Home FixingFixing Edilizia, rilancio strategico per le imprese e per lo Stato

Edilizia, rilancio strategico per le imprese e per lo Stato

da Redazione

Le conseguenze negative: meno tasse incassate ma anche più ammortizzatori sociali erogati. In dieci anni chiusa una ditta su sei e i dipendenti ridotti di oltre il 33 per cento.

 

di Daniele Bartolucci

 

L’edilizia settore strategico, ma anche ‘termometro’ dell’economia di un paese. Laddove c’è crescita e sviluppo, le attività legate all’edilizia, che siano costruzioni ex novo, ristrutturazioni o infrastrutture, crescono in maniera evidente. Al contrario, durante le crisi, non solo il ‘mattone’ si svaluta, ma tutto il settore subisce – spesso più di altri – gli effetti negativi. E questo vale a San Marino come nella vicina Italia, anzi, per certi versi in maniera più drammatica. I dati statistici parlano chiaro: nel 2005 le imprese del settore Costruzioni e Impianti (fonte Ufficio statistico dello Stato) erano 456, con una media annuale di 1.447 dipendenti. A novembre 2014 le imprese erano diminuite fino ad attestarsi su 382 totali, in pratica una su sei è sparita nel giro di dieci anni. Di conseguenza anche il numero degli occupati è calato, e in maniera molto più drastica: ad oggi sono 986, un terzo in meno del 2005. Eppure, potenzialmente, gli strumenti per rilanciare il settore sono più ‘facili’ da utilizzare nella piccola Repubblica che altrove. Attraverso una serie di indagini e approfondimenti pubblicati da Fixing negli ultimi due mesi, si è cercato di evidenziare quali possano essere questi strumenti: dagli incentivi per le ristrutturazioni (sia a livello fiscale che burocratico) da parte dello Stato, ad una nuova normativa per le residenze, siano esse per motivi di lavoro, ma anche turistiche o legate alla vicinanza con la riviera romagnola e l’entroterra marchigiano. Nell’ultimo numero di Fixing, infatti, attraverso la rielaborazione della classifica del Sole24Ore sulla “Qualità della Vita”, si è ben palesato il motivo per cui converrebbe trasferire casa, lavoro e famiglia sul monte Titano: perché si vive meglio. E non solo, quindi, perché il fisco è meno aggressivo che altrove. Detto questo, abbiamo iniziato ad ascoltare anche chi, in passato e ancora oggi, opera nell’edilizia: oltre ai temi già toccati, gli imprenditori sammarinesi chiedono anche una normativa più efficace e al passo con i tempi, in parole povere un nuovo Prg (e non solo piccole o grandi varianti). Ma non sarebbero solo le imprese a beneficiare di una ripresa – non speculativa – dell’edilizia, perfino lo Stato avrebbe dei vantaggi e non di poco conto. Prima di tutto va considerato che il ‘monte salari’ nel settore “Costruzioni e Impianti” valeva nel 2013 27.737.271 euro, quando solo nel 2009 era a 35.718.250 euro. Più salari erogati corrispondono a più tasse incassate, questo principio è ben noto a tutti. Quindi un aumento dell’occupazione – e nell’edilizia potrebbero essere riassorbiti molti dei non laureati o diplomati oggi inoccupati – darebbe respiro al Bilancio dello Stato, sia direttamente che indirettamente. Infatti lo Stato non solo non ‘incassa’, ma allo stesso tempo ‘spende’ pure di più, in quanto deve erogare tutti gli ammortizzatori previsti. E visto che il settore edilizia ha ‘generato’ più mobilità e disoccupazione di altri, probabilmente ha anche assorbito risorse importanti. Senza considerare che l’Ufficio statistica tiene separati “Costruzioni e Impianti” da “Attività Immobiliari” e “Commercio”, anche se questi sono legati a doppio filo tra di loro. Basti pensare che le ditte di costruzione devono comunque rifornirsi di materiali, al pari degli artigiani (elettricisti, idraulici, imbianchini ecc), e comunque qualcuno deve gestire la compravendita degli immobili, siano essi terreni o costruzioni. E, non dimentichiamocelo, c’è anche chi deve finanziare tutto questo, ovvero le banche. Purtroppo però questi finanziamenti non si sono poi tradotti sempre in utili, anzi, spesso le banche sammarinesi si sono trasformate in una sorta di ‘immobiliari’ loro malgrado, con diversi immobili da rimettere sul mercato. Un mercato oggi in stallo, sia per quanto riguarda la compravendita in sé, che la progettazione e la riprogettazione degli immobili: nel 2007, sono stati approvati ben 315 progetti tra nuove costruzioni, ampliamenti e ricostruzioni, nel 2013 solo 130 e nel 2014 ancora meno, visto che a settembre l’Ufficio di statistica ne aveva conteggiati solo 98. Di qui l’urgenza di disegnare quanto prima una strategia per rilanciare il settore nella sua interezza: perché si è visto, non riguarda solo pochi imprenditori, ma una larga fetta dell’economia sammarinese e, come detto, anche le stesse finanze pubbliche.

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