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San Marino, Consiglio Grande e Generale: la riforma del catasto

da Redazione

Gerardo Giovagnoli, Psd, relatore di maggioranza: “Il provvedimento si basa su principi di equità, trasparenza e comprensibilità, dinamicità, progressività”. Il report dell’agenzia Della Torre.

 

SAN MARINO – La seduta consiliare odierna riprende dal Comma 10 con il dibattito sui progetti di legge presentati in prima lettura da Governo e da Upr che intervengono sulla normativa per il rilascio di permessi di soggiorno e residenze. L’Aula passa quindi ad affrontare la Riforma del catasto, in seconda lettura, su cui si apre prima il dibattito, con le relazioni di maggioranza e minoranza, e poi inizia l’esame dei 47 articoli del progetto di legge.

Di seguito una sintesi degli interventi della prima parte della seduta odierna.

COMMA 10. – Progetto di legge “Modifica della Legge 28 giugno 2010 n.118 e successive modifiche (Legge sull’ingresso e la permanenza degli stranieri in Repubblica)”. Prima lettura

– Progetto di legge “Modifiche ed integrazioni al Decreto – Legge 28 dicembre 2011 n.204 e alla Legge 28 giugno 2010 n.118 – Legge sull’ingresso e la permanenza degli stranieri in Repubblica”. Prima lettura.

Matteo Fiorini, Ap: “E’ un passaggio importante, da mesi si lavora alla modifica della legge 118. Queste proposte salvano l’impianto del 2010 che è giusto e intervengono in particolare sulla discrezionalità della Commissione esteri nel valutare certe proposte. Spesso accade che le richieste di residenza siano vincolate a parametri che la Commissione valuta, su investimenti, posti di assunzione. Si esaminano i business plan e se sono credibili la commissione concede le residenze. La commissione però non fa poi controlli successivi negli anni per verificare se le condizioni ala base del rilascio di licenza siano state portate avanti. E’ un adempimento che la Commissione può fare a prescindere dal disposto di legge, però sarebbe utile se si trovasse il modo di inserirlo nella legge, l’investitore serio vuole chiarezza nelle regole”.

Marino Riccardi, Psd: “La residenza è un tema delicato, ieri si è discusso di Europa e oggi come non mai occorre avere una legge chiara su come si acquisisce la residenza e su come si perde. A distanza di 4 anni dalla legge è necessario apportare modifiche, per i riscontri avuti nell’applicazione della legge del 2010. Questa norma interviene sulle difficoltà per gli imprenditori, risolve problema dei permessi di soggiorno di lavoro di 11 mesi, in particolare per le badanti. Questo viene esteso per 12 mesi. Viene risolto poi il problema per l’affido dei minori, delle coppie di fatto, anche dello stesso sesso. Su questi argomenti noi e il Pdcs abbiamo trovato una mediazione, abbiamo fatto un grande lavoro, come governo e maggioranza, per trovare un punto di incontro. Sono convinto che sui diritti civili è difficile fare una mediazione, ma un passo alla volta ci si avvicina alla meta finale. Ben vengano infine contributi per migliorare la legge, è opportuno che ci sia la collaborazione di tutto il Consiglio su questi temi”.

Alessandro Mancini, Psd: “Non è facile leggere questa legge, c’è un continuo rimando a decreti e leggi passate, è un vizio che credo sia ora di cambiare. Invito il segretario di Stato che quando si arrivi in Commissione esteri ci sia un testo più leggibile. Parliamo tanto di attrazione di investimenti e questo si ha con leggi più semplici”.

Luca Santolini, C10: “Anche io volevo sottolineare che quando si prende un progetto di legge con continui rimandi a tre normative di modifica successive alla 118, poi ai decreti legge, in questo caso come in altri, sarebbe cosa buona e giusta lavorare per una semplificazione normativa per fare in modo che chi abbia bisogno di fare domanda di residenza abbia un testo unico chiaro e comprensibile. Sui contenuti concordo con gli interventi, sono contenuti importanti e che sanano situazioni che hanno creato finora problemi”.

