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San Marino, Consiglio Grande e Generale: passa la riforma del Catasto

da Redazione

Approvata con 27 voti a favore, 13 contrari e 6 astenuti. Il report dell’agenzia Della Torre.

 

SAN MARINO – La riforma del Catasto, “Regolamento per la conservazione e l’aggiornamento del catasto terreni e fabbricati”, terminato l’esame dell’articolato, è infine approvato con 27 voti a favore, 13 contrari e 6 astenuti. L’Aula passa quindi ad affrontare il progetto di legge di modifica al Piano Regolare Generale “per l’attuazione di interventi a favore delle imprese e per la realizzazione di infrastrutture pubbliche”. Il dibattito si apre con gli interventi di Stefano Canti, Pdcs, ed Elena Tonnini, Rete, che leggono rispettivamente la relazione di maggioranza e quella di minoranza.

Il dibattito proseguirà oggi, nell’ultimo giorno della sessione consiliare di Gennaio.

Di seguito una sintesi degli interventi della seconda parte della seduta.

Comma 12. Progetto di legge – “Modifiche alla Legge 29 gennaio 1992 n.7 – Piano Regolatore Generale (P.R.G.) per l’attuazione di interventi a favore delle imprese e per la realizzazione di infrastrutture pubbliche”

Stefano Canti, Pdcs, relatore di maggioranza: “Il Progetto di Legge ‘Modifiche alla Legge 29 Gennaio 1992 N.7 – Piano Regolatore Generale (P.R.G.) per l’attuazione di investimenti a favore delle Imprese e per la realizzazione di Infrastrutture Pubbliche’ è stato esaminato dalla competente Commissione consiliare permanente il 6 novembre scorso. I lavori si sono svolti in un clima particolarmente pacifico grazie al preventivo confronto che il segretario di Stato per il Territorio ed Ambiente, Antonella Mularoni, ha voluto effettuare con i consiglieri di maggioranza e minoranza. Nella sostanza il progetto di legge individua alcune modifiche di destinazione urbanistica all’attuale strumento di pianificazione generale del territorio per agevolare nuovi investimenti a favore di quelle imprese che manifesteranno interesse nei confronti della Repubblica di San Marino, nonché per la realizzazione di nuove ed importanti infrastrutture pubbliche necessarie al miglioramento della viabilità lungo la superstrada ed al miglioramento dei pubblici servizi quali: la realizzazione di impianti di depurazione delle acque, lo spostamento della sottostazione elettrica sita in località Cailungo ed altro ancora di cui mi soffermerò a spiegare in seguito.

Con questo provvedimento riteniamo possa essere effettuato un ulteriore passo in avanti in termini di sviluppo economico in quanto, dopo l’approvazione della legge in materia di sostegno allo sviluppo economico e all’emanazione del relativo decreto attuativo, anche il provvedimento in oggetto – per la parte relativa all’introduzione della funzione commerciale in via sperimentale all’interno delle Zone Produttive di Rovereta Gavazzano e Gualdicciolo – si pone come obiettivo il rilancio dell’economia del Paese ed in particolare la creazione nuovi posti di lavoro. Prima di passare ad una breve descrizione sul contenuto di ogni singolo articolo, mi sia consentito rispondere ad alcune affermazioni dei consiglieri di minoranza durante il dibattito in apertura del comma. A più riprese la minoranza ha imputato al governo e alla maggioranza di procedere con un metodo schizofrenico nell’adozione di provvedimenti e come il Progetto di Legge in oggetto sia composto da interventi spot a dimostrazione di una mancanza di una pianificazione globale. Alcuni consiglieri di maggioranza e il segretario di Stato per il Territorio hanno risposto di aver adottato la scelta di intervenire con piccole modifiche alle attuali destinazioni urbanistiche piuttosto che procedere con un nuovo Prg in quanto avrebbe richiesto studi preliminari molto più lunghi ed approfondimenti più generali. Mentre la predetta variante come già detto, costituisce una modifica dell’attuale Prg resasi necessaria dal mutamento delle condizioni economiche e dal sopraggiungere di nuove esigenze per individuare nuove forme di incentivo per lo sviluppo economico e per consentire il rispetto dei tempi prefissati dal governo per la realizzazione di alcune infrastrutture pubbliche. E’ diretta a dare una nuova sistemazione urbanistica ad intere zone con particolare riferimento alle zone produttive di Rovereta, Galazzano e Gualdicciolo o ad alcune sue parti, senza dar luogo con ciò, alla modifica integrale del vigente Prg.

In definitiva governo e maggioranza ritengono di aver apportato – rispetto al testo approvato dal Consiglio Grande e Generale – integrazioni con il preciso scopo di migliorare il testo originario. Nell’ambito della votazione finale del Progetto di legge va segnalata l’astensione dei partiti di minoranza, infatti, il Progetto di Legge comprensivo degli emendamenti accolti, è stato approvato con 9 voti favorevoli e 5 astenuti. Concludo, auspicando che il Progetto di Legge emendato dalla IV Commissione consigliare permanente possa essere definitivamente approvato a larga maggioranza dall’aula consiliare”.

