Home FixingFixing Imprese, un 2014 stazionario ma ora c’è voglia di investire e competere

Imprese, un 2014 stazionario ma ora c’è voglia di investire e competere

da Redazione

Questionario ANIS: fatturati stabili e meno CIG fanno ben sperare per il nuovo anno. Innovazione e riorganizzazione i binari su cui si muoveranno le imprese del territorio.

 

Voglia di fare impresa, di competere. E questo nonostante il perdurare della crisi dei mercati. E’ quanto emerge da un sondaggio interno composto da oltre 20 domande e che è stato effettuato dall’Associazione Nazionale Industria San Marino tra le associate: una fotografia che ci aiuta a capire gli sforzi e il grande impegno che le aziende ogni giorno impiegano per lavorare.

Parliamo di un “campione” e non di tutte le “aziende ANIS”. I risultati comunque rappresentano un’interessante indicazione sullo stato di salute delle imprese – o almeno: di una parte – del territorio. Le risposte sono pervenute prima dell’entrata del Titano nella white list italiana del Titano: un passaggio che di certo avrà influenze positive già dai primi mesi del 2015.

 

FATTURATO

Il primo dato che emerge è quello che riguarda i fatturati che, complessivamente, hanno “resistito”: per oltre il 50% del campione l’asticella si è alzata o è rimasta invariata. Nel dettaglio, è stato “stazionario” per il 27% e in “lieve aumento” per un’azienda su quattro. Per completezza di informazioni, le altre risposte (diminuzione, lieve diminuzione e aumento) si sono attestate tra il 14% e il 16%. Per quel che concerne le previsione di fatturato per il primo semestre del 2015, il 51% ha risposto “stazionario” mentre per un complessivo 14% sarà o in aumento o in lieve aumento. I rapporti di lavoro con il mercato italiano, ancora oggi quello di riferimento per molte imprese del Titano, sono confortanti: il 70% delle risposte spaziano tra “stazionario” (49%), “lieve aumento” (14%) e “aumento” (7%). Per meno di un’azienda su cinque invece la previsione è negativa. Per quel che concerne l’Europa, la curva a rialzo è ancora maggiore: tra i due stipiti – ovvero tra “stazionario” e “in aumento” – ritroviamo il 90% delle risposte. Un trend che ricade anche per chi opera con “il resto del mondo”: anche qui tra “stazionario” e “in aumento” ricadono oltre il 75% delle risposte.

 

OCCUPAZIONE

Le imprese prese a campione hanno “retto” l’urto della crisi: l’occupazione del 2014 rispetto a quella del 2013 per due aziende su tre è rimasta invariata. Interessanti gli oltre 15 punti percentuali di chi ha assunto nuovo personale. Le previsioni occupazionali per il nuovo anno parlano, per tre aziende su quattro, di una conferma della forza-lavoro attuale.

I dati sulla Cassa Integrazione Guadagni, sempre tra il 2013 e il 2014, sono sufficientemente confortanti, nonostante la conferma del ricorso all’ammortizzatore sociale. Per oltre il 60% degli intervistati non sono state presentate domande (per la precisione, il 63% del campione ha risposto “nessun ricorso”). E’ stata invece “stazionaria” per oltre il 16%. Il 10% delle risposte invece sono spaziate tra “lieve aumento” e “aumento”. Le previsioni per il 2015 ricalcano a grandi linee quanto emerso nella risposta precedente: il 58% non farà ricordo, mentre per un’azienda su quattro il ricorso alla CIG sarà “stazionaria”.

 

BREVETTI E MARCHI

Nel 2014 nessuno tra gli intervistati ha registrato nuovi marchi. Qualcosa di più è stato fatto per quel che concerne i brevetti: i “sì” sono stati il 5%.

 

NUOVI PRODOTTI

Nel 2014 il 60% non ha messo in vendita nuovi prodotti. Quattro aziende su dieci invece hanno “lanciato” almeno una proposta.

 

INNOVAZIONE

Un’azienda su due, nel 2014, ha innovato i processi produttivi e l’organizzazione del lavoro.

 

INVESTIMENTI

Lo scorso anno sei imprese su dieci non hanno effettuato investimenti in macchinari. Oltre il 60% degli intervistati invece ha investito in attrezzature. In immobili invece investimenti quasi nulli. Alla domanda “altri investimenti” le risposte sono state per il 75% “no” e per il 25% “sì”.

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