Massimo Ugolini, Pdcs: “Questo progetto va a migliorare un testo già buono del 2010. Le residenze sono un tema comunque importante, da affrontare nell’ottica del negoziato sull’Ue. C’è poi un passaggio importante legato al soggiorno vacanza-studio e lavoro, in ottica di agevolare le future generazioni e per l’interscambio tra giovani. Poi c’è la parte riferita all’attrazione di investimenti in territorio, dobbiamo ragionare nell’ottica di incentivare residenze qualificate che possano portare posti di lavoro”.

Ivan Foschi, Su: “Noi non siamo presenti in Commissione esteri, sulla legge per le residenze quindi non abbiamo diritto di parola nella fase di formazione della legge, ci limitiamo a considerazioni iniziali e in seconda lettura. Alcune osservazioni: rimane ampio spazio di discrezionalità alla Commissione. Poco sposta il fatto che certe scelte passino dal congresso di Stato alla commissione Affari esteri, dove c’è sempre la stessa maggioranza, è comunque un organismo politico”.

Federico Pedini Amati, Ps: “Rispetto alle residenze per imprenditori ci siamo dati in Commissione esteri determinati meccanismi da seguire rispetto a occupazione e investimenti, però se queste regole diventano più certe per tutti e meno discrezionali è sicuramente un passo avanti. Nel merito entreremo in Commissione affari esteri. All’articolo 12, che dà agli stranieri il permesso di convivenza more uxorio, sottolineo che se si intende una convivenza legata al diritto di famiglia, quindi tra uomo-donna, non rispetta l’intenzione più ampia sottoscritta con l’Odg che prevedeva la convivenza anche a persone dello stesso sesso. Se si lascia l’accezione more uxorio resta il vincolo legato al diritto di famiglia, questo punto, di fatto, non consente la convivenza a persone dello stesso sesso. Se rientra al punto successivo come convivenza ‘a fini solidaristici’ è ipocrita e offensivo, non è dignitoso”.

Gian Matteo Zeppa, Rete: “All’articolo 33 trovo giusta l’indicazione di fare il testo unico, meno giusto però è impostarlo sui 90 giorni. Chiedo se c’è disponibilità ad abbassare questo arco temporale. Rispetto la discrezionalità, ci sono alcuni casi, in particolare rispetto ai ricongiungimenti familiari e richieste per motivi sanitari, in cui i commissari danno il loro parere con discrezionalità. C’è una miglioria da questo punto di vista nell’articolato proposto. C’è anche quanto evidenziato sulla difficoltà di recepimento dell’istanza d’Arengo famosa, resta il termine ‘more-uxorio’. Resta poi la convivenza ‘per fini solidaristici e mutuo aiuto’, bisogna capire bene cosa si intenda. Il progetto ha manchevolezze che saranno discusse in Commissione, ma è un passo avanti”.