Elena Tonnini, Rete, relazione di minoranza:

“Intesa per il Paese ha espresso parere di astensione sulle variazioni al Prg, Rete e la coalizione cittadinanza attiva hanno espresso parere contrario per i motivi seguenti.

La legge sul Prg non affronta il tema, quanto mai urgente, della revisione dei principi per la creazione di un nuovo sistema di pianificazione territoriale. Questo Pdl parte dallo strumento originario del Prg, ormai molto datato, che ha già da tempo rivelato enormi limiti nel riuscire a rispondere in modo adeguato alle esigenze della società che è molto cambiata. Si è preferito portare ad esso una serie di ritocchi disgiunti in aree diverse del territorio modificando la destinazione originaria di singole particelle e rimandando ancora una volta al futuro la necessità di una visione più ampia e intersettoriale. Per questo non si può ancora parlare di pianificazione territoriale ma di un approccio sconnesso che se da una parte cerca di affrontare problemi annosi (come quello della sottostazione elettrica) dall’altra a volte assume il sapore dell’espediente e dell’improvvisazione o comunque non valuta tutte le opzioni possibili. E’ un peccato che venga mancata l’occasione di cogliere una pianificazione più unitaria e completa, che eviti di promuovere interventi spot, anche in vista della maturazione dell’esigenza di un approccio territoriale differente anche da parte di molti professionisti del settore. Ci troviamo di fronte a un documento tecnico che dovrebbe valutare la possibilità di essere reso leggibile da parte di tutti. Questo sarebbe possibile ad esempio inserendo già nella legge le intenzioni e gli obiettivi specifici per ogni intervento e non solamente generici cambi di destinazione. A livello di metodo quello che salta agli occhi è la differenza tra principi espressi nella relazione iniziale e il contenuto della legge. Laddove infatti la relazione esprime delle intenzioni di intervento, la legge traduce semplicemente la destinazione delle aree interessate senza definire ulteriori parametri. Eppure l’indicazione della destinazione apre un ampio ventaglio di possibilità di intervento: se la legge non esprime parametri più specifici su ciò che si intende realizzare le intenzioni restano a livello di relazione mentre la legge lascia semplicemente in eredità a decisioni future ciò che effettivamente si realizzerà. Stabiliere che un’area da uso agricolo passa a uso servizi non ci indica che cosa verrà realizzato in quanto la definizione “area servizi” presuppone vaste possibilità di intervento (banche, commercio, alberghi, uffici etc.). Questo clima di incertezza rispetto all’eredità che la legge lascia è ancora più alimentato dall’incertezza politica di un Governo in fase di verifica sia a livello programmatico che a livello di equilibri e rapporti interni. Tutto questo si traduce in una modifica sostanziale della stessa legge dalla prima alla seconda lettura attraverso emendamenti del Governo alla propria legge”.

Antonella Mularoni, segretario di Stato per il Territorio:

“E’ un progetto portato in prima lettura dal mio predecessore. E’ una variante con obiettivi trasparenti, mira a favorire il Paese dando destinazione anche commerciale ad aree più votate a questo settore. Abbiamo incontrato la cittadinanza dei Castelli interessati e modificato il testo della prima lettura per tenere conto delle proposte emerse anche in queste sede. A livello di Giunte e della cittadinanza non ci sono state obiezioni alla normativa. Per Domagnano abbiamo provveduto a modificare una delle due rotonde, per cui c’era contrarietà della popolazione. Una delle questioni più controverse, rispetto cui abbiamo registrato sensibilità, nel Castello di Acquaviva, era la proposta di prevedere un’area di compostaggio,. Ci sono state espresse molte riserve dai cittadini. Ci sembra di aver trovato una soluzione, anche se non riscuote l’approvazione di tutta la minoranza, ma è stata accolta anche dalla Commissione per le politiche territoriali e in generale alle persone cui l’abbiamo presentata. Abbiamo previsto tutta una serie di procedure prima di arrivare alla realizzazione dei centri di compostaggio. Non ne vogliamo fare decine. Dagli abitanti di Acquaviva ci è stato chiesto di valutarne non solo uno, ma diversi in più Castelli. Parliamo di rifiuti organici, non di sostanza pericolose, abbiamo previsto la possibilità di insediarli anche in zone agricole. Credo troveremo soluzioni che renderanno i cittadini più contenti di quella individuata in origine.

Abbiamo previsto per i centri storici una politica di monetizzazione dei posti auto per far vivere i centri storici e per permettere ai privati di usufruire degli spazi pubblici contribuendo alla collettività. Non vorrei si facesse passare che l’intervento recherà ancora più pregiudizio a un territorio che nei decenni ha subito ferite. E’ piano che dà risposta ad esigenze pubbliche, non private, coniugandole alle esigenze di crescita sul piano economico del Paese. Speriamo di coniugare al meglio questi obiettivi. Sono state previste garanzie per escludere indebiti arricchimenti”.

