automazione completa dell’ufficio, di cui Macrelli diventa concessionario esclusivo per il territorio sammarinese.

Come dicevamo La Pitagora viene fondata nel ’76 ma dal 1978 Macrelli “tiene il piede in due staffe” e riesce ad avviare, assieme ad altri concessionari una Software House (Esa Software) tuttora operativa con sede a Rimini che nel giro di qualche anno raggiunge un successo a dir poco strepitoso con il gestionale Spiga studiato per le piccole-medie imprese e per gli studi commerciali.

Entrambe le attività procedono a gonfie vele, ma data l’ottima risposta del mercato locale, Macrelli decide di convertirsi esclusivamente alla “sua” Pitagora e a partire dai primi anni ’80 vi dedicha anima e corpo, inaugurando la nuova sede di Via XXV Marzo nel 1994.

 

NOLEGGIO E CONSULENZA: SI VENDE UN SERVIZIO

Memore della “dottrina Ranxerox” secondo la quale il valore aggiunto non sta nella macchina ma nel servizio offerto assieme alla macchina, Macrelli orienta la sua attività in questa direzione. Il prodotto finale è senz’altro il foglio stampato, ma per arrivare a questo è necessaria una razionalizzazione del lavoro per evitare inutili sprechi di risorse, e poter canalizzare il personale verso altre attività ben più qualificanti. Spesso nelle aziende, soprattutto di medie dimensioni, si rileva un impiego poco efficiente del parco macchine e una perdita totale della cognizione di quanto effettivamente si stia stampando. E sono proprio queste realtà che si prestano al concetto di “pay per page” ovvero “paghi in relazione al lavoro effettivo che sviluppi”. I vantaggi sono innumerevoli: nessun costo iniziale per l’acquisto delle macchine; enorme flessibilità data la versatilità della formula che si plasma alle mutate esigenze; costi certi e prevedibili; nessuna spesa per lo smaltimento dell’hardware a fine vita. Tutto questo si traduce in maggiore liquidità e fruibilità di un ottimo servizio con il minimo investimento. Proviamo ora a capire dalle parole di Macrelli come si realizza nel dettaglio una migrazione di questa portata. “Per prima cosa è fondamentale un sopralluogo da parte dei nostri tecnici per fotografare la situazione attuale ‘as it is’, capire quante macchine operano, dove sono posizionate, quante copie realizzano, quante in bianco/nero e quante a colori ecc. A questo punto si prepara un progetto di razionalizzazione dei flussi documentali e si ottiene una situazione ottimizzata (sulla base del nostra esperienza, possiamo affermare con orgoglio che mediamente la riduzione del numero di multifunzione è nel rapporto di tre a uno). Inizia poi una fase operativa di installazione delle nuove macchine (ritirando quindi quelle obsolete) e della messa in funzione di un software che permetterà di avere un controllo diretto su tutto il parco macchine in qualsiasi momento, con feedback continui sullo stato di ciascuna apparecchiatura. Il supervisore potrà pertanto monitorare la situazione, budgettizzare le copie, calmierare le stampe senza mai perdere cognizione del lavoro che si sta realizzando. Un analisi di questo rilievo non è certo cosa da poco, prevede una formazione continua del personale interno, corsi di aggiornamento, investimento di tempo e risorse per disporre di competenze adeguate all’altezza di ciò che si va a proporre. Avremmo potuto vendere una macchina, ma abbiamo preferito dare valore alle persone. Ed è questo ciò che abbiamo realizzato con successo sia per la Cassa di Risparmio di San Marino sia per la Banca di San Marino”. Riorganizzazione, ottimizzazione, risparmio ed efficienza: questi sono gli obiettivi da raggiungere, è questo il servizio offerto oggi da La Pitagora.

 

MENO INQUINAMENTO: LA SCELTA DI TOSHIBA

L’aspetto economico è importante, ma oggi le scelte aziendali, soprattutto se si tratta di enti pubblici come quelli a cui La Pitagora offre servizi (il settore appalti italiani è il vero core business dell’impresa sammarinese), sono vincolate anche ad altri fattori, tra cui sta emergendo in maniera evidente quello dell’impatto ambientale: l’appeal di un servizio o di un’azienda aumenta in proporzione alla diminuzione degli effetti negativi sull’ambiente. “Basti pensare che nell’ultimo bando della Regione Lombardia”, spiega Macrelli, “il 6% della valutazione complessiva è dato dalla possibilità di spostare la carta con veicoli green, siano essi elettrici, a gas o ibridi. C’è un’attenzione crescente su questi aspetti ed è un bene, perché ridurre l’inquinamento e soprattutto lo spreco di risorse ambientali è una sfida a cui tutti si devono sentire vincolati. Sono obiettivi che la nostra azienda si è impegnata a portare avanti nel tempo e che sono alla base della nostra impresa e dei servizi che offriamo alle aziende. Anche per questo abbiamo scelto un partner come Toshiba, che non è solo un marchio leader a livello mondiale, ma un’azienda che ha sposato in pieno questi impegni. Non a caso è stata già certificata come poco energivora, ma soprattutto è una delle poche aziende nel mondo a impegnarsi concretamente per la riduzione dell’impatto ambientale generato dalla sua stessa attività: per ogni macchinario Toshiba c’è una scheda esplicativa di quanta Anidride Carbonica (C02) viene rilasciata nell’ambiente dall’utilizzo dello stesso e ciò viene poi compensato con la piantumazione di nuove piante in determinate zone del pianeta. Non solo, tutti i macchinari Toshiba sono costruiti con materiali per la maggior parte riciclabili, certificati anche questi tra i migliori al mondo.

Insomma, il ‘matrimonio perfetto’ per La Pitagora, che già garantisce un risparmio energetico e di carta non indifferente. E in prospettiva anche di inchiostro, visto che grazie a Toshiba abbiamo a disposizione una nuova macchina che ne utilizza uno cancellabile. Un’altra innovazione che La Pitagora non poteva farsi sfuggire.

 

TOSHIBA: LA PRIMA CON IL TONER CANCELLABILE

L’ultimo modello in casa Toshiba concentra in una sola macchina la filosofia de La Pitagora: ridurre, riutilizzare e riciclare. Tre ‘r’ che costituiscono la base della consapevolezza ambientale. La Toshiba E-studio 306lp, infatti, rende possibile il riutilizzo della carta ed è l’unico multifunzione al mondo ad utilizzare toner cancellabile. Prima della cancellazione i documenti possono essere convertiti in file elettronici ed archiviati. Oltre a questo permette il riutilizzo dei fogli già stampati e risparmio dell’80% delle risorse naturali.

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