Pasquale Valentini, segretario di Stato per gli Affari esteri: “Dal dibattito è emerso che condividiamo l’impianto precedente e la necessità di modifiche per dare risposte alle problematiche emerse. Rispetto al tema toccato dal consigliere Fiorini e ripreso da altri, ovvero la discrezionalità della commissione e la necessità di controlli e verifiche successive, la modifica tenta di fare un passo avanti, cercando di identificare in modo più preciso competenze e procedure. Anche io credo che la discrezione possa esserci in alcuni ambiti di valutazione, se una tipologia di impresa può essere utile al paese per esempio, ma non lo può essere su requisiti oggettivi e su procedure. Un problema che si pone è che al momento abbiamo tre percorsi diversi per accedere a residenze e permessi soggiorni, non è escluso che in sede di Commissione non si trovino collegamenti non attivati, tra legge e decreto sviluppo, decreto start up. Ci sono percorsi diversi per ottenere lo stesso risultato. Sula necessità di semplificare c’è un articolo della legge che dà il compito di scrivere il testo unico. Vedremo in Commissione se passare da 90 a 60 giorni per il termine della stesura, esiste un testo consolidato che mette insieme i cambiamenti fatti, non dovrebbe essere un percorso complicato. Sui dubbi sul fatto che la legge risponda o no all’istanza d’Arengo per estendere i permessi di convivenza a persone dello stesso sesso: la modalità scelta è stata di introdurre una tipologia di convivenza che non faccia discriminazione, questo non dovrebbe più impedire che persone dello stesso sesso possano decidere di stabilire una convivenza. Non si è voluto togliere il more uxorio perché ha una sua collocazione giuridica nel diritto di famiglia. Vorrei tener conto della proposta Upr, già contemplata nel nostro progetto di legge. Credo si possa unificare il percorso se loro saranno d’accordo. Auspico di convocare la commissione in tempi brevi per risolvere diverse situazioni in attesa”.

Marco Podeschi, Upr: “Se quanto da noi proposto sarà interno al Pdl del governo non vedo condizioni per portarlo avanti. Valuteremo in commissione”.

Comma 11. Progetto di legge “Riforma del Catasto: regolamento per la conservazione e l’aggiornamento del catasto terreni e fabbricati”. Seconda lettura

Gerardo Giovagnoli, Psd, relatore di maggioranza: “Il provvedimento si basa su principi di equità, trasparenza e comprensibilità, dinamicità, progressività. Si è partiti dai testi di riforma già elaborati dai governi precedenti che costituivano un’ottima base. Si è ritenuto fondamentale descrivere più dettagliatamente i criteri con cui verranno definiti i nuovi estimi catastali. Il principio fondamentale è la definizione di un Catasto dei Valori a fianco di quello esistente basato sulla Rendita, per dare uno strumento in più di controllo del territorio e per una maggiore trasparenza negli atti di compravendita e nei confronti dei cittadini. Come amministrazione si riuscirà meglio a comprendere l’evoluzione del territorio attraverso strumenti più all’avanguardia e più precisi. Ai fini della tassazione si mantiene il Catasto Reddituale, aggiornato sulla base dei nuovi estimi, mentre per la trasparenza delle compravendite e per l’aggiornamento periodico delle rendite è indispensabili l’istituzione di un Catasto dei Valori. Il decreto 26 ottobre 2010 istituiva delle sanzioni per chi entro 180 giorni non presentava la denuncia di variazione di consistenza all’Ufficio del Catasto. Il sistema sanzionatorio viene mantenuto e specificato. Vengono introdotti dei paletti alle lottizzazioni in zona agricola. Frazionare grandi appezzamenti in lotti da 1.000 metri quadri con annessa strada per servire i vari lotti è valutata come intenzione di costruire in zona agricola o comunque non edificabile, da noi finora si poteva fare, ora non più. Un altro importante obiettivo che si è inteso ottenere era allineare l’operatività tra Ufficio Urbanistica e Ufficio Tecnico del Catasto poiché l’accatastamento diventa documentazione obbligatoria da presentare ai fini dell’abitabilità in modo da rendere molto più leggibili i dati e velocizzare l’operatività degli uffici con un incremento del servizio offerto ai cittadini”.