Paolo Crescentini, Ps: “Confermo la posizione del Ps in sede di Commissione, il voto di astensione della coalizione Intesa è stato messo in risalto anche dalla relazione di minoranza. Il progetto prevede infatti diverse pratiche, su alcune delle quali c’erano perplessità, come quella sul compostaggio, mentre su altre di pubblico interesse per servizi e strade non c’è alcuna contrarietà. Anzi su Galazzano invitiamo in particolare il governo a proseguire. Forti perplessità le abbiamo espresse anche sulle rotonde, non per la sicurezza, in alcuni casi lungo superstrada si sono rivelate importanti. Personalmente ben venga farla anche a Domagnano in zona Croce, in altre aree sinceramente le vediamo eccessive, come all’area ex Serenella. Si rischia di creare tante rotonde in pochi chilometri di strada. Il nostro è stato un voto di astensione che confermeremo in sede di giudizio finale. Auspico ci sia la volontà di affrontare in Aula un Prg che possa valere per almeno tanti anni senza dover intervenire sempre con varianti per mettervi pezze”.

Marino Riccardi, Psd: “E’ stata individuata una zona per un centro ippico a Gaviano. Viene individuata un’area a Cailungo per ovviare al problema della centrale elettrica, che andrà nella zona dei laghi, non abitata e calanchiva. A Gualdicciolo, Rovereta e Galazzano i capannoni industriali possono diventare commerciali. Sono importanti anche, per mettere in movimento l’edilizia. Perché? Il fatto è che oggi traforando zone industriali in commerciali comporta riconvenire gli immobili. Da tre capannoni magari ne resteranno due, e uno diventerà parcheggio, per esempio. Rovereta, in quanto zona di confine, è molto appetibile per il commercio al dettaglio. Dobbiamo spostare l’attenzione nel reparto commerciale al dettaglio, che può dare occupazione e introiti fiscali non indifferenti. Sono pienamente favorevole alle varianti”.

Manuel Ciavatta, Pdcs: “Qualcuno riteneva più opportuno mettere mano al piano regolatore generale. Ma oltre a un intervento complessivo si possono individuare interventi che possono risolve criticità, come la viabilità, che in questo progetto di legge viene interessato. Ci sono elementi interessanti su scelte strategiche su impianti di compostaggio e depurazione. Vengono definite zone servizi in cui i servizi andranno posti, è importante, come il fatto che ci sia stata unanimità su alcuni interventi. Il territorio è di tutti, e per quanto ci sia divergenza di visione, certe scelte sono ben definite. La trasformazione di alcune aree produttive in commerciali, che ricade nelle zone di confine, è volto a consentire l’attrazione di chi viene dall’Italia. La scommessa è che alcune intere aree, in maniera totale, diventino a indirizzo commerciale”.

Augusto Michelotti, Su: “Nessuno nel Paese pensa che alcune cose vengono fatte per creare danno. Ma questo modo di ragionare sul territorio andava gestito in modo che queste cose venissero previste anni fa, e non dopo le disgrazie. La messa in sicurezza della superstrada è un’emergenza irrimandabile. Ci sono parcheggi lungo la superstrada, le macchine fanno manovra sulla carreggiata in maniera pericolosa. Un Paese civile e moderno non può vivere con gli effetti di un piano regolatore così datato. Dobbiamo programmare in maniera vera, basta con interventi casuali. I cambiamenti contenuti nelle varianti sono venuti fuori da confronti con la popolazione che rilevano un aspetto molto positivo di agire. La cittadinanza va sempre coinvolta in queste scelte. In passato in zone servizi sono state costruite abitazioni residenziali sfruttando il concetto di potenziale edificabilità di un’area, creando abusi abbastanza antipatici, perché le zone servizi sono destinate a fare cose utili per tutti. La trasformazione di aree industriali in commerciali va bene, ma bisogna rilevare che è già in atto, si fa commercio all’ingrosso o di grandi firme. Non va bene, perché la signora che va a fare spesa con la carrozzina cammina sulla strada dove passano tir. Ciò non deve esistere. I mezzi pesanti non devono venire in contatto con gli altri, occorre diversificare la viabilità. Altrimenti la gente muore. Lo spostamento della sottostazione secondo me va fatto in tutt’altro modo. Si è scoperto che l’energia si può portare con conduttori meno invasivi e più economici, senza i pali e i fili dell’alta tensione. Il rapporto di spesa fra lo spostamento della sottostazione e invece il mantenimento dove c’è ristrutturando la struttura è di uno a sette. Se spendo 3 per metterla a posto spendo 21 per portarla altrove. Non è conveniente”.

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