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San Marino, Consiglio Grande e Generale: incentivi sulle energie rinnovabili

da Redazione

Il decreto è ratificato a maggioranza dopo l’esame, in cui sono approvati gli emendamenti del governo e respinti quelli di Rete. Il report dell’agenzia Della Torre.

 

SAN MARINO – La seduta consiliare notturna riprende dal dibattito sul decreto legge 23 ottobre 2014 n.166 “Attribuzione al Capo del Servizio di Protezione Civile del potere di ordinanza di cui all’articolo 42 della Legge 19 luglio 1995 n. 87”, che viene ratificato. Stessa sorte per il successivo, il n.186 “Disposizioni in materia di bollo per la riscossione in modo virtuale”. Si apre quindi un lungo dibattito sui contenuti del decreto n.187, “Incentivi per l’effettuazione di interventi di riqualificazione energetica ed impiantistica degli edifici esistenti e per l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili o cogenerazione”, ratificato infine a maggioranza dopo l’esame, in cui sono approvati gli emendamenti del governo e respinti quelli di Rete. L’esame dei decreti rimasti all’ordine del giorno proseguirà domani.

Di seguito una sintesi degli interventi della seduta notturna.

Ratifica decreti delegati e decreto-legge

Decreto 2. Ratifica decreto legge 23 ottobre 2014 n.166 – Attribuzione al Capo del Servizio di Protezione Civile del potere di ordinanza di cui all’articolo 42 della Legge 19 luglio 1995 n. 87. Filippo Tamagnini, Pdcs: “Il decreto ha lo scopo di adeguare le norme esistenti, derivando dalla costituzione della Protezione civile. Non c’è nessuna incompatibilità, c’è un potere attribuito a Protezione civile e all’ufficio edilizia di ricevere comunicazione su pericoli per la pubblica incolumità e il potere di intimare provvedimenti urgenti, in determinati tempi. Il servizio Protezione civile, in caso di manufatti, ha il compito di intimare ai proprietari di far abbandonare un edificio pericolante.

Antonella Mularoni segretario di Stato per il Territorio replica: “Il primo articolo ha un’unica finalità, eliminare le ambiguità e indicare poteri che aspettano agli organi della Pa , non più si prevede l’intervento della Reggenza. Il secondo articolo distingue i poteri previsionali, con interventi di urgenza e pubblica incolumità. Siamo andati a discpliare in modo più chiaro i poteri dell’autorità amministrativa preposta”.

Decreto 4: Incentivi per l’effettuazione di interventi di riqualificazione energetica ed impiantistica degli edifici esistenti e per l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili o cogenerazione.

Antonella Mularoni, segretario di Stato per il Territorio: “E’ un decreto atteso e che ha raccolto giudizi favorevoli anche dall’apposizione. E’ stato sollecitato dall’associazione competente e dagli uffici per rendere una dizione chiara dove potevano esserci ambiguità. Al momento le domande sono di numero contenute, questa è sede per rendere il decreto di ancora più facile applicazione. Non ci sono emendamenti di carattere sostanziale al decreto, che da le gambe all’ultima legge portata in Aula dal mio predecessore, una normativa che ha contribuito a rendere il Paese più moderno rispetto queste problematiche”.

Augusto Michelotti, Su: “Ho notato una cosa che poi è stata parzialmente corretta dagli emendamenti del governo. Si andava a toccare troppo il Prg e il testo unico, norme tecniche in vigore da più di venti anni. Ci sono modifiche strutturali, non è un decreto ‘finalizzato a’. E’ ora di mettere le mani al testo unico di leggi urbanistiche, perché è ancora più un colabrodo con leggi di questo tipo”.

Elena Tonnini, Rete: “In effetti questo decreto sembra più una legge perché accorpa molti temi. Ma devo dare merito di affrontare nel concreto il tema dell’efficenza energetica attraverso questo decreto, è un tema strategico per sviluppo Paese. Detto questo faccio alcuni rilievi, con questo provvedimento sono concessi incentivi di tipo urbanistico, proponendo demolizioni/ricostruzioni pur di raggiungere 25% di miglior efficientamento energetico, si interviene sugli indici, viene fatto tutto questo al di fuori della pianificazione del territorio. E’ quasi un pegno da pagare per chi vuole costruire. Ci sono poi importanti sgravi economici. Quello che doveva essere un nuovo modo di concepire il territorio nasce già vecchio, rispondendo alle esigenze di pochi. Ci sono molti passi in avanti, ma anche dubbi e per questo abbiamo presentato emendamenti su aspetti urbanistici e sull’introduzione di parametri di reddito per accedere agli incentivi”.