Augusto Michelotti, Su, relatore di minoranza: “I cambiamenti tecnologici degli ultimi anni avrebbero dovuto stimolare una benché minima forma di adeguamento alle nuove tecniche sia di rilievo e misurazione topografica che di di rappresentazione cartografica ed elencazione dei dati descrittivi e valoriali degli immobili. Oggi sarebbe possibile accedere ai documenti catastali direttamente dal proprio pc di casa: dico sarebbe perché non tutti i dati a disposizione del Catasto oggi sono disponibili per la visura catastale. Eppure il ruolo più importante del Catasto è proprio quello di garantire informazioni ai cittadini. La legge è divisa in sei capitoli e 47 articoli e presenta il difetto classico delle leggi di ultima generazione e cioè un continuo e reiterato ricorso ai decreti delegati e ai successivi regolamenti attuativi emessi dal Congresso di Stato su proposta dell’ufficio del catasto. Questo vezzo impedisce di avere leggi complete e ragionate che diano il senso definitivo di una legge senza continui rimbalzi a successive interpretazioni e regolamentazioni. Altro elemento costante nel rapporto tra maggioranza e minoranza nell’approvazione delle leggi, sia in commissione che in consiglio grande e generale, è la bocciatura costante degli emendamenti della minoranza anche se a volte meriterebbero un’attenzione diversa da quella che viene loro data. Quelli della maggioranza invece passano anche se a volte sono peggiorativi del testo di legge presentato praticamente da loro stessi. Un elemento di divergenza è stata la presentazione di emendamenti dell’opposizione per eliminare dalla commissione censuaria permanente i membri di nomina politica anche se esperti nel settore L’intenzione sarebbe quella di eliminare la consuetudine di infilare, anche in commissioni prevalentemente tecniche, persone che alla fine del credo debbano poi relazionare sul loro mandato o sull’operato della commissione al potente di turno o a quel segretario di partito o a quel membro di Governo”.

Antonella Mularoni, segretario di Stato al Territorio: “Su un testo si può essere d’accordo o meno, ma attribuire alla maggioranza o al Governo intenzioni poco buone non corrisponde a realtà. Vogliamo rendere più moderna la nostra normativa sul Catasto fatta in un periodo diverso in cui l’economia si basava su altri presupposti ovvero sulla proprietà di terreni. E’ un testo elaborato in sinergia: la proposta è giunta direttamente dall’ufficio del catasto. La normativa prevede il rinvio a numerosi decreti delegati. In questo contesto siamo pronti a ricevere suggerimenti dei tecnici ma anche di tutte le forze politiche presenti a San Marino. Mi sembra offensivo dire che le persone nominate dal Consiglio non siano persone al servizio del paese, ma al servizio di interessi privati. La volontà è quella di fare una legge moderna che possa rispondere ai parametri di livello internazionale. Arrivando tardi abbiamo il vantaggio di poter fare tesoro degli errori commessi da altri. Questa è una normativa moderna che ci permetterà di avere una fotografia aggiornata del patrimonio immobiliare del Paese. Attualmente il nostro catasto non è più una fotografia corrispondente alla realtà. Una volta fatta la foto, sarà il Consiglio a determinare le politiche fiscali. Non è vero che si riforma il Catasto per introdurre nuove tasse. Serve una fotografia corrispondente ai tempi e non ferma agli anni ’50. Ribadisco la volontà di essere aperti a qualsiasi contributo. Siamo assolutamente aperti”.

Paolo Crescentini, Ps: “Questa è una legge molto tecnica con un’aspetto importante legato all’aggiornamento degli estimi. Su questo il Ps ha posto attenzione: è una legge necessaria ma tardiva rispetto al provvedimento licenziato dal Governo due anni fa legato alla patrimoniale. Prima di fare la patrimoniale occorreva procedere ad una riforma del Catasto. Allo stesso tempo però non vorremmo che questo provvedimento di legge, attraverso l’articolo 23 sugli estimi, introducesse una sorta di nuova patrimoniale”.

Stefano Canti, Pdcs: ” E’ una norma molto tecnica. Questo Pdl lo possiamo suddividere in due parti: prima parte relativa a modifica cartografia, l’altra parte riguarda l’aggiornamento delle tariffe dell’estimo. Con questa norma Catasto aggiornato e un’informatizzazione più definitiva dei dati relativi al patrimonio immobiliare. Oltre 400 immobili non erano iscritti al Catasto mentre oggi lo sono. Aggiornando le tariffe di estimo non significa aggiornare la pressione fiscale. E’ improprio dire “la riforma del Catasto andava fatta prima della patrimoniale” perché le tempistiche di una patrimoniale sono molto più veloci di una riforma catastale: per una riforma catastale occorrono 3 anni per i terreni e 5 anni per i fabbricati. Fare dopo la patrimoniale significava non farla affatto. Specifico in ogni caso che non è una nuova Patrimoniale. La politica fiscale è tutt’altra cosa rispetto alla normativa sul Catasto”.

Marino Riccardi, Psd: “A distanza di oltre 55/60 anni era estremamente necessario mettere mano a una nuova normativa. E’ vero che è una legge principalmente tecnica ma ci sono anche scelte politiche. Che io condivido perché vanno nel senso di un ammodernamento di una normativa dinamica nel tempo. Obiettivo legge è quello di mantenere inalterato il gettito fiscale. Non tutti pagheranno quello che pagavano prima: ci sarà chi pagherà di più e chi pagherà di meno perché oggi viene cambiato il metodo di valutazione degli immobili. La legge precedente si basava su un’economia contadina e dunque venivano conteggiate le stalle e inoltre una casa con 2 bagni era considerata un lusso. Non erano compresi i centri commerciali. In questi 50 anni il paese è cambiato in maniera radicale ed era necessario adeguarlo alle nuove realtà. Unitamente al valore della rendita viene stabilito un valore del bene. Importante per stabilire il valore del patrimonio immobiliare di un paese. Mi auguro che legge possa essere approvata in tempi brevi. E’ legge con scelte politiche che sono molto importanti per permettere a San Marino di mettersi su carreggiata all’avanguardia e di avere maggiore equità sui prelievi fiscali”.

Remo Giancecchi, Upr: “Noi come Upr avevamo presentato una riforma del Catasto, ma non era stata presa in considerazione allora e non è stata presa in considerazione ora. Ci sono punti dubbi in questa legge. Quella in vigore attualmente per fabbricati e terreni fa riferimento sulla rendita catastale mentre la nuova legge utilizza, senza però specificare come e in quale percentuale, un metodo di calcolo che comprende valore patrimoniale e rendita catastale. Questo nuovo metodo di calcolo può contare su utili differenze. Esempio: un terreno situato in aperta campagna ha una certa rendita catastale, mentre con la riforma attuale che calcola anche il valore patrimoniale avrà un altro valore complessivo. Insomma con questa riforma noi tassiamo anche i terreni che forse un domani potrebbero diventare edificabili. Dobbiamo ragionare molto bene su questo”.

Franco Santi, C10: “Questo provvedimento, oltre agli aspetti prettamente tecnici, ha un obiettivo preciso: ricerca dell’equità ovvero mettere ordine, fare chiarezza e rendere più trasparenti le vere e effettive proprietà degli immobili, per calcolare in maniera equa la ricchezza in mano ai singoli cittadini. Un principio che si può raggiungere con questo tipo di intervento legislativo e con il lavoro che gli uffici saranno chiamati prossimamente a compiere. Finalmente ci siamo arrivati. Diamo merito a chi ci ha lavorato e chi ha voluto portare a compimento questo percorso. Purtroppo l’obiettivo per portare a compimento tutti gli adempimenti previsti è un po’ in là nel tempo. Riguardo alla polemica tra minoranza e segretario di Stato sulla composizione della commissione, le nostre intenzioni partivano dalla considerazione che occorre valorizzare appieno le professionalità che abbiamo all’interno della Pa. Crediamo che i nostri tecnici possano essere capaci di governare questa commissione”.

Nicola Selva, Upr: “Negli anni si era intervenuto in modo parziale, creando una tassazione non equa e non rispondente alla realtà attuale. Le riforme servono, ma si fanno sempre quando bisogna tassare qualcuno o qualcosa. Non perché è il momento o perché il settore deve essere adeguato. Senza scintilla di ripresa per il mercato immobiliare non vorrei che con questa riforma lo si mettesse in ulteriore difficoltà, con una proposta che non è in grado di riattivare questo settore”.