Franco Santi, C10 : “Per noi è un decreto strutturato in modo corretto, questi interventi introducono a San Marino concetti sulla ristrutturazione del patrimonio esistente che vanno a cogliere l’opportunità di dare una risposta efficace a un settore in crisi attraverso l’obiettivo virtuoso della riduzione dei consumi. Certamente si può fare di più. Le osservazioni dei miei colleghi sono condivisibili, ma credo ci sia cura da parte dell’esecutivo su interventi in deroga alla materia urbanistica. Bene quindi il mantenere fermo l’obiettivo di ristrutturazione a quelli di riduzione energetica. Sugli incentivi legati al Fer credo ci sia un approccio più corretto in questo decreto rispetto quelli precedenti”.

Stefano Canti, Pdcs: “Ringrazio il segretario di Stato per l’adozione di un decreto molto apprezzato da chi opera nel settore progettazioni. Mira verso la direzione giusta perché accorpa tutti i decreti precedenti in materia, abbiamo una sorta di testo unico che offre semplificazione. E’ vero si introduce un incentivo di carattere urbanistico e a fondo perduto ed è la novità sostanziale. Lo abbiamo ritenuto fondamentale perché con la ristrutturazione e possibilità di demolizione e ricostruzione dell’intero fabbricato si ha la possibilità di ricostruire in modo più efficiente per i consumi energetici, ma anche con adeguamento antisismico. Si prevedono poi gli incentivi a fondo perduto, per rilanciare anche un settore in forte difficoltà”.

Matteo Fiorini, Ap: “E’ un decreto che ha visto un percorso di emanazione e uno studio complesso e approfondito. E’ un punto d partenza importante per il nostro contesto urbanistico che è in gran parte un patrimonio vecchio. E’ utile quindi che la politica con un intervento indirizzi i cittadini a effettuare investimenti in questo senso. Oggi è importante far arrivare un messaggio chiaro alla popolazione, si offre una potenziale risposta a un settore in difficoltà ma anche un settore strategico. E’ uno strumento che deve essere recepito dai cittadini come occasione per rimettere mano agli edifici vecchi. Rispetto agli incentivi dovremmo, come Consiglio, monitorare il processo e regolarli in modo opportuno perché sono un reale investimento, dato il loro potenziale moltiplicatorio. Questo decreto è un traguardo sicuramente importante”.

Alessandro Mancini, Ps: “Anche io credo che il decreto sia un tassello importante, esprimo quindi una considerazione positiva sul lavoro fatto dalla segreteria di Stato, tutta la materia che riguarda l’uso di fonti di energia rinnovabili è molto recente, del 2008, si è avuta un’evoluzione positiva. Decreto fa ordine, ma non vorrei raffreddare gli entusiasmi di chi pensa che sia la risoluzione di tutti i problemi del settore immobiliare. Non basta questo provvedimento per affrontare la crisi di un intero settore, mi auguro che in Aula presto si possa affrontare anche questo tema”.

Vladimiro Selva, Psd: “Sono fermamente convinto che questo decreto segnerà per quel che riguarda le politiche energetiche della Repubblica e per la ripresa del settore edile un punto di svolta. Gli incentivi: non vedo niente di male se dovranno essere rivisti al rialzo, anzi indicherà successo del provvedimento”.

Marco Podeschi. Upr: “E’ sicuramente un intervento positivo. Ma non penso ci sarà un impulso tanto importante nel settore edilizio, non prevedo la svolta copernicana, ma una serie di interventi di ristrutturazione che potranno essere positivi. Il mio auspicio: spero che anche lo Stato pensi a riqualificare i suoi edifici che fanno pena dal punto di vista energetico. Lo faccia anche per dare un esempio ai cittadini, ma lo Stato è latitante su questo aspetto”.

Antonella Mularoni, segretario di Stato, replica: “Ci tengo a ringraziare lo staff della segreteria ma anche i consiglieri di maggioranza che si occupano di questi temi che hanno dato un contributo fattivo. Sono dispiaciuta per l’intervento prevenuto del consigliere Tonnini. Anche io consigliere sono amareggiata come lei che questo Paese non è stato protetto in passato dagli abusi edilizi, ma questo intervento non va in questa direzione. Anche Rete è a favore della riduzione degli sprechi energetici e l’intervento si inserisce in quest’ottica. L’obiettivo è questo, dando incentivo economico a chi decide di fare interventi che sono costosi. E’ un intervento fatto i buona fede, se poi vedremo che certe cose si sono assoggettate ad abusi, interverremo. Non intendiamo portare avanti interventi spot, come paventato dal consigliere Michelotti. Lungi da me sostenere che questo intervento è la panacea del settore edilizio, sarebbe sciocco sostenerlo. Sono diversi gli interventi che stiamo facendo per il settore, come la riforma sistema appalti. Noi cercheremo di aiutare e migliorare il patrimonio, senza deturpare il Paese”.

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