Alessandro Mancini, Ps: “Prima che venisse approvata la patrimoniale, il Ps e Upr avevano posto all’attenzione del Consiglio la necessità di riscrivere le regole del Catasto e presentato un legge di riforma, cui non è stato dato seguito, a dimostrazione che il tema per noi è molto sentito. Questa proposta appare un semplice escamotage per aumentare tassazione che non va verso equità. C’è inoltre un continuo rinvio a decreti delegati, rilevo che se ne è fatto un abuso ampio”.

Augusto Michelotti, Su: “Di questa legge si sentiva l’esigenza per mettere ordine a un settore che andava avanti per conto suo. Ho lamentato nella relazione della pubblicazione di atti catastali, sono atti pubblici, auspico che questa possibilità venga sollevata il più presto possibile, c’è una certa resistenza a dare i dati”.

Elena Tonnini, Rete: “Viene introdotta una novità importante: il Catasto è il passo iniziale per definire una fiscalità in base alla proprietà di terreni e fabbricati. Il catasto dà una fotografia, che è la base per successivi interventi fiscali.

Ma non aiutano le commissioni accentratrici previste nel provvedimento, come quella censuaria, e gli accumuli cariche del dirigente dell’ufficio Catasto. Per esempio, la Commissione può decidere se andare a valorizzare o deprezzare una zona a tavolino, non è questione di mala fede, ma il percorso non è accompagnato da trasparenza. Esistono numerosi casi in cui le nomine politiche non sono state super partes. Per questi motivi il nostro movimento si è dichiarato contrario al progetto di legge, pur riconoscendo la necessità di un intervento in materia”.

Matteo Fiorini, Ap: “Sono state dette cose volutamente distorsive e polemiche. Oggi è avvertita distanza tra la realtà e una buona legge del territorio. La legge in Aula è frutto di un lavoro in sinergia tra la segreteria di Stato e l’ufficio competente. L’attuale catasto è del ’49 e la sua ultima modifica è avvenuta all’81, la necessità di un catasto aggiornato è evidente. Alcune categorie risultano vetuste, credo fosse doveroso intervenire. In Aula qualcuno ha detto che riformare il catasto è un modo subdolo per aumentare le tasse, sono illazioni gratuite. Avere un catasto aggiornato è un’arma vincente per la collettività come supporto alla pianificazione territoriale e come funzione estimativa, statistica, di mappatura della realtà e ha certamente anche una funzione fiscale. Ma anche qui bisogna sottolineare che avere un catasto che fotografi differenti rendite non significa cambiare imposizione fiscale, che è una scelta politica. Sono convinto sia una riforma fortemente strutturale del nostro Paese e del nostro sistema democratico, avendo iniziato l’iter della legge, perché il confronto è stato iniziato prima di depositare la legge”.

Vladimiro Selva, Psd: “Con questo provvedimento realizziamo un progetto atteso da anni, diverse segreterie hanno provato a realizzarlo, per molto tempo è stato fatto di tutto per non mandarlo in porto da parte di certi poteri e persone. E mi stupisce che il movimento Rete oggi annuncia un voto contrario a una legge per dare seguito alle volontà di costoro, a poteri che hanno determinato la situazione attuale per egoismo. Oggi diamo una svolta a una gestione che ha notevole importanza rispetto a una serie di ambiti, fiscale ed economico in generale. Bene ha detto chi ha sostenuto che la riforma non cambia le regole fiscali”.

Antonella Mularoni, segretario di Stato replica: “Ringrazio i consiglieri intervenuti, il clima sembra costruttivo, tutti hanno convenuto sulla necessità di fare la legge, confido che nell’esame dell’articolato si possa andare speditamente”.

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